REPORT – CESP- RETE DELLE SCUOLE RISTRETTE AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO
Positivo il bilancio della partecipazione del CESP e della Rete delle scuole
ristrette al Salone Internazionale del Libro di Torino di quest’anno. Come
previsto il CESP e la Rete sono stati presenti in più appuntamenti e in quelli
svolti negli spazi delle Regioni Umbria, Lazio e Toscana sono state poste le
concrete basi per l’attuazione di interventi di welfare culturale in carcere,con
riguardo alle biblioteche e ai percorsi teatrali, attraverso i quali prevedere
percorsi professionalizzanti per i detenuti come operatori di biblioteca,
operatori culturali, tecnici delle luci e del suono, macchinisti, costumisti
(oltre che attori). In tutti gli appuntamenti il CESP e la Rete sono stati
seguiti da un pubblico vasto e vario che si è dimostrato interessato al percorso
compiuto dal CESP e dalla Rete in questi anni. Negli incontri svolti con le
Regioni sono intervenuti, Olimpia Bartolucci (Regione Umbria), Francesca Cadeddu
(AIB nazionale- Referente biblioteche in carcere), Giorgio Flamini (docente,
architetto, direttore artistico Compagnia #SIneNOmine CR Spoleto), Luisa
Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Roberto Sasso (Biblioteca di Orvieto),
Filomena Avallone (Regione Lazio), Pino Panepinto (Operatore di Biblioteca),
Elena Pianea (Regione Toscana), Elisabetta Soldati (Rete Bibliotecaria di
Siena), Tiziana Mori (Centro Regionale Biblioteca sociale in Carcere, SDIAF
Firenze), Valeria Cioni (Direttrice Biblioteca Labronica Livorno), Giovanna
Cuzzola (Area Educativa Casa Circondariale Livorno), Erica Meucci (docente CC
Livorno-CR Gorgona-Tutor Progetto Biblioteche innovative in carcere), Anna
Grazia Stammati (Presidente CESP, coordinatrice Rete delle scuole ristrette) .
Molto apprezzato l’intervento di un ex studente “ristretto” di Rebibbia (ora
libero), il quale ha raccontato di quel doppio incontro in carcere che ha
cambiato il suo percorso di vita, la scuola (in possesso della sola licenza
media ha potuto frequentare le scuole superiori e ottenere il diploma di
maturità) e la Biblioteca (frequentando il corso Biblioteche innovative in
carcere ha potuto conoscere il mondo dei libri e scoprire interessi e bisogni
sino ad allora inespressi, acquisendo un certificazione delle competenze come
“operatore di Biblioteca”). Un incontro, ha detto, che non sarebbe mai potuto
avvenire fuori, dove le sue condizioni non gli avrebbero permesso di frequentare
le persone che lo hanno accolto e accompagnato nel nuovo percorso. Severo è
stato, però, il suo monito sulla necessità che la società mantenga le promesse e
accolga chi, una volta pagati i propri errori, vorrebbe ricominciare, ma non può
farlo, nonostante l’impegno individuale, perché le porte rimangono chiuse.
Particolarmente partecipato l’incontro nella Sala Internazionale del Lingotto
“Oltre la pena: percorsi di risocializzazione e cittadinanza attiva” che, a
fronte di 80 posti disponibili, ha visto circa 120 persone in fila per accedere
alla Sala Internazionale messa a disposizione dal Salone. Nel dibattito hanno
preso la parola la Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la referente
dell’area educativa dell’Istituto Penale Minorile, “Ferrante-Aporti” di Torino,
Rita Bonavita, la Dirigente dell’IIS “Soleri-Bertone” di Saluzzo, Alessandra
Tugnoli, il Referente del Rettore per i Poli Universitari in carcere e docente
ordinario di Sociologia presso l’Università di Torino, professor Rocco
Sciarrone, la presidente del CESP e coordinatrice della Rete delle scuole
ristrette, Anna Grazia Stammati (da sinistra nella foto), la dottoressa Elena
Pianea, per la Regione Toscana, l’avvocato Damiano Pujia, membro della
Commissione di diritto penale e dell’Osservatorio sulle carceri (O.N.A.C.) di
A.I.G.A.-Roma. Due i punti dai quali si è partiti, l’esclusione di fatto di una
parte consistente della popolazione italiana dalla vita culturale della società
(come dimostrano i dati dello stesso Ministero della Giustizia- Detenuti per
titolo di studio, al 31 dicembre 2025); la necessità di garantire percorsi di
crescita personale dei detenuti, mirati a riportare il cittadino all’interno
della comunità, attraverso istruzione e cultura, veri e propri pilastri
pedagogici e costituzionali legati all’articolo 27 della Costituzione italiana.
A partire da tali presupposti e da quanto è emerso negli incontri con le regioni
per la costituzione di una rete tra le biblioteche nelle carceri delle regioni
con le quali si è stabilita una fattiva collaborazione, si è proposto un
percorso per la definizione di una cornice “istituzionale” che, da alcune
consolidate esperienze in atto, come quelle rappresentate dal CESP-Rete delle
scuole ristrette, favorisca un intervento strutturale e non episodico dei
detenuti in merito ai temi trattati. Su questo la Vicepresidente del Senato ha
dimostrato la disponibilità politica e istituzionale per trasformare progetti
pilota sulla cultura in carcere in riforme strutturali, dimostrando un’apertura
formale per dare un seguito concreto alle proposte avanzate e offrendo una
sponda legislativa a iniziative che spesso restano frammentate.
Al termine dell’incontro ci si è dato appuntamento al Festival dei Due Mondi di
Spoleto, nel quale il CESP e la Rete sono inseriti da undici anni. In tale
ambito la Compagnia #SIneNOmine (Direttore artistico Giorgio Flamini), il 7 e
l’8 luglio presenterà lo spettacolo “Innominabile ’27. Non posso continuare.
Continuerò” dedicato a Samuel Beckett e interpretato dai detenuti della Casa di
Reclusione di Spoleto che si svolgerà all’interno delle mura del penitenziario.
In continuità con lo spettacolo, il CESP-Rete delle scuole ristrette, l’8 e il 9
luglio svolgerà un seminario di formazione/aggiornamento “Lo scaffale di Caino:
uno sguardo oltre le sbarre. Non posso continuare. Continuerò” che si aprirà nel
pomeriggio dell’8 luglio, prevedendo la partecipazione dei docenti della Rete
alla replica dello spettacolo e continuerà il 9 luglio per fare, insieme ai
docenti della Rete, un bilancio complessivo, sia dell’attività svolta nell’anno
in corso che dello stato dei percorsi di istruzione e cultura negli istituti
penitenziari per definire le linee di intervento per l’anno scolastico
2026-2027.
Anna Grazia Stammati
(Presidente CESP)