GUERRA: MARCO GRIMALDI (AVS), 400 MILITARI ITALIANI IN BASE SAUDITA A SOSTEGNO “DEGLI INTERESSI NAZIONALI”
“400 militari italiani schierati nella base saudita di King Fahd a pochi km
dalla Mecca, dove da metà marzo è schierata in gran segreto la Task Force
Arabia”. Lo denuncia il vicepresidente di AVS alla Camera Marco Grimaldi. In
pratica l’Italia fa da scudo a raffinerie e depositi sauditi contro droni e
missili di Iran e Houthi. Lo dice lo stesso sito della Difesa: ‘concorre alla
sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo e alla protezione degli interessi
nazionali’. Tradotto: petrolio. Mentre la base di King Fahd ospita gli stormi
sauditi che bombardano lo Yemen.
Non si tratta di una missione autorizzata. La delibera missioni approvata il 28
agosto prevede Iraq, Emirati, Kuwait, Bahrein e Qatar. L’Arabia Saudita non c’è.
La Task Force Air Arabia non è neppure citata. “Avevamo denunciato il trucco
dell’interoperabilità tra missioni nell’ottobre 2024, ma qui siamo oltre-
sostiene Grimaldi – è un’operazione nuova, in un Paese non autorizzato, in piena
escalation Usa-Israele contro l’Iran e mentre Riad prepara l’offensiva contro
gli Houthi”.
E mentre questo accade, Aviano diventa hub di guerra. Come abbiamo segnalato il
10 settembre, sarebbero atterrati dalla Prince Sultan Air Base saudita – dove ci
sono Patriot e THAAD – un C-17 Globemaster RCH337 da Ramstein sulla rotta dei
carichi bellici, del 105° Airlift Wing specializzato in sistemi antimissile, un
747 Atlas CMB553 per trasporto truppe con manovra inconsueta dal lato nord, e un
C-130 RCH729 per trasporti speciali. Dopo i due turni di F-16 del 31° Stormo nel
Golfo da febbraio ad agosto e il rientro di 12 F-16 dalla Giordania, è
l’ennesima prova del ruolo centrale di Aviano.
“Meloni e Crosetto vengano subito in Aula a dire con quale base giuridica, con
quali regole di ingaggio e quanto costa tenere i nostri militari a fare da
guardia armata alle petromonarchie”.
Marco Grimaldi ai nostri microfoni Ascolta o scarica