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Saif Abukeshek e Thiago Ávila rilasciati: una vittoria della soliderietà internazionale
BARCELLONA/MARMARIS – La Global Sumud Flotilla conferma che Saif Abukeshek e Thiago Ávila sono stati rilasciati dalla detenzione illegale israeliana dopo essere stati rapiti e aver subito dieci giorni di abusi e torture. Saif ha viaggiato attraverso Atene ed è arrivato a Barcellona nel primo pomeriggio di oggi, ricongiungendosi con sua moglie e i suoi figli. Thiago ha attraversato il confine di Taba e sarà a casa in Brasile con sua moglie e sua figlia entro il pomeriggio di lunedì. Questo è ciò che significa mobilitazione. Il loro rilascio dimostra che una pressione internazionale e politica costante funziona. In questo senso, lo celebriamo. Ma diciamo chiaramente ciò che non cambia. Il rilascio non è libertà. Saif e Thiago tornano a casa mentre 9.500 uomini, donne e bambini palestinesi restano detenuti illegalmente nelle carceri del regime israeliano, sottoposti allo stesso sistema di detenzione illegale, tortura e impunità che i nostri compagni hanno sperimentato per dieci giorni e che i palestinesi subiscono da decenni. Quel sistema ha un volto. Tre detenuti palestinesi recentemente rilasciati hanno descritto le condizioni del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, detenuto da Israele dal 27 dicembre 2024. Descrivono un uomo quasi irriconoscibile: sotto shock, incapace di parlare correttamente, con le sue urla udibili durante gli abusi. Privato delle cure mediche. Sottoposto a lunghi periodi in catene, perquisizioni corporali degradanti, pestaggi e attacchi con cani. Questa è la realtà per oltre 9.500 palestinesi oggi, molti dei quali senza alcuna prospettiva di rilascio. Allo stesso modo, recentemente sono emerse notizie di torture e abusi continui contro Marwan Barghouti. Marwan è detenuto illegalmente dal regime israeliano da 24 anni e continua a essere sottoposto al loro sistema di apartheid, abuso e detenzione ingiusta. Continuiamo inoltre a chiedere il rilascio dei nostri compagni tunisini. Questa lotta non finisce con i rilasci. Finisce quando il sistema che li ha prodotti sarà completamente smantellato. La missione continua. 57 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla restano a Marmaris, in Turchia, con partecipanti e organizzatori riuniti per discutere i prossimi passi e la strategia futura. Mentre il regime israeliano continua a cercare di spezzare la volontà del popolo palestinese e di tutti coloro che gli stanno accanto, le notizie di oggi e l’escalation della violenza e dell’impunità da parte di Israele non fanno che rafforzarne la determinazione. Questo rilascio arriva inoltre mentre oggi si è tenuto presso l’Università Muğla Sıtkı Koçman il simposio giuridico “Resistenza civile contro il genocidio: la Global Sumud Flotilla e il diritto internazionale”, durante il quale studiosi e professionisti del diritto hanno esaminato le responsabilità degli Stati e i meccanismi di accountability, inclusi possibili procedimenti presso la Corte Penale Internazionale. Il rilascio dei nostri compagni non chiude il fascicolo legale. Lo arricchisce. Continuiamo a chiedere che l’UE e la Grecia rispondano del loro silenzio e della loro complicità, e chiediamo sanzioni immediate contro Israele per questo rapimento illegale, per il genocidio e per le continue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Palestina libera. Global Sumud Flotilla
May 11, 2026
Pressenza
Thiago e Saif liberati ed espulsi da Israele
Questa mattina, 10 maggio 2026, gli avvocati di Adalah hanno confermato la notizia che attendevamo da ieri: Thiago Avila e Saif Abukeshek, rapiti e arrestati in acque internazionali nella notte tra il 29 e il 30 aprile e detenuti in condizioni durissime in un carcere israeliano per più di una settimana sono stati liberati ed espulsi dal Paese. Secondo fonti della Global Sumud Flotilla, Saif, palestinese con cittadinanza spagnola, è stato portato ad Atene, da dove proseguirà per Madrid, mentre Thiago passerà dall’Egitto e da lì prenderà un volo per il Brasile. La loro liberazione è senz’altro frutto della mobilitazione internazionale e delle pressioni dei governi spagnolo e brasiliano, mentre il governo italiano ha brillato come al solito per inerzia e complicità con Israele, nonostante i due attivisti viaggiassero a bordo di una barca battente bandiera italiana. Le barche della flotilla scampate all’assalto israeliano stanno arrivando a Marmaris, in Turchia, dove si terrà un’assemblea per decidere come proseguire la missione per rompere l’assedio illegale di Gaza. Le hanno raggiunte cinque imbarcazioni greche e altre ancora provenienti dalla Turchia. Redazione Italia
May 10, 2026
Pressenza
Palestina è anche poesia
Oggi: una poesia di Zineb Saaid Anbamed: aggiornamenti 8 e 9 maggio Roberto Seghetti sulla seconda Flottilla Majd Jawad sulle Guardie della notte in Cisgiordania Alessio Giordano: una palestra… Flavio Novara: attacco alla sanità Claudia Carpinella: le confessioni dei soldati IDF Shatha Yaish su espulsioni da Gerusalemme ROdU sui sequestrari flottilla in Israele Alessia Grossi su Sanchez e Albanese Kate
Thiago e Saif: ricorso respinto
O6 maggio 2026 Oggi, il tribunale distrettuale di Beer Sheva ha respinto il ricorso presentato da Adalah contro la proroga della detenzione degli attivisti e leader della Global Sumud Flotilla (GSF) Thiago Ávila e Saif Abu Keshek. La corte ha confermato la decisione del tribunale di primo grado di prorogare la loro detenzione fino a domenica 10 maggio 2026, alle ore 9:00. Adalah ribadisce che questa decisione è illegale e irragionevole. Come hanno sostenuto gli  avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma dinanzi al tribunale distrettuale, i giudici non hanno affrontato la questione della totale mancanza di autorità legale da parte dello Stato per procedere a un arresto – che di fatto è stato un rapimento – in acque internazionali. Per essere legale, in queste circostanze, l’arresto avrebbe richiesto una procedura formale di estradizione. Poiché non sussiste alcuna autorità per procedere all’arresto, ogni giorno di detenzione successivo è illegale. Ciò è particolarmente grave dato che gli attivisti sono stati rapiti mentre erano a bordo di un’imbarcazione battente bandiera italiana, il che li poneva sotto la giurisdizione italiana. L’operazione costituisce una chiara violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che stabilisce che solo lo Stato di bandiera può ordinare l’arresto o la detenzione di una nave, anche a fini di indagine. Il governo italiano ha già denunciato come illegale l’azione di Israele. Il tribunale distrettuale si è basato su prove segrete, alle quali la difesa non ha avuto accesso e che non ha potuto contestare. Inoltre, la corte non ha tenuto debitamente conto dell’argomentazione della difesa secondo cui tutte le informazioni fornite dagli attivisti durante gli interrogatori condotti dall’agenzia di intelligence Shabak (ISA) e dalla polizia israeliana, incentrati in gran parte sulla Global Sumud Flotilla, sono pienamente pubbliche e già disponibili online. Global Sumud Flotilla
May 7, 2026
Pressenza
Thiago Ávila e Saif Abukeshek restano detenuti per altri 6 giorni
Oggi, 5 maggio 2026, il tribunale di primo grado di Ashkelon ha accolto la richiesta dello Stato iraeliano di estendere la detenzione degli attivisti umanitari della Global Sumud Flotilla fino a domenica 10 maggio 2026 alle 9:00. Le avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, che rappresentano i due attivisti, hanno sostenuto durante l’udienza che le accuse nei loro confronti sono infondate e che non esistono basi legali per prolungarne la detenzione. Adalah chiarisce che non sono state formalizzate accuse e che la detenzione è finalizzata esclusivamente al proseguimento degli interrogatori. Durante una precedente udienza, il pubblico ministero israeliano ha presentato un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatto con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica, e trasferimento di beni a favore di un’organizzazione terroristica. Il team della difesa ha sottolineato che non esiste alcun legame tra il fornire aiuti a una popolazione civile tramite una flotilla umanitaria e qualsiasi “organizzazione terroristica”. Adalah ha inoltre sostenuto che, poiché gli attivisti sono stati sequestrati a oltre 1.000 chilometri da Gaza e non sono cittadini israeliani, la legge penale israeliana non è applicabile al loro caso. Thiago Ávila e Saif Abukeshek restano in totale isolamento, sottoposti a illuminazione intensa 24 ore su 24 nelle celle e bendati ogni volta che vengono spostati, anche durante le visite mediche. Entrambi stanno continuando lo sciopero della fame, assumendo solo acqua dalla mattina presto di giovedì 30 aprile, in segno di protesta contro il loro sequestro e il trattamento disumano. Nonostante le argomentazioni della difesa, il giudice del tribunale di primo grado Yaniv Ben-Haroush ha approvato la richiesta dello Stato di prolungare la detenzione basandosi in parte su prove segrete, che né gli attivisti né i loro avvocati hanno potuto esaminare. Il tribunale ha concesso per intero l’estensione di sei giorni richiesta dallo Stato senza imporre alcuna limitazione o vincolo giudiziario al periodo di interrogatorio. La risposta di Adalah: “La decisione del tribunale di prolungare la detenzione di attivisti umanitari sequestrati in acque internazionali si fonda su presupposti giuridici illegittimi. Per tale ragione, Adalah presenterà immediatamente ricorso al tribunale distrettuale per contestare questa decisione e chiedere il rilascio immediato e incondizionato di Thiago e Saif” Global Sumud Flotilla
May 5, 2026
Pressenza
Pirateria di Stato in acque internazionali: un crimine che il governo italiano rifiuta di vedere
Chiamiamola con il suo nome: pirateria di Stato. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, la Marina militare israeliana ha intercettato oltre venti imbarcazioni civili della Global Sumud Flotilla, cariche di cibo e medicinali diretti a Gaza a oltre 960 chilometri da Gaza, in acque internazionali al largo di Creta, quindi fuori da qualsiasi giurisdizione territoriale israeliana e in vicinanza del territorio europeo. Un atto che non ha alcun fondamento nel diritto internazionale e che configura, senza giri di parole, una violazione gravissima della sovranità dei mari_ Il diritto internazionale non è un optional La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), firmata e ratificata da quasi tutti gli Stati del mondo, stabilisce con chiarezza che le acque internazionali sono res communis omnium: nessuno Stato può esercitarvi giurisdizione su navi battenti bandiera di un altro Stato, salvo le ipotesi tassativamente previste: pirateria, tratta di esseri umani, traffico di stupefacenti. Le barche erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca, e alcuni degli attivisti erano a bordo di imbarcazioni battenti bandiera italiana. Ciò significa, come ha precisato la delegazione italiana della Flotilla, che prelevare quei passeggeri equivale, agli occhi del diritto del mare, ad averli sottratti illegalmente da una porzione di territorio italiano. Israele, che non ha mai ratificato l’UNCLOS, non può invocare il proprio blocco navale su Gaza come legittimazione dell’azione: un blocco applicato a 960 chilometri di distanza, su imbarcazioni di Paesi terzi, in acque che non gli appartengono, è un non sequitur giuridico di proporzioni abissali. Ostaggi, non terroristi Thiago Ávila, brasiliano, è stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte: i lividi sono visibili sul volto, compresa l’area intorno all’occhio sinistro. Saif Abukeshek, spagnolo di origini palestinesi, nato in un campo profughi della Cisgiordania, è stato bendato e con le mani legate, costretto a rimanere a faccia in giù per tutte le ore di navigazione da Creta a Israele. I loro avvocati dell’ONG Adalah hanno denunciato gravi abusi fisici assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare. Il tribunale di primo grado di Ashkelon ha esteso la loro detenzione al centro di Shikma, dove si trovano in isolamento, senza che siano state ancora presentate accuse formali contro nessuno dei due attivisti. Due persone detenute senza capo d’imputazione, in isolamento, dopo essere state sequestrate in acque internazionali. Nel vocabolario del diritto, questa si chiama detenzione arbitraria, e costituisce una violazione dell’articolo 9 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, nonché dell’articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio, e il gruppo legale della Global Sumud Flotilla ha depositato un ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro lo Stato italiano per non aver protetto i propri cittadini e le proprie bandiere. L’inerzia del governo italiano diventa così essa stessa oggetto di un procedimento internazionale. Il governo italiano: una complicità silenziosa Di fronte a tutto questo, 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 o peggio. Laddove la Grecia, Stato membro UE che ha visto i propri mari violare, ha pubblicamente fatto appello alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale, chiedendo a Israele di ritirare le sue navi dall’area, l’Italia ha lasciato che due persone prelevate da imbarcazioni sotto la propria bandiera marcissero in un carcere straniero. E poi è arrivato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato. Il presidente del Senato, lo stesso che tiene un busto di Mussolini in casa e che ha definito l’eccidio nazista di via Rasella una “pagina non nobile della Resistenza”, ha liquidato la vicenda come “propaganda a scarso rischio e alto ritorno mediatico”, aggiungendo che “essere fermati è il massimo a cui possono aspirare” e che se gli attivisti avessero “la fortuna di essere fermati gridano poi alla tortura”. Le torture, però, non sono slogan: sono i lividi documentati dai medici, sono i corpi portati in ospedale, sono le dichiarazioni sotto giuramento degli avvocati di Adalah. Che il presidente di un’assemblea parlamentare repubblicana derida le vittime di violenze fisiche accertate, mentre sono ancora in isolamento in un carcere straniero, è un fatto di una gravità istituzionale senza precedenti. 𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐮𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥’𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐧𝐞 𝐡𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐨𝐟𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚. 𝐄’ 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. Il diritto non può tacere Due persone sono prigioniere oggi, 5 maggio 2026, nel carcere di Shikma. Sono lì perché hanno cercato di portare aiuti umanitari a una popolazione sotto assedio. Sono lì dopo essere state sequestrate in acque internazionali, picchiate, bendate, incatenate in aula. Il governo italiano non ha mosso un dito. La seconda carica dello Stato le ha derise. > 𝑳𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒈𝒊𝒖𝒓𝒊𝒅𝒊𝒄𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆, 𝒍𝒂 > 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒄𝒊𝒗𝒊𝒍𝒆, 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 > 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝑪𝒂𝒓𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 > 𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝑼𝒏𝒊𝒕𝒆 𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂, > 𝒉𝒂 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒍𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆. 𝑵𝒐𝒏 𝒇𝒂𝒓𝒍𝒐 > 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒏𝒆𝒖𝒕𝒓𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀: 𝒆̀ 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀. > > 𝐓𝐇𝐈𝐀𝐆𝐎 𝐀́𝐕𝐈𝐋𝐀 𝐄 𝐒𝐀𝐈𝐅 𝐀𝐁𝐔𝐊𝐄𝐒𝐇𝐄𝐊 𝐃𝐄𝐕𝐎𝐍𝐎 > 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀𝐓𝐈 𝐈𝐌𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄. 𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐎 > 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀, 𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐆𝐈𝐔𝐃𝐈𝐂𝐀. Aurelio Angelini
May 5, 2026
Pressenza
Visita delle avvocate di Adalah a Thiago e Saif: segnalazioni di minacce di morte e detenzione prolungata
A seguito di una visita appena conclusasi presso il centro di detenzione di Shikma da parte delle avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, Adalah lancia l’allarme riguardo agli abusi psicologici e ai maltrattamenti subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla (GSF) Thiago Ávila e Saif Abukeshek. Entrambi gli attivisti sono giunti al sesto giorno di sciopero della fame (bevono solo acqua) per protestare contro il loro sequestro illegale da parte della marina israeliana in acque internazionali mentre erano impegnati in una missione umanitaria volta a sfidare l’illegale blocco su Gaza. Thiago Ávila ha riferito di essere stato sottoposto a ripetuti interrogatori della durata massima di otto ore. Gli interrogatori lo hanno minacciato esplicitamente, affermando che sarebbe stato «ucciso» o avrebbe «trascorso 100 anni in carcere». Entrambi gli attivisti sono detenuti in isolamento totale. Le loro celle sono sottoposte a un’illuminazione costante ad alta intensità 24 ore su 24, una pratica nota dell’Israeli Prison Service (IPS) specificamente studiata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Inoltre, Thiago ha riferito di essere detenuto a temperature estremamente basse. Vengono tenuti bendati in ogni momento ogni volta che vengono spostati fuori dalle loro celle, anche durante le visite mediche. Adalah sottolinea che bendare un paziente durante una visita costituisce una grave violazione degli standard etici medici. Gran parte dell’interrogatorio si è concentrato sulla Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria pacifica, il che conferma che la detenzione costituisce un tentativo di criminalizzare gli aiuti umanitari e la solidarietà. Le avvocate di Adalah sono in attesa di sapere se domani verrà presentata una richiesta di proroga della detenzione e continuano a chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato e la fine di questi procedimenti illegali. Per gli ultimi aggiornamenti, seguite il canale WhatsApp di Adalah:  https://whatsapp.com/channel/0029Vb6ReXG8PgsLxkVY643j     Global Movement to Gaza
May 4, 2026
Pressenza