IL CRIMINALE ISRAELIANO WINTER RINUNCIA ALLA CONFERENZA IN CILENTO, AVREBBE RISCHIATO L’ARRESTO
Uno dei generali responsabili e promotori del genocidio del popolo palestinese,
non solo oggi ma almeno dell’ultimo decennio, Ofer Winter, ha dichiarato via
social che non verrà in Italia. Secondo un esposto presentato alla Procura di
Roma dalla Hind Rajab Foundation, insieme a realtà come Bds Italia e Assopace,
Ofer Winter sarebbe dovuto intervenire il 31 marzo all’Hotel Ariston di
Capaccio, in Cilento, a un evento organizzato dalla Pastoral Tourism, compagnia
turistica israeliana.
La biografia di Ofer Winter non lascia dubbi sul personaggio in questione. Il
sito Global Justice 4 Palestine lo ricorda al comando della Brigata Givati
quando “guidò uno dei più grandi massacri e crimini di guerra commessi a Gaza”.
Era il 2014 e durante l’operazione “Margine di Protezione” l’esercito israeliano
“uccise oltre duemila palestinesi, tra i quali 500 minori, macchiandosi di
crimini di guerra secondo le Nazioni Unite”.
Winter è descritto anche come responsabile di “crimini secondo lo Statuto di
Roma” per aver diretto “attacchi intenzionali contro obiettivi civili e edifici
non militari, tra cui città, villaggi, abitazioni, luoghi religiosi, scuole,
ospedali e monumenti storici, lanciando attacchi sapendo che avrebbero causato
perdite civili, danni eccessivi o gravi e duraturi danni all’ambiente naturale”.
Anche per queste ragioni la Hind Rajab Foundation, insieme a realtà come Bds
Italia e Assopace, appena appresa la notizia della partecipazione di Ofer Winter
ad una conferenza in Cilento, hanno presentato un esposto alla Procura di Roma.
L’Italia ha infatti l’obbligo di intervenire poiché dispone di leggi quali la
legge Moro del 1965, che riguardano il crimine di genocidio e la sua punibilità.
La legge in questione, all’articolo 8, afferma che “chiunque pubblicamente
istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 –
inclusa la deportazione a fini di genocidio – è punito, per il solo fatto della
istigazione, con la reclusione da tre a dodici anni. La stessa pena si applica a
chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma
precedente”.
Le organizzazioni che hanno presentato l’esposto ricordano anche la ratifica
dello Stato Italiano dello Statuto di Roma, che istituisce la Corte Penale
Internazionale, le 4 convenzioni di Ginevra del 1949 e i loro Protocolli
Addizionali del 1977, secondo i quali è d’obblico “intervenire ed impedire che
sospetti criminali di guerra entrino e circolino indisturbati per il nostro
paese”.
L’esposto in Procura delle associazioni palestinesi e solidali ne chiede
l’arresto immediato in caso metta piede in Italia: per questo il criminale di
guerra israeliano ha fatto sapere, con un video, che non sarà in Cilento.
Ne parliamo con Domenico Negro di Bds Salerno e con Nives Monda di BDS Napoli.
Ascolta o scarica
A margine dell’intervista Nives Monda ci ha raccontato della campagna “No room
for genocide”, lanciata da BDS per favorire un turismo etico. La campagna è
indirizzata a chi utilizza Booking o AirBnb durante i propri viaggi, ma anche a
chi gestisce un hotel, un B&B, un trekking o un caffè. Potete leggere gli
obiettivi e aderire all’iniziativa “No room for genocide”, cliccando su questo
link.