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Delcy Rodriguez ha consenso popolare, non Machado. Le distorsioni mediatiche dell’ANSA
In data 19 gennaio, l’ANSA ha pubblicato la notizia secondo cui Delcy Rodriguez starebbe perdendo consensi e che invece sarebbe proprio Maria Corina Machado a volare nei sondaggi. La notizia afferma: “Oltre il 90% dei venezuelani respinge l’ipotesi che Delcy Rodríguez, esponente del chavismo e presidente ad interim, possa guidare una fase di transizione dopo la caduta di Nicolás Maduro. È quanto emerge da un sondaggio dell’istituto demoscopico venezuelano Meganálisis, ripreso dai principali media indipendenti del Paese sudamericano, secondo cui il 93,5% degli intervistati esprime un giudizio negativo su Rodríguez. All’opposto, il 78,3% dichiara che voterebbe oggi per la leader dell’opposizione María Corina Machado, indicata come principale favorita nella corsa alla presidenza. L’indagine segnala inoltre un ampio consenso verso il sostegno degli Stati Uniti: oltre l’80% degli intervistati considera Washington il principale alleato per la ripresa politica ed economica del Paese. Il 92,2% afferma di sentirsi “grato” al presidente Donald Trump per il ruolo svolto nella crisi venezuelana, mentre cresce il rifiuto del socialismo chavista, sempre più associato a povertà e declino economico. Il sondaggio è stato condotto tra il 6 e l’11 gennaio in Venezuela su un campione di 1.006 persone, con un margine di errore del 3,09%.” Si tratta di una delle tante distorsioni mediatiche dell’ANSA che vengono veicolate in Italia sul Venezuela. La fonte a cui si è affidata l’ANSA è Meganalisis, una società di sondaggi e ricerche di opinione venezuelana che, “negli ultimi undici anni, ha accumulato il più alto tasso di successo nel prevedere i risultati elettorali in Venezuela”. Secondo a quanto si legge sul sito “la misurazione delle variabili” gli ha permesso “di ottenere fiducia e riconoscimento a livello nazionale e internazionale”. Il suo obiettivo è posizionarsi “come fornitore leader di servizi di consulenza statistica, sondaggi d’opinione e indagini, sia a livello nazionale che internazionale. Per raggiungere questo obiettivo, utilizziamo tecniche statistiche all’avanguardia, che ci hanno permesso di raggiungere un elevato tasso di successo nelle previsioni elettorali. Inoltre, misuriamo regolarmente e tempestivamente, utilizzando domande precise, la percezione che gli intervistati hanno del loro contesto politico, economico e sociale.” Si tratta – si legge sul suo sito – di un grande autoelogio che parrebbe dare un’immagine perfetta ed impeccabile dell’operato di questa società di sondaggi a tal punto di aver un grande “successo nelle previsioni elettorali”. Si dà il caso però che, durante le elezioni presidenziali in Venezuela del 28 giugno 2024, le sue previsione fossero del tutto opposte al risultato che poi è stato raggiunto: mentre il Grande Polo Patriottico chavista con Nicolas Maduro vinceva con il 52% dei voti, il loro Report di sondaggi del giugno 2024 affermava che le preferenze di voto dei venezuelani (slide 7) fossero rivolte per il 68,4% al candidato della coalizione di destra – ed ex-agente della CIA – Edmundo Gonzales Urrutia, mentre solo l’11,3% per Nicolas Maduro. Evidentemente qualcosa è andato storto, soprattutto quando è stato appurato che la presunta “frode elettorale” – con cui la destra voleva accusare il fronte chavista – era stata in realtà commessa proprio dalla stessa destra attraverso la divulgazione di falsi verbali elettorali tramite la piattaforma Convenezuela. Per chi non vuole credere al fatto che sia stata la destra a tentare di manomettere le elezioni presidenziali del 28 giugno 2024, può sempre credere a Trump che per ben due – di fronte alla volontà di Maria Corina Machado di imporsi come Presidente ad interim del Venezuela dopo l’aggressione USA del Venezuela il 3 gennaio 2026 – che non era in grado di governare perchè non aveva abbastanza consensi: un’ammissione del consenso territoriale e popolare del socialismo bolivariano in Venezuela e della poca credibilità sociale della Machado. Inoltre è interessante che proprio recentemente l’Istituto di sondaggi Hinterlaces ha rivelato, nel suo studio più recente chiamato Monitor País, che il 91% dei venezuelani ritiene che la presidente vicaria, Delcy Rodríguez, debba essere sostenuta. Stupisce questa poca attenzione nella scelta delle fonti da parte dell’ANSA, agenzia stampa nazionale e punto di riferimento per gran parte del giornalismo mainstream italiano, anche se non si può constatare come non sia la prima volta che la stessa faccia degli strafalcioni in tema di Sudamerica. È sorprendente notare come l’agenzia non abbia provveduto a rettificare una precedente fake news sulle elezioni in Venezuela e abbia invece deciso di lanciare una nuova campagna contro il paese sudamericano, cercando di dipingere Maduro come il provocatore in questa situazione. L’agenzia Ansa, da tempo, porta avanti una incredibile crociata a base di grossolane fake news contro il Venezuela. Si ricorda: * la mancata rettifica di una precedente fake news sulle elezioni presidenziali del 2024 in Venezuela, decidendo di continuare a lanciare una nuova campagna contro il Paese sudamericano, cercando di dipingere Maduro come il provocatore in questa situazione; * l’articolo pubblicato nel marzo 2024, che riguarda la sospensione del canale televisivo tedesco in lingua spagnola Deutsche Welle, quando in realtà il giovane moderatore del prodotto audiovisivo non è un comunicatore qualsiasi, ma nientemeno che il nipote dell’oppositore golpista Antonio Ledezma, latitante della giustizia venezuelana, che guida la campagna diffamatoria contro il Venezuela e per innumerevoli volte ha chiesto l’imposizione di sanzioni contro il suo stesso Paese; * Il 4 febbraio 2024 ANSA ha pubblicato un articolo in cui, riportando quanto scritto in maniera fuorviante da AP, citerebbe il discorso di Maduro per le celebrazioni del 32º anniversario della ribellione civico-militare del 4 febbraio 1992: “Noi siamo il popolo al potere. Vinceremo con le buone o con le cattive”. In realtà, nel discorso, Maduro ha affermato: “In Venezuela comanda il popolo, qui solo il popolo stabilisce o rimuove (i presidenti). I cognomi non governano qui, né mai lo faranno in questo Paese. I soliti nomi sono guidati solo dal denaro, dall’odio, dall’ambizione eccessiva e dallo spirito di vendetta”. Sebbene l’agenzia di stampa statunitense Associated Press (AP) abbia riconosciuto di aver mentito sulle dichiarazioni rilasciate da Maduro durante la Grande Carovana della Furia Nazionale del Popolo del 4 febbraio, l’ANSA ha taciuto in modo assordante; Smentita dell’AP nel febbraio 2024   * nel febbraio 2024 l’ANSA ha definito come “minaccia” nei confronti di ExxonMobil, la rivendicazione del Venezuela di annettere l’Essequibo territorio venezuelano che per retaggi coloniali è sempre stato sotto dominio della Guyana. Una notizia data senza contesto storico e senza conoscere la storia. È importante notare che il Venezuela ha una lunga storia di soprusi subiti da ExxonMobil, una multinazionale statunitense che ha giocato un ruolo significativo nella politica e nell’economia del paese sudamericano. Le tensioni tra il Venezuela e ExxonMobil sono radicate nella storia dell’industria petrolifera del paese, risalendo a molto prima del 1999, anno di fondazione ufficiale della ExxonMobil come entità separata. La compagnia è stata creata sulle fondamenta della Standard Oil Company, un’azienda che ha avuto un impatto duraturo sulla geopolitica mondiale. Gli articolo dell’ANSA suggeriscono sempre una narrativa unilaterale sul Venezuela, dipingendo il socialismo bolivariano come il principale responsabile delle tensioni, mentre trascura il ruolo e la storia di lunga data delle grandi corporazioni petrolifere internazionali nella regione, il ruolo degli USA e ignora che il Venezuela Bolivariano è riconosciuto nelle istituzioni internazionali per la sua propensione al dialogo.   Link su tentativo di frode elettorale della destra venezuelana contro elezioni presidenziali del 28 giugno 2024, mostra verbali elettorali falsi: > Venezuela: Le immagini che i media italiani non mostrano https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_esperta_elezioni_maduro_ha_scelto_il_modo_pi_appropriato_per_presentare_le_prove/45289_56138/ https://www.cubainformacion.tv/especiales/20240730/110649/110649-venezuela-el-fraude-de-los-medios-golpistas-italiano-deutsch-francais-portugues-ellinika https://misionverdad.com/entrevistas/roman-cuesta-minar-el-sistema-electoral-es-atacar-la-raiz-de-la-democracia http://www.cubadebate.cu/especiales/2024/08/17/como-manipulo-las-actas-la-oposicion-en-venezuela-desvelamos-el-mecanismo-utilizado/ > ¡Exhiban las actas! > Lo que los medios de comunicación ocultan sobre las elecciones en Venezuela > Venezuela: Presentati pubblicamente i dati ufficiali delle elezioni https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-decine_di_paesi_riconoscono_la_legittimit_di_maduro_come_presidente/82_56151/#google_vignette   Ulteriori info: https://www.blog-lavoroesalute.org/wp-content/uploads/2024/09/SPECIALE-VENEZUELA.pdf Lorenzo Poli
Il Venezuela ci riguarda
La rivoluzione bolivariana continua a suscitare pareri molto diversi, anche a sinistra. In questo nuovo dossier articoli e opinioni, assai differenti tra loro, di Raúl Zibechi, Giorgio Trucchi, Luciana Castellina, redazione Kulturjam, Stefano Feltri, Lucia Capuzzi, redazione L’AntiDiplomatico, Lorenzo Poli e Geraldina Colotti. In coda i link ai nostri dossier precedenti. America Latina: un continente esposto e sulla difensiva di
Gli USA aggrediscono perché crolla il mondo unipolare
“Cuba rimane in tempo di pace e concentrata sui suoi problemi. Non cerca la guerra, ma non è nemmeno indifesa. Prepararsi alla difesa è un diritto e un dovere costituzionale per qualsiasi Paese, ma manipolare l’opinione pubblica e trasformare ‘preparazione’ e ‘revisione e approvazione dei piani’ in ‘dichiarazione dello stato di guerra’ […] L'articolo Gli USA aggrediscono perché crolla il mondo unipolare su Contropiano.
La svolta autoritaria del Venezuela e la repressione della sua sinistra
Anderson Bean ed E. Lander Un’intervista con Edgardo Lander realizzata da Anderson Bean. Dalle discusse elezioni del 2024 in Venezuela, il governo di Nicolás Maduro ha intensificato la sua svolta autoritaria. Più di 2.000 persone furono arrestate nei giorni successivi alla votazione, e la persecuzione selettiva si è ampliata fino ad includere giornalisti, sindacalisti, accademici e […]
Venezuela, 8 gennaio 2026: 5.000 comunas nelle strade di Caracas in difesa della sovranità, la pace e la liberazione di Nicolas Maduro e Cilia Flores
Mentre il mondo eurocentrico gioiva in modo isterico per il sequestro illegale e in totale violazione del diritto internazionale del Presidente Costituzionale del Venezuela Nicolas Maduro Moros e di sua moglie Cilia Flores da parte degli USA, pensando addirittura che questo fosse un “possibile spiraglio di luce” verso la “liberazione del popolo venezuelano dal chavismo”, oltre che uno “spiraglio di democrazia”, il potere popolare in Venezuela (ovvero il popolo chavista) è sceso in piazza per dimostrare cosa pensava in merito al rapimento di Maduro. Innanzitutto ha ribadito chiaramente che la democrazia in Venezuela è stata portata da Chavez nel 1998 con l’avvento del proceso bolivariano e del potere popolare (fondato sull’orizzontalità del potere e non sulla sua verticalità) e non da nessun altro personaggio esterno. Il risultato è stato ecclatante: il popolo venezuelano ha risposto al sistema mediatico occidentale, che ha sempre  la pretesa di dire cosa dovrebbe fare un popolo a lui estraneo. Con manifestazioni oceaniche in tutto il Paese in sostegno alla sovranità nazionale, al socialismo bolivariano, al suo governo e alla pace, il popolo venezuelano è sceso in piazza per la liberazione di Maduro e sua moglie. L’8 gennaio 2026 più di 5.000 Comunas di tutto il Paese si sono riunite nel Parco Alí Primera, alzando la voce in difesa della sovranità nazionale, chiedendo la liberazione del presidente Nicolás Maduro e della primera combatiente Cilia Flores e respingendo con fermezza gli attacchi del governo degli Stati Uniti contro il popolo venezuelano. Le Comunas  sono organizzazioni sociali e politiche di autogoverno popolare, create da Chavez per gestire direttamente i bisogni delle comunità (strade, sanità, istruzione) e hanno un Ministero apposito di riferimento: Il Ministero del Potere Popolare delle Comunas. Le Comunas sono considerate la sintesi del socialismo territoriale, il pensiero del Comandante Hugo Chávez il quale affermava che prima della Rivoluzione Bolivariana “non eravamo un popolo (…) Oggi abbiamo un progetto comune, condiviso con il socialismo bolivariano”. Chávez ha tracciato un percorso chiaro verso il vero socialismo, ed è questa forma di società che secondo i bolivaristi “deve prevalere in ogni Comunas e Consiglio Comunale” insieme all’organizzazione politica, la partecipazione comune e comando nelle mani del Potere Popolare. Tutto il processo storico venezuelano e internazionale ha portato il territorio nazionale a un sentimento comune, ad approfondire il modello delle Comunas per avere una società in cui il popolo è colui che comincia a governare. “Il Governo di Strada deve emergere, e questo non può essere decretato. L’importante è che questo sia il governo centrale, questo sia l’epicentro (della Rivoluzione). Questo è il livello di coscienza che abbiamo raggiunto dopo tutti questi anni (…) Comune o niente, diceva Chávez” – affermava il rettore dell’Università Nazionale dei Comuni, Jorge Arreaza, presso la Scuola Internazionale di Leadership Giovanile, nello stato di Miranda, sottolineando che è il popolo ad avere il potere, “non il sindaco, non il governatore”. Il popolo organizzato delle comunas ha mostrato coscienza viva e dignità nelle strade: nulla che sia stato riportato dai mass media mainstream occidentali.   Fonte foto – Associazione Nazionale d’Amicizia Italia-Cuba Lorenzo Poli
Dialogo Caracas-Washington risultato della Diplomazia Bolivariana di Pace, Rodriguez: “Il popolo venezuelano rimanga unito”
Rodriguez: “Non abbiamo paura di dialogare con gli USA” La Presidente vicaria (facente funzioni) del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ribadito venerdì 16 gennaio che il suo Paese non ha paura di stabilire “relazioni” bilaterali con gli Stati Uniti, perché, nonostante siano state segnate da difficoltà nel corso della loro esistenza, si tratta di legami “storici”.  “Non abbiamo paura di stabilire relazioni con un Paese di questo emisfero, con gli Stati Uniti. Si tratta di relazioni storiche, mantenute persino dal nostro liberatore Simón Bolívar. Sono relazioni storiche, che hanno indubbiamente subito battute d’arresto, credo dovute alla scarsa comprensione da parte della [Casa Bianca] della realtà politica, economica e sociale del Venezuela” – ha affermato la Presidente durante un incontro con i membri del Consiglio Nazionale per l’Economia Produttiva. Alla vigilia dell’incontro con gli USA, ha affermato che le autorità venezuelane sono consapevoli che gli Stati Uniti “sono molto potenti, una potenza nucleare letale”, ma nonostante questa differenza di potere, Caracas è convinto che sia possibile negoziare su un piano di parità.  Delcy Rodríguez (a sinistra) saluta il Ministro dell’Industria e della Produzione Nazionale del Venezuela, Alex Saab. Caracas, 16 gennaio 2026. Ufficio stampa presidenziale venezuelano “Abbiamo visto il loro operato nella storia dell’umanità. Lo sappiamo. E  non abbiamo paura di affrontarlo diplomaticamente, attraverso il dialogo politico, come è opportuno, e  di risolvere una volta per tutte questa contraddizione storica “ – ha sostenuto, riferendosi al contrasto tra, da un lato, la Dottrina Monroe (e la attuale e vergognosa Dottrina Rubio, in violazione con il diritto internazionale) difesa dal Paese nordamericano e, dall’altro il bolivarismo venezuelano e la Diplomazia Bolivariana di Pace. Dialogo Caracas – Washington su energia, commercio e cooperazione economica, ma al servizio del popolo venezuelano Sebbene si debba ammettere che da 18 trimestri consecutivi il Venezuela, guidato dal governo socialista bolivariano di Nicolas Maduro fosse in crescita economica – diventando il primo Paese in crescita in Sudamerica nel 2025 – e che la Legge di Bilancio 2026 (presentata dalla stessa Delcy Rodriguez, in qualità di vicepresidente) aveva già previsto un futuro investimento del 77,8% del bilancio in piani sociali, l’aggressione USA del 3 gennaio ha scombussolato i piani del governo bolivariano.  Rodríguez, garantendo la continuità con il governo Maduro, soprattutto per quanto riguarda il Programma di Ripresa Economica del 2018, ha dichiarato: “Ratifichiamo pienamente il programma di ripresa economica , prosperità e crescita presentato al Paese dal Presidente Nicolás Maduro nel 2018, che ci ha permesso di essere dove siamo; che ha permesso all’economia venezuelana di essere un’economia leader nella crescita in America Latina”. Con l’avvio degli attuali dialoghi con gli USA, Rodriguez ha rivelato al pubblico che Caracas e Washington stanno “affrontando questioni di energia, commercio e cooperazione economica in vari modi”, sebbene abbia sottolineato che “questa agenda economica deve essere al servizio del popolo venezuelano”, in conformità con le linee guida definite dal presidente Nicolás Maduro.    Delcy Rodríguez saluta un membro del Consiglio Nazionale per l’Economia Produttiva. Caracas, 16 gennaio 2026.Ufficio stampa presidenziale venezuelano Il modello, ha spiegato, si basa sulla produzione nazionale di cibo, manufatti, medicinali e altri beni strategici, attraverso un’alleanza tra il settore pubblico e gli enti privati. Ha inoltre riferito che sono stati implementati programmi di assistenza sociale, sottolineandone l’importanza nel fornire  supporto psicologico e alimentare alla popolazione di fronte all’impatto dell’attacco di Washington (2). In questo modo, ha sostenuto, ci si aspetta che “i nuovi investimenti che potrebbero arrivare nel Paese saranno volti a potenziare i processi produttivi nazionali attorno a ciò che si produce in Venezuela “, perché questa espressione di sovranità ha permesso “di superare le gravi condizioni generate dal blocco criminale” degli Stati Uniti.  Quest’anno si prevedono maggiori risultati, investimenti e benessere per il popolo venezuelano, ha assicurato la presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, attraverso i suoi social media: “Nel 2025, la nostra industria degli idrocarburi e i 14 motori dell’economia hanno registrato una performance straordinaria e quest’anno si prevedono risultati, investimenti e benessere ancora maggiori per la nostra gente”. Ha inoltre sottolineato che, dopo il Primo Consiglio Nazionale dell’Economia Produttiva del 2026 (3), ha ascoltato attentamente i rappresentanti dei vari settori produttivi del Paese e che questi hanno presentato la tabella di marcia che guiderà il cammino di crescita economica a beneficio dei venezuelani. Ogni centesimo ricevuto e investito dai fondi sovrani verrà reso noto Per quanto riguarda i ricavi che il Paese otterrà dalla vendita del suo petrolio greggio, Rodriguez ha sottolineato che saranno destinati a “due fondi sovrani”, uno destinato a “migliorare il reddito dei lavoratori “ e un altro a migliorare le infrastrutture e i servizi.  La presidente vicaria ha ribadito che i due fondi sociali sovrani, recentemente annunciati, avranno lo scopo di “equilibrare le disuguaglianze”. Lo ha annunciato sabato durante una giornata di assistenza completa nell’agglomerato urbano di Ciudad Tiuna, i cui spazi sono stati colpiti dall’attacco militare perpetrato dagli Stati Uniti (USA) contro il Venezuela. “Abbiamo creato due fondi sociali. Questa settimana lavoreremo con il Consiglio dei Ministri dell’Economia e il Consiglio dei Servizi Pubblici. Il primo fondo sovrano sarà destinato alla protezione sociale; qualsiasi reddito derivante dalla produzione di petrolio e gas andrà direttamente a sostenere il reddito dei nostri lavoratori, i programmi sanitari, la sicurezza alimentare, l’istruzione e l’edilizia abitativa. Il secondo fondo sovrano sarà destinato ai servizi pubblici, alle infrastrutture, all’acqua, al gas, all’elettricità e alle strade” – ha sottolineato, sottolineando anche che il governo nazionale riferirà su ogni centesimo che entra e viene investito dai due fondi sovrani. “Quello che vogliamo è che queste valute estere siano destinate allo sviluppo economico e sociale del Venezuela attraverso la creazione dei fondi sovrani che ho annunciato ieri […]. Le entrate petrolifere devono essere per tutto il Venezuela e per tutto il popolo venezuelano , in tutte le sue circostanze” – ha sottolineato .  A sostegno della sua tesi, ha spiegato che un aumento del reddito dei lavoratori ha un impatto positivo sui consumi – e quindi sui settori industriale e commerciale – mentre la rivitalizzazione economica consentirà “la sostituzione strategica delle importazioni” e l’aumento delle casse pubbliche attraverso la “riscossione delle imposte”, nell’interesse di “colmare i divari fiscali”.  “Nessuno impazzisca qui , perché il piano di diversificazione della nostra economia lontano dalle entrate petrolifere deve proseguire, e questo Consiglio economico nazionale deve diventare il motore affinché le piattaforme industriali abbiano accesso al credito, affinché i settori economici abbiano accesso al credito, affinché i comuni, attraverso consultazioni popolari, abbiano la garanzia di un sostegno finanziario per gli imprenditori […], affinché il credito diventi un motore dell’apparato produttivo del Venezuela” – ha aggiunto.  Il popolo venezuelano rimanga unito contro l’estremismo golpista Sabato 17 gennaio 2026, la presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha esortato i venezuelani a restare uniti, sottolineando che “l’estremismo sta lavorando” per dividere il popolo venezuelano. “L’appello è a restare uniti. Il nemico è all’opera, sia il nemico esterno che l’estremismo interno; stanno lavorando per dividere il nostro popolo, e la migliore risposta è la calma, la pazienza e la prudenza strategica ” – ha affermato durante una visita alla comune di Heroínas de la Patria a Fuerte Tiuna, uno dei quartieri colpiti dall’aggressione statunitense del 3 gennaio 2026, culminata nel sequestro del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores (1). Rodríguez ha affermato che il Paese sudamericano è la “terra dei liberatori” e ha quindi esortato “il popolo di Simón Bolívar a continuare a fornire esempi storici di superamento delle difficoltà “. “Che nulla ci abbatta, nulla ci sconfigga e che quello spirito, lo spirito di Bolívar, che era uno spirito vittorioso e indistruttibile, sia lo spirito del Venezuela di oggi”, ha aggiunto. La presidente ad interim ha ribadito il suo appello, chiedendo il rilascio di Maduro e Flores. “È la volontà del popolo venezuelano: che il presidente Maduro torni, che la primera combatiente torni” – ha affermato. La centralità della Diplomazia Bolivariana di Pace nel dialogo Fin da subito, il fatto che Delcy Rodriguez sia stata propensa al dialogo con gli USA da un lato ha creato scetticismo nel movimento in solidarietà internazionale alla Rivoluzione Bolivariana, mentre dall’altro è stato usato proprio dai peggiori anti-chavisti (sia dentro sia fuori il Venezuela) al fine di dare un immagine cedevole del suo attuale governo, come se fosse pronto a “piegarsi al volere degli USA” (spesso diffondendola con fake news e notizie distorte). Cavalcare questa narrazione ha uno scopo, da parte del sistema mediatico occidentale e del suo establishment: frammentare ancora di più il movimento in solidarietà alla Rivoluzione Bolivariana facendo leva su uno scetticismo emotivo e non ragionato. Rodriguez è sostenuta dalla base chavista ed è sostenuta dal 91% dei venezuelani godendo di stima, oltre che di territorialità, cosa di cui pochi capi di stato godono. Come ha ribadito recentemente Rodriguez, la Diplomazia Bolivariana di Pace – ossia la “filosofia del dialogo” con chiunque – è parte delle grandi innovazioni umanistiche della Rivoluzione Bolivariana che ha segnato una svolta in politica estera rispetto ai governi pre-chavisti in Venezuale, oltre che ha segnare un esempio per chiunque in ambito esterno uscendo dalle logiche dell’unilateralismo ed aprendo al multipolarismo. Lo strumento diplomatico usato come prevenzione esclusiva ai conflitti militari, diplomatici, economici e geopolitici. Questo è lo strumento che è applicato ora dal governo bolivariano nel dialogo con Washington. Diosdado Cabello Rondón, segretario generale del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), il 13 ottobre 2025 ha espresso la sua posizione quando era stato consultato in merito alla convocazione di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite promossa dal Paese nei giorni precedenti. Cabello aveva sottolineato che “il Venezuela utilizza tutti i meccanismi diplomatici per evitare sempre qualsiasi conflitto, non solo nel territorio venezuelano, ma in qualsiasi parte del mondo. Il Venezuela si è sempre caratterizzato, durante la rivoluzione, per avere una diplomazia di pace”, e ha esortato le persone a ricordare “come i diplomatici venezuelani sono stati utilizzati in passato, ad esempio in El Salvador, dove gli squadroni della morte sono stati creati dall’ambasciata venezuelana”. Ha ricordato: “Quando Luis Herrera Campins era presidente, negli anni ’70 e ’80 c’erano gli squadroni della morte; persone che non avevano scrupoli di alcun tipo e usavano il corpo diplomatico per creare squadroni della morte insieme alla CIA, per assassinare figure religiose, leader popolari e leader sindacali. Con il Comandante Chávez siamo entrati in una nuova fase; prima di non ingerenza, ma anche di una diplomazia di pace, dove il nostro attuale presidente Nicolás Maduro ha ricoperto la carica di Ministro degli Esteri per sette anni. È una scuola. Abbiamo presentato il nostro Paese come una forza di pace davanti a tutti gli organismi competenti” – ha concluso. Oggi, più che mai, il governo bolivariano guidato dalla Presidente vicaria Delcy Rodriguez è questo: governare dialogando in pace per la pace senza dimenticare la sovranità del proprio Paese e il diritto all’autodeterminazione dei popoli.   (1) Con il pretesto di combattere il narcoterrorismo, il 3 gennaio gli Stati Uniti  hanno lanciato  una massiccia aggressione militare in territorio venezuelano (1), colpendo Caracas e gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. L’operazione si è conclusa con il rapimento di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, che sono stati condotti a New York. Le aree prese di mira erano di interesse militare, ospitavano sistemi di difesa aerea e infrastrutture di comunicazione, sebbene anche le aree urbane siano state colpite e vi siano state vittime civili. Caracas ha descritto le azioni di Washington come una ” aggressione militare molto grave ” e  ha avvertito  che l’obiettivo degli attacchi “non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la forza l’indipendenza politica della nazione”. Molti Paesi in tutto il mondo, tra cui Russia e Cina,  hanno chiesto  il rilascio di Maduro e di sua moglie. (2) Il Ministero degli Esteri russo  ha sottolineato  che al Venezuela deve essere garantito il diritto di decidere autonomamente del proprio destino, senza alcuna ingerenza esterna. Secondo il Ministero degli Interni, della Giustizia e della Pace del Venezuela, nell’attacco  sono morte almeno 100 persone , tra cui 32 cubani appartenenti alla squadra di sicurezza che proteggeva Maduro. (3) incontro con i leader aziendali nazionali, pubblici e privati, per coordinare e promuovere gli investimenti nel Paese.   Fonti: https://actualidad.rt.com/actualidad/582571-delcy-rodriguez-no-tener-miedo-relaciones-eeuu https://actualidad.rt.com/actualidad/582706-extremismo-trabaja-delcy-rodriguez-llama-union   Lorenzo Poli
Venezuela, governo bolivariano smentisce “fake news” sulla presunta decorazione del capo della CIA
È stata diffusa la prima fotografia ufficiale dell’incontro tra il direttore della Cia, John Ratcliffe, e la presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, svoltosi ieri a Caracas. L’immagine è stata fornita direttamente dalla principale agenzia di intelligence degli Stati Uniti a numerosi media internazionali, confermando visivamente il meeting di alto livello già riportato dal New York Times. Nella foto, Ratcliffe e Rodríguez si scambiano una stretta di mano all’inizio dell’incontro, un gesto che sottolinea la rilevanza simbolica del contatto tra Washington e la leadership bolivariana dopo il recente intervento degli Stati Uniti nel Paese sudamericano per catturare il presidente de facto Nicolás Maduro. La diffusione dell’immagine da parte della Cia viene letta come un segnale di trasparenza e come una conferma del dialogo in corso tra i due Paesi, in una fase di possibili cambiamenti nelle relazioni bilaterali. Non si tratta di cedimenti del governo bolivariano, ma bensì della prosecuzione di quella che è da sempre chiamata Diplomazia Bolivariana di Pace, a cui ha sempre fatto riferimento Hugo Chavez, Nicolas Maduro e a cui si è appellata recentemente anche Delcy Rodriguez. Parallelamente a questa fotografia è circolata una foto in cui Delcy Rodriguez addirittura decorerebbere con onori militari il capo della CIA John Ratcliffe. Il governo bolivariano smentisce categoricamente le informazioni che circolano sui social media, secondo cui la presidente in carica, Delcy Rodríguez, avrebbe conferito onorificenze ad agenzie di intelligence straniere. “Neghiamo categoricamente le informazioni malevole che circolano sui social media riguardo a una presunta decorazione con onore per agenzie di intelligence straniere” – ha riportato una pubblicazione di X de Miraflores Al Momento. L’immagine circolata sui social media, come si può vedere, mostra una presunta decorazione militare per il direttore della Central Intelligence Agency (CIA), John Ratcliffe, da parte di Delcy Rodriguez, ma si tratta di un falso creato da intelligenza artificiale. Lorenzo Poli
Prigionieri politici: quando il concetto dipende dal nemico
Il termine “prigioniero politico” è spesso presentato come una categoria oggettiva, quasi tecnica. Tuttavia, il suo uso reale da parte dei governi rivela qualcosa di molto diverso: non funziona come concetto giuridico stabile, ma come strumento politico selettivo. La recente reazione dello Stato spagnolo alle scarcerazioni in Venezuela, contrastata con […] L'articolo Prigionieri politici: quando il concetto dipende dal nemico su Contropiano.
Basta fake news! Il Partito Comunista del Venezuela sostiene la Rivoluzione Bolivariana
Ancora circolano false notizie sulla presunta “dissidenza interna” al Grande Polo Patriottico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) in funzione anti-Maduro. Queste notizie circolavano già in vista delle elezioni parlamentari del 25 maggio 2025, in cui si diceva che Partito Comunista Venezuelano non avrebbe partecipato alle elezioni stesse. In risposta a questa menzogna, la direzione nazionale del Partito Comunista Venezuelano diffuse un comunicato stampa in cui smentiva queste dichiarazioni, affermando la sua partecipazione alle elezioni in sostegno e pieno appoggio al Grande Polo Patriottico chavista. Nel comunicato stampa, il PCV condannava fermamente e prendeva le distanze dal fatto che leader del partito, come Oscar Figuera, avessero utilizzato i simboli della loro organizzazione per dire al popolo venezuelano e al mondo “che il Partito Comunista del Venezuela non avrebbe partecipato al prossimo processo elettorale”. Questo gruppo guidato da Oscar Figuera e dai suoi complici è stato espulso per essersi allineato all’estrema destra venezuelana e per aver condiviso il discorso dell’imperialismo nordamericano, nell’obiettivo di rovesciare il governo di Nicolás Maduro. Il Partito Comunista del Venezuela (PCV), presieduto da Henry Parra, è parte della coalizione del “Gran Polo Patriotico” con i compagni del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e dispone di 6 deputati diretti e di 6 deputati supplenti nel parlamento della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Tutti i militanti del Partito Comunista del Venezuela (PCV) sono mobilitati per liberare dalle carceri USA il legittimo presidente Nicolas Maduro di cui sostengono la politica sociale e patriottica. Chi dice che il PCV sta all’opposizione si fida di un gruppuscolo infiltrato che esiste solo sui social e sul sito di MPS. Ciò detto per evitare confusione e diffusione di notizie false. Lorenzo Poli
Russia non dimentica Maduro, Maria Zakharova: “Il Presidente Nicolás Maduro gode di immunità assoluta”
In conformità con una norma di diritto internazionale universalmente riconosciuta, basata sul principio di uguaglianza sovrana degli Stati, Nicolás Maduro, in qualità di Capo di Stato, gode di immunità assoluta dalla giurisdizione degli Stati Uniti o di qualsiasi altro Stato diverso dal Venezuela. Pertanto, anche tralasciando la questione dell’uso illegale della forza armata – un aspetto che abbiamo già discusso in dettaglio – il fatto stesso del suo rapimento e della sua detenzione costituisce una flagrante violazione degli obblighi internazionali degli Stati Uniti. Altrettanto illegali saranno le decisioni giudiziarie adottate, a meno che un tribunale statunitense non richiami il diritto internazionale e ordini il suo rilascio – non posso nemmeno dire “del detenuto”: si tratta di una persona rapita. Persino Reuters non usa più l’espressione “invitato negli Stati Uniti”, ma piuttosto “catturato”, sebbene in realtà sia stato catturato e rapito. Le argomentazioni secondo cui Nicolás Maduro avrebbe cessato di svolgere le sue funzioni presidenziali e, di conseguenza, avrebbe perso la sua immunità non possono essere prese in considerazione. La sua rimozione dall’incarico è stata il risultato di un’operazione armata illegale condotta dagli stessi Stati Uniti. Non esistevano sanzioni ai sensi del diritto internazionale, come quelle imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Esistono norme internazionali chiaramente stabilite, e nessuna di esse è stata applicata in questo caso. Di conseguenza, queste azioni sono illegali. Propongo pertanto di considerare la questione da una prospettiva giuridica, non da un punto di vista puramente congetturale. (da Viva Cuba Libre) Redazione Italia