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Furundulla 341-Lupi vestiti da agnelli…
…agnelli vestiti da lupi di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Cess…. Francesco     Avevo già inserito una Furundulla pensando a questo 800° anniversario, nella furundulla  312, purtroppo la diffida non ha funzionato, hanno certi avvocati che non bastano neanche
4 ottobre, S. Francesco d’Assisi
Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, l’ISDE–Medici per l’Ambiente richiama istituzioni, mondo sanitario e scientifico e cittadini alla responsabilità di proteggere insieme salute, ambiente e pace di fronte alle grandi crisi del nostro tempo: “La tutela della salute passa dalla cura della Terra. Il messaggio di Francesco è oggi un richiamo alla responsabilità per il nostro futuro”_ ____________________   La guerra non rappresenta soltanto un problema politico, militare o umanitario: è uno dei più gravi determinanti evitabili di morte, malattia, distruzione ambientale e disuguaglianza. Da questa considerazione prende le mosse il nuovo documento di posizione di ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, intitolato “La prevenzione della guerra è prevenzione primaria dei danni alla salute”. 2026 Guerra salute e ambiente Il documento propone di guardare ai conflitti anche attraverso la lente della sanità pubblica. Le conseguenze, infatti, vanno molto oltre le vittime direttamente provocate dalle armi: la distruzione dei sistemi sanitari e delle infrastrutture civili, l’interruzione delle cure, la fame, le migrazioni forzate, i traumi psichici, l’impoverimento e la disgregazione delle reti sociali possono produrre effetti che durano per anni e coinvolgono anche le generazioni successive. 2026 Guerra salute e ambiente GUERRA, AMBIENTE E CRISI CLIMATICA ISDE sottolinea anche la dimensione ambientale dei conflitti. Le guerre possono contaminare aria, acqua e suolo, distruggere ecosistemi e biodiversità, produrre macerie e rifiuti pericolosi e compromettere risorse essenziali per la salute delle popolazioni. A questo si aggiungono le emissioni climalteranti legate alle attività militari, ai combattimenti, alla distruzione delle infrastrutture e alla successiva ricostruzione. 2026 Guerra salute e ambiente Il documento richiama una stima del Conflict and Environment Observatory e di Scientists for Global Responsibility secondo cui l’insieme delle forze armate mondiali e delle relative filiere sarebbe responsabile di un’impronta pari a circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra. ISDE precisa però che si tratta di una stima dell’intero settore militare, non delle sole guerre in corso, e che il dato non comprende pienamente le emissioni dei combattimenti, delle distruzioni e della ricostruzione. 2026 Guerra salute e ambiente Da qui la richiesta di una rendicontazione pubblica, trasparente e comparabile delle emissioni delle forze armate e, nei limiti in cui sia scientificamente possibile stimarle, di quelle associate ai conflitti. SICUREZZA UMANA, DIPLOMAZIA E DISARMO Uno dei punti centrali del documento riguarda il concetto stesso di sicurezza. Se la guerra produce malattia e morte, sostiene ISDE, diplomazia, prevenzione dei conflitti, controllo degli armamenti, non proliferazione e disarmo possono essere considerati anche strumenti di prevenzione sanitaria. Questo approccio, precisa l’associazione, non nega il diritto alla difesa individuale e collettiva riconosciuto dal diritto internazionale né il dovere delle istituzioni di proteggere le popolazioni dalle aggressioni. L’obiettivo è invece affiancare agli strumenti di difesa il rafforzamento della diplomazia, della mediazione, della cooperazione internazionale e delle capacità civili di prevenzione e gestione dei conflitti. 2026 Guerra salute e ambiente Particolare attenzione viene riservata al disarmo nucleare e alla necessità di considerare, accanto alle minacce militari, anche crisi climatica, pandemie, insicurezza alimentare e idrica, povertà, disuguaglianze e degrado degli ecosistemi. PROTEGGERE CHI SUBISCE UN’AGGRESSIONE E LAVORARE PER FERMARE LA GUERRA Il documento affronta esplicitamente anche il rapporto tra diritto alla difesa e prevenzione della guerra: «Aggressione e resistenza non sono equivalenti». Le popolazioni aggredite, ricorda ISDE, mantengono i diritti riconosciuti dal diritto internazionale e la resistenza può assumere forme civili e nonviolente ma, nelle condizioni previste dal diritto internazionale, anche forme di difesa armata. 2026 Guerra salute e ambiente Per l’associazione, riconoscere questi diritti non è incompatibile con l’obiettivo di impedire che la guerra diventi permanente e che l’escalation militare venga considerata l’unica strada disponibile. La priorità deve rimanere la protezione dei civili, dei bambini, dei feriti e dei malati, degli operatori e delle strutture sanitarie e delle infrastrutture indispensabili alla sopravvivenza delle popolazioni. 2026 Guerra salute e ambiente LE RICHIESTE DI ISDE ALLE ISTITUZIONI Nel documento ISDE formula una serie di richieste alle istituzioni italiane, europee e internazionali. Tra queste: valutare e rendere pubblici gli impatti sanitari, ambientali, climatici e sociali delle politiche militari; rafforzare diplomazia preventiva e mediazione; rilanciare politiche multilaterali di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione; valutare il costo-opportunità delle spese militari rispetto agli investimenti in salute, istruzione, ricerca, riduzione delle disuguaglianze e politiche climatiche. 2026 Guerra salute e ambiente ISDE chiede inoltre maggiore trasparenza nei rapporti fra decisori pubblici e industria degli armamenti, una tutela effettiva dell’obiezione di coscienza secondo gli standard internazionali, la protezione delle infrastrutture civili e sanitarie e un rafforzamento della tutela dell’ambiente durante e dopo i conflitti. 2026 Guerra salute e ambiente UN RUOLO PER MEDICINA E SANITÀ PUBBLICA La parte conclusiva chiama direttamente in causa il mondo sanitario. Secondo ISDE, la medicina non può limitarsi a curare le vittime: medici, ricercatori e istituzioni sanitarie hanno anche il compito di studiare, documentare e comunicare le conseguenze dirette e indirette dei conflitti e contribuire alla loro prevenzione. 2026 Guerra salute e ambiente Per questo l’associazione propone sistemi indipendenti di sorveglianza degli effetti dei conflitti su mortalità, malattie, salute mentale, salute materno-infantile, sistemi sanitari, ambiente e clima, insieme a un maggiore coinvolgimento delle istituzioni sanitarie e delle società scientifiche nella valutazione degli impatti delle politiche che possono aumentare il rischio di conflitto. 2026 Guerra salute e ambiente Il messaggio finale sintetizza l’impostazione dell’intero documento: la guerra non è una calamità naturale, ma deriva da decisioni e processi umani e può quindi essere oggetto di prevenzione. Per ISDE, pace, prevenzione dei conflitti, disarmo, tutela dell’ambiente e del clima, sicurezza umana e libertà di coscienza rientrano tutti in una prospettiva di prevenzione primaria. 2026 Guerra salute e ambiente. Redazione Italia
October 4, 2026
Pressenza
Francesco: un santo in camicia stretta
di Giuseppe Faso (*) Poche voci, e non sempre bene intonate, si sono levate per discutere l’operazione in atto da parte della maggioranza di governo, e in particolare della presidente del consiglio dei ministri, su Francesco d’Assisi. Si è avviato, ed è ormai quasi concluso un percorso parlamentare per proclamare “festa nazionale” la ricorrenza di San Francesco. E la premier
Orientamento con Aeronautica Militare Liceo Scientifico “Francesco d’Assisi” a Roma
Al Liceo Scientifico “Francesco d’Assisi” a Roma, il 17 marzo, si è tenuto un incontro di orientamento con l’Aeronautica Militare, per il quale erano previsti solo 26 posti, riservati agli studenti e alle studentesse interessati che ne avessero fatto richiesta. Da quanto ci è noto, durante l’incontro gli ufficiali hanno dato informazioni dettagliate sui percorsi formativi e di carriera nei settori della sicurezza, della difesa, del soccorso e del supporto tecnico-scientifico. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continuiamo a raccogliere segnalazioni e elencarle qui sul nostro sito perché sia ben visibile la densità di questa infausta conquista degli spazi civili da parte del comparto militare, in modo particolare e più grave all’interno delle scuole. Una militarizzazione pianificata e insistente, concreta e culturale che mira ad ottenere il consenso di tutta la popolazione, delle vecchie e delle nuove generazioni. Da una parte il mito del sacrificio per la Patria ancora molto radicato, dall’altra la proiezione in un futuro ipertecnologico e desiderabile, aderendo il più possibile all’ideologia nazionalista.  L’Osservatorio guarda con preoccupazione alle iniziative di orientamento militare nelle scuole, non solo per la china pericolosa intrapresa dall’Europa negli scenari internazionali, ma anche perché lo strutturale smantellamento delle garanzie minime nella formazione e nel lavoro negli ultimi decenni, ha il potere oscuro di rendere l’arruolamento volontario una buona occasione, per la popolazione tra i 16 e i 28 anni che vive in contesti precari.  Cogliamo l’occasione per invitarvi al nostro Convegno nazionale il 17 aprile a Torino, dal titolo “Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi“. Il corso, aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nell’ambito della Formazione docente. Per maggiori dettagli visitate questa pagina (qui). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente