4 ottobre, S. Francesco d’AssisiNell’anno dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi,
l’ISDE–Medici per l’Ambiente richiama istituzioni, mondo sanitario e scientifico
e cittadini alla responsabilità di proteggere insieme salute, ambiente e pace di
fronte alle grandi crisi del nostro tempo: “La tutela della salute passa dalla
cura della Terra. Il messaggio di Francesco è oggi un richiamo alla
responsabilità per il nostro futuro”_
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La guerra non rappresenta soltanto un problema politico, militare o umanitario:
è uno dei più gravi determinanti evitabili di morte, malattia, distruzione
ambientale e disuguaglianza. Da questa considerazione prende le mosse il nuovo
documento di posizione di ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente,
intitolato “La prevenzione della guerra è prevenzione primaria dei danni alla
salute”. 2026 Guerra salute e ambiente
Il documento propone di guardare ai conflitti anche attraverso la lente della
sanità pubblica. Le conseguenze, infatti, vanno molto oltre le vittime
direttamente provocate dalle armi: la distruzione dei sistemi sanitari e delle
infrastrutture civili, l’interruzione delle cure, la fame, le migrazioni
forzate, i traumi psichici, l’impoverimento e la disgregazione delle reti
sociali possono produrre effetti che durano per anni e coinvolgono anche le
generazioni successive. 2026 Guerra salute e ambiente
GUERRA, AMBIENTE E CRISI CLIMATICA
ISDE sottolinea anche la dimensione ambientale dei conflitti. Le guerre possono
contaminare aria, acqua e suolo, distruggere ecosistemi e biodiversità, produrre
macerie e rifiuti pericolosi e compromettere risorse essenziali per la salute
delle popolazioni. A questo si aggiungono le emissioni climalteranti legate alle
attività militari, ai combattimenti, alla distruzione delle infrastrutture e
alla successiva ricostruzione. 2026 Guerra salute e ambiente
Il documento richiama una stima del Conflict and Environment Observatory e di
Scientists for Global Responsibility secondo cui l’insieme delle forze armate
mondiali e delle relative filiere sarebbe responsabile di un’impronta pari a
circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra. ISDE precisa però che si
tratta di una stima dell’intero settore militare, non delle sole guerre in
corso, e che il dato non comprende pienamente le emissioni dei combattimenti,
delle distruzioni e della ricostruzione. 2026 Guerra salute e ambiente
Da qui la richiesta di una rendicontazione pubblica, trasparente e comparabile
delle emissioni delle forze armate e, nei limiti in cui sia scientificamente
possibile stimarle, di quelle associate ai conflitti.
SICUREZZA UMANA, DIPLOMAZIA E DISARMO
Uno dei punti centrali del documento riguarda il concetto stesso di sicurezza.
Se la guerra produce malattia e morte, sostiene ISDE, diplomazia, prevenzione
dei conflitti, controllo degli armamenti, non proliferazione e disarmo possono
essere considerati anche strumenti di prevenzione sanitaria.
Questo approccio, precisa l’associazione, non nega il diritto alla difesa
individuale e collettiva riconosciuto dal diritto internazionale né il dovere
delle istituzioni di proteggere le popolazioni dalle aggressioni. L’obiettivo è
invece affiancare agli strumenti di difesa il rafforzamento della diplomazia,
della mediazione, della cooperazione internazionale e delle capacità civili di
prevenzione e gestione dei conflitti. 2026 Guerra salute e ambiente
Particolare attenzione viene riservata al disarmo nucleare e alla necessità di
considerare, accanto alle minacce militari, anche crisi climatica, pandemie,
insicurezza alimentare e idrica, povertà, disuguaglianze e degrado degli
ecosistemi.
PROTEGGERE CHI SUBISCE UN’AGGRESSIONE E LAVORARE PER FERMARE LA GUERRA
Il documento affronta esplicitamente anche il rapporto tra diritto alla difesa e
prevenzione della guerra: «Aggressione e resistenza non sono equivalenti». Le
popolazioni aggredite, ricorda ISDE, mantengono i diritti riconosciuti dal
diritto internazionale e la resistenza può assumere forme civili e nonviolente
ma, nelle condizioni previste dal diritto internazionale, anche forme di difesa
armata. 2026 Guerra salute e ambiente
Per l’associazione, riconoscere questi diritti non è incompatibile con
l’obiettivo di impedire che la guerra diventi permanente e che l’escalation
militare venga considerata l’unica strada disponibile. La priorità deve rimanere
la protezione dei civili, dei bambini, dei feriti e dei malati, degli operatori
e delle strutture sanitarie e delle infrastrutture indispensabili alla
sopravvivenza delle popolazioni. 2026 Guerra salute e ambiente
LE RICHIESTE DI ISDE ALLE ISTITUZIONI
Nel documento ISDE formula una serie di richieste alle istituzioni italiane,
europee e internazionali. Tra queste: valutare e rendere pubblici gli impatti
sanitari, ambientali, climatici e sociali delle politiche militari; rafforzare
diplomazia preventiva e mediazione; rilanciare politiche multilaterali di
controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione; valutare il
costo-opportunità delle spese militari rispetto agli investimenti in salute,
istruzione, ricerca, riduzione delle disuguaglianze e politiche climatiche. 2026
Guerra salute e ambiente
ISDE chiede inoltre maggiore trasparenza nei rapporti fra decisori pubblici e
industria degli armamenti, una tutela effettiva dell’obiezione di coscienza
secondo gli standard internazionali, la protezione delle infrastrutture civili e
sanitarie e un rafforzamento della tutela dell’ambiente durante e dopo i
conflitti. 2026 Guerra salute e ambiente
UN RUOLO PER MEDICINA E SANITÀ PUBBLICA
La parte conclusiva chiama direttamente in causa il mondo sanitario. Secondo
ISDE, la medicina non può limitarsi a curare le vittime: medici, ricercatori e
istituzioni sanitarie hanno anche il compito di studiare, documentare e
comunicare le conseguenze dirette e indirette dei conflitti e contribuire alla
loro prevenzione. 2026 Guerra salute e ambiente
Per questo l’associazione propone sistemi indipendenti di sorveglianza degli
effetti dei conflitti su mortalità, malattie, salute mentale, salute
materno-infantile, sistemi sanitari, ambiente e clima, insieme a un maggiore
coinvolgimento delle istituzioni sanitarie e delle società scientifiche nella
valutazione degli impatti delle politiche che possono aumentare il rischio di
conflitto. 2026 Guerra salute e ambiente
Il messaggio finale sintetizza l’impostazione dell’intero documento: la guerra
non è una calamità naturale, ma deriva da decisioni e processi umani e può
quindi essere oggetto di prevenzione. Per ISDE, pace, prevenzione dei conflitti,
disarmo, tutela dell’ambiente e del clima, sicurezza umana e libertà di
coscienza rientrano tutti in una prospettiva di prevenzione primaria. 2026
Guerra salute e ambiente.
Redazione Italia