Tag - aeronautica militare

Sport, scienza e militarizzazione: il caso del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle
Il 7 maggio scorso 100 studenti di un istituto superiore romano hanno partecipato ad un evento al Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle dall’emblematico titolo “Le forze in gioco”. Durante l’iniziativa hanno potuto incontrare due atleti professionisti appartenenti all’Aeronautica, ossia Andrew Howe per il salto in lungo ed Elisa Blanchi per la ginnastica ritmica. I due campioni, prima di iniziare attività pratiche all’interno del centro, hanno raccontato a studenti e studentesse quanto sia importante per lo sport il supporto delle Forze Armate. Il 13 maggio è stata la volta di oltre 500 studenti e studentesse di sette istituti del circondario di Vigna di Valle che hanno partecipato alle “Etruskiadi”, un iniziativa che ha visto l’intervento delle Farfalle Azzurre della ginnastica ritmica. Nel frattempo un istituto di Bracciano ha potuto fare un esperimento con i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Roma che hanno mostrato ai presenti come si misurano i raggi cosmici nelle acque del lago. Ovviamente le imbarcazioni utilizzate non potevano essere se non quelle dell’Aeronautica Militare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci domandiamo perché studenti e studentesse debbano imparare che in Italia se vuoi fare l’atleta e nel frattempo avere anche uno stipendio devi cercare di entrare nelle Forze Armate, altrimenti ti esporrai seriamente al rischio di dover abbandonare i tuoi sogni solamente perché lo Stato non riesce a concepire altre forme di finanziamento. Allo stesso modo rimaniamo ancora una volta perplessi di fronte all’utilizzo della scienza in contesti in cui è chiaro che le conoscenze trasmesse vengano utilizzate principalmente per scopi bellici. Proprio per tali ragioni come Osservatorio ci auguriamo che nelle scuole lo sport e la scienza vengano insegnati in futuro in feste organizzate dalla società civile, la sola in grado di promuovere senza ambiguità pace e democrazia. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’Aeronautica chiama e la dirigente dell’IC Taurisano di Lecce risponde
A quanto pare ogni giorno c’è un anniversario nuovo da celebrare, naturalmente insieme alle scolaresche. Stavolta si tratta dell’80° dalla costituzione della Scuola di Volo Lecce-Galatina (gaudium magnum!), come leggiamo nella circolare inviata dalla dirigente a tutti gli adulti dell’IC Taurisano: docenti, genitori e genitrici, personale ATA e perfino al “RE” (Registro Elettronico, nuovo interlocutore in questo modo post-umano sempre più artificialmente intelligente…). E per celebrare, quale modo migliore che visitare l’aeroporto militare di Galatina, gentilmente aperto per l’incredibile occasione? La circolare è una circolare scolastica: specifichiamolo perché il linguaggio è quello di un atto di piena propaganda militarista di uno dei moderni canali di comunicazione delle Forze Armate. Come spot, canali social, il nuovissimo Difesa Channel e, a quanto pare, stavolta pure la scuola. Insomma, leggiamo che: «La base aerea [ndr: militare] di Galatina, da sempre vicina al territorio e alla comunità salentina, […]. I cittadini, ma in particolare le nuove generazioni, potranno osservare da vicino le realtà operative e addestrative dell’Arma Azzurra, assistere all’attività volativa, vistare gli hangar». E, perché no, valutare una possibile carriera nell’aeronautica. In piena consapevolezza? Forse no. Per esempio, dubitiamo che verrà menzionato che il genocidio a Gaza e poi i fatti dell’Iran e poi del Libano hanno mostrato che il modo che gli stati hanno di fare la guerra (come diceva Luigi Daniele nel suo intervento allo scorso convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università) è “attaccare anche obiettivi civili“. Che poi “attaccare obiettivi civili”, da dizionario, sarebbe nella definizione di terrorismo… Ah no, il terrorista d’altronde è sempre l’altro, meglio se diverso. Quindi forse il dizionario sbaglia, e la giovane generazione dubbiosa potrebbe rivolgersi all’intelligienza artificiale. Alla stessa intelligienza artificiale presente oggi nella catena di comando che porta giovani piloti di aeronautica a trovarsi con l’ordine di sparare su una scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran, uccidendo 165 persone, fra cui almeno 118 ragazze. La dirigente dell’IC Taurisano è gravemente carente nella sua funzione educativa. Le nuove generazioni per dirimere i loro dubbi non dovrebbero dover rivolgersi a un’intelligenza sicofantica, ma poter rivolgersi a degli e delle insegnanti, e perché no anche presidi. Per un confronto che possa fargli sviluppare consapevolezza, e orientarli perché capisca come voglio contribuire al mondo in cui vivono e vivranno. È un corale “donna, vita, libertà” che vorremmo si innalzasse in un cielo limpido, non un giovane in un aereo da guerra. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cittadinanza in uniforme: all’IIS Volta di Aversa (CE) l’Aeronautica è solo la punta dell’ice-berg
Dal 20 al 24 aprile e dal 4 al 8 maggio 2026 tre classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” di Aversa (CE) hanno partecipato ad un percorso di Formazione Scuola Lavoro/Orientamento in collaborazione con il 9° Stormo F. Baracca dell’Aeronautica Militare Italiana, inquadrato dal 2006 nella 1° Brigata aerea “operazioni speciali”, di stanza presso l’aeroporto Caserta-Grazzanise. Fonte: wikipedia La prima parte del percorso (aprile) è stata di tipo teorico e si è svolta all’interno della scuola condotta dal personale militare. Gli argomenti sono esplicitati nell’allegato A alla circolare del Dirigente scolastico e comprendono «manutenzione aeronautica, aerotecnica, avionica, propulsione, meteorologia aeronautica, sicurezza del volo e dei luoghi di lavoro.» Il percorso del mese di maggio si è invece tenuto presso la sede del 9° Stormo, ma i contenuti non sono esplicitati nella relativa circolare. L’assenza non è un dettaglio tecnico. In un’alternanza scuola-lavoro, la parte pratica è il cuore dell’esperienza formativa. Sapere cosa fanno concretamente gli studenti dentro una base militare per 5 giorni è una questione di trasparenza educativa elementare. Per quanto riguarda gli obiettivi pedagogici l’accordo di rete cita lo sviluppo di competenze tecnico-professionali, orientative e trasversali. Quali competenze trasversali (le così dette soft skills) non è dato sapere. Ma quanto sono presenti i militari in questo istituto? Dando un’occhiata agli altri accordi di rete della scuola troviamo i «Percorsi di legalità » descritti così nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) 2025-2028 – il documento programmatico che definisce l’identità formativa della scuola: > «La scuola in rete con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la > Polizia di Stato, la polizia municipale, vigili del fuoco, ha programmato una > nutrita serie di eventi culturali, manifestazioni, nonché concerti, allo scopo > della conoscenza, della presa di coscienza e/o rafforzamento degli obiettivi > di cittadinanza attiva e di convivenza democratica. Gli alunni e le alunne > avranno modo di comprendere e fare propri i principi fondanti del rispetto del > sé, dell’altro e delle regole.» Il quadro si fa più chiaro: la presenza militare non si limita all’orientamento professionale, ma entra nel cuore della formazione civica. Vale la pena fermarsi sull’ultima parola: regole. Non si citano i diritti, la partecipazione, il dissenso, il pensiero critico. La parola regole non è casuale, ma rivela l’impostazione pedagogica sottostante: la cittadinanza come conformità all’ordine esistente e non come capacità di interrogarlo, modificarlo, contestarlo quando necessario. Cosa significa davvero cittadinanza attiva? > La cittadinanza attiva — nelle sue formulazioni teoriche più solide, da Dewey > a Freire, da Nussbaum a Bourdieu — non è la conoscenza delle istituzioni né il > rispetto delle norme. È la capacità di agire come soggetto politico: > partecipare, deliberare, dissentire, costruire dal basso spazi di vita comune. Include, necessariamente, la possibilità di contestare le istituzioni quando queste si rivelano ingiuste o inadeguate. Include il conflitto come risorsa democratica, non come patologia sociale da reprimere. Include la disobbedienza civile, che ha una storia teorica e pratica riconosciuta in ogni democrazia matura. La convivenza democratica, analogamente, non è la coesistenza pacifica sotto la tutela dell’autorità. È la capacità di gestire il pluralismo, il disaccordo, la differenza — senza affidarsi al monopolio della forza per tenerli sotto controllo. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza non sono soggetti democratici nel loro funzionamento interno, ma sono organizzazioni gerarchiche, basate sull’obbedienza verticale, sulla disciplina, sull’esecuzione degli ordini. Svolgono funzioni legittime e necessarie in uno Stato di diritto, tuttavia il modello di convivenza che incarnano strutturalmente è quello dell’ordine garantito dall’autorità, non della partecipazione costruita dal basso. Quando sono loro a spiegare “come si vive insieme”, il messaggio implicito — indipendentemente dalla buona fede dei singoli operatori — è preciso: la convivenza è una questione di rispetto delle regole; lo Stato si presenta con la divisa; il cittadino è un soggetto da educare alla compliance. È l’opposto di ciò che la pedagogia critica ha elaborato in decenni di riflessione. È, per usare la categoria di Paulo Freire, un’educazione “bancaria” applicata alla democrazia: si depositano nei ragazzi i valori dell’ordine, senza mai attivare la loro capacità di pensiero autonomo e azione collettiva. Il caso del Volta di Aversa non è isolato. Rientra infatti in una tendenza documentabile a livello nazionale che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università portiamo alla conoscenza di tutti: la progressiva occupazione degli spazi formativi da parte di soggetti militari e paramilitari, che si propongono come agenti educativi su temi — legalità, cittadinanza, convivenza, orientamento professionale — che richiederebbero invece competenze pedagogiche, autonomia critica, pluralismo di voci. Questa tendenza non passa da imposizioni esplicite. Passa da convenzioni, reti, PCTO, protocolli d’intesa, passa dal linguaggio rassicurante della legalità e dei valori condivisi. Passa, come in questo caso, dalla sostituzione silenziosa di una parola con un’altra: diritti con regole. È quella sostituzione che vale la pena insegnare ai ragazzi a riconoscere. Ma non sarà un carabiniere a fargliela notare. Purtroppo nel PTOF dell’Istituto Volta l’educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza democratica appare affidato solo alle divise. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Il Fatto Quotidiano: Alunni invitati a vedere i mezzi dell’Aeronautica, insorgono le mamme: “Basta ingerenze militari nelle scuole”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 18 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 18 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione all’episodio della mamme di Modica. «Le mamme si schierano contro la scuola e il Comune di Ragusa, “colpevoli” di aver organizzato un “corso di addestramento” promosso dall’Aeronautica militare. Circa 180 alunni e alunne delle scuole superiori di Modica, Ragusa, Vittoria e Comiso sarebbero stati coinvolti in un’uscita dove i militari hanno mostrato ai ragazzi i loro mezzi. A ribellarsi, stavolta, è il gruppo “Movimento delle mamme di Modica”. Le donne hanno voluto dire la loro scrivendo all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università invitando i sindaci dei quattro comuni a rivedere la loro posizione rispetto a questo progetto...continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Modica: mamme, soldati, scuole
Riprendiamo dal sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università il comunicato del Comitato delle mamme di Modica Modica, il Movimento delle mamme contrario all’addestramento militare nelle scuole Pubblichiamo il documento firmato dal Movimento delle mamme di Modica sul coinvolgimento di 180 alunni e alunne delle scuole superiori di Modica, Ragusa, Vittoria e Comiso in un corso di
Attività di Orientamento con Aeronautica Militare all’Istituto “Enrico Fermi” di Roma
La circolare diffusa ai docenti in servizio nell’Istituto Industriale Statale “Enrico Fermi” di Roma, giunta all’attenzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, prevedeva un’attività di orientamento attraverso l’incontro con l’Aeronautica Militare nella biblioteca della scuola, il 13 aprile scorso (clicca qui). Si direbbe che dirigenti e comandi militari abbiano mangiato la foglia: la ricerca sul sito della scuola non dà risultati esplicativi sul tipo di incontro; su quello del Comando Militare il rinvio – digitando la voce iniziative di orientamento negli istituti superiori  – per questa occasione – è al sito scolastico, e il circolo si chiude. Non solo, spesso le circolari interne sono a carattere riservato, anche quando riguardano attività rivolte agli studenti e alle studentesse. Tutela risibile, visto che i ragazzi, le ragazze e gli/le stessi/e insegnanti ne potrebbero fare l’uso pubblico che vogliono. Sicché non si può che arguire, sulla base dei dati che già possediamo su attività di questo tipo, di cosa si tratti. Sull’orientamento previsto dalla normativa vigente (DM 328, 22/12/2022 Linee Guida in ottemperanza alla missione. 4 del PNRR) si possono trovare informazioni direttamente sulle pagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nello specifico per gli ITIS il MIM assicura che gli studenti e le studentesse, grazie agli incontri con il mercato, completeranno la formazione delle «competenze che permettono un IMMEDIATO inserimento nel mondo del lavoro». Vengono magnificati anche i quadriennali (4+2) frutto della recente controriforma, con l’eventuale percorso successivo presso le Academy. Nelle scuole, soprattutto durante l’ultimo anno di frequenza, a organizzare le attività ci pensa il docente con incarico specifico di orientatore, coadiuvato dallo staff dei tutori (in proposito si veda sul portale UNICA del MIM: https://unica.istruzione.gov.it/portale/it/orientamento/il-tuo-percorso/docente-tutor). Come abbiamo più volte annotato sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università l’orientamento, che alcuni accademici hanno proposto come occasione di una formazione umana, addirittura letteraria (ad esempio il professor Federico Batini ordinario all’Università Sapienza di Roma, in un seminario dedicato all’orientamento: https://pratika.net/wp/le-nuove-linee-guida-per-lorientamento/), è ben altro. Infatti, molto spesso, viene esternalizzato a società private, oppure ai corpi militari, come in questo caso (il 13 maggio, sempre al Fermi, è previsto un incontro con la società ADVANT, azienda di consulenza tecnologica per aziende: https://www.itisfermiroma.edu.it/circolare/orientamento-classi-quinte-incontro-con-advant-s-r-l/). L’istituto Enrico Fermi si trova nel quartiere Monte Mario, nella periferia romana, dove la via Via Trionfale porta, con un lungo e trafficato percorso, verso la provincia di Viterbo, Nord del Lazio. La Stazione di Monte Mario, dietro la scuola, dovrebbe agevolare gli spostamenti degli alunni che, in netta maggioranza, vengono dalle urbanizzazioni oltre il raccordo anulare di Roma e dai paesi della provincia. Sempre quando funziona…visto che molto spesso ci sono problemi sulla linea e le attese si fanno lunghe, le assenze e i ritardi degli studenti notevoli. Come scrive il sociologo Eli Friedman, il capitalismo ha smesso di funzionare per i giovani «per la generazione Z- persone nate tra la fine del1990/2000 – ormai lavorare è più deprimente che essere disoccupati» (riportato da Le Monde Diplomatique, aprile 2026, pag 5). Ma è sempre pronta la carriera militare, la paga del soldato è buona, nei corpi di élite ottima, con i tempi che corrono… Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La propaganda militare prende quota con la Rete dei Musei Aeronautici
Nel 2015 in Italia, su iniziativa dell’Aeronautica Militare, è nata la Rete dei Musei Aeronautici che, con il sostegno di attori pubblici e privati, ha l’obiettivo dichiarato di promuovere la storia e la cultura tecnica dell’aviazione italiana. Notiamo che le otto realtà museali inserite in questa rete espongono un patrimonio a forte connotazione militare. La loro narrazione associa il fascino della tecnica del volo alle imprese di guerra, ma non viene neppure accennata l’annosa questione della libertà scientifica piegata dalla guerra a scopi distruttivi e di morte e, dunque, il ripudio della guerra stessa. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vediamo nella Rete dei Musei Aeronautici uno strumento della cultura nazionalista e di normalizzazione della guerra. Ci chiediamo, inoltre, in quale misura questa venga finanziata dalle casse dello Stato e in quale dall’iniziativa privata. E da entrambe le parti, pubblico e privato, perché foraggiare la celebrazione della guerra quando, invece, in ogni angolo del mondo le persone chiedono in tutti i modi possibili di fermarla? Il MUSAM (Museo Storico dell’Aeronautica Militare) di Vigna di Valle, costruito all’interno del Parco Naturale Bracciano-Martignano, è stato completamente ristrutturato e ampliato in occasione del centenario dell’Aeronautica Militare (2023). Non possiamo provare a quanto ammonti la spesa sostenuta, ma possiamo immaginare si tratti di una quota molto alta. Il Museo Francesco Baracca di Lugo, a Ravenna, compie cento anni nel mese di giugno di quest’anno e attualmente è in fase di restauro: 300 mila euro drenate dalle casse comunali. Evidentemente il museo è considerato un patrimonio storico irrinunciabile per Lugo; infatti Baracca è nato in quella città. L’immobile che oggi ospita il museo apparteneva alla sua famiglia ed è stato ceduto al Comune con l’impegno di ricordare il pilota che firmava la carlinga dei suoi velivoli con un cavallino rampante nero, insegna del 4° Stormo dal 1933, e di alcuni caccia Eurofighter; simbolo che Enzo Ferrari ha scelto per la sua casa automobilistica. La famosa Ferrari, appunto.  Di recente sul canale YouTube dell’Aeronautica Militare si è festeggiato questo lungo connubio con la Ferrari sotto l’insegna di Francesco Baracca e il Tricolore. Il Museo “Gianni Caproni” a Trento è intitolato all’omonimo ingegnere che con il fratello Federico progettava e produceva aeroplani per la prima guerra mondiale. Nel periodo del fascismo e dell’espansione militare la loro azienda si è ingrandita aprendo numerosi nuovi stabilimenti in Italia e all’estero. Il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell’UniPa ha con l’Aeronautica Militare un solido rapporto di collaborazione. Così sarebbe possibile proseguire per tutti gli altri musei della Rete. La loro storia è strettamente legata al mondo militare del nostro Paese, e la promozione che di essi si sta facendo come centri culturali, in questi ultimi anni, ricalca i termini della vecchia propaganda: Patria, sacrificio, gloria con l’intenzione di riaffermarli. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università crediamo che questa offerta sovrabbondante in Italia nasconda delle insidie, soprattutto perché questi musei sono aperti a visite scolastiche guidate, spesso anche per le scuole dell’infanzia. La narrazione suggestiva e promozionale dell’Aeronautica Militare non si concilia con l’impegno per la coesistenza pacifica internazionale che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni. Ma c’è dell’altro. Il sistema Difesa se, da un lato, sta rafforzando la propria prestazione militare, dall’altro ha iniziato a organizzarsi come brand commerciale, una veste che gli permette di entrare con la massima facilità nei contesti ricreativi popolati dalla società civile. È prova di questo il parco aeronautico Volandia di Somma Lombardo (Varese) che, con oltre 100 velivoli civili e militari di varie nazioni a fare da sfondo, mette a disposizione una vasta area giochi esterna per bambini, disponibile anche per feste di compleanno e pic nic. Altro esempio è il Parco dell’Aviazione di Rimini, 75.000 mq di superficie, che non rientra ancora nella Rete degli otto Musei Aeronautici, ma che, immerso nel verde delle colline che furono teatro di importanti azioni belliche della Seconda guerra mondiale, oggi espone decine di velivoli militari e in un grande caveau sotterraneo centinaia di decorazioni e onorificenze, molte delle quali conferite a Gabriele d’Annunzio, Aldo Finzi, Benito Mussolini, Italo Balbo. Nel 2019 il Comune di Rimini ha approvato nel suo piano RUE/PSC la costruzione di bungalows, un centro benessere e una sala convegni all’interno del Parco dell’Aviazione per aumentarne la fruibilità a residenti e turisti. Questo museo di guerra sarà così integrato a pieno titolo nei servizi per il turismo enogastronomico, l’escursionismo, le città d’arte e l’outlet di marchi di lusso che dista da lì solo 5 Km. Interessante la nota mistica sul museo storico aeronautico di Loreto. Come il Parco di Rimini anch’esso non fa parte della Rete ma è un centro di potere e di influenza militare sul territorio. Papa Benedetto XV (1914-1922) dichiarò la Madonna patrona degli aeronauti per quel volo prodigioso che avrebbe fatto su ali angeliche la casetta della Beata Vergine sui continenti, da Nazareth nella città di Loreto. Nel 2008 il museo ha omaggiato la patrona della città, la Madonna di Loreto, con un velivolo Aermacchi MB-339 PAN.  IL SISTEMA DIFESA VUOLE AVVICINARE A SÉ IL PUBBLICO E NON LASCIA NULLA AL CASO. FA LEVA SUL MADE IN ITALY E SUL FURORE DEI NOSTALGICI, ASSEGNA CREDITI FORMATIVI A CHI SEGUE LE SUE CONFERENZE, GONFIA PALLONCINI COLORATI PER LE FESTE DI COMPLEANNO DEI BAMBINI, CONVERTE LE SUE COMPETENZE DAL MILITARE AL TURISTICO IN UNO SCHIOCCO DI DITA. PECCATO CHE CONTINUI ANCHE A FARE LA GUERRA! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Napoli “abbracciata” dall’Aeronautica Militare? No, grazie!
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL MIR – MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLA RICONCILIAZIONE, ASSOCIAZIONE ADERENTE ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, SULLA MILITARIZZAZIONE DELLE PIAZZE A NAPOLI. Il MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione – storica organizzazione del pacifismo di matrice spirituale e nonviolenta – protesta per l’occupazione militare da parte dell’Aeronautica militare, nel periodo dal 28 marzo al 1° aprile, di due luoghi simbolo di Napoli, per statuto “Città di Pace”, non palcoscenico per esibizioni bellico-militari. Nella relativa nota informativa, queste c.d. “giornate azzurre” sono state presentate come il modo col quale l’Aeronautica «abbraccia la città di Napoli», con un evento «pensato per chi desidera conoscere più da vicino l’Aeronautica Militare, la sua storia, le sue tradizioni e i suoi valori, in un contesto accessibile e adatto a famiglie, appassionati e curiosi». L’Aeronautica occuperà infatti per ben cinque giorni due luoghi della nostra città (piazza del Plebiscito ed il lungomare), per esibire la propria capacità bellico-tecnologica con un’intera area espositiva, velivoli e simulatori di strumentazione, “festeggiando” il suo 103° anniversario con gli abituali riti delle cerimonie militari e con l’immancabile sorvolo delle “frecce tricolori”. Il MIR contesta tale retorica narrazione ed esprime netta contrarietà a quest’ennesima manifestazione di esaltazione patriottico-militarista, soprattutto in un momento drammatico ed allarmante per l’acuirsi di conflitti bellici ed aggressioni armate, con una micidiale e dispendiosa ripresa della folle corsa agli armamenti. «Come organizzazione nonviolenta, antimilitarista ed ecopacifista, manifestiamo totale dissenso nei confronti di queste sempre più frequenti esibizioni propagandistiche delle forze armate italiane, che da anni stanno subdolamente infiltrando la società ed anche le istituzioni educative, portando avanti la retorica dei militari vicini alla “gente”, proprio mentre la tragica cronaca delle guerre in atto ci sta mettendo sotto gli occhi quanta morte e devastazione provocano invasioni, bombardamenti e raid aerei» ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e referente della Sede di Napoli. Il MIR ricorda, peraltro, che a Piazza del Plebiscito era stata programmata per il 28 marzo la manifestazione “10,100, 1000 Donne per la Pace”, spostata a piazza Municipio proprio per consentire l’installazione degli stand espositivi dell’Arma Azzurra, suscitando quindi la legittima protesta delle realtà organizzatrici dell’incontro pacifista. «Continueremo a contestare anche a Napoli la retorica narrazione delle forze armate e ad opporci al montante autoritarismo, militarismo e bellicismo, opponendovi l’obiezione di coscienza, la disobbedienza civile e lanciando una proposta di legge popolare per istituire una difesa non-armata, civile e nonviolenta», ha concluso Ferraro. MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Al “Faraday” di Roma, orientamento in uscita con l’Aeronautica Militare
In queste settimane all’ITIS e Liceo “Michael Faraday” di Roma si sono tenute delle giornate di orientamento in uscita per le classi quarte e quinte, con l’Aeronautica Militare. Per quello che sembra essere un appuntamento fisso in questo istituto da almeno tre anni: qui la circolare del 2025 diretta soltanto alle classi quarte e qui quella del 2024 diretta solo alle classi quinte.  Ma sono anche tre anni che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia l’intrusione sistematica delle forze armate e di polizia nelle scuole italiane, di ogni ordine e grado. E ha validi motivi di continuare nel suo impegno, considerato il capitolo Difesa della finanziaria 2026 che prevede la spesa di 10 miliardi in più quest’anno rispetto all’anno scorso, e nel triennio 2026-2028 di assorbire il 40,9% del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche per sostenere Leonardo e Fincantieri. Il potenziamento della operatività militare avrà grandi ricadute nei settori della meccanica, elettronica e sistemistica. Proprio il campo di interesse del Liceo Faraday. Siamo sicuri e sicure che gli ufficiali dell’aeronautica avranno illustrato questo vantaggio professionale futuro, utile di fronte alle minacce ibride internazionali e alla sicurezza nazionale. Come Osservatorio troviamo indecente e osteggiamo l’operazione scientifica di avvicinare le nuove generazioni ai percorsi di formazione militare, e alle carriere militari.  Nell’attesa che il Ministro della Difesa Guido Crosetto presenti in Parlamento la proposta di riforma del servizio militare volontario, vi invitiamo a Torino il 17 aprile per seguire il nostro Convegno nazionale intitolato “Il Trauma della Guerra – Tra storia, economia, diritto ed educazione, dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi”. Aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nella Formazione docente e dà diritto all’esonero per l’intera giornata. Per maggiori informazioni visita questa pagina. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Napoli ‘abbracciata’ dall’Aeronautica Militare? No, grazie!
Il MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione – storica organizzazione del pacifismo di matrice spirituale e nonviolenta – protesta per l’occupazione militare da parte dell’Aeronautica militare, nel periodo dal 28 marzo al 1° aprile, di due luoghi simbolo di Napoli, per statuto ‘Città di Pace’, non palcoscenico per esibizioni bellico-militari. Nella relativa nota informativa, queste c.d. ‘giornate azzurre’ sono state presentate come il modo col quale l’Aeronautica “abbraccia la città di Napoli”, con un evento “pensato per chi desidera conoscere più da vicino l’Aeronautica Militare, la sua storia, le sue tradizioni e i suoi valori, in un contesto accessibile e adatto a famiglie, appassionati e curiosi”. L’Aeronautica occuperà infatti per ben 5 giorni due luoghi della nostra città (piazza del Plebiscito ed il lungomare), per esibire la propria capacità bellico-tecnologica con un’intera area espositiva, velivoli e simulatori di strumentazione, ‘festeggiando’ il suo 103° anniversario con gli abituali riti delle cerimonie militari e con l’immancabile sorvolo delle ‘frecce tricolori’ Il MIR contesta tale retorica narrazione ed esprime netta contrarietà a quest’ennesima manifestazione di esaltazione patriottico-militarista, soprattutto in un momento drammatico ed allarmante per l’acuirsi di conflitti bellici ed aggressioni armate, con una micidiale e dispendiosa ripresa della folle corsa agli armamenti. “Come organizzazione nonviolenta, antimilitarista ed ecopacifista, manifestiamo totale dissenso nei confronti di queste sempre più frequenti esibizioni propagandistiche delle forze armate italiane, che da anni stanno subdolamente infiltrando la società ed anche le istituzioni educative, portando avanti la retorica dei militari vicini alla ‘gente’, proprio mentre la tragica cronaca delle guerre in atto ci sta mettendo sotto gli occhi quanta morte e devastazione provocano invasioni, bombardamenti e raid aerei” ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e referente della Sede di Napoli. Il MIR ricorda, peraltro, che a Piazza del Plebiscito era stata programmata per il 28 marzo la manifestazione “10,100, 1000 Donne per la Pace”, spostata a piazza Municipio proprio per consentire l’installazione degli stand espositivi dell’Arma Azzurra, suscitando quindi la legittima protesta delle realtà organizzatrici dell’incontro pacifista. “Continueremo a contestare anche a Napoli la retorica narrazione delle forze armate e ad opporci al montante autoritarismo, militarismo e bellicismo, opponendovi l’obiezione di coscienza, la disobbedienza civile e lanciando una proposta di legge popolare per istituire una difesa “non-armata, civile e nonviolenta” ha concluso Ferraro. Redazione Napoli
March 27, 2026
Pressenza