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Palestina: effetto collaterale?
Con aggiornamenti di Anbamed e Radio Onda d’Urto; appuntamenti; articoli e analisi di Awad Abdelfattah, di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad, di Ilaria de Bonis, di Claudio Geymonat, di Gaurav Kumar, di Lavinia Marchetti, di Tamer Nafar, di Enrico Semprini e altre/i Prefazione di Enrico Semprini. In questo dossier si parla di eccidi, di solidarietà e…del punto di vista palestinese
Palestina: basta massacri e razzismo
Articoli di Sausan Khalil, Tareq S. Hajjaj, Enas Abu Ghayad, Operazione Colomba, Francesca Campanini, Adla Alnazer, Mariana Hristova, Mario Sommella, Luigi Daniele, Anna Maria Selini, Lavinia Marchetti ed altri. Con un link ad una nostra pagina: https://www.labottegadelbarbieri.org/cinema-28-30-settembre-naza-e-the-bibi-files/ Genocidio a Gaza 26 settembre Un palestinese è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha preso
September 26, 2026
La Bottega del Barbieri
UNICEF: oltre 7 milioni di bambini esposti a ondate di calore e 6 milioni a siccità in Italia
“Secondo gli esperti l’Italia proprio in questi giorni sarà colpita da temperature molto elevate e all’orizzonte è prevista un’estate estremamente calda, anche a causa del fenomeno atmosferico El Nino. Voglio ricordare che nel nostro paese, secondo il recente rapporto UNICEF sui Rischi Climatici per l’Infanzia 2026, 7.224.126 di bambini sono esposti a ondate di calore e 6.375.600 alla siccità. É necessario essere preparati a proteggere questi bambini e le persone più fragili. Il cambiamento climatico riguarda tutti. Sono necessari sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra o i rischi climatici diventeranno sempre più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini.” Dichiara Andrea Iacomini, Portavoce UNICEF Italia. L’UNICEF Italia per riflettere sulla responsabilità individuale rispetto all’ambiente promuove la campagna Cambiamo ARIA: sulla piattaforma misurailtuoimpatto.unicef.it è possibile partecipare a un quiz per riflettere sulla sostenibilità delle nostre abitudini. Anche quest’anno, l’UNICEF Italia ha lanciato il concorso fotografico dedicato ai giovani fra i 14 e i 19 anni  “Uno scatto per il clima: ambiente e futuro visti da me”. L’iniziativa promuove il valore della partecipazione attiva delle nuove generazioni e invita i giovani tra a raccontare, attraverso le immagini, gli effetti della crisi climatica e ambientale sui territori, sulle comunità e sulla vita quotidiana. È possibile iscriversi tramite il form online e rispondere alla mail ricevuta inviando a fino a 3 fotografie originali aggiungendo un titolo e una breve didascalia. La partecipazione è gratuita. Per approfondire, consultare il regolamento e partecipare al concorso entro il 30 novembre 2026, è possibile visitare il sito ufficiale: https://www.unicef.it/scatto-clima . UNICEF
June 17, 2026
Pressenza
Unicef: lavoro minorile in Italia raddoppiato in cinque anni
In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, lo scorso 11 giugno, l’Unicef Italia ha presentato il rapporto “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro“, che ha tracciato un quadro allarmante per il nostro paese: nel giro di soli cinque anni, il […] L'articolo Unicef: lavoro minorile in Italia raddoppiato in cinque anni su Contropiano.
June 14, 2026
Contropiano
1000 Buoni Giorni: Cittadinanzattiva per la salute, la cura e i diritti per bambine, bambini e famiglie
L’evidenza scientifica dimostra che l’80% dello sviluppo cerebrale avviene nei primi tre anni di vita. Le esperienze, le relazioni affettive, l’alimentazione e le condizioni ambientali di questo periodo modellano le connessioni neuronali in modo duraturo e spesso irreversibile, ponendo le basi per la salute fisica, cognitiva ed emotiva dell’intero arco della vita. Esistono, purtroppo, forti differenze territoriali nell’accesso ai servizi educativi 0-3 anni, ai consultori, ai servizi per la tutela della salute mentale perinatale, ai percorsi di prevenzione, al supporto alla genitorialità. E così le possibilità di sviluppo di un bambino continuano  spesso a dipendere dal luogo in cui nasce, dal reddito familiare e dalla capacità dei territori di garantire servizi accessibili e integrati. L’analisi civica condotta da Cittadinanzattiva sui Piani regionali della prevenzione evidenzia, infatti, una profonda eterogeneità sul territorio nazionale. La “classificazione” che ne emerge si riferisce soltanto alla rilevanza data al tema dei 1000 giorni nella programmazione regionale, non agli esiti effettivi sulla popolazione. Regioni come Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Piemonte, Basilicata e Umbria puntano sulla programmazione dedicata, che vede l’adozione di progetti specifici e strutturati sui 1000 giorni con sistemi dedicati di monitoraggio. Abruzzo, Liguria, Marche e Molise seguono invece il modello incentrato sui consultori e sul percorso nascita, valorizzando queste strutture come presidi destinati a questo specifico arco temporale. Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Valle d’Aosta, Province Autonome di Trento e Bolzano applicano il modello sociosanitario integrato, mettendo in rete consultori, Centri per le Famiglie, salute mentale, servizi educativi e comunità locali. Sardegna, Sicilia, Puglia e Campania adottano un approccio orientato all’equità sociale soprattutto a beneficio delle aree interne e delle famiglie vulnerabili. Tuttavia, il quadro regionale continua a presentare forti disomogeneità territoriali nella qualità e nell’accessibilità dei servizi, nella presenza di consultori adeguatamente strutturati, nella disponibilità di percorsi integrati e nella capacità di intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità familiare e sociale. “In molte Regioni, come si sottolinea nell’analisi di Cittadinanzattiva, le esperienze più innovative rimangono ancora legate a progettualità sperimentali o a finanziamenti temporanei, senza una piena stabilizzazione organizzativa e professionale L’Home Visiting, ad esempio, pur rappresentando una delle pratiche più promettenti sul piano preventivo e relazionale, risulta spesso limitato a iniziative locali non ancora strutturali nei modelli organizzativi regionali. Persistono inoltre criticità significative nell’ambito della salute mentale perinatale, che continua a presentare livelli molto differenziati di sviluppo territoriale. In numerosi contesti mancano ancora percorsi strutturati di screening, presa in carico integrata e continuità assistenziale tra consultori, servizi territoriali e Dipartimenti di salute mentale. Ulteriori elementi di fragilità riguardano la debole integrazione con i servizi educativi 0–3 anni, la difficoltà di trasformare i sistemi di monitoraggio in strumenti effettivi di programmazione e accountability, la carenza di personale nei servizi territoriali e la persistente frammentazione tra sanitario, sociale ed educativo”.  Per Cittadinanzattiva, i 1000 giorni non sono solo una finestra biologica, ma una finestra di esigibilità dei diritti. Ogni famiglia deve poter contare su un sistema che garantisca protezione e continuità, indipendentemente dalla propria condizione geografica o sociale. 1000 BUONI GIORNI non è semplicemente un nuovo progetto, ma una cornice strategica unitaria che integra l’expertise di tutte le aree di Cittadinanzattiva (Salute, Consumatori, Giustizia, Educazione, Tutela e Ambiente) in un unico programma nazionale. Il programma è dedicato ai primi 1000 giorni di vita, il periodo che va dal concepimento fino al secondo compleanno del bambino. Questa fase, definita dall’OMS e dall’UNICEF come una “finestra di opportunità”, rappresenta il momento di sviluppo più intenso e sensibile dell’intera esistenza umana. Promuovere un programma di azioni concrete al fine di tutelare i primi mille giorni di vita, dal concepimento ai due anni, e di affermare il diritto al miglior inizio di vita possibile, un diritto ad oggi fortemente frammentato e condizionato dal luogo di nascita e dal reddito familiare. È questo l’obiettivo della campagna “1000 Buoni Giorni” di Cittadinanzattiva, sostenuta da un nutrito Board di soggetti,  che prevede una serie di interventi multidimensionali che coinvolgono famiglie, istituzioni, personale sanitario ed educatori, tra i quali: laboratori territoriali partecipativi, incontri informali, percorsi formativi ed informativi dedicati a genitori e famiglie, ma anche ad operatori sanitari, sociali ed educativi, sui temi della prevenzione precoce, della salute mentale perinatale, della presa in carico multidisciplinare, dell’equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari territoriali e dell’individuazione precoce di eventuali situazioni di disagio sociale vissute dalle famiglie; sportelli di tutela per le famiglie che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi, ai sostegni economici, ai percorsi di cura o alle informazioni sui propri diritti; una piattaforma digitale gratuita che raccoglie materiali informativi, video, contenuti scientifici, strumenti multilingue e buone pratiche territoriali dedicate ai primi 1000 giorni; una campagna di comunicazione capillare dedicata alla sensibilizzazione pubblica sui temi della prevenzione precoce, dei diritti dell’infanzia, della genitorialità, dell’equità territoriale e del welfare familiare. Questi ad oggi gli aderenti al Board: AIFEC, ANCI, Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini – ETS, CNOAS, CNOP, Donne in Campo – CIA, Farmaciste insieme, FIASO, FIMMG, FIMP, FNOPI, FNOPO, FOFI, Giovani Farmacisti Fenagifar, Gruppo CRC, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Istituto Superiore di Sanità, Riabitare l’Italia, SIGO, SIMG, SIN, SIP, Emmanuele Pavolini, Professore ordinario di Sociologia economica del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università di Milano, Manuela Stranges, Professoressa associata di Demografia del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza dell’Università della Calabria, e Paolo Siani, pediatra e già vicepresidente della Commissione parlamentare Infanzia e Adolescenza. Qui per approfondire: https://www.cittadinanzattiva.it/progetti/17827-1000-buoni-giorni.html.   Giovanni Caprio
June 10, 2026
Pressenza
Diritto al gioco… di guerra?
MIR Napoli stigmatizza la presenza delle Forze Armate all’iniziativa ASL – UNICEF di Avellino per il diritto al gioco Si è svolta domenica 24 maggio ad Avellino l’iniziativa sul “diritto di giocare e crescere insieme”, promossa dal locale Comitato provinciale dell’UNICEF e dall’ASL territoriale. Insieme a varie iniziative ricreative, però, in quella occasione erano presenti anche postazioni di ben tre forze armate: Esercito Italiano, Carabinieri e Guardia di Finanza, mescolando impropriamente al concetto di ‘gioco’ esercitazioni al tiro col fucile, di lotta e di altre pratiche militari che nulla hanno a che vedere con un’attività ludica rivolta a bambini e ragazzi. «A nome del Movimento Internazionale della Riconciliazione, storica organizzazione italiana per la pace e il disarmo, esprimo sconcerto e riprovazione per questo subdolo tentativo di militarizzare ancora una volta non solo la cultura e la scuola, ma anche lo sport e le attività ricreative per l’infanzia – ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e coordinatore locale del MIR – Ancora una volta colpisce che a prestarsi a questa pericolosa commistione di gioco e attività di ambito militare sia l’organizzazione internazionale che, per statuto, più dovrebbe tutelare il diritto dei minori alla pace ed al benessere. Purtroppo, però, già in altri casi l’UNICEF regionale ha promosso iniziative che vedevano la partecipazione delle forze armate, contraddicendo alla missione della Fondazione che “ispira la sua attività al principio che tutti i bambini abbiano il diritto di sopravvivere, crescere e realizzare le proprie potenzialità per il beneficio di un mondo migliore per ogni bambino ovunque”.» Alcune sconcertanti immagini allegate – ricavate da un video sulla manifestazione https://www.youtube.com/watch?is=MRNF41DbY7afx8xv&v=hS0R0LR-TVo&feature=youtu.be mostrano infatti bambini che impugnano e puntano fucili più grandi di loro, esercitazioni alla lotta ed al pugilato ed un’inutile esibizione di uniformi, armi e attrezzature militari. «Che UNICEF, ASL e Consorzio Servizi Sociali A5 promuovano il diritto al gioco, alla salute ed alla socialità con una manifestazione dove si esibiscono strumenti di guerra è davvero intollerabile. Il MIR disapprova questa scelta ed invita invece a lanciare messaggi ben diversi, di educazione alla pace, a relazioni solidali ed a soluzioni dei conflitti prive di violenza» ha concluso Ferraro. CONTATTI Ermete FERRARO Cell. e WhatsApp: 349 3414190 Email: ermeteferraro@gmail.com – mirnapoli@virgilio.it Web: https://www.facebook.com/napolimir Redazione Napoli
May 26, 2026
Pressenza
Afghanistan, il silenzio delle bambine diventa consenso
della redazione di Diogene (*) Foto USAID Afghanistan, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons Il nuovo decreto talebano sul divorzio non legalizza soltanto un abuso. Fa qualcosa di più spietato: prende il silenzio di una ragazza/bambina e lo trasforma in consenso. Ma quel silenzio non è libero. È il risultato di un sistema che ha chiuso le scuole alle adolescenti,
Gaza, operatori UNICEF uccisi dalle IDF. Global Sumud Flotilla: “Interrompere ogni rapporto con Israele è urgente e necessario”
Il 17 aprile due autotrasportatori dell’UNICEF sono stati uccisi a Nord di Gaza mentre portavano rifornimenti d’acqua potabile alla popolazione; altre due persone sono rimaste ferite. Intanto Roma e Berlino sostengono il rinnovo degli accordi di partenariato UE-Israele. L’UNICEF chiede ad Israele un’indagine su quello che nel comunicato dell’organizzazione viene definito ‘incidente’, malgrado il fatto che si sia verificato, come dichiarato, “durante le normali operazioni di trasporto dell’acqua, senza alcuna variazione nei percorsi o nelle procedure.”  Solo il 6 aprile scorso, un mezzo della World Health Organization era stato colpito dal fuoco israeliano, che aveva causato la morte dell’autista, il ferimento di un medico e di altri operatori. Mentre l’attenzione globale è dominata dalla guerra Usa -Iran, la striscia di Gaza continua a essere martoriata da attacchi indiscriminati e da sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario. A seguito dell’uccisione dei due autotrasportatori, l’UNICEF ha sospeso le attività di rifornimento, il che comporta un ulteriore peggioramento delle condizioni di sopravvivenza della popolazione civile.  Colpisce la flebile eco mediatica suscitata da questi crimini, compiuti, lo ricordiamo, durante la “tregua” siglata il 10 ottobre 2025, un accordo di pace criminale che abbiamo denunciato sin dall’inizio e che è servito unicamente a far calare il silenzio sui crimini di guerra che continuano ad essere perpetrati nella striscia di Gaza e nei territori della Cisgiordania.  Poche note ad allungare la conta disumana dei morti. A fronte di questa barbarica devastazione di ogni principio di diritto internazionale e delle reiterate violazioni dell’accordo di cessate il fuoco, i governi europei, e fra questi Roma e Berlino,  scelgono di non sospendere l’accordo commerciale UE- Israele, forti della necessità dell’unanimità per la sospensione piena del partenariato. Come afferma l’eurodeputata Left Lynn Bolylan: “Qualsiasi cosa che non sia la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele sarebbe un atto di profonda codardia morale dal quale l’UE potrebbe non riprendersi mai.” La sospensione del Memorandum di cooperazione con Israele nel settore militare, dichiarata pochi giorni or sono dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mostra quindi la sua effettiva inconsistenza politica e la natura puramente opportunistica dettata dal frangente post-referendario. Chiediamo ai gruppi parlamentari di opposizione di schierarsi in modo netto e di utilizzare tutti gli strumenti idonei a loro disposizione per avere chiarezza sullo stato di rinnovo degli accordi di partenariato UE-Israele, per i quali il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si è espresso favorevolmente, deresponsabilizzando ancora una volta i veri artefici politici e materiali del massacro di civili palestinesi. “In aggiunta ” – dichiara la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla – “è necessario e urgente fare pressione per l’introduzione di sanzioni al governo Netanyahu , che non sono ancora state imposte. Contestiamo la narrazione secondo cui le responsabilità sarebbero da attribuire a singole “schegge impazzite”.   Pretendiamo il riconoscimento delle reali responsabilità di ciò che è accaduto e che continua a protrarsi”. L’Europa dei governi, ancora impassibile di fronte al genocidio, rinnega irreparabilmente i principi e i valori su cui è stata fondata. Urge un cambio di rotta! Global Movement to Gaza
April 23, 2026
Pressenza