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Lavoro: dichiarazione digitale preventiva di sicurezza
Una proposta di Carlo Soricelli (*). A seguire un articolo del settimanale «Famiglia Cristiana». Fermare gli infortuni gravi e le cadute dall’alto prima che i lavori abbiano inizio: è questo l’obiettivo della proposta rivolta alla politica, agli organi di informazione e a tutte le amministrazioni comunali. L’iniziativa punta a vincolare i titoli abilitativi e l’inizio dei cantieri edili a una
September 18, 2026
La Bottega del Barbieri
Morti lavoro: Treviso è la capitale e…
… e il Veneto fra le prime per numero di morti in rapporto agli abitanti (in età lavorativa). di Carlo Soricelli (*). A seguire il confronto fra i dati dell’Inail e quelli dell’«Osservatorio». Il Veneto si conferma una regione dalle grandi contraddizioni: un territorio economicamente forte, ma tragicamente al vertice della classifica delle morti sul lavoro e questo da quando
September 11, 2026
La Bottega del Barbieri
Nelle scuole italiane ci sono stati 68 crolli in un anno e oltre 80mila infortuni
«I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare». Così Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva, presenta il XXIV Rapporto dell’organizzazione sulla sicurezza nelle scuole italiane. Secondo lo studio, tra settembre 2025 e agosto 2026 le segnalazioni di infortuni sarebbero aumentate, superando quota 47 mila denunce. Nell’ultimo anno sono stati registrati 68 crolli, che hanno provocato il ferimento di 12 persone. Il 44% delle scuole si trova in territori a elevato rischio sismico, il 13% in aree a rischio idrogeologico e ben oltre la metà degli istituti non possiede né il certificato di agibilità né quello di prevenzione incendi. Di fronte alla situazione critica in cui versa l’edilizia scolastica del Belpaese, l’associazione chiede investimenti per 3 miliardi di euro da destinare al piano clima e a interventi strutturali. Il rapporto di Cittadinanzattiva è stato presentato ieri presso la sala stampa della Camera dei deputati. Il documento analizza lo stato dell’edilizia scolastica italiana, fornendo dati su crolli, potenziali rischi e possibili investimenti. Il dato principale è quello relativo a incidenti e infortuni: nel 2025, il numero di denunce di infortunio degli studenti all’INAIL è aumentato del 3,8% rispetto all’anno precedente, superando le 80 mila unità. Nei primi mesi di quest’anno, invece, l’INAIL ha registrato 47.748 denunce di infortunio, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le segnalazioni erano state 45.159. Un capitolo rilevante è dedicato anche ai rischi sismici, idraulici e idrogeologici degli istituti scolastici. «Dei 39.351 edifici scolastici ben 17.408, pari al 44%, insistono in zone ad elevata sismicità (1 e 2)», si legge nel documento. Per quanto riguarda il rischio idraulico, 7.453 edifici ricadono in aree a moderata o elevata pericolosità, pari al 19,2%, mentre, sul fronte del rischio idrogeologico, l’Ispra rileva che circa il 13% delle strutture è situato in aree a pericolosità di frana. Molti degli edifici scolastici sono inoltre vecchi e privi delle necessarie certificazioni. Nonostante ciò, ancora oggi non esiste un censimento completo e aggiornato di tutte le strutture attive: «Rispetto ai 39.351 edifici scolastici attivi nel 2024-25, per 5.793 di essi, pari al 15%, non si conosce il dato relativo al periodo di costruzione», specifica il rapporto. «I restanti hanno in media 60 anni di età e ben il 49% è stato costruito prima del 1976, cioè prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica». Il 59% delle scuole non possiede il certificato di agibilità, il 58,36% non dispone di quello di prevenzione incendi e il 42,09% è privo del collaudo statico. Anche per quanto riguarda la presenza di amianto nelle scuole, oggi manca un censimento nazionale «unico e omogeneo». Come termine di paragone, l’INAIL prende la Lombardia, una delle poche regioni ad aver completato una «mappatura puntuale»: qui, circa il 20,6% degli edifici censiti contiene amianto. «Proiettando questo dato sul totale degli istituti italiani costruiti tra gli anni ’60 e ’90, prima del divieto d’uso introdotto con la legge 257/1992, l’INAIL stima che gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sull’intero territorio nazionale possano essere oltre 14.000». Ancora, Cittadinanzattiva rimarca come solo il 40% delle scuole risulti accessibile agli alunni con disabilità motoria; solo il 16,5% dispone di ausili per le persone con ipoacusia, mentre appena l’1,2% presenta mappe a rilievo e percorsi tattili per gli studenti con cecità o ipovisione. La quantità di scuole dotate di sistemi di condizionamento e ventilazione è «irrisoria», mentre la presenza di impianti solari termici è definita «poco significativa». Per far fronte alle criticità strutturali, l’organizzazione propone un investimento di 3 miliardi di euro in tre anni, destinando ogni anno 500 milioni al Piano clima e i restanti 500 milioni agli interventi strutturali prioritari. Il gruppo chiede inoltre un maggiore supporto ai Comuni in difficoltà, il finanziamento e la predisposizione di un Piano nazionale di adattamento climatico, l’istituzione di un fondo pubblico di risarcimento «per le famiglie vittime dell’insicurezza scolastica», interventi per abbattere le barriere architettoniche e sensoriali e una mappatura integrata dei rischi. The post Nelle scuole italiane ci sono stati 68 crolli in un anno e oltre 80mila infortuni appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 10, 2026
L'INDIPENDENTE
Magia nera sui morti di lavoro: propaganda, appalti e…
… e miliardi stanziati per la sicurezza (che non c’è) e finiti in fumo. di Carlo Soricelli (*) Non si può restare in silenzio di fronte alla gestione della sicurezza sul lavoro in Italia. Quando i dati ufficiali vengono utilizzati per “far quadrare i conti”, non siamo di fronte a semplici discrepanze burocratiche, ma a una precisa operazione di occultamento
Ravenna: la pelle di chi lavora e il gioco delle 3 carte
di Vito Totire (*) Inail e Inps devono ammettere gli errori e risarcire i lavoratori appartenenti alla coorte Carbon black-Degussa-Orion Abbiamo appena ricevuto una lettera dalla segreteria del presidente della Repubblica sulla questione di alcuni lavoratori esposti ad amianto: è qui sotto. A differenza del sindaco di Ravenna e della Ausl-romagna (su vari argomenti interpellati) il presidente della Repubblica risponde.
Lavoricidio: la strage e un’azione vera di contrasto
due articoli di Vito Totire: con notizie su un bando INAIL in scadenza il 28 maggio e, in coda,  la riproposizione della “Carta di Bertinoro”. Chioggia (Venezia) e Paola (Cosenza):la strage di braccianti e operai continua Quattro morti in poche ore nella giornata di sabato 9 maggio 2026. Tutti immigrati: silenzio del governo, i cui ministri sbraitano invece appena un
Lavoro: i morti che governo e sistema nascondono
di Carlo Soricelli (*) Veneto e Lombardia le regioni governate dalla Lega di Salvini,  con più morti sui luoghi di lavoro REPORT CRITICO: L’EMERGENZA MORTI SUL LAVORO E IL “PARADOSSO INAIL” Data di aggiornamento: 7 maggio 2026   1. Il bilancio delle vittime: oltre la soglia dei 500, di queste 349 sui luoghi di lavoro Nonostante le rassicurazioni istituzionali, la realtà
Stragi operaie: 4 maggio 1954 e 6 maggio 2024
La catastrofe di Ribolla, quella di Casteldaccia e le altre: prevedibili ma purtroppo non evitate. Il 6 maggio ci sarà un collegamento on line della Rete Nazionale Lavoro Sicuro. di Vito Totire (*) Stragi operaie da Ribolla, ai Casteldaccia , a Crans Montana… Un filo nero che scuote le coscienze. Una Repubblica fondata sul lavoro ma funestata da stragi operaie.
28 aprile: amianto e vittime
Un articolo di Vito Totire. Con una poesia di Yuleisy Cruz Lezcano dedicata a Antonio Caliendo, morto nentre lavorava in un’officina ad Acerra. Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto OTTANTA MILIONI DI EURO ALLA FINCANTIERI PER RECUPERARE LE “PERDITE” LEGATE AI RISARCIMENTI CHE FINCANTIERERI HA DOVUTO, PER SENTENZE DEI TRIBUNALI, ALLE VITTIME ! QUALCUNO HA PERCEPITO SEGNALI DI OPPOSIZIONE
Non c’è festa il 1 maggio, se si muore sul lavoro
di Umberto Franchi (*) NON C’E’ FESTA DEL LAVORO PER CHI MUORE SUL LAVORO PRIMO MAGGIO 2026 FESTA DEL LAVORO. MA CONTINUANO GLI OMICIDI SUL LAVORO. COSA FARE PER IMPEDIRE LE STRAGI SUL LAVORO ? Secondo i dati dell’Osservatorio di Bologna curato da Carlo Soricelli, nell’anno 2025 i morti sul lavoro sono stati 1.450 comprensivi di quelli in itinere e