Nelle scuole italiane ci sono stati 68 crolli in un anno e oltre 80mila infortuni«I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più
ignorare». Così Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva,
presenta il XXIV Rapporto dell’organizzazione sulla sicurezza nelle scuole
italiane. Secondo lo studio, tra settembre 2025 e agosto 2026 le segnalazioni di
infortuni sarebbero aumentate, superando quota 47 mila denunce. Nell’ultimo anno
sono stati registrati 68 crolli, che hanno provocato il ferimento di 12 persone.
Il 44% delle scuole si trova in territori a elevato rischio sismico, il 13% in
aree a rischio idrogeologico e ben oltre la metà degli istituti non possiede né
il certificato di agibilità né quello di prevenzione incendi. Di fronte alla
situazione critica in cui versa l’edilizia scolastica del Belpaese,
l’associazione chiede investimenti per 3 miliardi di euro da destinare al piano
clima e a interventi strutturali.
Il rapporto di Cittadinanzattiva è stato presentato ieri presso la sala stampa
della Camera dei deputati. Il documento analizza lo stato dell’edilizia
scolastica italiana, fornendo dati su crolli, potenziali rischi e possibili
investimenti. Il dato principale è quello relativo a incidenti e infortuni: nel
2025, il numero di denunce di infortunio degli studenti all’INAIL è aumentato
del 3,8% rispetto all’anno precedente, superando le 80 mila unità. Nei primi
mesi di quest’anno, invece, l’INAIL ha registrato 47.748 denunce di infortunio,
in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le segnalazioni erano
state 45.159. Un capitolo rilevante è dedicato anche ai rischi sismici,
idraulici e idrogeologici degli istituti scolastici. «Dei 39.351 edifici
scolastici ben 17.408, pari al 44%, insistono in zone ad elevata sismicità (1 e
2)», si legge nel documento. Per quanto riguarda il rischio idraulico, 7.453
edifici ricadono in aree a moderata o elevata pericolosità, pari al 19,2%,
mentre, sul fronte del rischio idrogeologico, l’Ispra rileva che circa il 13%
delle strutture è situato in aree a pericolosità di frana.
Molti degli edifici scolastici sono inoltre vecchi e privi delle necessarie
certificazioni. Nonostante ciò, ancora oggi non esiste un censimento completo e
aggiornato di tutte le strutture attive: «Rispetto ai 39.351 edifici scolastici
attivi nel 2024-25, per 5.793 di essi, pari al 15%, non si conosce il dato
relativo al periodo di costruzione», specifica il rapporto. «I restanti hanno in
media 60 anni di età e ben il 49% è stato costruito prima del 1976, cioè prima
dell’entrata in vigore della normativa antisismica». Il 59% delle scuole non
possiede il certificato di agibilità, il 58,36% non dispone di quello di
prevenzione incendi e il 42,09% è privo del collaudo statico. Anche per quanto
riguarda la presenza di amianto nelle scuole, oggi manca un censimento nazionale
«unico e omogeneo». Come termine di paragone, l’INAIL prende la Lombardia, una
delle poche regioni ad aver completato una «mappatura puntuale»: qui, circa il
20,6% degli edifici censiti contiene amianto. «Proiettando questo dato sul
totale degli istituti italiani costruiti tra gli anni ’60 e ’90, prima del
divieto d’uso introdotto con la legge 257/1992, l’INAIL stima che gli edifici
scolastici potenzialmente a rischio sull’intero territorio nazionale possano
essere oltre 14.000».
Ancora, Cittadinanzattiva rimarca come solo il 40% delle scuole risulti
accessibile agli alunni con disabilità motoria; solo il 16,5% dispone di ausili
per le persone con ipoacusia, mentre appena l’1,2% presenta mappe a rilievo e
percorsi tattili per gli studenti con cecità o ipovisione. La quantità di scuole
dotate di sistemi di condizionamento e ventilazione è «irrisoria», mentre la
presenza di impianti solari termici è definita «poco significativa». Per far
fronte alle criticità strutturali, l’organizzazione propone un investimento di 3
miliardi di euro in tre anni, destinando ogni anno 500 milioni al Piano clima e
i restanti 500 milioni agli interventi strutturali prioritari. Il gruppo chiede
inoltre un maggiore supporto ai Comuni in difficoltà, il finanziamento e la
predisposizione di un Piano nazionale di adattamento climatico, l’istituzione di
un fondo pubblico di risarcimento «per le famiglie vittime dell’insicurezza
scolastica», interventi per abbattere le barriere architettoniche e sensoriali e
una mappatura integrata dei rischi.
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