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I placebo di Matignon e la rivolta nelle strade
Da Parigi. ll potere trema e distribuisce placebo. L’allocuzione televisiva del Primo Ministro Sébastien Lecornu, trasmessa con l’urgenza delle grandi crisi dall’Hôtel de Matignon [la sede del governo, ndr], ne è lo specchio fedele. Di fronte alla scossa sociale, l’esecutivo ha scelto la tattica del rinvio e dei proclami. Ma […] L'articolo I placebo di Matignon e la rivolta nelle strade su Contropiano.
October 8, 2026
Contropiano
Il governo sospende il bollo per auto e moto, ma solo per un anno
Il governo Meloni ha approvato la sospensione del bollo per le autovetture a benzina o gasolio, anche ibride, con potenza non superiore a 80 kW (pari a 108,8 CV). L’esenzione varrà soltanto per un’auto e coinvolgerà anche motocicli e ciclomotori. Il provvedimento è stato annunciato in occasione di una conferenza stampa, con l’insolita presenza di tutti e tre i leader dei partiti di governo. Meloni ha definito la scelta «concreta» e coerente con la linea dell’esecutivo: «Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà», ha detto la premier. La misura è stata varata nell’ambito del decreto energia, che affronta il caro carburanti dovuto alla guerra statunitense contro l’Iran, prorogando anche lo sconto sulle accise, che verrà progressivamente ridimensionato. La premier ha giudicato il nuovo intervento «strutturale» per una situazione «emergenziale», rivendicando i risultati dell’esecutivo. La misura, tuttavia, sarà limitata al 2027 e finirà di fatto per accompagnare la campagna elettorale che porterà alle elezioni legislative. La partecipazione di tutti i vertici della triade di governo a una conferenza stampa non è un evento comune: l’esecutivo Meloni l’ha solitamente riservata alle comunicazioni più importanti. Il Consiglio dei ministri di ieri ha affrontato il caro carburanti, sul quale il governo si è da mesi arenato, intervenendo con una misura di riduzione delle accise su benzina e gasolio. Lo ha a suo modo concesso anche la stessa Meloni: «Di fronte a un conflitto che non accenna a terminare, pensiamo che continuare a concentrarci sul contrasto all’aumento dei prezzi non sia la strada da seguire». Non, perlomeno, nel breve periodo, considerati i costi dell’operazione. Ecco perché è stata ricercata una misura «strutturale» che alleggerisca il carico sulle fasce di cittadini più vulnerabili e che, al contempo, mantenga la linea del governo orientata alla riduzione delle tasse. La «strutturale» eliminazione del bollo, tuttavia, varrà solo per il prossimo anno, elemento che il trittico governativo si è dimenticato di precisare in sede di conferenza stampa. È stata però pensata «nella prospettiva di una successiva abolizione a regime del tributo, cui il Governo intende dare seguito nell’ambito della prossima legge di bilancio». L’esenzione dal bollo varrà per un solo veicolo per cittadino, purché abbia una potenza inferiore a 80 kW. «Quando la persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a quello di potenza minore», precisa il comunicato del Consiglio dei ministri. Chi, invece, non possiede autovetture rientranti nei limiti può fruire dell’esenzione per un motociclo o un ciclomotore. Essendo il bollo un tributo regionale, Meloni ha annunciato che verrà trasferita agli enti locali una somma volta a compensare il mancato gettito. Parallelamente, è stato prorogato il taglio delle accise sul carburante, che sarebbe scaduto ieri stesso. Per questa misura è stato tracciato un percorso che porterà al suo progressivo superamento e alla reintroduzione delle accise mobili, lo strumento con cui l’esecutivo mette a disposizione parte delle maggiori entrate derivanti dall’IVA sui carburanti per ridurne il costo. Dal 18 al 25 settembre, la riduzione sarà pari a 12,2 centesimi al litro, mentre dal 25 settembre al 5 ottobre scenderà a 6,1 centesimi al litro. «Nella prima fase il beneficio è esteso anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel immessi in consumo come carburanti. È inoltre prorogato il sostegno già previsto in favore dell’autotrasporto». The post Il governo sospende il bollo per auto e moto, ma solo per un anno appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 17, 2026
L'INDIPENDENTE
Nazionalizzare ENI: la proprietà privata è una tassa imposta a tutta la società
Il piccolo Comune abruzzese di Valle Castellana ha rilevato il controllo di un distributore di benzina che stava chiudendo, e che quindi ora è sotto il totale controllo pubblico (del Comune). Risultato: non dovendo conseguire alcun profitto, il distributore di benzina comunale può permettersi di abbassare il costo del carburante […] L'articolo Nazionalizzare ENI: la proprietà privata è una tassa imposta a tutta la società su Contropiano.
August 29, 2026
Contropiano
USB: “Benzina e gasolio fuori controllo, bollette in crescita, pensioni e salari fermi…
… NON POSSIAMO STARE A GUARDARE”. Quota due euro al litro è stata abbondantemente superata anche per la benzina, mentre il governo cincischia sulle accise e non assume nessun provvedimento efficace. Per intere categorie come gli autotrasportatori o i tassisti la situazione sta diventando insostenibile, come per tutti quelli che devono rifornirsi ai distributori per andare a lavorare. E il prezzo dei carburanti, si sa, finisce per riversarsi sull’intera economia, con un effetto inflazionistico molto pesante. Sono cinque milioni di famiglie che in Italia vivono in povertà energetica: per loro scaldarsi, illuminare casa, usare fornelli o scaldabagno è un lusso, figuriamoci il condizionatore nelle estati sempre più torride. Secondo lo studio della CGIA di Mestre il prezzo del GAS NATURALE (per MWh) è passato dai 16,1 € del 2019 ai 36,3 del 2024 con un aumento di oltre 140,2 % roba da strozzini, per poi salire a 38,7 € nel 2025 con una cedola per le aziende del settore del + 6,3 %. Analizzando meglio i dati pubblicati dalla CGIA di Mestre sulla povertà energetica si trovano storiche conferme, ad esempio con il mezzogiorno che ha ben 1.141.501 famiglie e ben 2.601.599 individui condannati alla povertà energetica; tuttavia, gli aumenti pesano sui bilanci familiari, al Nord come al Sud. Il caro bollette aggredisce i salari e le pensioni mantenuti bassi dagli accordi sindacali siglati da CGIL, Cisl, UIL e sindacati autonomi. Mentre lo stipendio medio di un lavoratore dipendente in Italia si aggira tra 30.000 e 35.000 euro lordi l’anno, pari a circa 1.500 euro netti al mese; la pensione media è di circa 1.280–1.350 euro lordi mensili. A questa condizione, già insufficiente, si aggiungono quasi cinque milioni di pensionati con un assegno pensionistico inferiore a 1.000 euro lordi. Considerando anche il prezzo dei carburanti, il quadro peggiora ulteriormente producendo un effetto domino sui prezzi al dettaglio di tutte le merci e impoverisce sia chi ha lavorato una vita sia chi, pur lavorando sempre di più, scivola ogni giorno più in basso fino a rientrare tra i lavoratori poveri. I nodi della crisi si fanno sempre più evidenti e la propaganda governativa, non tiene il confronto con la realtà come dimostra il taglio delle accise limitato a 17 centesimi al litro, valido per appena due giorni e solo sul diesel. Le promesse di Meloni sul taglio delle accise in campagna elettorale, con tanto di video di propaganda, poi disattese e sostituite da ridicoli tagli temporanei, fanno il paio con il governo Draghi: entrambi, di fronte alle aziende che realizzano superprofitti sulla pelle di milioni di pensionati e lavoratori, si sono piegati lasciando proseguire la speculazione. Le scelte di politica internazionale dell’UE ha imposto la fine delle forniture russe, sostituite nel nostro paese con forniture di energia sempre più care, come il GNL dagli USA. Una politica di guerra quella dei paesi NATO sempre più aggressiva che provoca ricadute devastanti sull’intera economia nazionale. La guerra e i dazi contro l’Iran ne sono un esempio evidente. La politica trasversalmente intesa trova sempre le risorse che finiscono per finanziare il risico bancario e gli interessi speculativi degli azionisti, così come per il riarmo e la guerra, ma se si parla di salari, pensioni e spesa pubblica diventa cieca, sorda e muta. Siamo in campagna elettorale e purtroppo la classe politica in queste situazioni diventa sempre più teatrale e sempre più cialtrona e già in questi giorni assistiamo ai i soliti sproloqui di promesse e proclami. Per USB serve un deciso cambio di rotta che metta al centro lavoratori e pensionati: i prezzi delle bollette devono essere tenuti sotto controllo pubblico e calmierati, perché l’accesso a gas, luce e acqua è un diritto fondamentale. Serve sì una tassazione sui super profitti ma il dato vero è che le imprese energetiche e idriche devono recuperare la funzione pubblica: le privatizzazioni e la logica di mercato hanno infatti prodotto un modello predatorio e antisociale. Occorre che salari e pensioni recuperino la perdita di potere di acquisto di oltre il 9% degli anni passati, legandoli all’inflazione reale e non all’IPCA che non considera nel calcolo l’aumento del costo degli idrocarburi importati (carburanti e bollette energetiche); servono aumenti salariali veri che restituiscano dignità al lavoro. Non possiamo pensare a salari al di sotto della soglia minima di 2000 € in paga base, questo significa salario minimo adeguato alla funzione che si svolge e che deve partire da non meno 12 € l’ora per tutte le tipologie contrattuali. Questo aumento vertiginoso del costo della vita è la vera emergenza nazionale che, a causa di un contesto internazionale sempre più caldo, è destinata ad aggravarsi sempre più. Restare a guardare, pensando che prima o poi le cose cambieranno e che tutto è destinato a tornare come prima, è una pura illusione. È ora di tornare a far sentire la rabbia di tanta gente che non ce la fa più e che chiede una alternativa vera.   Unione Sindacale di Base
August 25, 2026
Pressenza
Flessibilità UE sull’energia se si spende in armi. Roma e Bruxelles sulla stessa linea
Bruxelles ha infine risposto alle richieste del governo Meloni sul fronte del caro-energia, anche se non si tratta di un assegno in bianco. E non si tratta nemmeno di una risposta scritta formale alla lettera inviata da Palazzo Chigi lo scorso 18 maggio a Palazzo Berlaymont, ma è integrata nel […] L'articolo Flessibilità UE sull’energia se si spende in armi. Roma e Bruxelles sulla stessa linea su Contropiano.
June 4, 2026
Contropiano
Prezzi dei carburanti: accertate tre violazioni ogni quattro controlli
Non ripetiamo mai abbastanza che, oltre ai nodi di come funzionano i mercati internazionali e di come questi sono influenzati dalle tensioni geopolitiche, il problema fondamentale dietro ai prezzi che paghiamo è quello della speculazione. Dietro il rincaro alla pompa si nasconde spesso una giungla di irregolarità, omissioni e, nei […] L'articolo Prezzi dei carburanti: accertate tre violazioni ogni quattro controlli su Contropiano.
April 10, 2026
Contropiano
Taglio provvisorio delle accise… Un fallimento
Gli italiani si ricordano bene la campagna di Giorgia Meloni che stando all’opposizione invocava il taglio delle accise sui carburanti, indicandola come una delle impellenze per rilanciare l’economia e alleviare le difficoltà dei cittadini. Poi, appena arrivata al Governo – come colpita da una fulminea amnesia – si è scordata […] L'articolo Taglio provvisorio delle accise… Un fallimento su Contropiano.
March 22, 2026
Contropiano