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Abbracciare la lingua curda significa abbracciare l’identità curda
Il 15 maggio si celebra la Giornata della lingua curda, in cui porgiamo i nostri auguri a tutto il popolo curdo e ai suoi amici internazionali. Il curdo è una delle lingue più antiche e ancora vive dell’umanità. Elementi fondamentali della cultura umana sono sempre stati veicolati attraverso questa lingua. Oggi sono in atto numerosi tentativi di assimilare la lingua curda, con l’obiettivo di sottoporre il popolo curdo al genocidio. Ciò rappresenta lo sradicamento di una delle culture fondanti dell’umanità. Pertanto, il genocidio della lingua curda e del popolo curdo costituisce un attacco contro l’intera umanità. Il curdo, parlato per migliaia di anni in un’area geografica vastissima, è oggi confinato in una zona ristretta da stati colonialisti genocidi. A tal punto che il kirmancki-dimili, uno dei primi dialetti curdi ampiamente diffusi, è giunto sull’orlo dell’estinzione. Tutti questi fatti dimostrano la natura della politica di genocidio attuata contro il popolo curdo e la lingua curda. Non molto tempo fa, il divieto di predicare in curdo a Bakur [nel Kurdistan settentrionale] e il tentativo di sradicare l’istruzione curda nel Rojava sono manifestazioni concrete e quotidiane della pressione esercitata sulla lingua curda. Attualmente, l’assimilazione più intensa della lingua curda si sta verificando nel Bakur. Lo Stato turco non solo vieta l’istruzione nella lingua madre, ma utilizza anche le tecnologie della comunicazione e dell’informazione per accelerare l’assimilazione della lingua curda. L’esistenza di un’emittente come TRT Kurdî e il lieve allentamento della pressione sulla lingua curda in alcune aree vengono utilizzati per mascherare l’assimilazione che sta distruggendo la lingua curda. L’assimilazione mirata alla lingua curda è aumentata esponenzialmente rispetto al passato, grazie ai nuovi strumenti di assimilazione impiegati dallo Stato. È in corso un vero e proprio genocidio linguistico. Sebbene lo Stato turco si riferisca occasionalmente ai cosiddetti “nostri fratelli curdi”, la sua politica di genocidio dei curdi non è stata abbandonata. I curdi continuano a non esistere nell’ordinamento giuridico turco. Ciò equivale alla completa cancellazione dei curdi sotto ogni aspetto. Finché la presenza curda rimarrà in questo stato, anche se si afferma che i curdi esistono di fatto, ciò non impedirà l’assimilazione della lingua curda o il genocidio dei curdi. Di fatto queste affermazioni servono da copertura per il meccanismo di assimilazione e genocidio in atto. La politica relativa alla lingua curda rimane improntata all’assimilazione distruttiva. Tuttavia, i curdi non sono più i curdi di un tempo. Attraverso la lotta che conducono da decenni, i curdi sono riusciti ad affermare la propria esistenza. Questa affermazione si sta sviluppando – e deve svilupparsi – anche nella rivendicazione della proprietà della propria lingua. Senza attendere che lo Stato accetti l’istruzione nella lingua madre, l’intero popolo curdo deve impegnarsi in una campagna educativa per far rivivere la lingua curda e garantire che venga parlata ovunque, proprio come la parlavano le nostre madri e i nostri antenati. La lotta per restituire alla lingua curda la sua antica vitalità deve essere condotta parallelamente alla lotta per la libertà in ogni ambito. È dovere di ogni istituzione curda assumersi la responsabilità dell’insegnamento e della diffusione della lingua. A tal fine, è necessario dare risposta alle esigenze del nostro popolo attraverso la creazione di istituzioni linguistiche. Oltre alle comunità da istituire in ambito sociale, è opportuno moltiplicare le comunità linguistiche ovunque. L’uso del curdo in tutte le istituzioni e attività, in particolare in ambito culturale, artistico e letterario, dovrebbe essere considerato una lotta contro l’assimilazione. L’affermazione di Rêber Apo, secondo cui “abbracciare la lingua curda significa abbracciare l’identità curda”, deve essere adottata come principio guida da ogni istituzione. La promozione della lingua curda dovrebbe essere considerata anche una dimensione importante della lotta nell’ambito del processo di pace e di costruzione di una società democratica. La lotta per la pace e per una società democratica raggiunge il successo quando ogni istituzione e ogni iniziativa adempie alle proprie responsabilità al meglio delle proprie capacità. L’appello alla pace e alla società democratica si realizza non solo grazie agli sforzi di Rêber Apo [il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan], del nostro movimento e di alcune strutture, ma anche grazie agli sforzi e alle lotte dell’intero popolo curdo, di tutte le strutture organizzative e di tutte le forze democratiche. Anche gli sforzi relativi alla lingua curda dovrebbero essere considerati parte di questa lotta e dovrebbero essere prioritari e sviluppati ovunque. Co-presidenza del consiglio esecutivo della KCK L'articolo Abbracciare la lingua curda significa abbracciare l’identità curda proviene da Retekurdistan.it.
May 15, 2026
Retekurdistan.it
Abbracciare la lingua curda significa abbracciare l’identità curda
Il 15 maggio si celebra la Giornata della lingua curda, in cui porgiamo i nostri auguri a tutto il popolo curdo e ai suoi amici internazionali. Il curdo è una delle lingue più antiche e ancora vive dell’umanità. Elementi fondamentali della cultura umana sono sempre stati veicolati attraverso questa lingua. Oggi sono in atto numerosi tentativi di assimilare la lingua curda, con l’obiettivo di sottoporre il popolo curdo al genocidio. Ciò rappresenta lo sradicamento di una delle culture fondanti dell’umanità. Pertanto, il genocidio della lingua curda e del popolo curdo costituisce un attacco contro l’intera umanità. Il curdo, parlato per migliaia di anni in un’area geografica vastissima, è oggi confinato in una zona ristretta da stati colonialisti genocidi. A tal punto che il kirmancki-dimili, uno dei primi dialetti curdi ampiamente diffusi, è giunto sull’orlo dell’estinzione. Tutti questi fatti dimostrano la natura della politica di genocidio attuata contro il popolo curdo e la lingua curda. Non molto tempo fa, il divieto di predicare in curdo a Bakur [nel Kurdistan settentrionale] e il tentativo di sradicare l’istruzione curda nel Rojava sono manifestazioni concrete e quotidiane della pressione esercitata sulla lingua curda. Attualmente, l’assimilazione più intensa della lingua curda si sta verificando nel Bakur. Lo Stato turco non solo vieta l’istruzione nella lingua madre, ma utilizza anche le tecnologie della comunicazione e dell’informazione per accelerare l’assimilazione della lingua curda. L’esistenza di un’emittente come TRT Kurdî e il lieve allentamento della pressione sulla lingua curda in alcune aree vengono utilizzati per mascherare l’assimilazione che sta distruggendo la lingua curda. L’assimilazione mirata alla lingua curda è aumentata esponenzialmente rispetto al passato, grazie ai nuovi strumenti di assimilazione impiegati dallo Stato. È in corso un vero e proprio genocidio linguistico. Sebbene lo Stato turco si riferisca occasionalmente ai cosiddetti “nostri fratelli curdi”, la sua politica di genocidio dei curdi non è stata abbandonata. I curdi continuano a non esistere nell’ordinamento giuridico turco. Ciò equivale alla completa cancellazione dei curdi sotto ogni aspetto. Finché la presenza curda rimarrà in questo stato, anche se si afferma che i curdi esistono di fatto, ciò non impedirà l’assimilazione della lingua curda o il genocidio dei curdi. Di fatto queste affermazioni servono da copertura per il meccanismo di assimilazione e genocidio in atto. La politica relativa alla lingua curda rimane improntata all’assimilazione distruttiva. Tuttavia, i curdi non sono più i curdi di un tempo. Attraverso la lotta che conducono da decenni, i curdi sono riusciti ad affermare la propria esistenza. Questa affermazione si sta sviluppando – e deve svilupparsi – anche nella rivendicazione della proprietà della propria lingua. Senza attendere che lo Stato accetti l’istruzione nella lingua madre, l’intero popolo curdo deve impegnarsi in una campagna educativa per far rivivere la lingua curda e garantire che venga parlata ovunque, proprio come la parlavano le nostre madri e i nostri antenati. La lotta per restituire alla lingua curda la sua antica vitalità deve essere condotta parallelamente alla lotta per la libertà in ogni ambito. È dovere di ogni istituzione curda assumersi la responsabilità dell’insegnamento e della diffusione della lingua. A tal fine, è necessario dare risposta alle esigenze del nostro popolo attraverso la creazione di istituzioni linguistiche. Oltre alle comunità da istituire in ambito sociale, è opportuno moltiplicare le comunità linguistiche ovunque. L’uso del curdo in tutte le istituzioni e attività, in particolare in ambito culturale, artistico e letterario, dovrebbe essere considerato una lotta contro l’assimilazione. L’affermazione di Rêber Apo, secondo cui “abbracciare la lingua curda significa abbracciare l’identità curda”, deve essere adottata come principio guida da ogni istituzione. La promozione della lingua curda dovrebbe essere considerata anche una dimensione importante della lotta nell’ambito del processo di pace e di costruzione di una società democratica. La lotta per la pace e per una società democratica raggiunge il successo quando ogni istituzione e ogni iniziativa adempie alle proprie responsabilità al meglio delle proprie capacità. L’appello alla pace e alla società democratica si realizza non solo grazie agli sforzi di Rêber Apo [il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan], del nostro movimento e di alcune strutture, ma anche grazie agli sforzi e alle lotte dell’intero popolo curdo, di tutte le strutture organizzative e di tutte le forze democratiche. Anche gli sforzi relativi alla lingua curda dovrebbero essere considerati parte di questa lotta e dovrebbero essere prioritari e sviluppati ovunque. Co-presidenza del consiglio esecutivo della KCK
May 15, 2026
UIKI ONLUS
Scendiamo in piazza il 1° maggio!
Celebriamo il 1° maggio, giorno di solidarietà e lotta per tutti i lavoratori, le donne, i giovani e tutti i popoli in generale. Rendiamo omaggio alla loro lotta contro la modernità capitalista e tutte le forze oppressive con lo spirito del 1° maggio. Allo stesso tempo, commemoriamo con gratitudine e rispetto tutti i martiri che hanno contribuito a rendere il 1° maggio ciò che è oggi, in particolare i martiri del 1° maggio 1977. Ci avviciniamo al 1° maggio nel pieno del processo di pace e di costruzione di una società democratica in Turchia e nel Kurdistan settentrionale. In Medio Oriente, stiamo entrando in un periodo segnato dall’intensità della Terza Guerra Mondiale, mentre la regione attraversa un riallineamento politico. È evidente che entro il 2026 la guerra in Medio Oriente e nel mondo continuerà a svilupparsi in modo multidimensionale. Il futuro della Turchia e del Kurdistan dipenderà dall’andamento del processo di pace e di creazione di una società democratica e dallo stato della terza guerra mondiale. Indubbiamente, la lotta dei nostri popoli avrà un impatto decisivo su questo. Non esiste più una realtà in cui gli equilibri politici nel mondo e in Medio Oriente siano determinati unicamente dalle potenze egemoniche. Viviamo in un’epoca in cui il futuro dell’umanità, sia a livello globale che in Medio Oriente, sarà plasmato dalle lotte dei popoli. Noi la chiamiamo “l’era dei popoli”. Il popolo curdo non è più quello di cento anni fa. Grazie alla loro lotta, soprattutto negli ultimi 50 anni, i curdi hanno acquisito un significativo potere politico e sociale nelle quattro regioni del Kurdistan, in particolare nel Kurdistan settentrionale, nonché all’estero. Oggi esiste una realtà sociale curda organizzata. Grazie a questa posizione, i curdi sono diventati una forza in grado di influenzare gli sviluppi politici in Medio Oriente. Il popolo curdo si avvicina al 1° maggio forte di questa solidità organizzativa e politica. Nello spirito del Primo Maggio, che incarna la fratellanza tra i popoli e il concetto di nazione democratica, il popolo curdo mira a creare una Turchia democratica e un Medio Oriente democratico attraverso una lotta comune. L’appello del 27 febbraio costituisce un programma per la risoluzione della questione curda e la democratizzazione della Turchia. I destinatari di questo appello non sono solo il popolo curdo, ma anche i popoli della Turchia. In quest’ottica, anche le forze democratiche turche hanno la responsabilità di lavorare per il successo del programma di pace e società democratica. Il 1° maggio 2026 dovrebbe essere l’occasione in cui il popolo curdo e tutte le forze democratiche in Turchia si uniscono in una posizione comune e lottano per la democratizzazione della Turchia. A tal fine, il 1° maggio 2026 deve trasformarsi in una piattaforma in cui venga accolto l’appello alla pace e alla società democratica e venga dimostrata una volontà collettiva di lotta. La lotta per la pace e per una società democratica è anche una lotta per una società socialista democratica. Rêber Apo ha lanciato l’Appello per la Pace e la Società Democratica da una prospettiva socialista democratica. È proprio la linea del socialismo democratico che ha permesso a Rêber Apo di formulare tale appello. Rêber Apo si propone di dare vita ai valori insiti nello spirito del 1° maggio, ovvero alla comprensione del socialismo democratico e all’Appello per la Pace e la Società Democratica. Il 1° maggio 2026 rappresenta un’opportunità storica per il popolo turco. Se il popolo curdo e tutte le forze democratiche in Turchia si approprieranno del Processo di Pace e Società Democratica – che mira a risolvere la questione curda e a democratizzare la Turchia – e dimostreranno una volontà comune di lottare nelle piazze del 1° maggio, allora il 1° maggio 2026 passerà alla storia come il giorno che ha portato democrazia e libertà. A tal fine, invitiamo tutti i curdi a unirsi al popolo turco nel riempire le piazze del 1° maggio con lo spirito del Newroz e ad innalzare la bandiera della lotta che porterà alla realizzazione della società democratica e del socialismo. Lunga vita al Newroz, lunga vita al 1° maggio! Lunga vita alla fratellanza dei popoli e alla lotta comune! Lunga vita al socialismo democratico/ Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK L'articolo Scendiamo in piazza il 1° maggio! proviene da Retekurdistan.it.
May 1, 2026
Retekurdistan.it
17 anni dopo le operazioni KCK, gli obiettivi di smantellamento non sono stati raggiunti
L’avvocato Mesut Beştaş ha affermato che lo scopo dei processi contro la KCK era quello di smantellare il movimento politico curdo ed eliminare la democrazia, ma che tale obiettivo non è stato raggiunto. Le operazioni lanciate il 14 aprile 2009 con il nome di “KCK” contro il movimento politico curdo – descritte dai critici come “operazioni di genocidio politico” – continuano ancora oggi con nomi e giustificazioni diverse. Nell’arco di cinque anni, oltre 10.000 persone, tra cui giornalisti, politici, accademici, rappresentanti della società civile, sindaci e membri del parlamento, sono state fermate. Quasi 5.000 di loro sono state arrestate. Nei 17 anni successivi, alcuni imputati sono stati assolti, altri condannati, mentre alcuni rimangono in carcere e altri sono deceduti. Parlando con noi in occasione dell’anniversario delle operazioni, Beştaş, uno degli avvocati coinvolti nei casi KCK, ha affermato che le operazioni furono condotte con l’obiettivo di eliminare la democrazia e colpire il movimento politico curdo. Beştaş ha aggiunto che persino le richieste telefoniche di pomodori e cetrioli venivano citate come motivo di detenzione, sottolineando che il processo è iniziato con la sorveglianza nel 2007 ed è intensificato due anni dopo. “In queste operazioni le persone venivano prima arrestate e poi venivano prodotte le prove”, ha affermato, aggiungendo che alcuni processi sono ancora in corso. Beştaş ha sottolineato che le autorità non hanno raggiunto il loro obiettivo, osservando che ogni persona arrestata è stata sostituita da un’altra. Ha affermato che, in seguito al fallimento del processo di pace avviato nel 2013 per risolvere la questione curda, la pressione è nuovamente aumentata e che da allora gli arresti e la repressione sono stati condotti con lo stesso intento delle operazioni del KCK. Riferendosi all’attuale processo di pace e di insediamento di una società democratica, Beştaş ha affermato che lo Stato sta ora dialogando con persone che aveva precedentemente detenuto. Ha aggiunto che gli sviluppi in Turchia si stanno svolgendo parallelamente a quelli in Medio Oriente. Beştaş ha dichiarato: “In questo periodo, che alcuni descrivono come una terza guerra mondiale, lo Stato deve urgentemente adottare misure concrete. La responsabilità è del governo e del parlamento. Occorre trovare una soluzione efficace. Bisogna trarre insegnamento dagli arresti effettuati dal KCK. I processi di pace sono vulnerabili alle provocazioni ed è fondamentale essere prudenti. Ha inoltre sottolineato i ritardi nella definizione di un quadro giuridico, definendoli un problema rilevante, e ha concluso: “Non c’è ancora alcun riscontro nell’andamento del processo in questi fascicoli. I fascicoli rimangono invariati. Ma una volta intrapresa un’azione legale, questa si rifletterà ovviamente nei casi.” L'articolo 17 anni dopo le operazioni KCK, gli obiettivi di smantellamento non sono stati raggiunti proviene da Retekurdistan.it.
April 12, 2026
Retekurdistan.it
Auguriamo a tutti un felice 4 aprile!
Rêber Apo ha creato grandi valori per tutti i popoli e per l’umanità, in particolare per il popolo curdo e per le donne, e attraverso questi valori ha iscritto il suo nome nella nobile storia dell’umanità.Ha risollevato il popolo curdo, la cui esistenza era stata negata e che è stato sottoposto a un genocidio, donandogli consapevolezza, spirito e identità, e trasformandolo in un popolo la cui esistenza non può più essere negata. Questo risultato, naturalmente, è stato raggiunto attraverso grandi sforzi, lavoro e impegno. Rêber Apo ha ottenuto questi traguardi lavorando, faticando, creando e lottando nelle condizioni più difficili e in un ambiente privo di risorse. Ha dedicato ogni minuto della sua intera vita a questa causa. Persino durante i 27 anni di prigionia a Imrali, ha mantenuto lo stesso approccio. In tal modo, ha sventato la più grande cospirazione della storia e la più dura condanna al carcere che gli fosse mai stata inflitta. Grazie al profondo sviluppo che ha raggiunto in ambito storico, sociale e intellettuale, è riuscito a coltivare la mentalità di un essere umano libero anche nelle più dure condizioni di prigionia della storia. Ha sviluppato un nuovo pensiero e un nuovo paradigma che libereranno l’umanità. Il popolo curdo ha sperimentato una nuova illuminazione attraverso la nuova ideologia e il nuovo paradigma sviluppati da Rêber Apo. Grazie a questa illuminazione a livello di coscienza e ideologia, il popolo curdo è diventato un popolo rispettato in tutto il mondo, traendo forza dal proprio dinamismo e la cui lotta funge da esempio. Questa è senza dubbio la posizione più onorevole e stimata per un popolo. Per questo motivo, il popolo curdo considera Rêber Apo come il proprio leader, ritiene la sua esistenza e la sua libertà come proprie e lo nutre un grande affetto. In particolare, le donne nutrono una profonda passione, amore e devozione per la lotta di Rêber Apo. Perché Rêber Apo ha fatto più per le donne di quanto abbiano fatto tutti gli altri leader della storia. Rêber Apo ha rifiutato l’ordine patriarcale esistente e ha adottato la libertà delle donne come principio fondamentale di vita. Ha posto agli uomini il compito di riconsiderare radicalmente se stessi, di mettere in discussione le proprie posizioni e di intraprendere una profonda trasformazione e un cambiamento basati sulla libertà delle donne. Per questo motivo, le donne vedono Rêber Apo come una figura molto vicina a loro e considerano la sua libertà come la propria. Rêber Apo ha reso un grande servizio a tutti i popoli e all’umanità attraverso il paradigma democratico, ecologico e di liberazione delle donne che ha sviluppato. Ha criticato il nazionalismo, il sessismo, il tribalismo e il settarismo, e ha fatto della convivenza paritaria dei popoli il suo principio guida. Egli ha considerato e adottato l’internazionalismo come il principio più fondamentale. Sviluppando i concetti di modernità democratica e di nazione democratica in opposizione allo Stato e alla mentalità di potenza, ha trovato una soluzione alla millenaria ricerca dell’umanità di una vita democratica e libera. Oggi in un periodo in cui la terza guerra mondiale si intensifica, Rêber Apo lancia l’«Appello per la pace e la società democratica» proponendo un nuovo modello di soluzione alternativo per l’umanità. Con questo appello storico e il nuovo manifesto che ha elaborato, ha aperto la strada a una convivenza pacifica tra i popoli attraverso un approccio di integrazione democratica, in opposizione alle politiche bellicose delle potenze egemoniche che contrappongono i popoli gli uni agli altri. Questo appello storico, lanciato da Rêber Apo, è stato accolto con favore dai popoli e dalle forze democratiche rivoluzionarie, in particolare dal popolo curdo e dalle donne. È assolutamente evidente che il successo di questo processo porterà grandi benefici al popolo curdo, alle donne, ai popoli e all’umanità intera. Ancora una volta, celebriamo il 4 aprile, compleanno di Rêber Apo, che riveste grande importanza per il nostro popolo, per le donne, per i popoli e per l’umanità, e invitiamo tutti a celebrare il 4 aprile con entusiasmo piantando alberi, come proposto da Rêber Apo. Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK
April 3, 2026
UIKI ONLUS
Auguriamo a tutti un felice 4 aprile!
Rêber Apo ha creato grandi valori per tutti i popoli e per l’umanità, in particolare per il popolo curdo e per le donne, e attraverso questi valori ha iscritto il suo nome nella nobile storia dell’umanità.Ha risollevato il popolo curdo, la cui esistenza era stata negata e che è stato sottoposto a un genocidio, donandogli consapevolezza, spirito e identità, e trasformandolo in un popolo la cui esistenza non può più essere negata. Questo risultato, naturalmente, è stato raggiunto attraverso grandi sforzi, lavoro e impegno. Rêber Apo ha ottenuto questi traguardi lavorando, faticando, creando e lottando nelle condizioni più difficili e in un ambiente privo di risorse. Ha dedicato ogni minuto della sua intera vita a questa causa. Persino durante i 27 anni di prigionia a Imrali, ha mantenuto lo stesso approccio. In tal modo, ha sventato la più grande cospirazione della storia e la più dura condanna al carcere che gli fosse mai stata inflitta. Grazie al profondo sviluppo che ha raggiunto in ambito storico, sociale e intellettuale, è riuscito a coltivare la mentalità di un essere umano libero anche nelle più dure condizioni di prigionia della storia. Ha sviluppato un nuovo pensiero e un nuovo paradigma che libereranno l’umanità. Il popolo curdo ha sperimentato una nuova illuminazione attraverso la nuova ideologia e il nuovo paradigma sviluppati da Rêber Apo. Grazie a questa illuminazione a livello di coscienza e ideologia, il popolo curdo è diventato un popolo rispettato in tutto il mondo, traendo forza dal proprio dinamismo e la cui lotta funge da esempio. Questa è senza dubbio la posizione più onorevole e stimata per un popolo. Per questo motivo, il popolo curdo considera Rêber Apo come il proprio leader, ritiene la sua esistenza e la sua libertà come proprie e lo nutre un grande affetto. In particolare, le donne nutrono una profonda passione, amore e devozione per la lotta di Rêber Apo. Perché Rêber Apo ha fatto più per le donne di quanto abbiano fatto tutti gli altri leader della storia. Rêber Apo ha rifiutato l’ordine patriarcale esistente e ha adottato la libertà delle donne come principio fondamentale di vita. Ha posto agli uomini il compito di riconsiderare radicalmente se stessi, di mettere in discussione le proprie posizioni e di intraprendere una profonda trasformazione e un cambiamento basati sulla libertà delle donne. Per questo motivo, le donne vedono Rêber Apo come una figura molto vicina a loro e considerano la sua libertà come la propria. Rêber Apo ha reso un grande servizio a tutti i popoli e all’umanità attraverso il paradigma democratico, ecologico e di liberazione delle donne che ha sviluppato. Ha criticato il nazionalismo, il sessismo, il tribalismo e il settarismo, e ha fatto della convivenza paritaria dei popoli il suo principio guida. Egli ha considerato e adottato l’internazionalismo come il principio più fondamentale. Sviluppando i concetti di modernità democratica e di nazione democratica in opposizione allo Stato e alla mentalità di potenza, ha trovato una soluzione alla millenaria ricerca dell’umanità di una vita democratica e libera. Oggi in un periodo in cui la terza guerra mondiale si intensifica, Rêber Apo lancia l’«Appello per la pace e la società democratica» proponendo un nuovo modello di soluzione alternativo per l’umanità. Con questo appello storico e il nuovo manifesto che ha elaborato, ha aperto la strada a una convivenza pacifica tra i popoli attraverso un approccio di integrazione democratica, in opposizione alle politiche bellicose delle potenze egemoniche che contrappongono i popoli gli uni agli altri. Questo appello storico, lanciato da Rêber Apo, è stato accolto con favore dai popoli e dalle forze democratiche rivoluzionarie, in particolare dal popolo curdo e dalle donne. È assolutamente evidente che il successo di questo processo porterà grandi benefici al popolo curdo, alle donne, ai popoli e all’umanità intera. Ancora una volta, celebriamo il 4 aprile, compleanno di Rêber Apo, che riveste grande importanza per il nostro popolo, per le donne, per i popoli e per l’umanità, e invitiamo tutti a celebrare il 4 aprile con entusiasmo piantando alberi, come proposto da Rêber Apo. Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK L'articolo Auguriamo a tutti un felice 4 aprile! proviene da Retekurdistan.it.
April 3, 2026
Retekurdistan.it