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È ora di fare qualcosa per i bulldozer come quello che ha ucciso mia figlia
di Cindy Corrie,  The Nation, 15 aprile 2026.   Bernie Sanders sta cercando di porre fine alla fornitura di bulldozer statunitensi a Israele — come quello che 23 anni fa ha schiacciato a morte mia figlia, Rachel Corrie. Un manifestante sventola una foto dell’attivista statunitense per la pace Rachel Corrie davanti a un carro armato israeliano durante una manifestazione tenutasi nel luogo in cui Corrie è stata uccisa, il 18 marzo 2003. (Mohammed Abed / AFP via Getty Images) Nostra figlia, Rachel Corrie, è stata uccisa nel 2003 a Gaza, mentre cercava di proteggere una casa palestinese minacciata di demolizione illegale da parte dell’esercito israeliano. Aveva 23 anni. L’enorme bulldozer blindato Caterpillar D-9 che l’ha schiacciata era stato fabbricato negli Stati Uniti. Era lo stesso tipo di bulldozer militarizzato che i presidenti statunitensi, da George W. Bush fino a Donald Trump, hanno fornito a Israele. Oggi, il senatore Bernie Sanders imporrà un voto al Senato per cercare di porre fine a questo ciclo di morte vietando il trasferimento di bulldozer D-9 a Israele. Speriamo che non sia l’unico a prendere questa posizione. Nei suoi ultimi mesi in carica, il presidente Joe Biden ha bloccato la spedizione di bulldozer militarizzati a Israele, riconoscendo finalmente il ruolo che queste macchine svolgono nella distruzione sistematica delle case palestinesi da parte di Israele. Ma una delle prime azioni del presidente Trump dopo l’insediamento è stata quella di revocare quella decisione e riprendere i trasferimenti di bulldozer. Nei mesi successivi, Israele ha solo accelerato la distruzione delle case, non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania, e ora nella sua invasione del Libano meridionale. Cosa dice dei valori del nostro paese il fatto che, in violazione del diritto internazionale e statunitense, continuiamo a usare il denaro dei contribuenti per fornire a Israele macchine che uccidono e che distruggono case dall’altra parte del mondo, mentre molti americani dormono per strada e i giovani hanno rinunciato al sogno di possedere un giorno una casa tutta loro? Quale responsabilità abbiamo nel cambiare questa situazione? La parola “bulldozer” può evocare immagini di costruzione, di edificazione e ricostruzione. Ma queste macchine non vengono inviate a Gaza per questi scopi. Israele ha bloccato l’ingresso di macchinari pesanti e materiali da costruzione a Gaza, anche se il territorio giace in rovina a causa della campagna di bombardamenti indiscriminati e genocidi di Israele, e quasi 2 milioni di palestinesi sfollati non hanno un posto dove vivere. Il valico di Rafah verso Gaza rimane chiuso da Israele, bloccando rifornimenti e attrezzature disperatamente necessari che potrebbero iniziare a ricostruire case, ospedali e scuole. I bulldozer Caterpillar vengono utilizzati non per costruire, ma per distruggere: per cancellare intere comunità e deliberatamente rendere il territorio inabitabile. Se Israele fosse seriamente intenzionato a ricostruire, aprirebbe i valichi e consentirebbe l’ingresso dei macchinari necessari. Invece, sta importando bulldozer americani per abbattere quel poco che resta delle case palestinesi. Rachel pensava di avere la responsabilità di lottare per il cambiamento. Si recò a Gaza per manifestare solidarietà alle famiglie palestinesi che venivano illegalmente cacciate dalle loro case. Nelle settimane precedenti la sua uccisione, scrisse di quartieri ridotti in macerie e della presenza incombente di bulldozer che potevano arrivare da un momento all’altro per cancellare le case e la storia di intere famiglie. Verso le 17:00 del 16 marzo 2003, indossando un gilet dai colori vivaci, Rachel si mise in piedi per impedire un’altra distruzione di case. I testimoni dicono che era ben visibile al bulldozer Caterpillar D-9 da 60 tonnellate davanti a lei. I due soldati israeliani che lo guidavano non si sono fermati. Nei decenni successivi, la nostra famiglia ha cercato di ottenere giustizia, non solo per l’uccisione di Rachel, ma per il sistema che l’ha resa possibile. Dalla sua morte, più di una dozzina di americani sono stati uccisi dall’esercito israeliano o dai coloni israeliani. Ma il governo israeliano non ha mai incriminato nessuno e i governi che si sono succeduti non hanno avviato indagini indipendenti sul caso di Rachel e su altri casi. La distruzione delle case palestinesi è diventata solo più comune, per non parlare dell’orrore del genocidio israeliano. E i contribuenti americani continuano a finanziare tutto questo. Nessuna politica può riportarci coloro che ci sono stati portati via da queste azioni: bambini e altri cari. Ma il Senato ha ora l’opportunità di onorare la memoria di nostra figlia, di altri americani e di migliaia di civili palestinesi uccisi, e di dimostrare che le loro morti, e tutta la distruzione, non saranno più tollerate né finanziate. Speriamo che coloro che sono stati eletti per rappresentare noi, il popolo americano, comprendano il messaggio che verrà trasmesso se si voterà per bloccare questi bulldozer D-9. Questo non sarà un gesto simbolico, ma un passo concreto verso la protezione della vita umana. Poche settimane prima di essere uccisa a Gaza, Rachel ci scrisse: «Questo deve finire. Penso che sia una buona idea per tutti noi mollare tutto e dedicare la nostra vita a far sì che questo finisca… Sono delusa dal fatto che questa sia la realtà di base del nostro mondo e che noi, di fatto, vi partecipiamo». Rachel incarnava la convinzione e il coraggio che hanno continuato a ispirare la sua famiglia e molte altre persone. Esortiamo tutti i nostri funzionari eletti ad agire con la stessa convinzione e lo stesso coraggio, e con la dedizione a un paese e a un mondo migliori in cui Rachel credeva e per cui ha lottato. Chiediamo a tutti i senatori statunitensi di votare a favore delle risoluzioni congiunte di disapprovazione del senatore Sanders per bloccare il trasferimento di bulldozer Caterpillar D-9 e di altre armi all’esercito israeliano. Cindy Corrie è la madre della defunta attivista per i diritti umani e osservatrice Rachel Corrie. Insieme alla loro comunità, lei e suo marito, Craig Corrie, hanno fondato e gestiscono la Rachel Corrie Foundation for Peace and Justice, con sede a Olympia, Washington. https://www.thenation.com/article/politics/rachel-corrie-bernie-sanders-bulldozer-bill Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.
April 22, 2026
Assopace Palestina
MILANO: LA MADRE DI DAVIDE CESARE, ROSA PIRO, AI MICROFONI DI RADIO ONDA D’URTO IN CHIUSURA DELLA TRE GIORNI PER DAX
“Ogni anno vedo che tanti giovani che non erano nati, che 23 anni fa neanche forse erano nei pensieri dei loro genitori… vedere la partecipazione convinta, convinti di essere lì e di voler capire cosa è successo… mi fa sperare che comunque i semi che sono stati seminati iniziano a germogliare e si vede il raccolto”. Parole di Rosa Piro, madre di Dax Davide Cesare, ai microfoni di Radio Onda d’Urto il giorno dopo il corteo da via Brioschi a via Gola a Milano, in chiusura della tre giorni di iniziative in ricordo del compagno ucciso il 16 marzo 2003 da tre fascisti. Anche in quel marzo del 2003 stava cominciando una guerra, c’era già l’intervento contro l’Afghanistan e il bombardamento dell’Iraq sarebbe cominciato pochi giorni dopo, il 20 marzo. Rosa Piro ricorda come 23 anni fa si manifestasse per gridare “pace” contro l’occupazione e la guerra e che lo stesso giorno in cui veniva ucciso Dax, attivo nelle lotte sociali a Milano, veniva uccisa Rachel Corrie, attivista per i diritti del popolo palestinese, schiacciata da un bulldozer corazzato dell’esercito israeliano mentre protestava contro l’occupazione israeliana. Nel presentare il legame tra Dax e Rachel, Rosa ricorda che “bisogna dire che la guerra comunque è un crimine contro l’umanità. Nella guerra non vincono mai i popoli, vincono solo i potenti che la dichiarano ma non la combattono”. E ancora: “la guerra non sono caramelle che piovono dal cielo. La guerra sono bombe, sono distruzioni, sono famiglie smembrate e noi la dobbiamo bandire da tutto” Rosa lancia un messaggio a tutte le persone, soprattutto le più giovani, che in questi giorni e in questi anni le sono state vicine dopo l’omicidio di Davide: “Io auguro a loro veramente di poter vivere in un mondo libero, in un mondo dove l’ingiustizia non la faccia da padrone” Ascolta l’intervista a Rosa Piro, madre di Davide Dax Cesare, ai microfoni di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica
March 17, 2026
Radio Onda d`Urto