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Novi Ligure, l’ispezione al Liceo Amaldi per l’invito al corteo “Sudario di Gaza”
Il 5 ottobre 2026 il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato che l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha disposto un’ispezione al Liceo “Edoardo Amaldi” di Novi Ligure. Oggetto della verifica è una comunicazione che, secondo la stampa, sarebbe apparsa nella bacheca del registro elettronico ClasseViva e inviterebbe gli studenti e le studentesse ad aderire al corteo “Sudario di Gaza“. Il ministero parla di possibile «utilizzo improprio di uno strumento istituzionale» e, «qualora i fatti riportati dalla stampa fossero confermati», di «grave violazione della deontologia professionale». Valditara ha aggiunto che l’indottrinamento «appartiene soltanto ai regimi totalitari». La segnalazione è attribuita al capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che ha ringraziato il ministro. Elisabetta Piccolotti (Avs, Commissione Cultura) ha definito il clima nelle scuole “asfissiante”. Il 6 ottobre, secondo un titolo di Radio Gold (clicca qui per la notizia), la segreteria della Cgil e la Flc hanno espresso sostegno alla dirigenza. Alunne/i ed ex alunne/i hanno pubblicato una lettera in difesa della scuola, senza nomi né numero dei firmatari: la lettera riconosce l’esistenza della comunicazione e delle verifiche, dichiara rispetto per le istituzioni e chiede che il giudizio non si estenda all’intera comunità scolastica. Il dirigente ha precisato che l’evento di Alessandria, in orario extrascolastico, era «un’iniziativa promossa in autonomia da un’ampia rete della società civile e da associazioni a carattere del tutto apartitico». Il riferimento a un «viaggio in treno organizzato dall’Istituto» sarebbe derivato da “un’imprecisione redazionale”: si trattava di un servizio informale di coordinamento e accompagnamento offerto da alcune/i docenti a studenti, studentesse e personale che avessero scelto di partecipare a titolo personale e volontario. L’iniziativa, ha aggiunto, «non ha mai configurato un’uscita didattica o una gita scolastica ufficiale». Il testo originale della comunicazione non risulta pubblicato da nessuna fonte. Il corteo si è svolto ad Alessandria il 10 ottobre, con “oltre mille persone” secondo il titolo di Radio Gold. Era una commemorazione silenziosa: un telo di 25 metri con i nomi scritti a mano di 18.457 minori uccisi a Gaza, la lettura parziale dei nomi, una poesia. Sul piano giuridico la questione è duplice. La prima riguarda lo strumento: se il registro elettronico sia stato usato per convocare gli studenti e le studentesse va accertato sul testo della comunicazione, e l’ispezione serve a questo. La seconda riguarda la qualificazione: indottrinare significa imporre un’ideologia, e l’invito a una commemorazione di vittime civili e minorenni, fondata su un elenco di nomi, non è di per sé questo. Il ministero ha qualificato la manifestazione prima di conoscere il testo, mentre l’accertamento non lo richiedeva. La stessa verifica appare del resto sproporzionata rispetto all’oggetto: davvero il ministero non ha altre cose più importanti e urgenti di cui occuparsi? Nell’Antigone di Sofocle, la protagonista afferma di non credere che i decreti del re abbiano tanta forza da permettere a un mortale di calpestare le leggi divine, non scritte e incrollabili. Antigone parlava di leggi divine; noi preferiamo appellarci alle leggi, anch’esse non scritte e immutabili, che fanno l’essere umano e che sono il fondamento di una giusta disobbedienza civile. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
A Spinetta Marengo i cittadini pagano per sapere quanti PFAS hanno nel sangue
A Spinetta Marengo, nell’Alessandrino, dove lo stabilimento Syensqo (ex Solvay) è da anni al centro della contaminazione da PFAS, i cittadini che vogliono sapere autonomamente quanti di questi composti hanno nel sangue devono pagare di tasca propria. Chi non rientra nel biomonitoraggio gratuito avviato dalla Regione Piemonte può infatti sottoporsi alle analisi soltanto a pagamento: nei mesi scorsi, prima dell’attivazione del servizio a Torino, alcuni residenti erano stati costretti persino a recarsi a Milano. Una situazione che torna al centro delle proteste dei comitati locali proprio mentre la Regione ha concesso allo stabilimento una nuova autorizzazione ambientale, contestata dagli ambientalisti anche per i ritardi sulla bonifica e sulla presa in carico sanitaria della popolazione esposta. La situazione è tornata a scaldarsi in seguito all’incontro pubblico del 17 settembre al Marengo Museum, dove l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha illustrato insieme alla task force sui PFAS il nuovo quadro autorizzativo. La Conferenza dei servizi si era conclusa il 5 agosto stabilendo, tra le altre cose, la cessazione della produzione di cC6O4 dal 1° gennaio 2027, nuovi limiti alle emissioni e ulteriori monitoraggi ambientali e sanitari. Durissima la lettura della Rete Ambientalista, che ha definito la nuova AIA una «licenza di uccidere», contestando anche il biomonitoraggio portato avanti dalla Regione, giudicato troppo limitato rispetto alla popolazione potenzialmente interessata. Gli attivisti del Comitato Stop Solvay hanno denunciato come nemmeno l’atto definitivo dell’autorizzazione sia stato ancora reso pubblico: una circostanza che impedisce di verificare nel dettaglio prescrizioni, scadenze e obblighi imposti alla società. Nel novembre 2025 il Tar Piemonte aveva riconosciuto il diritto di accedere ai dati completi sulle emissioni dello stabilimento, ordinando la pubblicazione di documenti precedentemente oscurati per ragioni legate alla riservatezza industriale. Per il Comitato, dopo sei anni di procedimento non bastano gli impegni annunciati: servono «date, quantità, controlli e responsabilità verificabili». Un altro punto sollevato dagli ambientalisti riguarda la bonifica interna del polo. Secondo Stop Solvay, il problema non può essere circoscritto alle emissioni presenti e future: occorre intervenire anche sull’eredità lasciata da decenni di attività industriale nei terreni, negli impianti e nelle matrici contaminate. Il Comitato chiede quindi di conoscere tempi, risorse, interventi e responsabilità previsti per il risanamento del sito. Al centro delle contestazioni rimane soprattutto la salute dei residenti. Al 17 settembre risultavano 1.120 cittadini aderenti al biomonitoraggio, con una cinquantina di campioni ancora da analizzare. Per concentrazioni superiori ai 20 ng/ml della somma dei PFAS considerati dal protocollo, le indicazioni regionali prevedono un intervento attivo del medico e ulteriori approfondimenti. Stop Solvay chiede però di sapere quando saranno effettivamente contattate tutte le persone interessate, quali esami verranno garantiti e con quali tempi, oltre a sollecitare l’allargamento del monitoraggio oltre i tre chilometri dal polo (stabilito nell’aprile 2025, mentre prima riguardava i residenti entro i soli 500 metri). A questo si aggiunge la questione degli esami richiesti autonomamente dai cittadini. A maggio alcuni cittadini di Spinetta Marengo avevano denunciato di non poter effettuare le analisi dei PFAS nel sangue presso il laboratorio pubblico di Tossicologia di Torino e di essere quindi costretti a rivolgersi a strutture di Milano, sostenendo personalmente il costo degli esami. La polemica era stata alimentata anche dal fatto che nel capoluogo piemontese esisteva già la strumentazione necessaria per eseguire questo tipo di analisi, acquistata con fondi pubblici. La Regione aveva spiegato che si trattava di una sospensione temporanea, legata alla necessità di definire le modalità di accesso e le relative tariffe. Poche settimane dopo, il 29 maggio, la stessa Regione annunciò che i cittadini avrebbero potuto effettuare prelievi e analisi anche presso il laboratorio di Tossicologia dell’Università di Torino, alla Città della Salute e della Scienza–CTO. L’accesso, tuttavia, non è gratuito: il comunicato regionale aveva specificato che il servizio è disponibile «secondo il tariffario che sarà predisposto». Diverso resta il percorso di biomonitoraggio organizzato dalla Regione, gratuito per i soggetti arruolati nel programma istituzionale. Lo scorso giugno, la giudice per l’udienza preliminare Arianna Ciavattini ha rinviato a giudizio due ex direttori di stabilimento di Syensqo Solvay di Spinetta Marengo, accusati di disastro ambientale colposo per l’inquinamento da PFAS. Il processo si aprirà il prossimo 16 novembre. Insieme a due manager, la gip ha chiamato in causa anche la Solvay Specialty Polymers spa come responsabile civile. Negli ultimi due anni Syensqo Solvay ha versato oltre 2,5 milioni di euro a titolo di risarcimento ad alcune delle circa 300 parti civili costituitesi nel procedimento avviato nel 2024. Gli accordi economici hanno progressivamente ridotto il numero dei soggetti presenti nel processo: tra questi anche Medicina Democratica, che ha accettato 50mila euro, e i Comuni di Alessandria e Montecastello, ai quali sono stati riconosciuti 100mila euro ciascuno. Hanno inoltre lasciato il procedimento numerosi cittadini, risarciti con somme comprese tra 3.500 e 8mila euro. The post A Spinetta Marengo i cittadini pagano per sapere quanti PFAS hanno nel sangue appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 23, 2026
L'INDIPENDENTE
Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Il fallimento dello Stato italiano: tre casi sotto gli occhi
I braccianti bruciati vivi; due famiglie sotto i riflettori (e con le istituzioni in tilt); e la vicenda dei morti per inquinamento industriale: Savona, Taranto e la provincia di Alessandria sono le “primatiste”. Riprendiamo due articoli di Umberto Franchi   PRIMO EPISODIO: STRAGE DEI BRACCIANTI. CHI SONO GLI ASSASSINI ?   In galera  ci sono i due caporali esecutori dei
ALESSANDRIA: “DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO. SABATO 18 APRILE TUTTI IN PIAZZA CONTRO LA REPRESSIONE E DECRETI “SICUREZZA”
“Mentre il settore della logistica cresce senza sosta, con l’apertura di nuovi magazzini e poli logistici in tutta la provincia alessandrina, le istituzioni del territorio, più che interrogarsi sulle condizioni di lavoro in questi stabilimenti, sembrano oggi per lo più occupate a colpire e reprimere le lotte dei lavoratori che, proprio all’interno di questo settore, si stanno moltiplicando, rivendicando un lavoro stabile e sicuro e in generale migliori condizioni salariali e contrattuali. Il diffondersi di lotte e scioperi, come il rafforzamento delle organizzazioni del sindacalismo combattivo sul territorio viene vissuto da padroni, prefettura e questura come un vero e proprio pericolo. Nessuno deve disturbare il manovratore”. Cosi’ in un comunicato il Si Cobas che denuncia il gravissimo attacco repressivo che in questi giorni prefettura e questura di Alessandria stanno muovendo contro lavoratori, attivisti sindacali, solidali che avevano partecipato agli scioperi nelle ultime settimane presso il magazzino Arcese di Tortona, come in quelli della Coop di Serravalle, notificando aperture d’indagini, comminando fogli di via dal comune di Tortona ai sindacalisti del SI Cobas e sanzioni amministrative fino a 10.000 euro per gli organizzatori delle proteste. Si tratta della prima applicazione sul territorio italiano, in occasione di una vertenza sindacale, del recente, quanto famigerato, decreto “sicurezza” – d.l. 23 del 24 febbraio 2026, peraltro ancora in fase di conversione parlamentare – utilizzato in questa occasione contro uno sciopero di lavoratori, che viene colpito con queste pesanti ammende, perché avrebbe avuto l’ardire di organizzare un’iniziativa “artatamente non preavvisata, anche al fine di cagionare un elevato danno economico all’azienda indicata e guadagnare un maggior potere negoziale”. “Verrebbe da chiedersi: ma che altro dovrebbe fare uno sciopero, se non costruire un’iniziativa di lotta che prenda di sorpresa il padrone, che sia in grado di interrompere realmente l’attività lavorativa e produttiva, che possa costringerlo a sedersi a un tavolo per trattare?”. Queste le motivazioni della manifestazioni del 18 aprile “un corteo operaio e popolare che attraversi il centro della città, sfili proprio sotto quei palazzi che oggi, in complicità con gli interessi padronali, mettono in discussione il diritto di sciopero, l’agibilità politica e sindacale dei lavoratori e delle organizzazioni del sindacalismo conflittuale”. Appuntamento alle 15 in Piazza Matteotti. La presentazione con Mahmoud Si Cobas Torino Ascolta o scarica   
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto
ALESSANDRIA: EX DIRIGENTI A PROCESSO
Domani, giovedì 12 marzo, al tribunale di Alessandria è prevista l’udienza preliminare del processo per disastro ambientale colposo legato all’inquinamento da PFAS: i giudici dovranno decidere se autorizzare il procedimento nei confronti di due ex dirigenti dello stabilimento chimico di Spinetta Marengo. In altre parole, si stabilirà se ci sono gli elementi sufficienti per aprire il dibattimento vero e proprio.  In concomitanza il Comitato Stop Solvay e le associazione del territorio hanno convocato un presidio a partire dalle 9:30.   Ricordiamo che i PFAS sono sostanze chimiche di sintesi usate da decenni in prodotti industriali e di consumo. Sono estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo umano — tanto da essere definiti ‘inquinanti eterni’ — e possono avere effetti sulla salute, dall’interferenza endocrina ai rischi oncologici. Studi locali indicano che circa l’8‑9% della popolazione residente entro pochi chilometri dallo stabilimento di Spinetta Marengo presenta livelli nel sangue superiori ai valori soglia, e la maggior parte ha comunque tracce misurabili. Lo stabilimento di Spinetta Marengo, storico polo chimico prima di Montedison, poi di Solvay, oggi è gestito da Syensqo, società che ha ereditato le attività chimiche avanzate e continua a produrre composti fluorurati. La vicenda ha mobilitato cittadini e associazioni, tra cui il Comitato Stop Solvay, da anni impegnato nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente.  Ne parliamo con Viola Cereda del Comitato Stop Solvay, ripercorrendo la storia del sito industriale e approfondendo le implicazioni dell’udienza preliminare:
March 12, 2026
Radio Blackout - Info