ALESSANDRIA: “DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO. SABATO 18 APRILE TUTTI IN PIAZZA CONTRO LA REPRESSIONE E DECRETI “SICUREZZA”
“Mentre il settore della logistica cresce senza sosta, con l’apertura di nuovi
magazzini e poli logistici in tutta la provincia alessandrina, le istituzioni
del territorio, più che interrogarsi sulle condizioni di lavoro in questi
stabilimenti, sembrano oggi per lo più occupate a colpire e reprimere le lotte
dei lavoratori che, proprio all’interno di questo settore, si stanno
moltiplicando, rivendicando un lavoro stabile e sicuro e in generale migliori
condizioni salariali e contrattuali. Il diffondersi di lotte e scioperi, come il
rafforzamento delle organizzazioni del sindacalismo combattivo sul territorio
viene vissuto da padroni, prefettura e questura come un vero e proprio pericolo.
Nessuno deve disturbare il manovratore”.
Cosi’ in un comunicato il Si Cobas che denuncia il gravissimo attacco repressivo
che in questi giorni prefettura e questura di Alessandria stanno muovendo contro
lavoratori, attivisti sindacali, solidali che avevano partecipato agli scioperi
nelle ultime settimane presso il magazzino Arcese di Tortona, come in quelli
della Coop di Serravalle, notificando aperture d’indagini, comminando fogli di
via dal comune di Tortona ai sindacalisti del SI Cobas e sanzioni amministrative
fino a 10.000 euro per gli organizzatori delle proteste.
Si tratta della prima applicazione sul territorio italiano, in occasione di una
vertenza sindacale, del recente, quanto famigerato, decreto “sicurezza” – d.l.
23 del 24 febbraio 2026, peraltro ancora in fase di conversione parlamentare –
utilizzato in questa occasione contro uno sciopero di lavoratori, che viene
colpito con queste pesanti ammende, perché avrebbe avuto l’ardire di organizzare
un’iniziativa “artatamente non preavvisata, anche al fine di cagionare un
elevato danno economico all’azienda indicata e guadagnare un maggior potere
negoziale”.
“Verrebbe da chiedersi: ma che altro dovrebbe fare uno sciopero, se non
costruire un’iniziativa di lotta che prenda di sorpresa il padrone, che sia in
grado di interrompere realmente l’attività lavorativa e produttiva, che possa
costringerlo a sedersi a un tavolo per trattare?”.
Queste le motivazioni della manifestazioni del 18 aprile “un corteo operaio e
popolare che attraversi il centro della città, sfili proprio sotto quei palazzi
che oggi, in complicità con gli interessi padronali, mettono in discussione il
diritto di sciopero, l’agibilità politica e sindacale dei lavoratori e delle
organizzazioni del sindacalismo conflittuale”. Appuntamento alle 15 in Piazza
Matteotti.
La presentazione con Mahmoud Si Cobas Torino Ascolta o scarica