Tag - cooperazione

“Non celebrateci, proteggeteci”. Rula Khateeb e la resilienza delle agricoltrici palestinesi
di Francesca Campanini — 15 Ottobre 2026 La rappresentante della Palestinian farmers’ union spiega il ruolo fondamentale svolto dalle donne nel settore agricolo in Cisgiordania. Durante il periodo della raccolta delle olive, che inizia ufficialmente il 15 ottobre, sono spesso le agricoltrici a raggiungere i terreni meno accessibili, oltre il muro dell’apartheid. Nel frattempo provvedono anche ad assicurare cibo per tutta la famiglia. “Ogni istante passato nei nostri campi aumenta il rischio di attacchi e di venire feriti dai coloni”   Uno dei training realizzati dalla Palestinian Women’s Agricultural Coalition tra gennaio e febbraio a Ramallah
October 15, 2026
ACS italia
Vertice della SCO. Il mondo multipolare si consolida
Il vertice dei ministri finanziari del G20 negli Stati Uniti non è riuscito a produrre un comunicato congiunto per l’opposizione al testo finale da parte della Cina. Anche la foto immagine finale ha avuto dei sussulti per la presenza al vertice del ministro dell’economia russo invitato dagli USA. Alla fine […] L'articolo Vertice della SCO. Il mondo multipolare si consolida su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
Nasce a Shanghai con Cina e Russia l’Organizzazione mondiale dell’AI
All’interno di una Unione Europea devastata anche intellettivamente da quasi 40 anni di “pensiero unico” fatto di ordoliberismo teutonico, “austerità di bilancio” e totale libertà delle imprese, la discussione sull’Intelligenza Artificiale oscilla tra dilemmi para-filosofici (e dio sa se non ci sono anche problemi filosofici chiave nello sviluppo dell’AI) e […] L'articolo Nasce a Shanghai con Cina e Russia l’Organizzazione mondiale dell’AI su Contropiano.
August 21, 2026
Contropiano
#06 Apocalypse Prompt | Pare che sia il signor La Morte, venuto per la mietitura – di Alessandro Verna
Eccoci con la serie Apocalypse Prompt di Alessandro Verna. Un nuovo episodio di una particolarissima auto-inchiesta dedicata al rapporto uomo-macchina nel presente. In questa puntata, il protagonista ragiona sul fatto che siamo noi, comuni mortali, a portare linfa all'IA. E lo facciamo attraverso gli atti più innocenti della nostra quotidianità: dal giocare con nostro [...]
August 17, 2026
Effimera
L’Asia ridefinisce il concetto di “sovranità”. Il forum di Colombo
Quattro anni fa, Colombo era il monito mondiale. Un default sovrano, code di automobili per il carburante che si estendevano per chilometri, un palazzo presidenziale occupato dai suoi stessi cittadini. La scorsa settimana, la stessa città ospita sindacalisti, quadri di partito, studiosi e ministri da tutta l’Asia, dal Nepal alle […] L'articolo L’Asia ridefinisce il concetto di “sovranità”. Il forum di Colombo su Contropiano.
July 26, 2026
Contropiano
Primo accordo di cooperazione internazionale sull’AI. Senza l’Occidente
Ventinove paesi hanno firmato giovedì a Shanghai un accordo per la creazione dell’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione sull’Intelligenza Artificiale (WAICO). Secondo l’accordo, la WAICO sarà un’organizzazione internazionale intergovernativa indipendente con sede a Shanghai. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che è anche membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del […] L'articolo Primo accordo di cooperazione internazionale sull’AI. Senza l’Occidente su Contropiano.
July 20, 2026
Contropiano
Fuga da Big Tech
YouTube, Facebook, Instagram, TikTok: sono le piattaforme social più utilizzate dagli italiani. Social media, e non social network, visto che – come sottolinea Kenobit nel suo nuovo saggio “Assalto alle piattaforme” (Agenzia X) – l’obiettivo è tenerci agganciati a consumare passivamente contenuti multimediali, invece che mobilitarci per creare rete. App come queste […] L'articolo Fuga da Big Tech su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
Avviciniamoci: camminata per la pace a Praga
Il 30 maggio 2026 si è svolta a Praga la camminata per la Pace Peace Walk 2026 – Festival della Pace “Avviciniamoci”, un’iniziativa dedicata alla promozione della pace, del dialogo e della comprensione reciproca. L’evento è iniziato in Piazza Karlín nella zona di Praga 8, da dove è partito un corteo allegro e colorato diretto verso il centro culturale Vnitroblock, sede delle attività svoltesi nel pomeriggio. Il programma ha incluso una cerimonia di apertura, seguita da esibizioni artistiche e culturali, momenti di confronto tra i partecipanti e spazi dedicati all’incontro informale e alla creazione di reti di collaborazione. Gli organizzatori hanno predisposto un ambiente aperto al dialogo e alla partecipazione di persone provenienti da contesti diversi. Durante tutta la giornata si sono svolte anche attività collaterali rivolte a bambini e adulti, tra cui una mostra, laboratori tematici, presentazioni di iniziative comunitarie e uno spazio per lo scambio di abiti. L’iniziativa ha favorito l’incontro tra cittadini, associazioni e gruppi impegnati nella costruzione di relazioni basate sul rispetto reciproco e sulla cooperazione. L’evento, aperto al pubblico, è stato organizzato dalla rete pacifista HWPL e ha rappresentato un’occasione di riflessione sul valore della pace, della convivenza e della valorizzazione mutua in un contesto internazionale e multiculturale. https://hwpl.cz/ Toni Antonucci
May 31, 2026
Pressenza
PROGETTO LAND – Spring School
CINEMA in VERDE e ACS ONG prestano: PROGETTO LAND – Spring School In Conferenza stampa, domani mercoledì 29 aprile 2026, ore 12:30 Sala del Carroccio – Campidoglio, Roma PROGETTO LAND è un progetto di formazione audiovisiva e cinematografica per giovani palestinesi. Un programma di due mesi con lezioni teoriche, workshop e momenti di produzione, con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti nella realizzazione di cortometraggi che saranno presentati nella prossima edizione del festival, a settembre. LAND è la Spring School gratuita dedicata a tredici giovani aspiranti filmmakers provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza, un progetto nato dalla convinzione che il cinema possa essere uno strumento concreto di solidarietà, opportunità professionale, dialogo e denuncia. Nato all’interno del Festival Cinema In Verde, reso possibile da una campagna di crowdfunding – che ha coperto i costi di viaggio, assicurazioni e procedure di ingresso in Italia – e da una rete spontanea di famiglie romane che ha offerto ospitalità per l’intera durata della spring school, LAND offre due mesi di formazione, laboratori, masterclass e produzione audiovisiva. L’obiettivo è la realizzazione di cortometraggi autoriali che saranno presentati a settembre durante la quarta edizione di Cinema In Verde, la prima rassegna cinematografica romana dedicata all’ambiente e alle connessioni con il sociale. Alla conferenza di mercoledì intervengono: •⁠ ⁠Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma •⁠ ⁠Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura – Comune di Roma •⁠ ⁠Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti – Comune di Roma •⁠ ⁠Antonella Polimeni, Rettrice Sapienza Università di Roma •⁠ ⁠Simonetta Lombardo, CEO Silverback – Cinema In Verde •⁠ ⁠Meri Calvelli, Responsabile Paese Palestina di ACS ONG, insieme agli studenti e alle studentesse di LAND •⁠ ⁠Laura Negrini, Direttrice IED Roma •⁠ ⁠Matteo Rovere, CEO di Groenlandia – società del Gruppo Banijay •⁠ ⁠Fabio Attorre, Direttore dell’Orto Botanico e professore – Sapienza Università di Roma Si ringraziano Zen2030, NaturaSì e Intercultura per il sostegno al progetto.
April 28, 2026
ACS italia
Il silenzio che ci rende complici
Oggi, 13 aprile, scade il termine utile per impedire il rinnovo automatico del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele, firmato nel 2003. Se non sarà presentata una formale disdetta – come è ormai certo –, l’accordo si rinnoverà automaticamente per altri cinque anni, senza voto del Parlamento, senza dibattito pubblico e senza alcuna assunzione trasparente di responsabilità politica. Non stiamo parlando di un dettaglio amministrativo. Stiamo parlando di un accordo che, da oltre vent’anni, lega l’Italia a una cooperazione militare strutturata con Israele: programmi congiunti, scambio di tecnologie, integrazione tra apparati della difesa e industria bellica. Non è un meccanismo neutro, non è un protocollo tecnico, ma una scelta politica precisa, reiterata nel tempo. Ed è proprio qui il punto. Questo accordo non è diventato oggi improvvisamente insostenibile. Non lo è mai stato. È stato costruito e mantenuto dentro una logica che ha sempre rimosso la questione fondamentale: l’occupazione dei territori palestinesi, le violazioni sistematiche del diritto internazionale, un conflitto gestito per decenni attraverso la forza. Per anni si è fatto finta che la cooperazione militare potesse essere separata da tutto questo, come se le armi e le tecnologie fossero strumenti neutri. Non lo sono mai state. Oggi però la situazione è ancora più grave, in quanto nessuno può essere inconsapevole di ciò che sta accadendo in Palestina. La guerra in corso a Gaza ha prodotto una devastazione umana e materiale senza precedenti recenti. A gennaio 2026 si contavano oltre 70 mila vittime, in larghissima parte civili, con un numero enorme di bambini uccisi o feriti. Interi quartieri rasi al suolo, infrastrutture civili distrutte, una popolazione privata di acqua, cure ed elettricità. Non è più possibile nascondersi dietro formule diplomatiche: siamo davanti a una catastrofe umanitaria che sempre più osservatori internazionali definiscono, senza mezzi termini, un genocidio. Se questo accordo è sempre stato moralmente e politicamente indifendibile, oggi lo è ancora di più, alla luce di ciò che sta accadendo. Continuare a mantenerlo significa accettare che anche l’Italia resti dentro una filiera militare che contribuisce, direttamente o indirettamente, a questa distruzione. Non esistono più alibi, non esistono più zone grigie. Il meccanismo del rinnovo automatico rende tutto questo ancora più grave. Il cosiddetto silenzio-assenso non è una procedura neutra, ma uno strumento politico che consente di evitare il confronto e di sottrarre una scelta pesante al Parlamento e all’opinione pubblica. È una forma di deresponsabilizzazione consapevole. Si decide di non decidere e, così facendo, si permette che tutto continui esattamente come prima. Qui non siamo davanti a un vuoto. Siamo davanti a una scelta politica precisa, anche quando si presenta come inerzia. C’è poi un punto che per noi è decisivo: la Costituzione. L’articolo 11 afferma che l’Italia ripudia la guerra. Non dice che la limita, non dice che la regola, ma che la ripudia. Questo significa che non può esistere una politica estera che, nei fatti, contribuisce a sostenere apparati militari impegnati in operazioni di guerra di questa natura. Se quel principio ha ancora un valore, deve valere adesso. Altrimenti è solo una formula svuotata. Il Governo guidato da Giorgia Meloni porta una responsabilità piena. Se il Memorandum si rinnoverà automaticamente non sarà un incidente, non sarà un automatismo inevitabile, ma una scelta precisa. Una scelta di continuità, una scelta di allineamento, una scelta di complicità, anche quando questa non viene dichiarata. E allora le parole devono essere chiare. Non siamo di fronte a una questione tecnica, ma a una questione politica e morale di prima grandezza. Non si può invocare la pace nei comunicati ufficiali e poi mantenere in piedi accordi che rafforzano la cooperazione militare con un Paese impegnato in operazioni di questa portata. Non si può richiamare il diritto internazionale e poi aggirarlo nei fatti. Da parte nostra non c’è ambiguità: questo accordo va cancellato, non semplicemente ridiscusso. Va interrotto perché è sbagliato nelle sue basi e perché oggi produce effetti ancora più gravi. E va aperta una discussione pubblica vera su tutto il sistema di cooperazione militare, sulle relazioni industriali nel settore della difesa e sul ruolo che l’Italia vuole giocare in uno scenario internazionale segnato da guerra e riarmo. Il 13 aprile non è una scadenza formale. È uno spartiacque politico. Segna la linea tra chi sceglie di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e chi preferisce nascondersi dietro il silenzio. Ma il silenzio, oggi, non è neutralità. È complicità. Giovanni Barbera
April 13, 2026
Pressenza