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[Kilame Azadî] Puntata del 22 ottobre 2026
La puntata è stata incentrata sul Rojhelat (Kurdistan iracheno) con focus su condanne a morte e carcere e sugli attacchi nelle montagne e le dichiarazioni e le analisi del PJAK. Leggeremo il messaggio di saluto di Öcalan alla conferenza di Torino e ne daremo un resoconto. L'approfondimento riguarderà le medesime tematiche e si baserà su un'intervista a Tiziano Saccucci che si trova in questi territori.
October 22, 2026
Radio Onda Rossa
[Kilame Azadî] Puntata del 15 ottobre 2026
Nella puntata si parlerà ancora del processo di pace in Turchia, dei ritardi del governo e riporteremo le dichiarazioni delle parti coinvolte. Leggeremo un articolo in cui viene analizzato nel dettaglio il "processo di integrazione" delle istituzioni del nord-est della Siria (cd. Rojava) con il nuovo regime siriano, riportando le "conquiste" raggiunte e gli aspetti critici che producono proteste in tutti i territori curdi, niente affatto pacificati. Parleremo della 20° conferenza internazionale  su "UE,Turchia, Medio oriente e i Curdi" in corso a Bruxelles al parlamento europeo. Ci saranno notizie dalla Siria,dall'Iraq e daremo notizia di una dichiarazione del PJAK in cui vengono   analizzate la situazione in Iran e le possibili evoluzioni del conflitto.
October 15, 2026
Radio Onda Rossa
[Kilame Azadî] Puntata dell'8 ottobre 2026
Nuova e ricca puntata di Kilem Azadì (Il canto della libertà), con aggiornamenti e una importante testimonianza in diretta dal Kurdistan 1. Dopo una serie di Notizie Flash, che toccheranno numerosi temi come a) la protesta in 66 carceri iraniane, b) l’uccisione di cittadini Alawiti, c) i femminicidi in Turchia e le proteste in NES sul tema della lingua curda per passare alla sezione “Osservatorio Kurdistan” con una serie di approfondimenti che riguardano i vari territori del Kurdistan. 2. Quindi: - Per la Turchia: parleremo di come il partito al governo sta gestendo il più grande scandalo finanziario del secolo, detto anche “la rapina del secolo” da esponenti dell’opposizione; - Per il Kurdistan Iracheno, riporteremo le diverse posizioni degli attori locali sull’impatto del ritiro della cosidetta “coalizione” a guida USA e delle criticità e contraddizioni che ora si aprono in tema di sicurezza; - Sempre per il Kurdistan Iracheno, racconteremo di una recente festa degli Ezidi e della richiesta di favorire il ritorno, mentre il governo centrale iracheno, vorrebbe “normalizzare” questa anomalia politica e religiosa. - Infine, presenteremo gli esiti della Conferenza del KNK (Congresso nazionale curdo) che richiede il riconoscimento presso l’ONU di una rappresentanza dei 60 milioni di curdi. 3. Uno spazio particolare sarà dedicato ad approfondimenti che riguarderanno, direttamente e indirettamente, il Kurdistan iracheno e quello iraniano, grazie agli interventi di Tiziano Saccucci, giornalista e collaboratore di UIKI che siamo lieti di ospitare. 4. Ascolteremo una breve testimonianza del sig. Alican Yidiz, presidente della MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia, che nel ripercorrere le fasi della lotta curda, si interroga e ci interroga, sulle alternative al Processo di pace e di integrazione. 5. Verso la Conferenza nazionale del 17 ottobre su “Confederalismo democratico: una prospettiva per la pace in medio oriente” a Torino. Accenneremo quindi a quello che rappresenterà un momento estremamente significativo di confronto fra esponenti importanti
October 8, 2026
Radio Onda Rossa
[Kilame Azadî] Puntata del primo ottobre 2026
La puntata è incentrata sul Rojava, in particolare si concentrerà sugli sviluppi del processo di integrazione dal punto di vista del movimento delle donne con un'intervista ad una componente della delegazione di Donne he tessono il futuro appena rientrata dallaSiria.
October 1, 2026
Radio Onda Rossa
[Kilame Azadî] Puntata del 24 settembre 2026
Ricominciano oggi le trasmissioni di Kilam Azadì (Il canto della Libertà), dopo la pausa estiva. t Da questa puntata e con una redazione rafforzata, l’impostazione della trasmissione riduce lo spazio dedicato alle notizie e viene ampliato quello relativo all’approfondimento di tematiche specifiche. Quindi oggi, nella prima parte riporteremo i fatti essenziali accaduti nei vari territori del Kurdistan, soffermandoci in particolare sulle particolari modalità con cui si manifesta l’opposizione in Iran e sulla repressione delle manifestazioni LGBTQ+ in Turchia. Consapevoli che la “svolta” del PKK e delle forze politiche curde, avviata ormai 2 anni fa, ha creato interrogativi e perplessità, anche fra le strutture e le ed i solidali, cerchiamo di guardare a questo processo con “gli occhi dei curdi” e quindi ospitiamo gli interventi del sig. Yilmaz Orkan dell’Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia che farà il punto sulle aspettative del movimento curdo, su quanto realizzato e in corso di realizzazione dal punto di vista giuridico e politico e prospetterà una nuova fase delle iniziative di solidarietà in Europa e che, per l’Italia, saranno proposte nel corso di una conferenza nazionale che si terrà a metà ottobre a Torino.
September 24, 2026
Radio Onda Rossa
SIRIA: L’INTEGRAZIONE DELLE SDF “È L’ALTERNATIVA AL GENOCIDIO DEI CURDI SIRIANI. ORA DECISIVA LA LOTTA POLITICA”
Le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno annunciato la completa integrazione nell’esercito siriano. Dal palazzo presidenziale di Damasco, il comandante in capo delle Sdf, Mazlum Abdi, ha confermato così l’implementazione di uno dei punti centrali dell’accordo siglato il 29 gennaio 2026, dopo alcune settimane di scontri armati, dal governo di transizione siriano retto dall'”ex”-jihadista Ahmed al-Sharaa e dall’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est. Prosegue anche l’integrazione nello stato siriano delle istituzioni politiche del Rojava. Sul piano militare, i combattenti delle forze militari del confederalismo democratico entreranno nell’esercito siriano “in blocco”, formeranno quattro brigate incaricate di difendere le aree a maggioranza curda, cioè il Rojava, e manterranno la propria catena di comando. Sul piano politico, Mazlum Abdi è stato nominato da al-Sharaa “consigliere presidenziale per gli affari curdi”, mentre Ilham Ahmed, di fatto la co-ministra degli esteri dell’Amministrazione autonoma a guida curda, avrà un ruolo nel comitato che elaborerà la nuova costituzione siriana. “I curdi, in Siria, non sono più un blocco politico marginale, l’integrazione apre alla possibilità (ovviamente sarà una lotta dura) di diventare un attore politico attivo su tutto il territorio siriano, con i propri partiti, le proprie associazioni e la propria proposta ideologica”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Mattia Berera, esponente dell’Accademia della modernità democratica. “Questo processo di integrazione, gemello del processo di integrazione in Turchia con lo scioglimento del Pkk, va visto, dal punto di vista storico, come una necessità“, aggiunge Berera. “Oggi – spiega l’esponente di Adm – la ristrutturazione del Medio Oriente portata avanti dagli Usa e dalle forze della Nato ha messo in chiaro che combatterà con qualsiasi mezzo necessario i soggetti politici non-statali armati. Le potenze regionali e mondiali sono disposte ad arrivare al genocidio. La scelta per le Sdf, quindi, era tra il martirio del proprio popolo, opzione possibile dal momento che questo era pronto a combattere fino all’ultima goccia di sangue, e quello che invece è accaduto con la resistenza armata sul terreno e con l’intervento di Abdullah Öcalan dall’isola di Imrali. Il leader del movimento curdo ha detto ad Ankara che se non fosse stata interrotta la linea del genocidio del popolo curdo in Siria sarebbe saltato il processo di pace in Turchia”. Il processo di integrazione non riguarda solo le Sdf. Sempre per quanto riguarda il piano militare, sembrerebbe ancora oggetto di negoziati il futuro delle Ypj, le Unità di protezione delle donne, struttura autonoma rispetto alle Sdf e invisa al governo islamista di al-Sharaa. Secondo alcune indiscrezioni, 1.500 combattenti donne dovrebbero essere integrate nell’esercito siriano come unità speciale anti-terrorismo operativa nelle aree a maggioranza curda. Nelle trattative tra Damasco e Daanes è stato poi stabilito che i funzionari pubblici del Rojava manterranno i loro posti nelle strutture burocratiche e amministrative. Il loro stipendio, però, sarà ora pagato dal governo centrale. Un decreto presidenziale di al-Sharaa, infine, ha riconosciuto il curdo come una delle lingue ufficiali dello stato siriano e il Newroz (capodanno curdo e persiano) come festa nazionale siriana. Questi aspetti, però, sono assenti, al momento, dalla bozza di nuova costituzione dello stato siriano. Il ruolo istituzionale affidato a Ilham Ahmed dovrebbe servire da contrappeso proprio in questo senso. In ogni caso, l’accordo rappresenta una mediazione che, in quanto tale, non accontenta del tutto nessuna delle due parti. Oltre all’autonomia istituzionale e militare, infatti, con questa intesa la rivoluzione confederale del Rojava – che ha gennaio ha perso una parte consistente dei territori sotto il proprio controllo – cede il controllo dei giacimenti petroliferi della Siria nordorientale e la gestione dei valichi di frontiera con l’Iraq. “Il movimento curdo afferma che grazie a decenni di guerriglia sulle montagne, di resistenza e lotta in Rojava, l’esistenza del popolo curdo è stata dimostrata e oggi gli stati del Medio Oriente, così come le potenze internazionali, devono fare i conti col fatto che il popolo curdo ha le sue forme politiche e la sua volontà”, continua Mattia Berera su Radio Onda d’Urto. “Lo stesso movimento di liberazione curdo – spiega il nostro ospite – si rende conto che oggi non può andare più in là di così con la lotta armata, che non riesce a costruire il socialismo con la guerra di guerriglia e decide, in questa fase, di adottare altri metodi, quelli che Ocalan chiama ‘politica democratica’, facendo esplicito riferimento a scioperi, mobilitazioni di massa e lotta culturale, non solo alla politica parlamentare”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Mattia Berera, esponente dell’Accademia della Modernità Democratica. Ascolta o scarica.
September 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Il processo di pace in Turchia indica la strada: anche le Ypg/Ypj si sciolgono
Dopo l’approvazione della legge di amnistia parziale nei confronti dei membri del PKK in Turchia, ecco che, di conseguenza, in Siria si assiste ad un’accelerazione del parallelo processo di integrazione delle milizie curde nelle strutture del nuovo stato di marca qaedista, implementando i termini dell’accordo – capestro firmato lo scorso […] L'articolo Il processo di pace in Turchia indica la strada: anche le Ypg/Ypj si sciolgono su Contropiano.
August 19, 2026
Contropiano
AUDIO DEL DIBATTITO “IL PROCESSO DI PACE IN TURCHIA. PROSPETTIVE E ASPETTATIVE” ALLA FESTA DI RADIO ONDA D’URTO
Lunedì 10 agosto 2026 alla Festa di Radio Onda d’Urto si è tenuto il partecipato dibattito “Il processo di pace in Turchia: prospettive e aspettative”. Secondo l’“Appello per la pace e una società democratica” di Abdullah Öcalan, la società turca dovrebbe avviare un percorso di democratizzazione collettiva. A oltre un anno di distanza, abbiamo ragionato su quali siano le aspettative della società civile e quali le prospettive politiche degli attori coinvolti. Ne abbiamo parlato con İdris Baluken, ex deputato del parlamento turco con l’Hdp; Şerife Ceren Uysal, avvocata del Foro di Istanbul specializzata in diritti umani; Rosida Koyoncu, giornalista, documentarista e attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+. A moderare il giornalista e nostro collaboratore, Murat Cinar. Incontro introdotto da Michele Borra della redazione di Radio Onda d’Urto. Durante il dibattito si è anche parlato della legge, approvata poche ore dopo l’appuntamento dal Parlamento turco, che prevede la sospensione temporanea e la possibile archiviazione di procedimenti penali contro i militanti curdi, dentro il processo politico scaturito nel febbraio 2025 dall’appello di Ocalan. La cosiddetta “legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e l’integrazione sociale” è stata approvata durante la notte con 468 voti a favore, 88 contrari e 6 astensioni. Ascolta o scarica l’audio del dibattito.Ascolta o scarica
August 11, 2026
Radio Onda d`Urto
Presentata in Turchia la legge sul PKK; è escalation fra Iran e gruppi curdi
È approdata nel parlamento turco la “Legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale”, approdo di più di due anni di trattative di pace sulla questione curda fra stato turco e Abdullah Ocalan, mediate dal Partito della sinistra filocurda DEM. La proposta prevede che indagini, processi e pene a […] L'articolo Presentata in Turchia la legge sul PKK; è escalation fra Iran e gruppi curdi su Contropiano.
August 10, 2026
Contropiano
TURCHIA: IL PARLAMENTO DISCUTE LA “LEGGE QUADRO” DEL PROCESSO DI PACE, IL CHP SI SPACCA IN DUE E NASCE “NUOVO PARTITO”. IL PUNTO CON MURAT CINAR
L’Assemblea nazionale della Turchia sta discutendo la “legge quadro” che dovrà fare da cornice giuridica alle iniziative che verranno intraprese dallo stato turco nell’ambito del processo di pace in corso da oltre un anno tra Ankara e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’esistenza di nuovi negoziati tra il governo turco e la guerriglia rivoluzionaria curda era stata annunciata il 27 febbraio 2025 dal leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan, detenuto sull’isola-carcere di Imrali da 27 anni. Da allora, il movimento di liberazione curdo ha intrapreso alcuni passi per dimostrare la propria serietà: tra il 5 e il 7 maggio 2025, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha raccolto l’invito del proprio leader convocando un congresso straordinario nel corso del quale ha deciso di sciogliere le proprie strutture organizzative e abbandonare la lotta armata; l’11 luglio 2025, trenta guerriglieri e guerrigliere del Pkk sono scesi dalle montagne del nord Iraq e, vicino alla città curda di Sulaymaniyya, hanno bruciato le proprie armi per ribadire la propria opposizione alla guerra e rivendicare “pace, uguaglianza e democrazia”; il 27 ottobre 2025, la guerriglia ha abbandonato le proprie posizioni sulle montagne del Kurdistan all’interno dello stato turco riposizionandosi su quelle del Kurdistan iracheno. Da parte dello stato turco, però, non ci sono stati passi in avanti di questa portata. A livello pubblico il passaggio più significativo è stata la costituzione di una commissione ad hoc del parlamento turco – la Commissione parlamentare per la “Solidarietà nazionale, la fratellanza e la democrazia” – i cui lavori hanno preparato il terreno per la legge quadro ora in discussione all’Assemblea nazionale. “Questa legge dovrebbe riguardare una serie di militanti del Pkk, probabilmente quelli che non hanno partecipato a combattimenti e non hanno grosse complicazioni giudiziarie in Turchia, che saranno reintrodotti nella società turca per dimostrare che lo stato fa un passo avanti”, spiega il giornalista Murat Cinar sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. “Alcune fonti giornalistiche sostengono che questa legge quadro sarà portata in parlamento prima della chiusura estiva, quindi tra pochissimi giorni, con l’intenzione di discuterla nel mese di settembre”, aggiunge Cinar. A questo proposito, il parlamento turco ha prorogato i propri lavori fino al 6 agosto. Mentre, secondo l’appello di Abdullah Öcalan, il processo di pace dovrebbe portare a una democratizzazione complessiva della società turca, nell’ultimo anno il regime turco di Erdogan ha spostato il mirino della repressione sul principale partito di opposizione, il Chp. Negli ultimi mesi sono stati numerosi i sindaci di questa forza politica sollevati dal proprio incarico e sostituiti dai cosiddetti “fiduciari” di Ankara, mentre diversi esponenti di primo piano del partito – come il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu – sono stati arrestati e si trovano tuttora in carcere. Non solo, i giudici di Ankara hanno anche deciso di annullare i risultati del congresso 2024 del Chp, invalidando l’elezione a segretario di Özgür Özel e disponendo il ritorno alla guida del partito di Kemal Kilicdaroglu, uscito sconfitto (seppure di poco e con i soliti dubbi sul regolare svolgimento del voto) dalle elezioni presidenziali 2023. Kilicdaroglu, però, non sembra intenzionato a convocare un nuovo congresso. Per questo Özgür Özel ha deciso di guidare una scissione e fondare un nuovo partito di opposizione… Il “Nuovo Partito” (YENİ Parti). 90 deputati del Chp lo hanno già seguito. “Il partito fondatore della Repubblica (il Chp), che tra l’altro è uno dei partiti più antichi del mondo tra quelli esistenti, rischia di diventare il terzo, quarto, forse quinto partito di opposizione. Forse non entrerà nemmeno in parlamento e dunque vive una fase di grande difficoltà”, commenta Murat Cinar. Di tutto questo parleremo alla Festa di Radio Onda d’Urto, a Brescia, lunedì 10 agosto 2026, all’interno del dibattito “Il processo di pace in Turchia: prospettive e aspettative” insieme al giornalista Murat Cinar (che co-organizza e modera l’incontro), a İdris Baluken, ex deputato del parlamento turco con l’HDP, Şerife Ceren Uysal, avvocata del Foro di Istanbul specializzata in diritti umani, e Rosida Koyoncu, giornalista, documentarista e attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+ L’intervista di Radio Onda d’Urto al giornalista Murat Cinar, con il quale abbiamo fatto il punto sulla situazione politica in Turchia e presentato del dibattito del 10 agosto 2026 alla Festa di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
July 29, 2026
Radio Onda d`Urto