Tag - mappa dei gruppi praticanti iniziative pacifiste

Italian Raid Commando… no, grazie! La protesta del 24 maggio a Monza
Nel territorio esteso nelle province Monza e Brianza e Lecco da anni viene disputata una gara sportiva in cui competono squadre di militari in servizio attivo e riservisti. Il programma dell’edizione 2026 non è ancora stato annunciato, ma le aggregazioni pacifiste locali sono pronte da mesi e già mobilitate con un’alternativa. All’iniziativa indetta per domenica 24 maggio parteciperanno cittadini, associazioni, sindacati, partiti e alcuni amministratori del territorio, che alle 15 si raduneranno a Monza, in piazza Walter Bonatti, e poi sfileranno in corteo, nella Marcia Contro La Guerra, ciascuno con una bandiera della pace o uno straccio bianco, tutti insieme all’insegna dello striscione con scritto “contro la guerra: disarmare, boicottare, obiettare”. Le motivazioni sono spiegate nel comunicato diffuso dal gruppo Monza per la pace formato da persone aggregate individualmente che dal febbraio 2024 ogni terza domenica del mese manifestano all’Arengario cittadino esponendo cartelli con scritto NO ALLA GUERRA e CESSATE IL FUOCO e distribuendo volantini: > L’Italian Raid Commando torna nel territorio di Monza e Brianza e del Lecchese > per una gara “sportiva” che da anni si svolge con squadre di militari in > servizio attivo e riservisti. > > Come società civile abbiamo deciso di essere anche noi presenti nelle strade > per dire che la guerra non la vogliamo neanche per gioco. > > Vogliamo costruire insieme un’alternativa, fermandoci in punti significatvi > della città parleremo di disarmo, di diritto alla salute, di militarizzazione > della cultura e delle scuole. > > Ci mobilitiamo per mettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica la > devastazione umana e ambientale prodotta dalle guerre, con l’incremento > costante delle vittime tra la popolazione civile, i processi di impoverimento > in corso, le derive autoritarie e distruttive della democrazia, innescati > anche nei paesi non direttamente colpiti dai conflitti, come l’Italia; e per > sottolineare le gravi responsabilità e complicità del nostro paese. > > Come cittadinanza possiamo dare un contributo concreto alla pace, partecipando > attivamente a campagne per il disarmo, l’obiezione di coscienza e il > boicottaggio. Facendo pesare il nostro ruolo di consumatori con investimenti > finanziari e consumi etici. > > Inoltre, riteniamo fondamentale esercitare pressione sui decisori politici > affinché applichino, anche a livello locale, il principio costituzionale > sancito dall’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra…”. > > Sfileremo con il nostro corteo che ripudia guerra, militarizzazione e riarmo, > nel rispetto dell’ambiente, della città, e delle persone, secondo una > responsabilità condivisa tra tutte le realtà aderenti, forti dei valori della > pace di cui siamo portatrici e portatori. Le informazioni sulla manifestazione sono divulgate nella pagina IG di Monza per la pace. Le adesioni all’iniziativa, al momento più di un centinaio, sono in continuo aggiornamento. L’elenco è consultabile mediante il qr code del volantino, qui sotto riportato. Redazione Italia
May 20, 2026
Pressenza
La solidarietà in tanti minuti, ma grandi, momenti di ‘silenzio per la pace’
In tantissime città e località di tutta Italia variegate minute, cioè piccole, iniziative che coinvolgono molteplici gruppi di persone aggregate dall’impegno di testimoniare, con la propria taciturna ma eloquente costante presenza, il proprio dissenso al bellicismo e alle politiche militariste verranno svolte esprimendo la protesta contro l’attacco delle imbarcazioni e il sequestro degli equipaggi della Global Sumud Flotilla. Oggi a Genova la 1251esima ORA IN SILENZIO PER LA PACE, come di consueto praticata ogni giovedì nel pomeriggio, dalle 18 alle 19, in un luogo emblematico – sulla gradinata di Palazzo Ducale, che è uno dei principali edifici storici del capoluogo ligure, in passato sede del dogato dell’antica Repubblica, ora un museo e la sede della cittadina Fondazione per la Cultura, sulla cui facciata è affisso lo striscione con scritto R1PUD1A – verrà svolta all’insegna del messaggio così enunciato: > 35 italiani rapiti. Il governo italiano ha il dovere di difenderli > > Si tratta di attivisti della Sumud Flotilla, che hanno deciso di cercare di > forzare l’assedio israeliano a Gaza insieme ad attivisti di decine di altre > nazionalità. Erano intenzionati a raggiungere Gaza per consegnare aiuti alla > popolazione stremata da due anni e mezzo di bombardamenti e di assedio, sono > stati intercettati e sequestrati dalla marina militare israeliana. > > Erano in acque internazionali. Si trovavano vicino a Cipro, in piena > Europa. Ancora lontanissimi da Gaza. E, anche se si fossero avvicinati, le > acque di Gaza non sono territorio israeliano. > > Le barche che battevano bandiera italiana quindi erano a tutti gli effetti > territorio italiano. Il nostro paese, che continua ad aumentare le spese > militari e continua a blaterare di “orgoglio nazionale” non ha neppure deciso > di convocare l’ambasciatore israeliano a Roma per esigere l’immediato rilascio > degli attivisti e la garanzia della loro incolumità. > > Trasportavano aiuti umanitari. > > Per due anni e mezzo Israele ha chiuso i confini di Gaza, impedendo l’ingresso > degli aiuti o lasciandone entrare una quantità minima, del tutto > sproporzionata rispetto alle esigenze della popolazione. I palestinesi di Gaza > vivono in alloggi di fortuna, sono privi di medicine e di acqua potabile. Il > numero dei topi sta aumentando in maniera preoccupante. Migliaia di cadaveri > sono ancora sotto le macerie. > > Non esistono altri modi di consegnare aiuti umanitari. I confini di terra e i > porti sono chiusi > A differenza della Russia, Israele non è stata colpita da sanzioni > internazionali. Il commercio, anche di armi, tra italia e Israele è > attivissimo. Eppure è un paese che si sta macchiando di genocidio. > > A Genova, come in tutto il mondo, migliaia di persone manifestano la propria > solidarietà agli a alle attiviste della flotilla. Anche noi esprimiamo la > nostra solidarietà, e la nostra convinzione che il loro coraggio sarà > ricordato quando la storia chiederà a tutti i paesi del mondo, Italia > compresa, che cosa hanno fatto per impedire il genocidio di Gaza. > > E attendiamo la scarcerazione di Mohamed Hanoun, il cui arresto è stato > annullato dalla Cassazione, ma che si trova tuttora in carcere in attesa della > rivalutazione del tribunale del riesame. Il cartello esposto venerdì prossimo, 22 maggio, a Casale Monferrato. Oltre che oggi a Genova, consueti presidi e sit-in mensili, settimanali e quotidiani sono in programma, ad esempio, giovedì a Bari, a Grosseto, a Lucca, a Milano e a Verona, venerdì a Casale Monferrato, sabato a Sartirana Lomellina, a Sondrio e a Torino, domenica a Palermo e a Sassari, lunedì a Sestri Levante,… inoltre tutti i giorni della settimana a Cagliari e a Milano. Quelli in svolgimento in una 70ina di piazze sparse in tutta la penisola sono indicati nella mappa online e pubblicata nella colonna a destra della home-page e di ogni pagina della sezione italiana di Pressenza. Maddalena Brunasti
May 20, 2026
Pressenza
“E io faccio scuola lo stesso. Ed educo alla pace, non alla guerra”
Venerdì 8 maggio a Genova le scuole verranno chiuse perché la città accoglie la 97ª Adunata Nazionale degli Alpini… “Parata militare di alpini? In tempo di guerra? Con tutte le scuole e le attività educative chiuse? NO, GRAZIE!!!” proclamano i praticanti la settimanale ora in silenzio per la pace. Il 6 maggio i pacifisti genovesi esprimeranno la protesta alla consueta manifestazione, questo mercoledì la 1249ª Ora in silenzio contro la guerra, in svolgimento dalle 18 alle 19 davanti a Palazzo Ducale e nella mattinata di venerdì 8 maggio insieme ad ARCI Genova organizzeranno l’iniziativa ispirata all’insegnamento di Danilo Dolci, di cui spiegano le finalità dichiarando: > Siamo in guerra. > > E lo dimostrano le inaccettabili e sempre crescenti spese per le armi, le > proposte ricorrenti di ritorno alla leva, la presenza sempre più invasiva dei > militari all’interno delle scuole. > > E nel mondo oltre 50 guerre fanno stragi, soprattutto di civili,  mentre i > profitti dell’industria militare e i compensi dei loro manager balzano verso > l’alto. > > E sotto le macerie di Gaza giacciono 200 000 morti e il diritto > internazionale. > > In questo quadro, siamo fermamente contrari e contrarie che la città diventi > teatro di un’ennesima ed inutile parata militare, quella degli alpini,  con > tanto di “ammassamento” e di fanfare. Augurandoci di non dover assistere anche > a Genova, come è avvenuto altrove  in passato, ad episodi di molestia contro > le donne, retaggio del tipico  maschilismo militare. > > Dissentiamo dalla decisione di chiudere le scuole: una scelta che dimostra > ancora una volta come la scuola sia considerata a tutti i livelli la > “cenerentola” delle istituzioni. Ci è stato detto che altre città hanno chiuso > le scuole per la parata degli alpini. Ci chiediamo allora perché non vengano > chiuse le industrie armiere, o interrotti gli scali delle crociere. > > Per rendere visibile il nostro dissenso, invitiamo insegnanti ed alunni a > costruire in piazza De Ferrari venerdì mattina una sorta di scuola aperta: > insegnanti, volontari e volontarie parleranno di pace, di costituzione, di > arte. > > Con gessetti e lavagne sui gradini del ducale e di fronte a due scuole chiuse, > agli alpini ed ai passanti diremo: “E io faccio scuola lo stesso. Ed educo > alla pace, non alla guerra”. A Genova nella venerdì 8 maggio saranno svolte attività: * alle 10 in piazza De Ferrari; * alle 11 in piazza delle Erbe (davanti alla scuola Don Gallo/Garaventa); * alle 12 in piazza Meridiana (davanti alla scuola Daneo). Per informazioni rivolgersi a: Norma Bertullacelli, tel 347-32040402 Redazione Italia
May 5, 2026
Pressenza
La manifestazione settimanale in solidarietà con gli equipaggi della GSF
Oggi – 1° maggio 2026 – la consueta “Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale” è stata svolta in solidarietà con gli equipaggi della Global Sumud Flotilla che nella notte tra il 29 e 30 marzo scorsi sono stati assaltati e sequestrati dalla marina israeliana. Da venerdì 24 aprile scorso durante la manifestazione viene diffuso il suono della sirena che, nelle città assediate, avverte la popolazione di un imminente attacco. Al sentirla, una donna ha spiegato di ricordare questo suono, che sentiva da piccola, e raccontato: L’iniziativa della “Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale”, una delle numerose attività indicate sulla mappa di presidi per la pace online nella colonna a destra delle pagine nella sezione italiana del sito di Pressenza, viene praticata a Casale Monferrato ogni venerdì continuativamente dal primo di gennaio 2024. MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE a Casale Monferrato, in piazza Mazzini (o ‘del cavallo’), ogni venerdì, dalle 18:30 alle 19 sito web – Facebook – mezzoraperlapace@gmail.com Reportage realizzato a cura di LISISTRATA NEL XXI SECOLO (Maddalena Brunasti) Redazione Piemonte Orientale
May 1, 2026
Pressenza
L’eloquente significato della 1246ª ora in silenzio per la pace a Genova
Il gruppo che a Genova dal 1983 pratica un’ora di silenzio per la pace ogni mercoledì pomeriggio, il 15 aprile scorso dalle 18 alle 19 ha svolto l’iniziativa ricordando Paola De Ferrari, una fondatrice dell’Associazione per un Archivio dei Movimenti, mancata pochi giorni prima, l’8 aprile. All’iniziativa ha partecipato anche Mauro Armanino. Con i cartelli esposti nell’occasione gli attivisti genovesi hanno richiamato l’attenzione su alcune questioni, in particolare sulla legge che impone ai tribunali israeliani di condannare i palestinesi alla pena di morte, e con questo messaggio hanno precisato: > … e adesso libertà per Mohammad Hannoun e i suoi fratelli.  > Dal mercoledì successivo all’arresto del nostro compagno di strada Mohammad > Hannoun non c’è stata una sola ora in cui non abbiamo esposto il cartello che > ne rivendica la liberazione. > Siamo sempre stati convinti della sua innocenza e del fatto che le accuse > contro di lui fossero pretestuose. Chi di noi ha esperienza di intervento > civile e umanitario in luoghi di guerra sa perfettamente che non è possibile > operare senza avere contatti con le autorità del luogo. E se queste vengono > considerate nemiche o con classificazioni peggiori questo può creare problemi > con l’apparato giudiziario ed esporre a campagne diffamatorie su giornali, > televisioni e reti sociali, come quella che è stata orchestrata per mesi nei > confronti di Mohammad Hannoun. > Chi abbia operato nel settore nell’intervento civile e umanitario in Iraq ha > dovuto entrare in rapporto con il governo del partito Baath quando questo > veniva considerato dittatura nemica da parte del governo italiano e dai mezzi > di (dis)informazione. > Durante le guerre nei Balcani su 8 camion di aiuti che partivano dall’Italia > ne venivano lasciati consegnare al massimo un paio, in certe occasioni sono > stati presi tutti dalle formazioni in guerra che controllavano il territorio. > Se i beni di prima necessità non venivano scambiati con armi alimentavano la > speculazione venendo immessi sul “mercato nero”. Il dilemma era se accettare > quella “legge” così barbara o lasciare le popolazioni assediate a se stesse > nella totale miseria e soprattutto nella sensazione di isolamento che la rende > ancora più insopportabile. > E’ importante che la Suprema Corte di Cassazione abbia stabilito che dei > documenti di uno stato estero, presentati in forma non ufficiale, al di fuori > di ogni procedura che abbia un valore giuridico, non possano essere utilizzati > per togliere la libertà a una persona. Tuttavia i magistrati non hanno ancora > messo in discussione l’impostazione dell’accusa. > Questo processo è un modello di gestione dei conflitti, soprattutto fra > cittadini e istituzioni, e del dissenso nei confronti dei governi, che va > oltre la dimensione del piccolo stato ebraico. Un altro colpo inflitto al > diritto internazionale da parte dello stato di Israele che non ha mai definito > ufficialmente i propri confini ma che pretende di estenderli dal Nilo > all’Eufrate, dal Mare Mediterraneo al Mar Rosso… > > Apprendiamo la notizia della sospensione della procedura di rinnovo automatico > dell’accordo di cooperazione fra Italia e Israele. Ma abbiamo bisogno di > capire meglio se questo è un trucco per rinnovarlo di fatto rinviando la > discussione parlamentare fra 5 anni o per sospenderlo concretamente. In ogni > caso vigileremo sui fatti. Siamo troppo abituati ad annunci di sospensione di > forniture che di fatto non si sono mai interrotte, come hanno constatato le e > i lavoratori dei porti e del settore dei che abbiamo sempre sostenuto nelle > loro lotte. Ci aspettiamo adesso che anche l’Unione Europea decida di > sospendere realmente il suo accordo di cooperazione e per questo invitiamo a > sottoscrivere l’iniziativa delle e dei cittadini europei al sito > https://www.justiceforpalestine.eu/ > > Ricordiamo Paola De Ferrari, fondatrice e animatrice dell’Archivio dei > Movimenti, che ha sempre avuto attenzione nei nostri confronti e ha inserito > la nostra iniziativa nel libro No war. > > https://www.facebook.com/events/972775805086508 No War. Storie e documenti del movimento pacifista – Dalla prima marcia Perugia-Assisi al G8 di Genova, dalla protesta contro la Mostra navale bellica ai progetti di riconversione industriale al boicottaggio dei portuali genovesi contro le navi delle armi, dai missili di Comiso alle Donne in Nero, dall’obiezione di coscienza agli interventi umanitari nei territori in guerra. A partire dai documenti d’archivio, attraverso le analisi storiche e, soprattutto, le testimonianze degli attivisti, questo libro ripercorre oltre sessant’anni di lotte pacifiste e nonviolente. Ne emerge il ritratto di un movimento, complesso e variegato nelle sue diverse anime – cristiana, laica e radicale, femminista, comunista – che nonostante sempre nuove difficoltà non ha mai smarrito la strada del suo impegno. Saggi, testimonianze e contributi di Gianni Alioti, Franco Barchi, Norma Bertullacelli, Antonio Bruno, Andrea Chiappori (Comunità di Sant’Egidio), Peppino Coscione, Francesca Dagnino, Paola De Ferrari, Riccardo Degl’Innocenti, Bruno Gabrielli (Chiesa valdese), Greenpeace Genova, Monica Lanfranco, Pietro Lazagna, Fabrizio Lertora (Laborpace Caritas), Riccardo Marconcini, Cirilla-Augusta Mazza (Caschi Bianchi), Silvia Neonato, Vittorio Pallotti (Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale), Alfredo Remedi, Carla Sanguineti, Piero Tubino, Mao Valpiana. [Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale APS / 1 aprile 2021] Maddalena Brunasti
April 16, 2026
Pressenza
L’8° “grande silenzio”: a Milano il 16 aprile
Giovedì prossimo in via Mercanti si svolge la consueta manifestazione di eloquente silenzio per la pace. In questa giornata però un silenzio più lungo del solito: non di mezz’ora, bensì di un’ora – dalle 18:30 alle 19:30. Le coordinatrici dell’iniziativa informano:   > Siamo un gruppo di donne che dal 2022 organizza presidi per la Pace nelle > strade di Milano. > > Siamo un gruppo informale di donne scese in piazza spontaneamente, subito dopo > lo scoppio della guerra in Ucraina, per dire il nostro NO alle ostilità e > manifestare, attraverso la pratica del Silenzio, il nostro desiderio e bisogno > di Pace nel mondo. > > Condividiamo il dolore comune a tutte le vittime, in ogni parte del mondo, e > con la nostra presenza manifestiamo per una società libera dalla cultura > maschilista e patriarcale, spesso all’origine dei conflitti e delle guerre. > > Da quattro anni dichiariamo, con il Silenzio, il rifiuto della scelta delle > armi nei contrasti tra gli stati, il nostro è un Silenzio attivo che scuote le > coscienze e chiama tutti alla consapevolezza che la guerra è un baratro che si > può e si deve evitare. > > Sono passati quattro anni e giorno dopo giorno la guerra è entrata negli > orizzonti quotidiani. > > Armamento dopo armamento si consolida nell’immaginario l’idea che le relazioni > militari siano le uniche possibili: sono, invece, scelte politiche e non > evoluzione ineluttabile delle relazioni internazionali. > > Da quattro anni, giovedì dopo giovedì, con pioggia, vento o caldo torrido, noi > ci siamo: appendiamo il nostro striscione in via Mercanti e i nostri cartelli > con scritta la parola Pace in più lingue, sollecitando i passanti a > partecipare, ad entrare in contatto con la pace che desiderano e di cui > sentono il bisogno. Esortiamo ad evitare insieme di cadere nella rimozione del > possibile baratro in cui rischiamo di precipitare a causa della continua > escalation dei numerosi conflitti presenti sulla Terra. > > Ci sentiamo vicine a tutti i popoli che subiscono le conseguenze di guerre e > politiche aggressive e manipolatorie che portano solo dolore, disoccupazione e > povertà ai più, devastazione al pianeta e a tutti gli esseri viventi. > > Per questo, invitiamo ogni Donna cosciente dell’assurdità della guerra e del > suo carattere maschilista e patriarcale e ogni Uomo consapevole, che desideri > promuovere in prima persona una coscienza e pratica politica rispettosa dei > viventi e dell’ambiente, a raggiungerci per fare questa esperienza di > raccoglimento insieme. Un raccoglimento che, al di là di ogni differenza, > esprima il desiderio che il coraggio della Pace prenda corpo e si riconosca > come bisogno e desiderio collettivo. > > Nessuna bandiera né slogan, solo i nostri cartelli con scritta la parola PACE > in tutte le lingue e in Silenzio. > > Vi aspettiamo per l’8° GRANDE SILENZIO per chiedere DISARMO, CESSATE IL FUOCO > E SI ATTIVINO PERCORSI DI PACE. Modalità di partecipazione: ore 18.15 – ci si raduna e si prende posizione, seduti (portare un cuscino) o in piedi ore 18:30 – inizio del silenzio, segnalato dallo squillare della campanella ore 19:30 – uno scampanellio segnalerà la fine del raccoglimento INFORMAZIONI : pagina Facebook Silenzio per la Pace Milano CONTATTI : silenzioperlapacemilano@gmail.com Maddalena Brunasti
April 14, 2026
Pressenza
Sotto, e intorno, alla “Tenda per la Palestina e contro le armi”
Le attività del gruppo a Varese ‘accampato’ nello spazio simbolico che nell’autunno scorso ha riscosso tanto interesse non si sono mai fermate. Ma ora si riparte anche con una sede fisica: prima “al chiuso”, presso la sede dell’InformaGiovani di via Como 21, e più avanti ai giardini estensi, dove verrà nuovamente allestita la tenda “vera”. Ogni martedì e venerdì di aprile e maggio, dalle 17,30 alle 20, dei volontari a turno saranno a disposizione per offrire un punto fisso di riferimento a chi desidera informazioni e materiali a sostegno delle campagne in corso contro il genocidio ed il riarmo. Continueremo anche le varie iniziative già avviate: – le presentazioni di autori e libri, con “Lib(E)ri tutti” – gli approfondimenti di temi “delicati” con il progetto “Resistenze” – il sostegno alle scelte, personali e collettive, di rifiuto delle logiche militariste (obiezione di coscienza alla leva ed al prelievo fiscale a scopi bellici) e di impegno civile, disarmato e nonviolento. La “Tenda per la Palestina e contro le armi” continua  ad essere un luogo dove portare tante proposte volte a reagire al senso di impotenza e disperazione di fronte a quanto avviene, sia là che qua. Diamoci un modo per impegnarci insieme in azioni concrete di resistenza, a tutela della dignità di tutti. Comitato Varesino Palestina dal 2002 attivo sul territorio per diffondere consapevolezza sulla condizione del popolo palestinese https://www.instagram.com/comitatovaresinoperlapalestina/ – comitatovaresinopalestina@gmail.com Redazione Italia
April 7, 2026
Pressenza
4 aprile a Bra: il silenzio del ‘venerdì santo’ nella ‘via crucis’ della guerra
“C’è un tempo per parlare. E c’è un tempo per tacere.”, esordisce il gruppo di persone che nella piazza principale della città piemontese praticano insieme mezz’ora di silenzio per la pace ogni venerdì. Il prossimo, 4 aprile, è un venerdì santo e il gruppo propone questa riflessione: > ci ritroviamo in SILENZIO, dalle 18:30 alle 19:00 nella piazzetta del > Municipio di Bra, per uno spazio aperto di presenza e di coscienza. > Un tempo breve, ma essenziale. > Un tempo per restare umani davanti alla morte. > > Non è una manifestazione contro qualcuno. > È un momento per qualcosa: per fermarsi, per guardare, per non distogliere lo > sguardo. > > Viviamo in un tempo in cui tutto scorre veloce. > Le immagini passano. Le notizie si accavallano. > La morte rischia di diventare un numero. > > E noi rischiamo di abituarci. > > Ma il Venerdì Santo ci interroga: ci mette davanti a un uomo, un uomo > qualunque, un uomo condannato, umiliato, messo a morte… un uomo sulla croce. > > E ci costringe a una domanda semplice e radicale: quanto vale una vita? > > Fare memoria viva di quella croce è riconoscerla oggi nelle guerre che > continuano a distruggere città e popoli, nelle vite schiacciate da ingiustizie > economiche e sociali, nei corpi dimenticati, nei diritti negati, nelle > possibilità spezzate. > > Ogni volta che una vita viene scartata, ogni volta che una dignità viene > calpestata, ogni volta che qualcuno viene lasciato indietro, quell’uomo, ogni > UOMO e DONNA, è di nuovo sulla croce. > > E allora scegliamo il silenzio. > > Non come fuga. Non come indifferenza. Ma come spazio. > > Perché il silenzio non spiega il dolore. Lo lascia parlare. > > Il silenzio non risolve, ma ci unisce. > > Il silenzio ci mette davanti a ciò che non trova risposte, a ciò che ci > supera, a ciò che ci riguarda. > > Scegliamo il silenzio anche come gesto umano. > > Come il digiuno, crea un vuoto. E quel vuoto può diventare spazio. Spazio per > accorgerci degli altri. Spazio per condividere. Spazio per non restare chiusi > in noi stessi. > > Perché non si esce dal dolore evitandolo, ma attraversandolo insieme. > > Non vogliamo avere paura. Vogliamo restare. Restare davanti alla sofferenza. > Restare davanti alla morte. Restare davanti all’umano. > > Per questo ci ritroviamo in silenzio, per fare spazio all’umano che è in > ognuno di noi. > > Con la possibilità di un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, lasciarsi > toccare. > > E allora SOGNIAMO. > > Sogniamo chiese e moschee vuote di parole. Piene di silenzio. > > Sogniamo luoghi senza confini, senza dentro e fuori, senza chi è accolto e chi > resta fuori. > > Sogniamo uomini e donne capaci di fermarsi, di restare davanti al dolore. > > E poi… un suono… > > Un suono che non serve a riempire il silenzio. Serve a interrompere il rumore. > > Un suono che non copre il silenzio, ma lo rende più profondo. > > Un colpo solo. Che attraversa il silenzio. > > Un gesto semplice. Umano. Che non spiega, non risponde. Ma chiama a fermarsi, > a respirare, a tornare. > > Sogniamo occhi che non si abbassano, mani che non restano in tasca, coscienze > che non si addormentano. > > Sogniamo comunità che non si abituano alla morte. Che non accettano che una > vita valga meno di un’altra. > > Sogniamo un mondo in cui il silenzio non sia vuoto, ma ascolto. Non sia > assenza, ma presenza. > > Vi aspettiamo. > Per mezz’ora. > Per fermarci. > Per ascoltare. > Per restare. > Per affidare i nostri sogni all’eco di un gong. > > Perché, anche nel silenzio, possiamo scegliere di essere umani.   Una delle aggregazioni che praticano il silenzio per la pace costantemente ogni anno, mese, settimana o giorno, indicate nella mappa online sul sito di Pressenza Italia (sezione ‘produzioni’, colonna a destra), il gruppo che dall’ottobre 2025 ogni venerdì si raduna a Bra è coordinato dalla RETE CUNEESE PER LA PALESTINA, che insieme alla SCUOLA DI PACE TONI LUCCI di Bra e alla Consulta Giovanile della cittadina coopera al Progetto Juzoor, una scuola per la libertà realizzato con patrocinio del Comune di Bra e sostegno della Fondazione VIS. Maddalena Brunasti
April 1, 2026
Pressenza
Barefoot Walk March: a Viareggio con le Madri per la Pace come in Palestina e in Israele, e a Roma
Oggi le madri palestinesi e israeliane (appartenenti a due associazioni gemelle), da sempre insieme per la pace, dignità e diritti, marciano insieme a Roma, scalze. Un gesto altamente significativo e potente, di sapore francescano, simbolo del loro essere indifese e disarmate di fronte alle ingiustizie e ai massacri, alle stragi di innocenti,  denunciando in modo nonviolento il malessere che affligge l’umanità. Loro, vittime in modo diverso ma ugualmente atroce, chiedono ai governi di non essere più carnefici o complici; ai popoli di sostenerle; alle donne di essere sorelle accanto a loro. Chiedono la fine delle guerre, giustizia e pace per i figli e le generazioni future, l’interruzione della catena di morti e sofferenze. Molte associazioni e singoli supportano questo evento che rappresenta una coraggiosa, drammatica e faticosa volontà di continuare a alimentare relazioni umane e riconoscimento reciproco in mezzo alla disumanità. Anche noi Donne in Nero di Viareggio abbiamo sentito il bisogno di aderire con un presidio silenzioso e scalzo, arricchito di volantini,  striscioni e cartelli,  e con tanta solidarietà e commozione nel cuore. BAREFOOT WALK MARCH / 2026 – MOTHERS’ CALL FOR PEACE Redazione Italia
March 24, 2026
Pressenza
Ogni lunedì pomeriggio a Sestri Levante
Nella cittadina ligure un gruppo di persone si raduna costantemente per testimoniare il proprio impegno per la pace praticando insieme un’ora di silenzio. La manifestazione settimanale, che ha cominciato a venire svolta il 22 settembre 2025, ora coinvolge molteplici associazioni e aggregazioni cittadine, che con la propria adesione promuovono l’iniziativa e vi partecipano tacitamente, senza esporre le rispettive insegne per unirsi alle altre e alle persone ‘senza bandiera’ sotto un unico emblema, il simbolo della pace. L’attività dei pacifisti a Sestri Levante è anche segnalata nella mappa online sul portale dell’agenzia in italiano nella colonna a destra, ‘Produzioni di Pressenza’, che è stata pubblicata nel marzo 2025 e ad oggi – 24 marzo 2026 – alle h 12:00 ha registrato 2˙059.948 visualizzazioni. Maddalena Brunasti
March 24, 2026
Pressenza