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«Internet, mon amour» di Agnese Trocchi
Un testo hacker, sci-fi, femminista in uscita con le edizioni AltrEconomia. da Altreconomia – clicca qui  per andare sul sito In libreria dal 24/04/2026 –  Prezzo: 18,00€ Internet, mon amour Pentamerone hacker, sci-fi, femminista In un mondo sconvolto dalla “Grande Peste di Internet”, un gruppo di hacker e artiste trova rifugio in una valle dimenticata dai droni. Come in un
Palestina e dintorni
Oggi si è scelto di riportare in modo un poco più esteso le situazioni riportate da Anbamed e Radio Onda d’Urto, perchè ormai è impossibile comprendere la situazione di Gaza e della Cisgiordania senza inquadrarle nel contesto più ampio dei fronti aperti in questo momento. Tuttavia, per vedere le pagine  complete è sempre necessario cliccare sulle righe in rosso per
Una serata antirepressione con una giurista con i fiocchi
Ieri sera a Viareggio il Forum per la Pace Versilia ha organizzato un incontro con Alessandra Algostino, professoressa di diritto costituzionale all’Università di Torino. Importante capire bene e diffondere la portata dei decreti sicurezza degli ultimi due anni che pretendono di condizionare il diritto di manifestare. Algostino fa una breve panoramica del percorso ventennale che ha portato a questa concezione securitaria. La sicurezza a questo punto non è più la tutela dei diritti costituzionalmente sanciti ma la tutela di un ordine pubblico militarizzato, in un “clima bellico” che impone l’allineamento delle percezione e il pensiero unico. La Costituzione protegge le minoranze e il diritto al dissenso, al contrario la deriva securitaria lo criminalizza e vede nella manifestazione un’aggravante. Il decreto dello scorso anno, convertito in legge nel giugno ’25, introduce nuovi reati (fra cui quello di pacifico blocco stradale,  di resistenza passiva e di protesta nonviolenta nelle carceri e per questo è stato battezzato norma anti-gandhi). Il decreto successivo,  da convertire in legge fra pochi giorni, non introduce invece nuovi reati ma si concentra sulle sanzioni amministrative. È perciò molto più discrezionale l’azione degli organi di polizia e non fornisce le garanzie che dopotutto caratterizzano il penale. È anche classista, in quanto sembra restringere a chi può pagare multe salate il “lusso” di rischiare manifestando. Ed anche molto respingente verso le categorie deboli, come gli immigrati e gli indigenti, che emargina dai “salotti buoni” con l’alibi del “decoro”. Tutte queste norme tuttavia dimenticano che c’è una legge sovraordinata, la Costituzione, con la quale sono in palese conflitto. Anzi, c’è chi bolla di “obsoleti” alcuni principi di fondo costituzionali. È davvero necessaria una cura ri-costituente, come è stato il risultato del recente referendum. Il quale ha peraltro prodotto effetti di ammorbidimento della legislazione securitaria in corso, compresa, si spera,  quella c.d. sull’antisemitismo. Alla fine ci si chiede: che fare? Andare avanti ostinatamente, con prudenza ma senza paura,  il segreto è nel numero, quando si è una marea pacifica e decisa si lascia il segno e si incassano successi. Un manuale di resistenza consigliato,  opera collettiva: “Questo libro è illegale “, ed. Altreconomia. Redazione Toscana
April 15, 2026
Pressenza
La solidarietà internazionale per la Palestina. Un evento al Centro Pecci
Mercoledì 29 Aprile 2026 h.18.00 – presso il Centro Pecci di Prato, nella Sala Cinema si terrà l’evento La solidarietà internazionale per la Palestina, moderato dal giornalista e curatore Giacomo Forte. Nella Striscia di Gaza si continua a morire, le … Leggi tutto L'articolo La solidarietà internazionale per la Palestina. Un evento al Centro Pecci sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Palestina: lotta, solidarietà e conoscenza
Articoli di Futura D’Aprile, Rossana De Simone, Peacelink, Giulia Della Michelina, Nicola Lamri, Lavinia Marchetti (con Eva de Adamo). Aggiornamenti e appuntamenti.   IL SOMMARIO: aggiornamenti da Anbamed Roma per Gaza: è in corso la raccolta di alimenti per la Global Sumud Flottilla in corso di preparazione continuano gli appuntamenti di lotta e citiamo un evento forse ancora in corso che
Bologna, Roma e Milano: le “Città in affitto” che escludono
Con il loro primo saggio edito da Laterza, i giornalisti del collettivo Gessi White mostrano i meccanismi che stanno trasformando le città italiane, rendendole sempre di più luoghi pensati per turisti, consumatori e investitori. L’attore pubblico si conferma il grande assente. Dagli studenti di Bologna ai 20.000 senza dimora di Roma, fino alla bolla finanziaria che avvolge Milano. Alice Facchini,
Palestina: navigare in acque infuocate
Anbamed, aggiornamenti 27 e 28 marzo Roberta Parravano sulla scuola-tenda a Gaza Dalila Vilella sulla istruzione in Palestina presentazione dossier GPI su esportazione Italia-Israele Ilaria De Bonis entra nel merito del dossier Stefano Nanni su commercio complice nel bergamasco Elisabeth Di Luca: cento porti cento città Il Nicaragua obbliga la Germania a rinunciare alla difesa di Israele alla Corte Internazionale
Honduras: la vittoria della comunità Garífuna di Cayos Cochinos…
… occupata dai reality show. Dopo oltre vent’anni la Corte interamericana dei diritti umani ha riconosciuto che lo Stato dell’Honduras ha violato e sta violando i diritti dei popoli indigeni che vivono nel Caribe hondureño. di Luca Martinelli (*)   Ci sono voluti oltre vent’anni ma la Corte interamericana dei diritti umani ha riconosciuto che lo Stato dell’Honduras ha violato
Ravenna si prepara allo sciopero internazionale contro i traffici di armi
Le numerose associazioni e aggregazioni del territorio si coordinano per partecipare insieme alla Giornata internazionale di azione congiunta dei porti contro i traffici di armi e invitano la cittadinanza alla presentazione del dossier edito da Altreconomia. MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO – ORE 20:30 SALA RAGAZZINI, LARGO FIRENZE – RAVENNA PRESENTAZIONE DEL DOSSIER ‘LA FLOTTA DEL GENOCIDIO’ DI LINDA MAGGIORI Intervengono l’autrice e Francesco Staccioli di USB Mari e porti e saranno presentate le testimonianze dei portuali di Ravenna. > Una giornalista freelance attiva in diverse associazioni per i diritti umani e > per l’ambiente, Linda Maggiori è di Faenza (Ravenna). Si occupa di traffici di > armi, militarizzazione dei territori e inquinamento ambientale. È autrice di > vari libri e collabora, oltre che con Altreconomia, con Terranuova, il > Manifesto, Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo e altre testate. > > Leggere questo documentato lavoro di inchiesta mette i brividi … È una sorta > di racconto breve del plateale tradimento della legge 185/1990 a tema export e > transito bellico e dell’aggiramento della minima trasparenza … I porti > italiani sono ancora oggi drammaticamente coinvolti nel transito di materiale > d’armamento verso Israele, sia per le rotte adriatiche e sia per quelle > tirreniche, e persino nell’export diretto … dove sono la UAMA / Autorità > nazionale per le autorizzazioni dei materiali di armamento), l’Agenzia delle > dogane e dei monopoli, le prefetture interessate, il Parlamento,… il governo, > lo stesso che prometteva all’opinione pubblica distratta la favola delle > “vendite sospese” a Tel Aviv dopo il 7 ottobre 2023? Non stiamo assistendo > “solo” allo smantellamento  del diritto internazionale, come va di moda > osservare oggi da parte di chi ha dormito sonni tranquilli negli ultimi 80 > anni. Stiamo assistendo allo smantellamento dei più basilari principi di > umanità e giustizia tra i popoli. Chi fa spallucce dinanzi alla “flotta del > genocidio” batte la stessa bandiera. Quella della vergogna. – La Flotta del > Genocidio.Sulle rotte delle armi dai porti italiani 6 FEBBRAIO 2026 – SCIOPERO INTERNAZIONONALE DEI LAVORATORI DEI PORTI La mobilitazione è indetta da: USB Porti – Italia, Enedep – Grecia, ODT / Organization Democratique du Travail – Marocco, Liman-Is – Turchia e LAB – Paesi Baschi. A Ravenna partecipano numerose associazioni e aggregazioni riunite nel Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna > Saremo in concentramento davanti l’autorità portuale (lato Darsena) in via > Antico Squero per partire in corteo. > > Contestiamo la Flotta del genocidio che costantemente fa scalo a Ravenna, a > partire dalla ZIM, compagnia israeliana accusata dalla campagna No Harbour for > Genocide. > > Sono noti infatti vari carichi di armi e munizioni diretti a Israele tramite > le navi ZIM e MSC. Tra il 2024 e il 2025 sono passate 659 tonnellate di > munizioni nel porto di Ravenna, e 48 Mila tonnellate di precursori di > esplosivi: un problema anche per la sicurezza della città. Senza parlare di > merci dual use e civili verso le colonie illegali in Cisgiordania. > > Protestiamo e chiediamo a soggetti pubblici e privati (autorità portuale, > comune, regione, dogane, spedizionieri) la necessaria trasparenza e l’impegno > a bloccare il transito di armi. > > Dopo le imponenti manifestazioni di settembre e ottobre, sul porto di Ravenna > sembra calata una cortina di nebbia e indifferenza. SAPIR non ha ancora > cambiato il suo codice etico. > > Continua in silenzio anche il progetto Undersec, che vede l’Autorità portuale > collaborare strettamente con funzionari del Ministero della difesa di Israele, > per la cyber security portuale. > > Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e il presidente della Regione > Michele De Pascale hanno i loro rappresentanti nel comitato di gestione del > porto e potrebbero chiedere il ritiro dal progetto. Perché non lo fanno? > > Undersec è un progetto che si inserisce nella militarizzazione del porto di > Ravenna, delle infrastrutture strategiche ed energetiche del nostro paese. > > Come Coordinamento popolare, formato da cittadini e portuali, stiamo lavorando > per creare un Osservatorio sui transiti di armi. > > Aderiamo quindi alle richieste dei portuali del Mediterraneo e invitiamo tutti > i lavoratori del porto di Ravenna a scioperare e partecipare alla > manifestazione per: > > * garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi > da qualsiasi coinvolgimento nella guerra; > * bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in > Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo > commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali; > * opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE > e dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture > strategiche; > * respingere i piani di riarmo come porta d’accesso a un’ulteriore > privatizzazione e automazione dei porti e per opporsi agli effetti > dell’economia di guerra sui nostri salari, diritti e condizioni di salute e > sicurezza. > > Scendiamo inoltre in piazza contro la repressione che il Governo Meloni sta > portando avanti nei confronti del movimento in solidarietà alla Palestina e, > quindi, in solidarietà ai 32 denunciati per il presidio del 28 novembre al > Porto di Ravenna e a tutti gli/le altri/e attivisti/e che in queste settimane > stanno subendo provvedimenti repressivi. Criminale è il genocidio ancora in > corso in Palestina, criminali sono i guerrafondai. Anche per questo chiamiamo > le decine di realtà che hanno sottoscritto l’appello in solidarietà ai 32 > denunciati di Ravenna a scendere in piazza con noi il 6 febbraio. > > Esprimiamo infine la nostra più totale solidarietà a chi oggi subisce la > repressione dello Stato per aver scelto di protestare contro il genocidio e di > resistere: come Tarek, Ahmad Salem, Anan – condannato a 5 anni di carcere per > aver legittimamente resistito contro il colonialismo sionista in Palestina, in > Italia da un processo sionista e di parte. > > La repressione oggi è più forte che mai, e bisogna restare unite e lottare > collettivamente contro chi cerca di silenziare tutte le voci dissidenti > tramite reclusioni, misure cautelari ed intimidazioni. > > Chiediamo inoltre a tutti gli spedizionieri, a tutti i lavoratori e > lavoratrici dell’area portuale o a chiunque abbia informazioni riguardo al > traffico di armi nel nostro territorio di mettersi in contatto con il nascente > Osservatorio. > > Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna / +39 > 333 352 0627 Attuali adesioni: * BDS di Faenza e di Ravenna * Forlì città aperta * Faenza per la Palestina * Pondus libra * USB Emilia-Romagna * Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) * SGB / Sindacato Generale di Base – Ravenna * Ravenna in comune * Partito dei CARC – Emilia Romagna * Consulta Provinciale Antifascista di Ravenna * Rimini4Gaza * OSA – Emilia Romagna * Cambiare rotta – Emilia Romagna * Mercoledì per la Palestina * Potere al Popolo – Ravenna * Giovani palestinesi d’Italia * Sanitari per Gaza – Ravenna * MERA25 * DiEM25 – Italia Redazione Italia
January 27, 2026
Pressenza