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Sparare alla cieca: 4 anni di dubbi su taser e intanto a Milano…
… il Consiglio Comunale ha rinviato la decisione. Articoli di Alessia Cesana e di Vito Totire. Sparare alla cieca di Alessia Cesana (*) Più dispositivi e nessun monitoraggio. Nonostante le prove scientifiche incerte sugli effetti gravi o fatali delle scariche, il numero delle esplosioni dei taser in dotazione alle forze di polizia italiane rimane costante negli anni, a fronte della
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori, Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 – aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa Rommaneh sulla scomparsa
Un Cammino disarmante da Brescia a Genova
… : per costruire relazioni di pace di Lorenzo Guadagnucci   © Thomas Thompson – Unsplash Dal 6 al 22 giugno Repubblica Nomade unirà a piedi due città per certi versi agli antipodi, attraversate entrambe dall’economia di guerra ma anche dalla pace che resiste. L’obiettivo è incontrare lungo il percorso i gruppi, le associazioni, le persone che non si rassegnano.
EireneFest Casale Monferrato: l’esordio mercoledì 3 giugno, con Anna Maria Selini
Da maggio a dicembre a Casale Monferrato è proposta una serie di incontri con gli autori di libri che ‘parlano’ di pace, infatti un ciclo intitolato Un libro al mese per parlare di pace. Pianificato a cura di Mirella Ruo e Monica Simioni, il programma è incluso nella rassegna di EireneFest – Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza organizzati dai promotori nelle rispettive città: come il primo svolto a Roma nel 2022, da Torino a Trieste e da Verona a Messina attualmente 16 edizioni locali. A Casale Monferrato sono a calendario incontri con l’americano Claude Anshin Thomas, in gioventù un soldato che ha combattuto in Vietnam e dal 1995 un monaco buddista zen, e con la francese Nathalie Achard, mediatrice culturale collaboratrice di SOS Méditerranée e Amnesty International. Inoltre con uno stretto collaboratore Danilo Dolci che in Sicilia ha lottato contro la povertà e la mafia praticando la nonviolenza, Giuseppe Barone, con il portavoce della campagna Sbilanciamoci!, Giulio Marcon, con il velista e pedagogista Mauro Pandimiglio, con il sociologo Mauro Ferrari e con i giornalisti Riccardo Bottazzo, che ha descritto le storie delle nazioni senza esercito, e Anna Maria Selini. L’iniziativa è coordinata dalla bottega cittadina della Società Cooperativa EquAzione ETS insieme all’associazione EduCare e al gruppo di volontari della Rete Radié Resh e viene realizzata con patrocinio della Città di Casale Monferrato, in collaborazione con la Consulta di Partecipazione ‘Centro Storico’ e con il coinvolgimento dell’associazione Educational Forum, del circolo ARCI Il Paniere, del gruppo praticante la settimanale Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale e, di volta in volta, altre aggregazioni che riscontrano interesse alle specifiche proposte. Nel primo incontro, in svolgimento il prossimo 3 giugno e alla cui promozione cooperano anche il centro comunitario MonFreestyle, il circolo Legambiente VerdeBlu e la sezione cittadina dell’ANPI, il docente casalese Filippo Garrone accoglierà Anna Maria Selini. Una collaboratrice di Repubblica, l’Unità, Il Corriere della Sera, Famiglia Cristiana, Io donna e altri quotidiani e periodici, Anna Maria Selini ha realizzato reportage da Kosovo, Tunisia, Cuba, Cipro e, in particolare, Israele, Cisgiordania e Striscia di Gaza, documentari trasmessi dalla Rai, da Current tv e Tv2000 per cui è stata insignita di riconoscimenti nazionali e internazionali e i podcast “Smemorati” di Chora Media e “Oslo 30”, “La guerra dei giornalisti” e “Bambini senza pace” contenuti nella serie “Palestina Israele” prodotta dalla casa editrice Altrɘconomia, con cui collabora dal 2020 e recentemente ha pubblicato il libro che presenta a Casale Monferrato: Caro Vik ti scrivo – Lettere e reportage da Oslo a Gaza. Si tratta di un’opera singolare, che nella forma narrativa dell’epistolario raccoglie tante storie: nelle lettere scritte a Vittorio ‘Vik’ Arrigoni, con cui lei interloquiva abitualmente, la reporter ricorda le esperienze del giovane italiano ucciso a Gaza 15 anni fa e, immaginando di riferirle a lui, racconta molte vicende che lei ha documentato in questi anni. Così Anna Maria Selini ha dato voce a un ‘coro’ di protagonisti del presente: bambini che crescono nei territori palestinesi assediati, giovani che hanno rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano, operatori umanitari e cronisti vittime della guerra,…una moltitudine di persone che, come diceva Vik, vivono il dramma del conflitto israelo-palestinese cercando di “restare umani”. L’incontro si terrà mercoledì 3 giugno dalle 18:30 nel cortile di Palazzo Langosco (ingressi da via Cavour e via Corte d’Appello – in caso di maltempo nella sala al piano terra fruita dal centro comunitario MonFreeStyle). Per informazioni inviare messaggi WhatsApp al recapito 349-3435301 oppure telefonare al numero 346-5507721 nell’orario dalle 9 alle 19. INFORMAZIONI: * EireneFest Casale Monferrato * Un libro o due al mese per parlare di pace * incontro con Anna Maria Selini Redazione Piemonte Orientale
May 30, 2026
Pressenza
Note sui tragici eventi modenesi
Il raccapriccio per questo orrore ha tolto inizialmente il fiato in gola per poter esprimere parole: poi è venuto il momento di prendere posizione. Il primo articolo è la presa di posizione del sindacato SICobas sull’accaduto il secondo è una intervista di Luca Rondi a Fabrizio Starace, che è stato direttore del dipartimento di salute mentale di Modena lo stralcio
I CPR come aula didattica
di Nicola Cocco e altri dieci autori* L’università deve essere il luogo del pensiero critico e della tutela della vita, autonomo ed indipendente, e non un braccio formativo di progetti …
Vel-ENI e Venture Global: danni ambientali e pratiche controverse
Identikit del partner strategico di Eni. di Alessia Cesana (*) – Foto ripresa da ReCommon   ReCommon ha acceso una luce sulle controversie che riguardano Venture global, uno dei principali esportatori di gas “naturale” liquefatto (Gnl) degli Stati Uniti e partner di Eni da luglio 2025, quando hanno firmato un contratto ventennale per una fornitura totale di 40 milioni di
LOTTE OPERAIE: “GLI ESUBERI DI ELECTROLUX E LE LOGICHE DISTORTE DEL CAPITALISMO FINANZIARIO”
L’annuncio di Electrolux, con il licenziamento di 1700 dipendenti (circa il 40 per cento di tutta la forza lavoro in Italia) ha spinto i sindacati confederali a proclamare lo stato di agitazione, con i primi sciopero e picchetti ai cancelli nella giornata di martedì 12 maggio. Ora il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso ha convocato lunedì 25 maggio a Roma un tavolo sulla vertenza. Invitati i vertici del colosso svedese degli elettrodomestici, sindacati (Fiom, Uilm e Fim) e le Regioni in cui sono presenti stabilimenti Electrolux – a partire dalla Lombardia, dove nella fabbrica milanese di Solaro (in foto, lo sciopero e assemblea del 12 maggio) ci sono 650 dipendenti indeterminati e 112 precari-, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Marche, dove si trova l’impianto anconetano di Cerreto D’Esi, fabbrica anconetana che produce cappe per cucine e che Electrolux vuole chiudere del tutto, lasciando a casa 170 dipendenti diretti. Per Urso il tavolo ha “l’obiettivo di approfondire le ricadute occupazionali e industriali della vertenza e di esaminare le possibili azioni a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva”. Quale sia il piano del Governo, però, non lo sa nessuno, così come non si capisce da dove arrivi l’ottimismo ostentato dal ministro, che si è detto fiducioso “nella risoluzione positiva della crisi”. Il colosso degli elettrodomestici svedese è in Italia dal 1984 e, solo nell’ultimo decennio “ha beneficiato di oltre 12 milioni di euro di contributi pubblici”. Ora i 1.700 esuberi, che premiano la linea di azionisti di Electrolux come i fondi speculativi internazionali “BlackRock e Amf, preoccupati solo dei rendimenti ai propri investitori. Le politiche neoliberiste dell’Ue che hanno premiato il basso costo del lavoro in Polonia hanno fatto il resto. La deindustrializzazione continua” spiega, in un articolo comparso su Altreconomia, Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea a Scienze politiche di Pisa. Volpi si occupa in particolare dei processi di trasformazione culturale ed economica nell’Ottocento e nel Novecento ed è autore di diversi libri, a partire da “Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza” (Altreconomia, 2024). In particolare Volpi sottolinea come “La famiglia svedese Wallemberg tramite la holding di famiglia, Investor AB, detiene oggi poco meno del 20% dei diritti di voto. Il resto del capitale è nelle mani di grandi fondi svedesi e Usa”. I più rilevanti sono “BlackRock, il principale gestore di risparmio al mondo, e Amf, un grande fondo di gestione svedese in cui confluiscono i risparmi pensionistici di molte imprese e sindacati svedesi: sia BlackRock sia Amf hanno quindi la necessità di rendimenti finanziari importanti per remunerare i propri risparmiatori. Chiudere gli impianti italiani è perfettamente coerente con le logiche del capitalismo finanziario fondato sul risparmio”. L’intervista di Radio Onda d’Urto sulla vertenza Electrolux con lo storico e docente universitario Alessandro Volpi. Ascolta o scarica  
May 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Da maggio a giugno: l’altra Romagna in movimento…
… contro l’economia del genocidio e della catastrofe ecologica. di Manuela Foschi Nelle prossime settimane in Romagna tanti appuntamenti contro il genocidio palestinese, le guerre in corso e il riarmo ma anche sui problemi ambientali in Regione sollevati dalla Carovana di RECA e AMAS -ER. Il 13 maggio per il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto ravennate,
Carceri e CPR, involuzione a tutto campo (di concentramento).
Piccolo dossier su come sta andando sempre più a fondo il sistema penale italiano L’ultimo richiamo (a mia conoscenza e al momento della pubblicazione di questo articolo) è stato, il 1° maggio, quello del CAT1 (Committee Against Torture), il Comitato Contro la Tortura dell’ONU. Ma è solo l’ultimo, appunto, perché il sistema detentivo italiano (sopratutto con questo governo di destra