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Non si affitta al genocidio
Il movimento BDS lancia due nuove petizioni per il turismo etico Hai una struttura ricettiva? Impegnati  affinchè il tuo B&B sia un’Oasi di pace. Sei un viaggiatore? Impegnati per evitare di prenotare dalle piattaforme Booking.com e AirBnB  I palestinesi si rivolgono alle aziende del settore alberghiero e ai turisti di tutto il mondo perchè chiedano che Israele sia chiamato a rispondere del genocidio a Gaza. Dal lancio della nostra campagna No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio), si sono unite a noi tante piccole aziende del settore dell'ospitalità e del turismo etico, organizzazioni di base e persone responsabili in tutto il mondo. Stanno facendo pressione sui rispettivi governi affinché rispettino i loro obblighi legali e garantiscano che a coloro che sono stati coinvolti in crimini di guerra, apartheid e genocidio contro i palestinesi sia negato un rifugio sicuro nei loro territori.  Il movimento BDS ha appena lanciato due nuovi strumenti per rafforzare questa campagna. GESTISCI UN HOTEL, UN B&B, UN TREKKING O UN CAFFÈ, ECC? Ora anche tu puoi fare la tua parte, unendoti alle aziende del settore alberghiero e alle comunità locali e di vicinato per garantire che criminali di guerra e persone coinvolte in  genocidi non vengano ospitati: firma l’impegno a essere un’Oasi di Pace e unisciti alle sempre più numerose  aziende che stanno prendendo posizione in tutto il mondo.  FIRMA l’impegno per rendere la tua struttura un’Oasi di pace    QUANDO VIAGGI UTILIZZI BOOKING.COM E AIRBNB? Sapevi che queste piattaforme propongono affitti in strutture ricettive nelle colonie israeliane costruite illegalmente su terre rubate ai palestinesi? Questo è un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Partecipa alla campagna BDS per fare pressione su entrambe le piattaforme affinché pongano fine alla loro complicità, firma l'impegno dichiarando che sei un viaggiatore che mette l’etica al primo posto.  Firma l’impegno a non utilizzare Booking.com e AirBnB   Come turista che pone l’etica alla base delle proprie scelte, considero il viaggio uno strumento per esplorare luoghi e contribuire positivamente agli scambi culturali. I crimini di guerra, l'apartheid e il genocidio non hanno nulla a che vedere con questo. È risaputo che Booking.com e Airbnb traggono profitto dall'apartheid e dalla pulizia etnica di Israele nei confronti delle comunità palestinesi, offrendo soggiorni in proprietà costruite nelle colonie illegali su terre rubate ai palestinesi. Rifiuto che questa forma di complicità con tali crimini faccia parte della mia esperienza di viaggio. Inoltre, nessuna di queste piattaforme ha istituito processi di due diligence per garantire che non vengano forniti servizi e ospitalità a criminali di guerra o a persone coinvolte nel genocidio. Booking.com, anzi, censura e applica ritorsioni alle strutture ricettive che esprimono solidarietà con i diritti dei palestinesi. Secondo le Nazioni Unite e le principali organizzazioni per i diritti umani (quali Amnesty International e Human Rights Watch), entrambe le piattaforme sono implicate nelle colonie illegali israeliane. Booking.com e Airbnb sono anche responsabili della gentrificazione di molti quartieri urbani, dell'ipercommercializzazione del turismo e dello sfruttamento delle strutture locali (B&B, hotel, case vacanza, ecc.). Con questa firma, mi impegno a non effettuare le mie prenotazioni tramite queste piattaforme finché non porranno fine alla loro complicità con l'apartheid e i crimini di guerra di Israele e a utilizzare piattaforme alternative o prenotare direttamente presso le proprietà ove possibile.   CONTESTO E INFORMAZIONI SULLA CAMPAGNA “NO ROOM FOR GENOCIDE Dal lancio della campagna di turismo etico No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio) nel luglio 2025, il movimento BDS ha invitato i suoi partner, alleati e sostenitori in tutto il mondo a fare pressione sugli Stati affinché rispettino il loro obbligo di perseguire sul proprio territorio chi è coinvolto/a in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio contro i palestinesi. Questo rientra nella responsabilità legale che, ai sensi del diritto internazionale, gli Stati hanno nel porre fine alla complicità e affermare il dovere di Israele di rispondere per il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale della Palestina. Il lancio di questa campagna ha visto grandi mobilitazioni in tutto il mondo per fare in modo che i criminali di guerra siano chiamati a rispondere delle loro azioni e per costruire un consenso popolare intorno ai messaggi "Ban War Criminals" (No ai criminali di guerra) e "No Room for Genocide" (Non si affitta al genocidio). La campagna lavora su due piani: spingere gli Stati a modificare le politiche di ingresso nel paese (ad esempio imponendo un visto come fatto dalla Colombia in seguito al genocidio di Gaza) e fare pressione su aziende come Booking e Airbnb affinché pongano fine alla loro complicità nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele. A tal fine, stiamo mobilitando sostenitori e gruppi solidali in tutto il mondo, nonché proprietari di strutture ricettive che hanno preso o intendono prendere posizione contro il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale di Israele. Scarica il nostro kit di strumenti per la campagna qui. Con questa petizione, invitiamo i singoli sostenitori e chi desidera viaggiare in modo etico a impegnarsi, quando possibile, a non effettuare prenotazioni di alloggi tramite Booking.com e Airbnb, poiché entrambe le piattaforme sono complici nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele contro le comunità palestinesi. Sui loro siti elencano strutture ricettive costruite nelle colonie illegali su terre palestinesi rubate, un crimine di guerra, come se fossero proprietà israeliane. Booking.com controlla il testo fornito per ogni annuncio immobiliare e censura attivamente le espressioni di sostegno ai diritti umani, in particolare ai diritti dei palestinesi. Inoltre, nessuna delle due società ha messo in atto processi di due diligence per garantire che le loro piattaforme non forniscano servizi e rifugio sicuro a criminali di guerra e a persone coinvolte in genocidio. Con questo impegno puoi aggiungere il tuo nome alla crescente pressione su queste aziende per porre fine alla loro complicità. Condividete i nostri due nuovi strumenti per il turismo etico.
No Room for Genocide!
Come le aziende del settore dell’ospitalità e del turismo possono impegnarsi per sostenere la causa palestinese e far sì che Israele risponda del genocidio commesso a Gaza.   Scaricare il toolkit    Il BNC (Comitato nazionale palestinese per il BDS) ha lanciato la campagna NO ROOM FOR GENOCIDE (“nessuna stanza / nessuno spazio per il genocidio") che invita la società civile globale a fare pressione sui governi affinché modifichino le politiche sull'immigrazione e sui visti per allinearsi agli standard e agli obblighi legali internazionali. In tutto il mondo cresce la richiesta di porre fine al genocidio a Gaza da parte di Israele e di fare in modo che risponda dei suoi crimini di atrocità. Il diritto internazionale è chiaro sugli obblighi giuridici degli Stati terzi di porre fine a tutte le forme di complicità nella commissione di crimini di guerra, di crimini contro l'umanità (compreso l'apartheid) e del genocidio "plausibile" di Israele. Tra questi, la responsabilità di garantire che ai criminali di guerra sia negato il passaggio o l’asilo da parte di Stati terzi e che siano perseguiti per i loro crimini. Per contrastare la deliberata negligenza degli Stati nel sostenere questa responsabilità e rispondere all'appello della società civile palestinese affinché non ci sia spazio per il genocidio, le piccole imprese del settore dell'ospitalità e del turismo e i gruppi di solidarietà stanno intraprendendo azioni coraggiose. Appoggiando l’appello della società civile palestinese e contrastando l’incapacità degli Stati di fare in modo che Israele sia ritenuto responsabile del genocidio, i proprietari di piccole aziende del settore hanno chiesto agli ospiti di firmare un impegno di non coinvolgimento in crimini di guerra o dichiarato che “i criminali di guerra non sono i benvenuti”. Queste azioni coraggiose difendono i pilastri del sistema di diritto internazionale, mentre Israele, con il sostegno degli Stati Uniti e dell'Europa, lo sta smantellando. Per amplificare questa campagna e sostenere le aziende del settore dell’ospitalità, i movimenti del turismo etico e i gruppi di solidarietà nell'intraprendere azioni efficaci, il movimento BDS ha prodotto nell'espansione e nel rafforzamento della campagna il Toolkit No Room for Genocide. Questo Toolkit offre una serie di strumenti e misure che B&B, hotel, agenzie di viaggio, ristoranti, bar e altre strutture turistiche possono adottare per: * Scoraggiare i presunti criminali di guerra israeliani dal prenotare o visitare strutture turistiche che si oppongono al genocidio perpetrato da Israele a Gaza. * Disincentivare l'offerta di prodotti o servizi ai presunti criminali di guerra israeliani. * Contestare la complicità di piattaforme turistiche come Booking, Airbnb ecc. * Chiedere agli Stati di imporre l'obbligo del visto (compreso un efficace processo di screening) ai cittadini israeliani e ad altri cittadini provenienti da stati in cui vengono commessi crimini internazionali su larga scala. Inoltre le aziende dell’ospitalità e del turismo etico possono unirsi a centinaia di bar, ristoranti, spazi culturali e altre strutture che si sono dichiarati Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI). Questi spazi si impegnano a non acquistare o vendere prodotti/servizi ad aziende israeliane o internazionali implicate in violazioni dei diritti umani dei palestinesi. Questi sforzi sono importanti anche per difendere l’impegno di queste imprese a favore dei diritti umani, della pace, della giustizia, dell’apertura, dell’inclusività, della sicurezza e della responsabilità sociale. Il Toolkit fornisce una breve panoramica giuridica e mira a mettere in contatto imprenditori, organizzazioni e movimenti incentrati sul turismo etico, in modo da poter essere più forti insieme. Il movimento BDS invita i suoi sostenitori in tutto il mondo a intensificare subito la campagna No Room for Genocide e a fare pressione sul loro governo affinché modifichi le politiche sull'immigrazione e sui visti per allinearle agli standard e agli obblighi giuridici internazionali. In particolare, vengono richieste ai governi le seguenti azioni: 1. Porre fine a tutti gli accordi di esenzione dal visto con Israele. 2. Istituire controlli alle frontiere per verificare l'eventuale coinvolgimento di persone di nazionalità israeliana o di altre nazionalità in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidi, anche contro i palestinesi. Chiunque sia credibilmente sospettato di essere responsabile del coinvolgimento in tali crimini di atrocità dovrebbe essere sottoposto a misure di responsabilità, tra cui il rifiuto dell'ingresso e, ove possibile, un'azione legale. 3. Se individui sospettati di essere coinvolti in crimini internazionali sfuggono o eludono in qualche modo il processo di screening e vengono trovati all'interno dei confini dello Stato terzo, le autorità competenti devono indagare e, se giustificato, perseguirli nella massima misura consentita dalla legge. Queste misure sono in linea con gli obblighi legali previsti dal diritto internazionale, tra cui il dovere di non commettere, non essere complici, nonché di prevenire, perseguire e punire il genocidio, l'apartheid e altri crimini di atrocità. Questo appello si concentra sulla complicità, non sull'identità, e raccomanda i seguenti criteri di selezione: 1. Chiunque, indipendentemente dal possesso della cittadinanza israeliana o altro, abbia prestato servizio nelle forze armate israeliane (comprese le unità logistiche e di intelligence) dal 7 ottobre 2023. 2. Chiunque sia ragionevolmente sospettato di aver aiutato, assistito o cospirato nella commissione di crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio in qualsiasi momento, durante il servizio militare o meno. 3. Chiunque sia ragionevolmente sospettato di essere coinvolto in un pubblico incitamento a commettere crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio, in qualsiasi momento, sia durante il servizio militare che non. Inoltre, qualsiasi israeliano che risieda o lavori in un insediamento coloniale israeliano illegale nei Territori palestinesi occupati (TPO), compresa Gerusalemme Est, o nelle alture occupate del Golan siriano, e qualsiasi israeliano o internazionale che fornisca sostegno materiale a tale insediamento, partecipa consapevolmente a un crimine di guerra e deve pertanto essere ritenuto responsabile. Attraverso questo appello, il movimento BDS chiede che venga chiesto di rispondere delle responsabilità in conformità con le principali risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con le ordinanze provvisorie e i pareri consultivi della Corte internazionale di giustizia, con le indagini in corso della Corte penale internazionale e con i rapporti/raccomandazioni degli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani e delle organizzazioni per i diritti palestinesi e internazionali riguardanti il genocidio in corso a Gaza da parte di Israele e il suo regime illegale di occupazione militare e di apartheid. L’attuazione di controlli per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio prima di concedere visti a sospetti criminali di guerra e coloni illegali israeliani è il primo passo nella direzione di chiedere conto delle loro responsabilità. Ciò va al di là di pochi individui ai vertici. Centinaia di migliaia di uomini e donne israeliani hanno prestato servizio nell’esercito durante il genocidio in corso, e la probabilità di un loro coinvolgimento nella commissione di crimini di atrocità è estremamente elevata. Tutti devono essere indagati e, se giustificato, perseguiti nella misura massima consentita dalla legge. Senza tali misure concrete, non vi è alcuna deterrenza contro la commissione di tali crimini.   Scaricare il toolkit 
I palestinesi lanciano un appello per una giornata mondiale di azione il 15 maggio 2025
Il movimento BDS lancia un appello per mobilitazioni di massa e disobbedienza civile il 15 maggio in occasione del 77esimo anniversario della Nakba. Per quasi 20 anni, il movimento BDS ha portato avanti l’appello per una solidarietà strategica e impattante con la lotta palestinese per la giustizia, la libertà e l'uguaglianza. Dall'inizio del genocidio in diretta streaming contro il nostro popolo a Gaza, la pressione del BDS per porre fine alla complicità internazionale con il regime israeliano di insediamento coloniale e di occupazione illegale è aumentata esponenzialmente. Sappiamo tutti che Israele è in grado di continuare il suo genocidio, con massacri quotidiani, bruciando vivi i nostri bambini, uomini e donne, o facendoli morire di fame e di sete, solo per via della complicità di stati, aziende e istituzioni di tutto il mondo. Mentre ci avviciniamo al 77o anniversario della Nakba, la pulizia etnica e l'espulsione della maggior parte degli indigeni della Palestina, il vostro intervento è necessario ora più che mai. Israele ha appena annunciato che il suo genocidio in diretta contro i palestinesi sta per diventare ancora più letale, perché si prepara alla pulizia etnica di massa e alla distruzione totale di Gaza. "In migliaia, in milioni, siamo tutti palestinesi" è uno slogan popolare di solidarietà in tutto il mondo. Data la ferocia dei massacri quotidiani commessi da Israele e la sua impunità criminale, dobbiamo aumentare la pressione. Aziende e governi sentono la pressione e hanno tagliato i legami di complicità. Il BDS funziona ma abbiamo bisogno di fare di più per costringere Israele a mettere un termine ai suoi crimini. A migliaia e a milioni, insorgete e fate crescere le campagne BDS ora! Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC), la grande coalizione palestinese alla guida del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) globale, lancia un appello perché siano organizzate in tutto il mondo mobilitazioni di massa e disobbedienza civile il 15 maggio. Facciamo vedere a governi, istituzioni e aziende complici ciò che il potere reale delle persone può fare! PROPOSTE DI AZIONI: 1: Mobilizzatevi: scendete in piazza, organizzate azioni pacifiche di disturbo dello status quo, occupate uffici di governi, istituzioni e aziende complici (soprattutto militari, tech, finanza e media). 2: Scioperate: se potete, spiegate al vostro datore di lavoro, all'università, a scuola, ecc. perché lo fate, organizzate scioperi di massa in un momento specifico (anche se per due ore). Se non è possibile, "datevi malati" (malati della complicità orribile che permette il genocidio!) o uscite prima per unirvi alle mobilitazioni. 3: Fate pressione: organizzatevi in gruppo per boicottare gli obiettivi prioritari del BDS, organizzate la pressione popolare nei confronti dei vostri rappresentanti eletti per chiedere sanzioni mirate contro Israele, incluso un embargo militare, e delle istituzioni complici affinché cessino il loro coinvolgimento nei crimini di Israele. Fonte:  https://bdsmovement.net/news/nakba-77-palestinians-call-global-day-action-15-may-2025