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DL (IN)SICUREZZA: IL TESTO VOLUTO DALLE DESTRE DIVENTA LEGGE. IL COMMENTO DI ITALO DI SABATO (OSSERVATORIO REPRESSIONE)
Bollinato dalla Ragioneria dello Stato e firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con contestuale trasmissione al Parlamento, diventa legge il decreto (in)sicurezza che si sblocca dopo 20 giorni di tensioni anche dentro la destra. Trovate le coperture, attraverso la riformulazione (ossia la riduzione) di alcune norme che prevedevano spese economiche, come aumenti per gli organici e le dotazioni delle forze dell’ordine. Di seguito, il testo definitivo diventato legge. Clicca qui Cambiano, lievemente, tre articoli, tra cui due tra i più liberticidi (fermo preventivo e scudo penale per le forze dell’ordine, sulla scorta di quanto accaduto a Rogoredo, Voghera e alla Coin di Roma Termini, con 21 poliziotti e carabinieri indagati per…furti) senza un impianto che rimane comunque da stato di polizia. Sul fronte del fermo preventivo di 12 ore in occasione di manifestazioni di piazza, scatterà ‘in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”, mentre nella precedente formulazione si parlava di generiche “circostanze di fatto”. Cambio, lieve, anche allo scudo penale per le forze dell’ordine, esteso anche agli altri cittadini e con alcuni limiti; salta la mancata iscrizione di default nel registro degli indagati e arriva una figura: l’“annotazione preliminare”. Il pubblico ministero potrà utilizzarla quando il “fatto appaia commesso in presenza di una causa di giustificazione”. Terza limatura è quella in materia di coltelli, dove scompare l’obbligo per i commercianti di registrarne la vendita oltre determinate dimensioni. “Le tre correzioni non cambiano – spiega a Radio Onda d’Urto Italo Di Sabato, dell’Osservatorio Repressione – la natura complessiva del decreto, che continua a muoversi lungo l’asse securitario, ma mostrano che l’equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e garanzie costituzionali non è un terreno neutro”. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Italo Di Sabato, Osservatorio Repressione. Ascolta o scarica   Per un’analisi dettagliata del testo, a questo link gli interventi dell’incontro pubblico del 19 febbraio al Csa Magazzino 47 di Brescia con gli avvocati di movimento, Sergio Pezzucchi e Manlio Vicini. Al termine di quell’incontro, proposta una nuova assemblea per giovedì 12 marzo alle ore 20 sempre al Csa Magazzino 47  che “coinvolga tutte le realtà interessate a convergere in una grande iniziativa pubblica comune di piazza, da discutere, definire, rendere operativa proprio in quella prossima assemblea e da svolgere all’inizio di aprile”.
February 25, 2026
Radio Onda d`Urto
VOGHERA (PV): CONDANNATO A 12 ANNI L’EX ASSESSORE LEGHISTA ALLA SICUREZZA PER L’OMICIDIO DI YOUNS EL BOUSSETTAOUI
E’ stato condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario Massimo Adriatici, al tempo dei fatti assessore leghista alla Sicurezza del comune di Voghera: il 20 luglio 2021 Adriatici ha ucciso, nella piazza centrale della paese pavese, con un colpo di pistola sparato al petto, il trentanovenne Youns El Boussettaoui. La sentenza che ha condannato l’ex assessore già poliziotto, è arrivata dopo il giudizio abbreviato. Grande soddisfazione è stata espressa dalla famiglia El Boussettaoui tramite le parole dell’avvocata Debora Piazza anche se “certamente nessuno potrà riportare in vita Youns”. Oltre alla condanna a 12 anni per l’ex assessore leghista, il giudice ha disposto anche il risarcimento provvisionale di 380mila euro per i familiari della vittima. Già agente in servizio a Voghera, Adriatici era già salito agli onori della cronaca per l’uso da sceriffo della polizia locale. Abbiamo ripercorso la vicenda e la battaglia per l’ottenimento di verità e giustizia con Alberto, compagno dell’assemblea per il diritto alla casa di Pavia. Ascolta o scarica Ai microfoni di Radio Onda d’Urto anche il commento dell’avvocata Debora Piazza, che ricorda tra l’altro che “purtroppo di Youns El Boussettaoui ce ne sono molti. Pensiamo a Bruna, la ragazza transessuale malmenata dalla polizia locale il cui processo è in corso; pensiamo a Sofian, ragazzo marocchino ucciso barbaramente dieci anni fa da un poliziotto; pensiamo a Fares. Sono tutte persone ai margini della società, gli indifendibili, che però non valgono meno o più rispetto ad altre che commettono un reato”. Ascolta o scarica 
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto