Tag - aggressione

Quentin Deranque era in prima linea nella rissa
Quentin Deranque era in prima linea nell’assalto che ha portato alla sua morte. Dopo lo scontro, era cosciente, in piedi e rifiutava i soccorsi. Un nuovo video lo prova e distrugge definitivamente la narrazione dell’estrema destra. Le immagini girate subito dopo la rissa del 12 febbraio a Lione mostrano Quentin […] L'articolo Quentin Deranque era in prima linea nella rissa su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
Israele e gli Stati Uniti bombardano l’Iran in una guerra che non si può vincere
Immediatamente dopo l’istituzione del Consiglio di Pace, Stati Uniti e Israele hanno lanciato la prima guerra del consiglio, questa volta contro l’Iran. L’attacco statunitense-israeliano ai siti iraniani nelle prime ore del 28 febbraio ha già causato scompiglio. Queste includono la morte di almeno 60 ragazze in una scuola primaria a […] L'articolo Israele e gli Stati Uniti bombardano l’Iran in una guerra che non si può vincere su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
LIBANO: MEZZO MILIONE DI SFOLLATI IN FUGA DAI BOMBARDAMENTI ISRAELIANI SU BEIRUT, “UNA GUERRA, ANCHE PSICOLOGICA, MOLTO DURA”
Israele conduce le sua guerre criminali di occupazione e colonizzazione nell’intera regione mediorientale, non soltanto in Palestina e Iran. Da lunedì 2 marzo l’esercito israeliano è tornato ad aggredire militarmente il Libano, con l’invasione via terra nel sud del Paese e i bombardamenti sulla capitale Beirut. I raid israeliani sulla capitale libanese prendono di mira in particolare i sobborghi meridionali, considerati la roccaforte del movimento sciita Hezbollah nella città. Da Dahiyeh, cioè la vasta periferia meridionale di Beirut, sono dunque in fuga disperata almeno mezzo milione di persone. “Diventerà come Khan Younis”, ha minacciato nelle scorse ore il ministro delle finanze israeliano, il fascista e colono Smotrich, mentre l’Onu chiede “indagini immediate” sui raid indiscriminati di Tel Aviv in mezzo ad aree densamente popolate da civili. “I quartieri di Dahiyeh vengono considerati, nella narrativa generale, i bastioni di Hezbollah”, spiega David Ruggini, capomissione in Libano di Un Ponte per in collegamento telefonico con Radio Onda d’Urto. “Oltre a essere bastioni del movimenti sciita, però, sono anche dei quartieri estremamente popolari. Ieri l’ordine di evacuazione ha riguardato tra le 200 e le 500mila persone da evacuare in mezzo pomeriggio… Una follia!”, commenta Ruggini. “Dentro questi quartieri ci sono ospedali, tre dei quali evacuati dalla Croce rossa libanese, ci sono scuole, gli accessi all’aeroporto… Si tratta di una mossa di guerra psicologica molto dura“, conclude. Nel sud del Paese dei cedri, intanto, si registrano raid aerei israeliani (5 vittime a Sidone) e scontri sul terreno tra le truppe di occupazione israeliane e l’ala militare di Hezbollah, messa al bando dal governo libanese su pressione israelo-statunitense. Razzi e colpi d’artiglieria sparati dal movimenti sciita libanese sono caduti anche nel nord dei territori controllati dallo stato di Israele. La corrispondenza da Beirut, su Radio Onda d’Urto, di David Ruggini, capomissione in Libano di Un Ponte per. Nelle scorse ore l’ong italiana ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Emergenza Libano” per far fronte alla grave situazione umanitaria. Ascolta o scarica.
March 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Le ambiguità sull’aggressione all’Iran creano “pasticci”. Il caso di Milano
Martedì 3 marzo a Milano abbiamo assistito, al classico “pasticciaccio brutto” di un presidio convocato sotto il Consolato USA che ha rivelato le ambiguità e le debolezze del campo della sinistra “radicale” pur di fronte alla portata enorme degli eventi bellici che si stanno verificando in Iran e Medio Oriente. […] L'articolo Le ambiguità sull’aggressione all’Iran creano “pasticci”. Il caso di Milano su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Roma, Manifestazione all’ambasciata USA. “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo
Ieri pomeriggio si è svolto un presidio di protesta sotto l’ambasciata statunitense a Roma, in via Bissolati. Insieme agli attivisti italiani erano presenti anche cittadini iraniani che hanno denunciato i bombardamenti e l’accanimento contro il proprio paese da parte di Israele e USA. Per circa due ore si sono alternati […] L'articolo Roma, Manifestazione all’ambasciata USA. “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
La guerra Trump-Netanyahu mira a intrappolare gli iraniani in una sottomissione incondizionata
Sabato, mentre il presidente Donald Trump annunciava che gli Stati Uniti avevano lanciato un grande attacco contro l’Iran, l’esercito israeliano ha dichiarato che l’attacco congiunto USA-Israele aveva colpito “dozzine di obiettivi militari” in Iran. Trump ha affermato che l’operazione era volta a devastare l’esercito iraniano, eliminare il suo programma nucleare e portare a un cambiamento nel governo. Nel frattempo, […] L'articolo La guerra Trump-Netanyahu mira a intrappolare gli iraniani in una sottomissione incondizionata su Contropiano.
March 3, 2026
Contropiano
IRAN: È MORTO ALI KHAMENEI, UCCISO NEI RAID ISRAELO-STATUNITENSI. PROSEGUONO LA GUERRA DI AGGRESSIONE E LA RISPOSTA IRANIANA
Domenica 1 marzo 2026: secondo giorno di aggressione militare israelo-statunitense all’Iran. Ieri, 28 febbraio, gli eserciti di Usa e Israele hanno iniziato una nuova guerra bombardando tutto il territorio iraniano. L’esercito iraniano risponde con lanci di missili e droni contro le basi statunitensi di tutta la regione, dalle monarchie del Golfo all’Iraq, oltre che sulle città israeliane. I pesanti bombardamenti israelo-statunitensi sull’Iran (già centinaia le vittime, almeno 148 soltanto nel raid che ha colpito una scuola femminile a Minab, nel sud del Paese) proseguono anche oggi, così come i contrattacchi iraniani. Ieri, il premier israeliano Netanyahu e il presidente Usa Trump hanno annunciato l’uccisione, negli attacchi, della Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, Ali Khamenei. In un primo momento, Teheran aveva smentito, ma nella notte è arrivata la conferma anche da parte della tv di stato iraniana (la cui sede, tra l’altro, è stata colpita dai raid): l’Ayatollah è morto. Il regime di Teheran ha proclamato 40 giorni di lutto nazionale. I media e i video che circolano in rete mostrano reazioni diverse nella società iraniana: c’è chi festeggia, ma ci sono anche migliaia di persone che sono scese nelle strade per omaggiare Khamenei e protestare contro gli attacchi israeliani e statunitensi. Negli attacchi sono rimasti uccisi anche il ministro della difesa iraniano Aziz Nasirzadeh, il comandante del Corpo delle Guardie rivoluzionarie Mohamad Pakpour, il capo dell’intelligence della polizia, Gholamreza Rezaian, e diverse altre figure apicali – politiche, religiose e militari – della Repubblica islamica e dei Pasdaran. L’aggressione all’Iran decisa dai governi Usa e israeliano ha infiammato l’intera regione e oltre, coinvolgendo un numero crescente di attori internazionali. Il primo ministro inglese Starmer ha annunciato la partecipazione dell’esercito britannico nella guerra all’Iran. Dall’altra parte i missili iraniani hanno preso di mira diversi paesi del Golfo che ospitano le basi militari Usa nella regione. Colpita la base militare Usa in Qatar, la più importante nell’area, la flotta statunitense in Bahrein, gli hotel di lusso dell’isola artificiale di Palm Jumeirah a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e Riad, in Arabia Saudita. Il regno saudita si è riservato il “diritto di rispondere”. Colpiti anche l’aeroporto internazionale, una base militare e il consolato Usa a Erbil, capitale della Regione del Kurdistan in Iraq. A Karachi, megalopoli nel sud del Pakistan, centinaia di manifestanti sciiti filo-iraniani hanno dato l’assalto al consolato Usa: almeno 8 persone sono rimaste uccise nella violenta repressione della polizia pakistana schierata a difesa della sede diplomatica statunitense. Presa d’assalto dai manifestanti anche la “Green zone” di Baghdad, il cuore della presenza militare statunitense in Iraq. Sul fronte delle relazioni internazionali, stanotte – su richiesta di Cina e Russia – si è riunito il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Pechino e Mosca hanno sottolineato come i raid di Tel Aviv e Washington siano illegittimi per il diritto internazionale. La delegazione cinese ha definito l’aggressione “arrogante e scioccante”. Teheran ha denunciato gli attacchi come “crimini contro l’umanità”. Ovviamente, Israele e Stati Uniti hanno rivendicato il proprio operato. “I raid sono legittimi, l’Iran non deve avere l’arma nucleare”, hanno ribadito gli statunitensi. “Abbiamo agito perché necessario, il regime di Teheran non ci ha lasciato alternativo”, fanno loro eco gli israeliani. Nel tardo pomeriggio di oggi, domenica, si terrà una riunione straordinaria dei Rappresentanti Permanenti dei 27 stati membri dell’Ue. Intanto il ministro della Difesa italiano, Maurizio Crosetto di Fratelli d’Italia, ignaro di tutto, è rimasto bloccato a Dubai dove aveva raggiunto – in vacanza – la famiglia. Domenica 1 marzo, è intervenuta sulle frequenze di Radio Onda d’Urto Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea all’Università dell’Insubria e visiting senior fellow alla London School of Economics. “Tra gli iraniani le reazioni (all’uccisione di Khamenei, ndr) sono diverse“, afferma Sabahi ai nostri microfoni. “Dall’Iran – spiega – giungono immagini contrastanti: ci sono migliaia di persone che commemorano e piangono la sua morte, ma ci sono anche tantissimi iraniani, in Iran e soprattutto nella diaspora, che festeggiano e celebrano con gioia la morte del leader supremo perché questa lascia immaginare un futuro diverso e migliore”. “Io di questo futuro diverso e migliore ho qualche dubbio perché in queste ore, e per tutta la notte, l’Iran è stato bombardato”, commenta la studiosa nell’intervista. “Siamo in tanti – nella diaspora e all’interno dell’Iran – a dire ‘no’ sia al regime oppressivo della Repubblica islamica che ai bombardamenti“, afferma ancora Sabahi. Ascolta o scarica l’intervista.
March 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Martedi in piazza, contro l’aggressione all’Iran e per dire NO ai servili complici italiani dell’aggressore
Martedi in piazza, contro l’aggressione all’Iran e per dire NO ai servili complici italiani dell’aggressore. Ci sono le grandi potenze che scatenano i loro arsenali militari contro paesi più deboli e popoli spesso indifesi. E poi ci sono i loro servi all’interno dei singoli paesi alleati che plaudono ad ogni […] L'articolo Martedi in piazza, contro l’aggressione all’Iran e per dire NO ai servili complici italiani dell’aggressore su Contropiano.
March 1, 2026
Contropiano
Contro l’aggressione statunitense e sionista in Medio Oriente, fermare l’escalation bellica!
L’attacco militare lanciato da USA e Israele e la prima risposta dell’Iran si inserisce in un contesto dove la tendenza alla guerra in “Medio Oriente” è divenuta da più di due anni un’ampia guerra guerreggiata di cui Israele è il suo maggiore vettore. Questa continua aggressione bellica ha potuto contare sulla profonda complicità […] L'articolo Contro l’aggressione statunitense e sionista in Medio Oriente, fermare l’escalation bellica! su Contropiano.
February 28, 2026
Contropiano