Tag - guerre

Un radioso futuro di civilizzazione
Monumento a Cavallo Pazzo, nelle Black Hills cioè il colonialismo, il nostro avvenire dietro le spalle, di Francesco Masala Quando gli europei arrivarono in America, che ancora non si chiamava così, cedevano paccottiglie varie agli indigeni in cambio di oro e altre ricchezze, gli europei si credevano i più furbi del mondo. Quando gli indigeni di tutto il continente capirono
February 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Coordinamento Nazionale No Nato, assemblea a Napoli il 21 febbraio
Il Coordinamento Nazionale No NATO annuncia la convocazione dell’Assemblea Nazionale dedicata alle regioni del centro-sud, che si terrà il giorno 21 febbraio 2026 presso ex Asilo Filangieri Bene comune vico Giuseppe Maffei 4, Napoli. L’incontro rappresenta un momento fondamentale di confronto, condivisione e mobilitazione per tutte le realtà territoriali impegnate nella lotta contro le politiche di militarizzazione e l’adesione italiana alla NATO. Oggi il Coordinamento Nazionale No Nato lancia un appello a tutte le realtà impegnate nella lotta contro la Terza Guerra Mondiale in corso e la militarizzazione e partecipazione attiva del nostro Paese. È ormai evidente la responsabilità dei gruppi imperialisti USA-NATO e UE nella promozione della guerra mondiale, con il sostegno al regime di Kiev, ai sionisti d’Israele e con l’aggressione al Venezuela in aperta violazione del diritto internazionale. Queste operazioni si traducono, sul piano interno, in tagli alle risorse pubbliche, aumento della repressione verso le avanguardie di lotta e occupazione militare delle scuole, università e spazi pubblici, impoverendo i territori e privando le comunità locali della loro sovranità. La presenza di basi, caserme, antenne, poligoni di tiro, radar e depositi di munizioni, direttamente gestiti e collegati alla NATO e agli USA  rappresenta una vera e propria occupazione militare, politica e sociale, che prosciuga risorse, inquina e rende intere porzioni del Paese appannaggio degli interessi guerrafondai e imperialisti. L’assemblea, così come per quella svolta a Milano il 31 gennaio scorso per il Nord, sarà occasione per analizzare la situazione attuale, discutere strategie comuni e rafforzare il coordinamento tra comitati, associazioni, movimenti e singoli cittadini che a diverso titolo si battono contro le logiche di guerra e l’occupazione militare del nostro Paese. In un contesto internazionale sempre più teso, crediamo sia essenziale rilanciare la voce di chi chiede pace, autodeterminazione dei popoli e investimenti in diritti sociali invece che in armamenti. Le recenti mobilitazioni del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre hanno dimostrato che la volontà di cambiamento e resistenza è forte e diffusa, che le masse popolari quando organizzate con la classe operaia alla loro testa sono in grado di mostrare tutta la propria forza. L’appello dei portuali del Calp di Genova “blocchiamo tutto” è diventato pratica reale: abbiamo per davvero bloccato il Paese. Ora è il momento di consolidare questa energia e tutte le forze raccolte in una progettualità condivisa che porti la mobilitazione ad un livello più alto. Per questo, il Coordinamento invita tutte le organizzazioni, i comitati, le reti e i gruppi di lavoratori che lottano contro la guerra, la NATO e il riarmo a unirsi e condividere esperienze, contributi e proposte, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia e coordinata. Solo attraverso l’unità delle forze sarà possibile sviluppare una mobilitazione efficace, capace di liberare l’Italia dalla presenza delle basi militari USA e NATO e di spezzare le catene della collaborazione alle guerre di aggressione imperialista. L’assemblea programmata sarà anche l’occasione per presentare il dossier redatto dal Coordinamento Nazionale No Nato attraverso il lavoro di lotta e inchiesta dei diversi organismi territoriali, sulle installazioni militari USA e NATO presenti nel nostro Paese, fornendo così strumenti di conoscenza e consapevolezza indispensabili per la prosecuzione della lotta. Ma questo dossier non rappresenta il punto di arrivo del nostro lavoro, bensì il punto di partenza; invitiamo tutti gli organismi a utilizzarlo come strumento militante e punto di partenza di una ricerca e di un approfondimento che solo l’indagine pratica delle diverse realtà presenti sui territori può mettere in campo. Per adesioni, informazioni e dettagli sull’organizzazione dell’assemblea, è possibile contattare il Coordinamento Nazionale No NATO all’indirizzo email: coordinamentonazionalenonato@proton.me Telegram: https://t.me/CoordNazNoNATO Sito: https://www.noguerranonato.org/coordinamentonazionale       Redazione Italia
February 4, 2026
Pressenza
Armiamoci, ma chi parte?
La propaganda bellica sta ormai penetrando ogni strato della società civile e il fenomeno della militarizzazione delle scuole è ormai fuori controllo. E’ necessario che la scuola si faccia portavoce di valori di pace e che la guerra venga mostrata per ciò che è: morte e distruzione. Le immagini di guerra e i video provenienti direttamente dal fronte inondano ormai i feed dei nostri social media e le prime pagine di ogni testata giornalistica. Gli ultimi dati forniti dal Centre for Strategic and International Studies (CSIS) parlano di quasi due milioni di soldati uccisi, feriti o dispersi dall’inizio della guerra in Ucraina. Dal 7 ottobre 2023 abbiamo assistito a un genocidio compiuto da Israele a Gaza sotto i nostri occhi, con testimonianze, immagini e video di quanto stava accadendo disponibili su ogni piattaforma online. Bambini e civili uccisi a sangue freddo mentre raccoglievano i pochissimi aiuti umanitari che riuscivano ad arrivare, immortalati dagli obiettivi dei reporter che hanno reso queste immagini accessibili al mondo intero. Questi sono solo due esempi tra i più di 56 conflitti attualmente in corso nel mondo, il numero più alto mai registrato dalla Seconda Guerra Mondiale, che coinvolgono circa 92 Paesi e causano oltre 100 milioni di sfollati. In questo contesto si inserisce la nuova propaganda bellicista portata avanti dai governi e dagli stati maggiori europei, che culmina nel piano “ReArm Europe”, con cui l’Unione Europea ha deciso di stanziare 800 miliardi di euro per il potenziamento del settore militare. Una spesa giustificata dall’apparente presenza di un nemico ormai alle porte. Mentre le azioni delle principali aziende produttrici di armi schizzano alle stelle, il dilemma fondamentale rimane uno: armiamoci, ma chi parte? Il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha affermato che ci troviamo nella “fase peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale” ed è proprio in questo contesto che, legittimati dalla narrazione del “nemico alle porte”, i principali governi europei stanno riportando nel dibattito pubblico il tema della reintroduzione della leva militare, seppur nella maggior parte dei casi in forma volontaria. L’equazione, d’altronde, non risulta complessa: più armi, più uomini pronti a combattere. In questo quadro trova perfettamente posto la nuova propaganda bellicista all’interno delle scuole italiane di ogni ordine e grado e la costante e crescente militarizzazione degli spazi civili, con particolare attenzione proprio alle scuole, luogo ideale per reclutare giovani leve. Come denuncia l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole “le scuole stanno sempre più diventando terreno di conquista di un’ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l’intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi), declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all’estero e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che appartengono alla società civile.” Si registra in particolare un preoccupante aumento delle attività interne agli istituti scolastici, come i PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), progetti di orientamento e protocolli di intesa firmati da rappresentanti dell’Esercito con il Ministero dell’Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole. La realtà cruda della guerra, oggi inaccettabile per l’opinione pubblica almeno a casa nostra, viene mascherata e nascosta agli studenti, contribuendo così a una normalizzazione della violenza bellica e a un’immagine edulcorata e mistificata della guerra. È necessario quindi contrastare questa narrazione militarista e bellicista portata avanti dalle Forze Armate e dai governi europei, ribadendo che la scuola è un’istituzione che promuove i valori della pace, della solidarietà, dello sviluppo della capacità critica e dell’autodeterminazione. Per combattere questo fenomeno e promuovere valori opposti di pace e disarmo, è indispensabile costruire all’interno degli spazi scolastici iniziative di confronto, di autogestione e di dialogo su tematiche di attualità, oltre a momenti di approfondimento sulle guerre in corso, mostrandole non più come un gioco di strategia, ma facendo emergere le tragedie e la morte che portano con sé. Teodoro Palpacelli
January 29, 2026
Pressenza
Usa: stato canaglia
articoli di Chris Hedges, Alberto Bradanini e Francesco Valendino (con un disegno di Mr Fish)  America, uno Stato canaglia – Chris Hedges Scollata dall’universo fondato sui fatti, e accecata dall’idiozia, dall’avidità e dall’arroganza, la classe dirigente degli Stati Uniti ha sacrificato i meccanismi interni che impediscono la dittatura e i meccanismi esterni progettati per proteggere da un mondo senza legge, caratterizzato dal
January 12, 2026
La Bottega del Barbieri