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[Brema, Germania] Fuoco a Tesla! Stazioni di ricarica e quadri elettrici incendiati!
> Da Dark Nights, 25.11.25 Switch off Tesla! Switch off il capitalismo dell’IA! Switch off il fascismo! Distruggiamo la COP30: la scorsa settimana, i rappresentanti degli Stati membri delle Nazioni Unite sono volati a Belém, in Brasile, con un entourage follemente numeroso di giornalisti, forze dell’ordine e scienziati, per riflettere sulla loro inazione, scattare foto di gruppo e rilasciare dichiarazioni che non manterranno. Tutto questo mentre i nostri governanti sono più preoccupati di garantire all’industria tedesca materie prime sufficienti e di assicurarsi una carriera dopo il mandato, piuttosto che cercare di impedire la completa distruzione del pianeta. Belém è stata riqualificata per i turisti, i ricchi e i politici in vista del vertice della COP. Mentre i turisti passeggiano lungo il nuovo e scintillante molo del porto, le case sono state sgomberate e gli sfruttati e i poveri sono stati spinti ai margini della città. I quartieri sono stati sepolti sotto il cemento. È la stessa dinamica di gentrificazione e repressione che conosciamo da altri incontri dei potenti del mondo. La tradizione della colonizzazione si manifesta attraverso lo sfruttamento della foresta pluviale, l’agricoltura industriale, l’estrazione mineraria e la produzione di petrolio che distruggono i territori indigeni. Saluti solidali agli indigeni che hanno preso d’assalto l’edificio della conferenza sul clima, scatenando un momento di rivolta.  Pensiamo che questo sia il momento giusto per ribadire che non dobbiamo credere alle loro menzogne nemmeno per un istante. Lo sfollamento dalle città, la distruzione della terra e la colonizzazione dei territori: tutte queste lotte sono interconnesse. Ecco perché abbiamo dato fuoco a quattro stazioni di ricarica Tesla e a due armadi elettrici adiacenti con della benzina. Sabotiamo questo regime mortale! Sabotiamo il loro capitalismo verde! Musk incarna perfettamente questa logica e non è un caso che sia la persona più ricca del pianeta. Vogliamo vedere il suo impero in fiamme! Switch off Tesla! Switch off il capitalismo dell’IA! Switch off il fascismo! Stampa: https://www.weser-kurier.de/bremen/stadtteil-obervieland/e-ladesaeulen-brennen-in-bremen-kattenturm-polizei-sucht-zeugen-doc83at0p5a4fn1f8s4rdtl Fonte: Tumulte
Chi sabota è nemico dell’italia
> Da Sottobosko, 9.2.26 Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore. La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre sono state le linee ferroviare sabotate e bloccate fino al pomeriggio. Intorno alle 6 sono stati piazzati due ordigni incendiari rudimentali accanto ai binari della linea ordinaria di Castel Maggiore, uno in direzione nord e uno in direzione sud. L’obiettivo erano i cavi per il rilevamento della velocità: uno dei due ordigni, quello verso nord, si è azionato verso le 8 danneggiando i cavi, mentre il secondo, quello in direzione Ancona, è rimasto inesploso. Una cabina elettrica verso Pesaro, invece, ha preso fuoco interrompendo i treni da e verso le Marche. Due anni fa, una serie di attacchi simili per modalità e contesto erano stati lanciati contro 5 diverse infrastrutture della rete LGV intorno a parigi, causando la cancellazione di un quarto dei treni ed enormi disagi dal 26 al 28 luglio, giorni di inaugurazione delle olimpiadi di parigi. Anche per via della militarizzazione completa della città, in quell’occasione le contestazioni dirette si erano limitate ad azioni di disobbedenza civile e non violente. Pochi giorni dopo usciva questa rivendicazione: “Rivendicazione del sabotaggio delle linee TGV qualche ora prima della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 E questa la chiamano una festa? Noi ci vediamo una celebrazione del nazionalismo, una gigantesca messa in scena dell’assoggettamento dei popoli da parte degli Stati. Sotto a una maschera ludica e conviviale, i Giochi Olimpici offrono un campo di sperimentazione per la gestione poliziesca delle folle e il controllo generalizzato dei nostri spostamenti.  Come tutti i grandi eventi sportivi, sono anche ogni volta l’occasione per fare culto dei valori su cui si fonda il mondo del potere e del denaro, della concorrenza generalizzata, della performatività a ogni costo, del sacrificio per l’integrità e la gloria nazionale.  L’appagamento di identificarsi in una comunità immaginaria e sostenere il proprio supposto campo di appartenenza non è meno nefasta dell’incitazione permanente a vedere la propria salvezza nella buona salute della propria economia nazionale e nella potenza del proprio esercito nazionale.” Nei mesi precedenti le olimpiadi di Parigi 2024 furono approvati due pacchetti di leggi, la “Loi sécurité globale” e la “loi olympique”, quest’ultima che autorizzava la sperimentazione di algoritmi per il riconoscimento facciale per tutta la durata delle olimpiadi. Come in francia, anche nella penisola abbiamo visto promulgare il 5 febbraio di quest’anno, 2 giorni prima della cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi, un nuovo pacchetto sicurezza che tra le altre cose consolida l’uso delle zone rosse come strumento di esclusione sociale, autorizza il trattenimento (già abitualmente praticato) per 12 ore da parte delle forze dell’ordine di individux “pericolosx” in concomitanza di manifestazioni pubbliche, introduce il carcere per l’elusione di un controllo di polizia e una pena pecuniaria fino a un massimo di 20000 euro per manifestazione non autorizzata (articolo 18 del TULPS, Regio decreto del 18 giugno 1931). Come a Parigi nel 2024, anche il 7 Febbraio a Milano le contestazioni dirette si sono limitate ad azioni di disobbedenza civile e non violente, fatta eccezione per i momenti finali del corteo lanciato da CIO (Comitato Insostenibili Olimpiadi). Milano in Movimento scrive in proposito:     “[…]abbiamo deciso di rilanciare la parola d’ordine dei grandi scioperi dello scorso autunno: blocchiamo tutto – nel nostro caso, la Tangenziale Est di Milano, al suo ingresso da piazzale Corvetto. Un imponente dispositivo di Polizia, che già negli scorsi giorni aveva paralizzato la città per fare posto ai fascisti dell’amministrazione Trump e alla delegazione dello Stato genocida di Israele, militarizzando i quartieri popolari di Corvetto e San Siro, ha risposto con lacrimogeni ad altezza d’uomo, cariche violente, idranti sulla folla. Il corteo è rimasto compatto e ha poi deciso di spostarsi insieme verso Brenta dove si è sciolto, per tornare al PalaUtopiadi (ex PalaSharp). 6 persone sono state fermate durante le cariche e poi rilasciate con denuncia a piede libero. Nel bilancio segnaliamo anche 2 fogli di via da Milano e 15 ferit* di cui 4 ospedalizzat*.” Dopo il corteo, Meloni e compagnia dichiarano in coro:     “Chi manifesta contro le olimpiadi è nemico dell’italia“. Che non ci si permetta assolutamente di mettere a critica lo spirito nazionalista, competitivo di questi “giochi” o il loro drenare quantità impressionanti di fondi pubblici mentre paesi interi crollano, in sicilia, al passaggio di un uragano. D’altronde non c’e nulla di più importante al momento. Non c’è miglior strumento di distrazione per uno stato odierno. Non c’è maschera migliore, in Italia oggi come altrove in passato; solo un esempio sono le Olimpiadi di Berlino del 1936, in piena dittatura nazista. Pare chiaro, quando i pacchetti sicurezza diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della repressione e soffocarci qualunque dissenso, che il dissenso “pulito”, esplicitamente rivendicato, portato avanti nella legalità, non possa più essere efficace. Così come inizia a non essere più ignorabile l’inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio. Pare dunque necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell’autodifesa e del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro. Per l’eradicazione di questo sistema di morte e sfruttamento, per la distruzione del controllo totalizzante che ci soffoca. Ingovernabili, non disobbedienti. Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce. (A)
Barraux (Isère, Francia): sabotaggio di una cava di Vicat, complice della Lione-Torino
> Da sans nom, 25.10.25 [Ricevuto via e-mail il 25 ottobre 2025] Titolo: Un bagliore sotto il vano motore contro la linea Lione-Torino Rivendichiamo: Una notte d’autunno, un rogo: tre veicoli da cantiere sono stati incendiati nella cava di Barreaux, nell’Isère. La cava è di proprietà della Vicat béton, beneficiaria e complice della devastazione causata dai lavori della seconda linea della Lione-Torino. Gli obiettivi: * 1 vaglio a stella che seleziona gli inerti estratti dalla cava in base alla loro dimensione; * 2 bulldozer che spostano le macerie e livellano il terreno. Se pensate ancora che distruggere i nostri territori per questo progetto sia una buona idea, siete male informati. Se pensate che i tre veicoli che abbiamo bruciato siano sufficienti a fermare i lavori, vi sbagliate. Dovremo attaccare su tutti i fronti per far tremare TELT*. I vandali sono loro. Le cave sono luoghi poco sorvegliati e rappresentano un anello indispensabile per i lavori. Rallentare l’approvvigionamento significa rallentare i lavori. Accendiamo la scintilla sotto il vano motore. La fiamma si propaga rapidamente. -------------------------------------------------------------------------------- * Nota di Sansnom: TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin) è il promotore franco-italiano incaricato della costruzione e della gestione della futura linea TGV Lione-Torino (prevista per il 2033). Nel 2023, il consorzio industriale che si è aggiudicato l’appalto da 800 milioni di euro, relativo ai 23 milioni di tonnellate di roccia estratte dalla montagna, sul versante francese del tunnel del Moncenisio, è il seguente: Eurovia Alpes (filiale di Vinci), Carrières du Bassin Rhônalpin e Terélian (filiali di Vinci), SATM e Granulats Vicat (filiali di Vicat), Spie Batignolles e Gie Gmm 73.
Vancouver (CANADA): Un sacco di soldi in fumo! incendio di tre macchine forestali vicino al lago Cowichan
> Da BC Counter Info, 8 Gennaio 2026 Sembra che qualcuno abbia voluto iniziare il nuovo anno con il botto! Il 2 gennaio, un enorme incendio di attrezzature sulla strada forestale Caycuse Main (a circa un’ora e 15 minuti da Lake Cowichan) ha distrutto tre macchine in un luogo e un’altra nelle vicinanze. L’azienda forestale ha stimato il danno in 500.000 dollari, dichiarandosi rattristata dal fatto che una somma così ingente sia andata in fumo. Le macchine stesse valgono milioni. La lunga storia delle lotte contro il disboscamento sull’isola di Vancouver ha sempre visto una forte presenza di sostenitori della disobbedienza civile non violenta. Proprio l’anno scorso, il governo provinciale ha segnalato casi di chiodatura di alberi nella zona. A soli 30 minuti dal luogo dell’incendio doloso si trova il Walbran Valley Blockade1, erede del Fairy Creek Blockade. Le autorità forestali hanno subito attribuito la responsabilità dei danni all’occupazione. Il portavoce ufficiale ha dichiarato che il regolamento del campo vieta esplicitamente la violenza e il danneggiamento o la distruzione di proprietà. Ha inoltre espresso il proprio sostegno a un’indagine completa e trasparente, affermando che il gruppo rimane impegnato a garantire una presenza pacifica, assumersi le proprie responsabilità e collaborare, e che continuerà ad agire in conformità con il proprio codice di condotta. Mentre l’incendio che ha distrutto le attrezzature il 2 gennaio ha bruciato con forza, sembra che il fuoco nei cuori di questi attivisti si sia spento molto tempo fa. Ancora una volta, assistiamo alla diffamazione di chi attacca direttamente il mondo dell’industrializzazione, liberandosi della mediazione e del processo politico, da parte di chi preferisce riprodurre il mondo così com’è. Gli attivisti e le ONG continueranno a condannare l’azione diretta quando questa disturba la rispettabilità delle loro campagne, a malapena definibili come campagne contro il disboscamento delle foreste secolari. Che si tratti di disboscamento di seconda, terza, quarta o vecchia generazione, tutto ciò fa parte della riproduzione di una società basata sul dominio. Mentre chi detiene il potere continua a profanare le foreste, i nostri rapporti e con noi stessi, alcuni individui hanno preso in mano la situazione, distruggendo ciò che ci distrugge. – Unsung 1. Il Walbran Valley Blockade è una protesta ancora in corso contro il disboscamento delle foreste secolari nella parte meridionale dell’isola di Vancouver, nella Columbia Britannica, in Canada. A partire dalla fine di Agosto 2025, i manifestanti hanno allestito un accampamento che blocca una strada forestale per impedire il taglio di porzioni de foresta vergine. ↩︎
Vernon (BC, CANADA): Incendio di mezzi al concessionario KIA
> Da BC counter info, Gennaio 2026 Poco dopo le due del mattino del giorno di Natale, ha svegliato i residenti di Vernon, nella Columbia Britannica, si sono svegliati confusi a causa del rumore di alcune esplosioni . Forse era Babbo Natale rimasto incastrato nel camino? O forse stava cercando di rimettere in moto la sua slitta? I sospetti sono stati confermati dopo una rapida occhiata fuori dalla finestra: il rumore aveva in effetti un che di festoso. Un denso fumo si alzava dal concessionario Kia di Vernon, dove un grande incendio stava devastando i veicoli parcheggiati. L’esplosione dei pneumatici o dei serbatoi di carburante deve aver causato il boato iniziale. Quando i vigili del fuoco hanno domato le fiamme, sette auto erano completamente bruciate e altre due avevano riportato ingenti danni. L’incendio è considerato sospetto e viene indagato come doloso. -Unsung