LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI VOSTRI PROFITTI!BASTA SANGUE SUL LAVORO ALLA RED GLOVES DI UBERSETTO
Un altro gravissimo infortunio nello stabilimento di Ubersetto.
Un lavoratore è stato investito e travolto da un muletto all’interno dei
capannoni.
Non chiamatelo semplicemente incidente.
Questa tragedia arriva dopo mesi nei quali il S.I. Cobas ha denunciato
pubblicamente e formalmente le condizioni di sicurezza dello stabilimento.
Segnalazioni.
Comunicazioni ai responsabili aziendali.
Scioperi.
Picchetti e blocchi.
Abbiamo indicato i rischi, denunciato i ritmi insostenibili e chiesto interventi
concreti.
Le nostre denunce sono rimaste lettera morta.
Perché quando la priorità è far correre le merci, anche la sicurezza diventa un
ostacolo alla produttività.
I PROFITTI VENGONO PRIMA DELLE VITE UMANE?
Quello che è successo a Ubersetto non può essere archiviato come una fatalità.
È necessario interrogarsi sul modello produttivo e sulla gestione della
sicurezza all’interno dello stabilimento.
Un sistema nel quale:
LE SEGNALAZIONI VENGONO IGNORATE
I lavoratori conoscono i rischi perché li vivono ogni giorno. Quando vengono
segnalati pericoli, devono essere ascoltati e devono seguire interventi
immediati.
I RITMI DI LAVORO SONO SEMPRE PIÙ PESANTI
La pressione sulla produttività e sulle tempistiche riduce inevitabilmente i
margini di sicurezza.
I MULETTI DEVONO CORRERE
Le merci non possono aspettare. Ma i lavoratori non sono merci e la loro vita
non può essere subordinata ai tempi della produzione.
LA CATENA DEGLI APPALTI FRAMMENTA LE RESPONSABILITÀ
Le esternalizzazioni spezzettano diritti e responsabilità, mentre il rischio
continua a gravare sulla carne viva di chi lavora.
A MAGGIO I LICENZIAMENTI. OGGI IL SANGUE SUL LAVORO.
C’è un elemento che non possiamo dimenticare.
Solo nel maggio 2026, la risposta dell’azienda alla mobilitazione dei lavoratori
è stata quella di licenziare diverse persone che avevano partecipato ai
picchetti di sciopero.
Di fronte alle rivendicazioni:
REPRESSIONE.
Di fronte alle denunce sulla sicurezza:
SILENZIO.
E oggi, dopo l’ennesimo gravissimo infortunio:
CHI PAGHERÀ IL PREZZO DI QUESTA SITUAZIONE?
Lo diciamo con chiarezza:
CHI SCIOPERA NON PUÒ ESSERE LICENZIATO.
CHI SEGNALA UN PERICOLO NON PUÒ ESSERE IGNORATO.
CHI LAVORA NON PUÒ RISCHIARE LA VITA PER AUMENTARE I PROFITTI.
LA SICUREZZA NON È UN COSTO
La sicurezza non è una voce da comprimere.
La salute non è una variabile della produttività.
LA VITA DI UN LAVORATORE VALE PIÙ DI QUALSIASI CONSEGNA.
Per questo chiediamo che venga fatta piena luce sulle dinamiche dell’infortunio,
sulle condizioni di sicurezza dello stabilimento, sulle segnalazioni
precedentemente effettuate e sulle responsabilità di tutti i soggetti coinvolti
nella filiera dell’appalto.
Non accetteremo che tutto venga ridotto alla responsabilità individuale di un
lavoratore.
LE RESPONSABILITÀ DEVONO ESSERE ACCERTATE A TUTTI I LIVELLI.
IL TEMPO DELLE PAROLE È FINITO
È finito il tempo dei tavoli di facciata.
È finito il tempo delle convocazioni in Prefettura utilizzate per prendere
tempo.
È finito il tempo delle espressioni di solidarietà dopo che qualcuno si è fatto
male.
La sicurezza deve essere garantita prima che avvenga un infortunio.
Non dopo.
STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE
Il S.I. Cobas dichiara lo STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE.
Se l’azienda continuerà a ignorare le denunce dei lavoratori e le richieste del
sindacato, intensificheremo la mobilitazione.
BLOCCHEREMO I MAGAZZINI.
Non permetteremo che le merci continuino a correre mentre i lavoratori rischiano
di essere travolti.
Perché:
NESSUNA CONSEGNA È PIÙ IMPORTANTE DI UNA VITA.
NESSUN APPALTO VALE LA SALUTE DI CHI LAVORA.
NESSUN PROFITTO PUÒ ESSERE COSTRUITO SULLA PELLE DEI LAVORATORI.
LE NOSTRE VITE
VALGONO PIÙ
DEI VOSTRI PROFITTI.
S.I. COBAS MODENA- SI COBAS NAZIONALE
L'articolo LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI VOSTRI PROFITTI! proviene da S.I.
Cobas - Sindacato intercategoriale.