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No, la geopolitica non mi ha convinto
La geopolitica ha spesso ignorato le trasformazioni economiche e tecnologiche che modificano radicalmente le condizioni del potere internazionale. La rivoluzione industriale, l'emergere delle multinazionali, il ruolo della finanza globale e la digitalizzazione sono fattori che sfuggono alla tradizionale analisi geopolitica, troppo ancorata a una visione statocentrica e territoriale delle relazioni di potere. Questo limite è particolarmente evidente nel mondo contemporaneo in cui le reti globali, le interdipendenze economiche e i flussi di informazione hanno ridotto l'importanza del controllo territoriale come unico criterio di potenza. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
La logistica in Italia: lo sfruttamento del lavoro come fattore strutturale e leva competitiva. Intervista ad Andrea Bottalico
Andrea Bottalico è autore del saggio La logistica in Italia. Merci, lavoro, conflitti (Carocci, 2025). Dopo avere conseguito il dottorato in Sociologia Economica a Milano è stato assegnista e docente presso le università di Milano e di Bergamo. Attualmente è … Leggi tutto L'articolo La logistica in Italia: lo sfruttamento del lavoro come fattore strutturale e leva competitiva. Intervista ad Andrea Bottalico sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Alla GLS Verona, licenziato delegato USB. Presidio in prefettura, pronti a mobilitarsi l’intera filiera fino al reintegro
Nei giorni scorsi il fornitore di servizi attivo nel magazzino GLS di Verona ha licenziato un delegato sindacale USB: le motivazioni portate avanti dall’azienda, del tutto pretestuose, ufficialmente riguardano mancate consegne causate da strade impraticabili con il mezzo a lui assegnato; in realtà si tratta di un provvedimento ritorsivo nei […] L'articolo Alla GLS Verona, licenziato delegato USB. Presidio in prefettura, pronti a mobilitarsi l’intera filiera fino al reintegro su Contropiano.
February 24, 2026
Contropiano
Puntata del 10/02/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge: “In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui: usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto. Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita. Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero. I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’. Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare protesta e dissenso). IL NEMICO É IN CASA NOSTRA CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice. Buon ascolto
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 10/02/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge: “In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui: usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto. Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita. Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero. I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’. Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare protesta e dissenso). IL NEMICO É IN CASA NOSTRA CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice. Buon ascolto
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 10/02/2026@2
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge: “In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui: usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto. Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita. Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero. I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’. Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare protesta e dissenso). IL NEMICO É IN CASA NOSTRA CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice. Buon ascolto
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider
L’inchiesta della Procura di Milano e il controllo giudiziario su Foodinho (Glovo) dicono con chiarezza ciò che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle: non siamo lavoratori autonomi, non facciamo un “lavoretto”, non siamo imprenditori di noi stessi che guadagnano milioni. Siamo lavoratori organizzati dall’azienda, controllati dall’algoritmo, sottoposti a penalizzazioni e […] L'articolo Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider su Contropiano.
February 17, 2026
Contropiano
Calo di morti sul lavoro: gennaio 2026 fa sperare …
… in una inversione di tendenza. di Carlo Soricelli (*) Osservatorio di Bologna morti sul lavoro  Report 2026  – 65 morti sui LUOGHI DI LAVORO (senza quelli “in itinere”) al 31 gennaio 2026. Con itinere si contano 86 morti complessivi quest’anno 31 gennaio 2025: 90 morti sui luoghi di lavoro. 112 morti con itinere Dopo 18 anni di monitoraggio, sto finalmente assistendo
February 1, 2026
La Bottega del Barbieri
Puntata del 20/01/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Murat Cinar, giornalista, sull’evento dal titolo: “Il Rojava è sotto attacco”: EVENTO INFORMATIVO a TORINO, giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 18 al Campus Einaudi. “COSA STA SUCCEDENDO IN SIRIA? Dal 6 gennaio il governo ad interim siriano di al-Jolani (che ha guidato prima al Nusra e poi affiliato ad al Qaeda, ora a capo delle HTS) sta attaccando brutalmente la popolazione civile, prima nei quartieri curdi di Sheikh Maqsud e Ashrafiya ad Aleppo, poi nelle città di Tabqa e Raqqa, e da poche ore anche la città di Kobane. L’intento è eliminare la popolazione curda (dopo drusi e alawiti) e l’esperienza rivoluzionaria dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord Est(DAANES), nei territori del Rojava (il Kurdistan siriano). La DAANES è una regione in cui diversi popoli – curdi, arabi, siriaci, turcomanni e altri – convivono pacificamente in un sistema di auto-governo basato sui pilastri del confederalismo democratico: democrazia radicale, ecologia sociale e liberazione della donna. Le Forza Democratiche Siriane (SDF) che ora difendono la DAANES sono le stesse forze che con YPG e YPJ combattevano l’ISIS dieci anni fa. Nonostante i diversi accordi per un cessate il fuoco tra HTS e SDF (Forze Democratiche Siriane), non si interrompono gli attacchi ai civili, agli ospedali, alle infrastrutture fondamentali della società della DAANES. La resistenza del Rojava e la proposta della DAANES sono un esempio nella storia dei popoli oppressi di una vita costruita su valori e principi di democrazia, giustizia e uguaglianza: per questo è necessario difendere la rivoluzione in Rojava! Parleremo meglio della situazione attuale, degli attori in campo e della vita nella DAANES questo giovedì.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello delle lotte nel mondo della logistica piemontese, in particolare andiamo a trattare le vicende avvenute negli stabilimenti della Team Works di Biella, azienda in appalto al colosso BRT. Intervistando Max, coordinatore logistica USB del Piemonte, ci siamo addentrati nei dettagli della vicenda, ma abbiamo anche tracciato un quadro delle problematiche quotidiane dei drivers, costretti a stare alle regole date da contrattazioni stipulate tra aziende e sindacati confederali; dai comunicati di USB sul web: “Assemblea negata nei locali aziendali si trasforma in picchetto di protesta, che ha interrotto il transito delle spedizioni dalle 8 fino alle 11.30. USB chiedeva all’azienda Team Work srl, in appalto Bartolini, oltre il diritto di assemblea, la disponibilità a discutere l’orario di lavoro di 39 ore settimanali in luogo delle 42 stabilite dagli accordi e dal CCNL capestro a firma CGIL CISL UIL, ritmi di lavoro meno usuranti e nel rispetto della sicurezza, la cessazione delle ritorsioni agli iscritti USB operate attraverso sfilza di provvedimenti disciplinari. La lotta di USB contro lo sfruttamento negli appalti della logistica prosegue!” Buon ascolto
January 21, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 20/01/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Murat Cinar, giornalista, sull’evento dal titolo: “Il Rojava è sotto attacco”: EVENTO INFORMATIVO a TORINO, giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 18 al Campus Einaudi. “COSA STA SUCCEDENDO IN SIRIA? Dal 6 gennaio il governo ad interim siriano di al-Jolani (che ha guidato prima al Nusra e poi affiliato ad al Qaeda, ora a capo delle HTS) sta attaccando brutalmente la popolazione civile, prima nei quartieri curdi di Sheikh Maqsud e Ashrafiya ad Aleppo, poi nelle città di Tabqa e Raqqa, e da poche ore anche la città di Kobane. L’intento è eliminare la popolazione curda (dopo drusi e alawiti) e l’esperienza rivoluzionaria dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord Est(DAANES), nei territori del Rojava (il Kurdistan siriano). La DAANES è una regione in cui diversi popoli – curdi, arabi, siriaci, turcomanni e altri – convivono pacificamente in un sistema di auto-governo basato sui pilastri del confederalismo democratico: democrazia radicale, ecologia sociale e liberazione della donna. Le Forza Democratiche Siriane (SDF) che ora difendono la DAANES sono le stesse forze che con YPG e YPJ combattevano l’ISIS dieci anni fa. Nonostante i diversi accordi per un cessate il fuoco tra HTS e SDF (Forze Democratiche Siriane), non si interrompono gli attacchi ai civili, agli ospedali, alle infrastrutture fondamentali della società della DAANES. La resistenza del Rojava e la proposta della DAANES sono un esempio nella storia dei popoli oppressi di una vita costruita su valori e principi di democrazia, giustizia e uguaglianza: per questo è necessario difendere la rivoluzione in Rojava! Parleremo meglio della situazione attuale, degli attori in campo e della vita nella DAANES questo giovedì.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello delle lotte nel mondo della logistica piemontese, in particolare andiamo a trattare le vicende avvenute negli stabilimenti della Team Works di Biella, azienda in appalto al colosso BRT. Intervistando Max, coordinatore logistica USB del Piemonte, ci siamo addentrati nei dettagli della vicenda, ma abbiamo anche tracciato un quadro delle problematiche quotidiane dei drivers, costretti a stare alle regole date da contrattazioni stipulate tra aziende e sindacati confederali; dai comunicati di USB sul web: “Assemblea negata nei locali aziendali si trasforma in picchetto di protesta, che ha interrotto il transito delle spedizioni dalle 8 fino alle 11.30. USB chiedeva all’azienda Team Work srl, in appalto Bartolini, oltre il diritto di assemblea, la disponibilità a discutere l’orario di lavoro di 39 ore settimanali in luogo delle 42 stabilite dagli accordi e dal CCNL capestro a firma CGIL CISL UIL, ritmi di lavoro meno usuranti e nel rispetto della sicurezza, la cessazione delle ritorsioni agli iscritti USB operate attraverso sfilza di provvedimenti disciplinari. La lotta di USB contro lo sfruttamento negli appalti della logistica prosegue!” Buon ascolto
January 21, 2026
Radio Blackout - Info