VERONA: RESPINTA L’ARCHIVIAZIONE DEL CASO MOUSSA DIARRA, IL POLIZIOTTO SARÀ INDAGATO PER DEPISTAGGIO
La giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di
archiviazione, quindi il pubblico ministero dovrà riprendere le indagini sulla
morte di Moussa Diarra, 26 di origine maliana freddato da un poliziotto alla
stazione di Verona Porta Nuova il 20 ottobre del 2024.
Lo scorso novembre la Procura di Verona aveva chiesto l’archiviazione del caso,
richiesta alla quale si era opposta la famiglia Diarra. Nelle 54 pagine di
ordinanza della giudice per le indagini preliminari, si chiede di indagare il
poliziotto per concorso in depistaggio. La giudice ipotizza infatti che le prove
siano state alterate dal poliziotto o da altre persone, oppure che siano state
fornite false informazioni agli inquirenti.
La posizione del poliziotto quindi si aggrava, poiché inizialmente era indagato
per eccesso colposo di legittima difesa. Quest’ultima ipotesi era stata respinta
dalla Procura, secondo la quale il poliziotto agì appunto per legittima difesa.
L’avvocato e le avvocate della famiglia Diarra argomentarono da subito che
l’indagine fu incompleta e parziale. Infatti le investigazioni sui poliziotti
coinvolti nell’omicidio, furono affidate alla Questura. I legali di Diarra
avevano anche insistito sulla non proporzionalità del pericolo rappresentato dal
coltello da cucina che Moussa aveva in mano prima di essere sparato a morte.
Il commento di uno degli avvocati della famiglia Diarra, Fabio Anselmo. Ascolta
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