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Papa sotto osservazione, abusi fuori dai radar
di Gianfranco Chiari (*). A seguire una breve nota della “bottega” nella foto: il papa a Lourdes, 27 settembre 2026 Quando si tratta di raggiungere lettori e telespettatori con argomenti di sicuro impatto emotivo come la salute del papa, ecco che la Chiesa fa notizia e dilaga sui media, per poi sparire quando si parla di abusi clericali e (mancata)
October 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Il papa in ospedale e il giornalismo genuflesso
di Francesco Zanardi (*) Il papa in ospedale. E va in onda il giornalismo più becero e grottesco, quello italiano, un insulto all’informazione e ai cittadini. Solo per i media italiani il papa pare essere “l’ombelico del mondo” tanto da arrivare a titoli squallidi come quello di TGcom 24 che arriva persino a criticare la stampa estera per non essersi
October 14, 2026
La Bottega del Barbieri
Abusi-Chiesa: in Italia il silenzio è sacro
Impressionante l’auto-censura dei massmedia. Noi continuiamo a proporre i preziosi articoli e link di Federica Tourn, della «Rete L’abuso» e qualcos’altro. In coda una nota della Bottega (*). TRE LINK da «Preferisco i giorni feriali» (di Federica Tourn) Lo 007 del papa racconta (per sbaglio) lo scheletrone nell’armadio di Leone XIV – 19 settembre – di Giorgio Meletti «Denunciare gli
26 settembre: webinar dalle 17 alle 20 nel «Petrov Day»
«Come ci stanno riabituando a morire atomici in Europa» in occasione del Petrov Day – di Alfonso Navarra, coordinatore «Disarmisti esigenti» (in coda il link per collegarsi) Diciamoci la verità: quelli che dicono “la guerra nucleare limitata è una novità di Putin” non hanno studiato. Non è nuova per niente. Questa idea ce l’avevamo già in casa negli anni Sessanta. Prima
September 26, 2026
La Bottega del Barbieri
«A ragion veduta»: all’ombra del Vaticano
di Daniele Barbieri (*) Non è facile vivere all’ombra del Vaticano per chi crede che la religione sia un affare privato che non deve condizionare lo Stato. Nè consola che in alcune parti del mondo vada peggio con le altre religioni organizzate. Per verificarlo leggete questo documentatissimo libro. Il sottotitolo è: «20 anni di mondo osservato dall’Uaar», dove la sigla
September 25, 2026
La Bottega del Barbieri
Chiesa e abusi: il Papa gioca a nascondino con la verità
Due articoli di Federica Tourn e un commento di Francesco Zanardi sul caso Di Giacomo. In coda una breve nota di db (*). Aparecida (Brasile) in festa per gli stessi mosaici che a Lourdes coprono di Federica Tourn Il papa approva in Francia la copertura delle opere di Marko Rupnik sotto processo per abusi, ma benedice la solenne inaugurazione in
September 8, 2026
La Bottega del Barbieri
Cia e Vaticano in missione a Mosca
Una missione di cui non si sa nulla, contemporanea a quella del “ministro degli esteri” del Vaticano, Paul Richard Gallagher (ma è inglese…), che ieri si è incontrato con il suo omologo Lavrov. Della seconda missione sappiamo che la parola d’ordine è “questa guerra [in Ucraina, ndr] deve finire”. Che, […] L'articolo Cia e Vaticano in missione a Mosca su Contropiano.
August 26, 2026
Contropiano
Abusi nelle Chiese e silenzi: la catena non si spezza
15 link agli articoli usciti sulla «Rete L’abuso» nell’ultima settimana. A seguire la rubrica «Preferisco i giorni feriali» di Federica Tourn. Anche questa settimana la “bottega” segnala gli articoli usciti sulla «Rete L’Abuso»: è impressionante come quasi tutte le notizie vengano ignorate, minimizzate o travisate dalla assoluta maggioranza dei media italiani. Alcuni articoli riguardano la Spagna (e dunque il viaggio
NESSUN FILTRO ETICO BASTA
L’enciclica sull’IA e il vuoto della finanza responsabile Il 25 maggio 2026 Papa Leone XIV ha presentato Magnifica Humanitas, la sua prima enciclica, dedicata alla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale. Oltre duecento pagine, cinque capitoli, un arco che va dalla diagnosi teologica alla prescrizione politica. Il documento afferma, al paragrafo 9, la tesi che regge l’intero testo: la tecnologia non è mai neutrale, perché assume le caratteristiche di chi la concepisce, la finanzia, la regola e la usa. In una sola frase Leone XIV smonta l’argomento preferito della Silicon Valley — la tecnologia come forza autonoma e imparziale — e la ricolloca nel perimetro della responsabilità umana. Tre mesi prima, a febbraio 2026, la banca vaticana — lo IOR, l’Istituto per le Opere di Religione — aveva annunciato il lancio di due nuovi indici azionari: il Morningstar IOR Eurozone Catholic Principles e il Morningstar IOR US Catholic Principles. Nella top 10 del paniere in dollari figurano Meta Platforms, Alphabet, Tesla, Amazon, Apple, Nvidia, JP Morgan, Broadcom e Micron. Nvidia — l’azienda i cui chip sono l’infrastruttura materiale di quasi tutto ciò che l’enciclica mette in guardia — certificata come investimento cattolicamente virtuoso. La contraddizione è reale e merita di essere osservata con attenzione. Ma fermarsi lì — alla contraddizione istituzionale della Chiesa — rischia di far perdere di vista qualcosa di più importante. Il problema non è il Vaticano. I criteri degli indici IOR escludono dall’universo investibile aborto, armi, energie fossili, gioco d’azzardo. Meta vende pubblicità, Amazon vende prodotti online, Nvidia produce chip: nessuna di queste attività rientra nelle categorie escluse. Ecco perché passano il filtro. Lo IOR non ha applicato i criteri in modo disonesto. Il problema è che quei criteri — come tutti i criteri dell’investimento socialmente responsabile — sono stati costruiti per rispondere a un problema che non è più il problema centrale. La finanza etica nasce storicamente per escludere i settori del vizio e della guerra. I Quaccheri del Settecento rifiutavano di finanziare la tratta degli schiavi. I movimenti degli anni Settanta costruivano i primi screening sul tabacco, sull’apartheid, sulle armi nucleari. L’ESG moderno ha affinato quegli strumenti aggiungendo criteri ambientali e di governance. Ma tutta questa architettura presuppone che il male economico sia localizzabile in un settore, in un prodotto, in una categoria merceologica. Presuppone che ci sia un “dentro” e un “fuori” abbastanza distinguibili da separare con un filtro. L’enciclica di Leone XIV dice che questa distinzione, nell’economia digitale, non esiste più. Chi controlla i modelli di AI rischia di imporre anche una propria “visione morale” del mondo, trasformando gli algoritmi in infrastrutture invisibili del potere. Il potere contemporaneo non si esercita più soltanto attraverso il controllo territoriale o militare, ma attraverso il controllo cognitivo. Chi governa gli algoritmi può influenzare percezioni, desideri, priorità, consumi, opinioni pubbliche e persino il concetto stesso di verità. Non si tratta di un settore produttivo che si può escludere. Si tratta di una logica che attraversa l’intera economia, che abita nei modelli di business delle piattaforme di comunicazione, nella gestione dei dati sanitari, nella mediazione algoritmica del lavoro, nella profilazione che orienta il credito e le assunzioni. Un filtro settoriale non tocca tutto questo. Non è concepito per farlo. La finanza etica e il suo soffitto strutturale Non è un’accusa allo IOR, né al paradigma ESG in quanto tale. Questi strumenti hanno prodotto pressioni reali su pratiche aziendali reali: politiche ambientali più stringenti, rendicontazione sulla catena di fornitura, riduzione dell’esposizione a certi rischi reputazionali. Ma operano sulla superficie — sui comportamenti dichiarati delle imprese — e non riescono a toccare la struttura profonda: il fatto che poche grandi entità private controllano infrastrutture, capacità di calcolo e dati, sfuggendo al controllo democratico. Il caso IOR lo rende visibile con una chiarezza che raramente si trova in un solo esempio. Se persino la più antica istituzione morale del mondo occidentale, dotata di indipendenza dagli azionisti e di una vocazione esplicitamente profetica, non riesce a costruire un portafoglio di investimenti coerente con la propria dottrina appena formulata — non per malafede, ma perché gli strumenti disponibili non sono all’altezza del problema — allora il difetto non è nella singola istituzione. È nel paradigma. Che cosa servirebbe, invece Magnifica Humanitas lo dice con una precisione che raramente si trova nei documenti istituzionali: non framework volontari, ma governance con capacità di enforcement. L’enciclica chiede regole internazionali, trasparenza e una governance pubblica più forte. Chiede anche che i dati siano gestiti come bene comune, poiché sono frutto della collettività. Queste non sono richieste nuove. Le fanno da anni i movimenti per i diritti digitali, le organizzazioni della società civile che lavorano sull’AI Act europeo, i ricercatori che studiano l’impatto sociale dell’automazione sul lavoro. L’enciclica le porta in un registro diverso — quello dell’autorità morale globale — ma il contenuto è convergente con battaglie che si combattono da molto prima in spazi molto meno solenni. Il merito del documento non è nell’originalità delle soluzioni. È nell’aver nominato con chiarezza, e ad alta voce, il nodo che la finanza etica non riesce a sciogliere: che il problema del potere nell’economia digitale non è riducibile a una lista di settori proibiti. Che richiede strumenti di governo del tutto diversi da quelli che i mercati finanziari mettono a disposizione. E che finché quei strumenti non esistono — o non vengono costruiti con la necessaria forza vincolante — chiunque voglia operare dentro il sistema globale, compreso il Vaticano, finirà per certificare come virtuose le stesse strutture che denuncia come problematiche. Il paradosso non è della Chiesa. È del tempo in cui viviamo. Fonti • Giuseppe Aceto, “Nvidia è un’azienda cattolica” Debug dei Desideri – Substack • Comunicato stampa IOR Istituto per le Opere di Religione • Enciclica Magnifica Humanitas Vatican.va • Approfondimenti e articoli correlati Agenda Digitale Il Sole 24 Ore – InfoData AgenSIR Francesco Russo
May 28, 2026
Pressenza