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L’accusa è: «antifascismo»
Eppure il processo si terrà il 27 febbraio 2026 (non del 1936 o del 1926). di Cecco Bellosi. Venerdì 27 febbraio, alle 9,30 presso il Tribunale di Como, inizierà il processo contro di me per danneggiamento alla teca e alla lapide raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. Considerate, la teca e la lapide che in realtà
February 21, 2026
La Bottega del Barbieri
Dongo 27 aprile/ Il vento fischia ancora
Nella testimonianza e nelle foto dello sconvolgente reportage di Alle Bonicalzi sulla manifestazione fascista del 27 aprile e sul presidio democratico di Anpi, Arci, forze politiche e sindacati in piazza Paracchini, l’evidenza del reato di apologia del fascismo, il contrasto tra l’apparente innocenza delle rose e la volontà assassina delle libertà e della storia che le ha lasciate sulla ringhiera, l’imbarazzante ruolo delle forze dell’ordine impegnate a blindare la democrazia e lasciare liberi i fascisti di delinquere oltraggiando la Costituzione. Ma anche la forza e gioia di tant3 per essere partigian3 della libertà. Questa mattina mi sono alzata e ho scoperto tracce molto chiare della necessità d’essere partigian3 e antifascist3, oggi come e più di ieri. Trovarmi faccia a faccia con il manipolo di ‘persone che salutano’ in memoria dei fatti del 1945, mi ha colpito davvero molto, soprattutto rispetto al contesto: il mondo all’incontrario! Dall’altro lato della piazza, una contromanifestazione nonviolenta circondata e arginata dalla polizia in assetto antisommossa, che dirige perfino il traffico per favorire ‘l’evento’; di là, su un lungolago rannuvolato come e più di me, una coorte schierata che offre romanamente il braccio destro al cielo come se fosse costituzionalmente possibile.  Allucinante. In senso letterale, dico. Deve per forza essere un abbaglio, una svista e, quindi, un errore! Come altrimenti spiegare (e lo dovremo spiegare!) questo rigurgito di un passato decisamente nero che annualmente si ripropone come solo un cibo davvero indigesto sa fare? Come assicurarci d’essere ancora in una democrazia fondata sul ripudio della guerra e, quindi, della violenza e della prevaricazione? Come costruire un domani che sia splendente di libertà, accoglienza, giustizia e, quindi, pace? Io oggi son rimasta senza parole. Un po’ parlano le immagini. Ma intanto io mi appunto nel pensiero una certezza: ora e sempre Resistenza. Perché la libertà non è mai data una volta per tutte. Va esercitata, nel duplice senso di allenata e agita! E la democrazia va protetta, anche da se stessa. Ora. E sempre. Resistenza. Guarda i video della manifestazione democratica e della presenza fascista. Guarda la galleria di foto di Alle Bonicalzi Ecoinformazioni
April 28, 2025
Pressenza