Tag - nucleare

#Europa verso il #RIARMO #NUCLEARE contro la #Russia? #Polonia, Baltici e Italia nel mirino Gli Stati Uniti stanno valutando di schierare nuove armi nucleari tattiche in Polonia e nei Paesi Baltici. Il prossimo vertice #NATO di Ankara potrebbe essere decisivo per una nuova deterrenza in funzione antirussa. ⚠️ Un approfondimento su uno dei temi più delicati della politica internazionale contemporanea https://www.youtube.com/watch?v=JX0p-71lqUI
June 7, 2026
Antonio Mazzeo
L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin
Che sia davvero tempo di por fine al massacro di soldati ucraini e russi e dare pace al martoriato Donbass, terrorizzato ormai da dodici anni dagli attacchi dei nazisti di Kiev, è questione su cui rifiutano di convenire solo le soldataglie neonaziste e i ras che, dalla pace, avrebbero solo […] L'articolo L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
L’UE approva lo sforamento di bilancio per l’energia, e in Italia passa il dl sul nucleare
Due giorni fa (4 giugno, ndr), a esattamente 15 anni dal giugno 2011 in cui la popolazione italiana si espresse per la seconda volta contro la costruzione delle centrali a fissione in Italia, la Legge Delega sul “nucleare sostenibile” è stata approvata alla Camera dei deputati. Un testo di legge […] L'articolo L’UE approva lo sforamento di bilancio per l’energia, e in Italia passa il dl sul nucleare su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
CURAMI-PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “NUCLEARE E SALUTE. QUALI RISCHI PER LE COMUNITÀ E L’AMBIENTE”
“Curami. Prima di tutto la salute” è una trasmissione in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30, di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledì alle ore 12.30. Il tema della puntata di sabato 6 giugno è “Nucleare e salute. Ogni scelta energetica deve essere valutata anche per gli effetti sulla salute delle persone, delle comunità , degli ecosistemi “. Negli ultimi anni diversi studi convergono nel riconoscere l’impatto dell’esposizione a basse dosi di radiazioni. Un problema che riguarda i lavoratori ma anche le comunità che abitano vicino alle centrali. Il rischio aumenta anche a livelli considerati compatibili con gli standard regolatori. Ospite della trasmissione l’On. Francesca Ghirra Parlamentare AVS Ascolta o scarica   
June 6, 2026
Radio Onda d`Urto
#Europa verso il RIARMO #NUCLEARE contro la #Russia? #Polonia, Baltici e Italia nel mirino Gli Stati Uniti stanno valutando di schierare nuove armi nucleari tattiche in Polonia e nei Paesi Baltici. Il prossimo vertice #NATO di Ankara potrebbe essere decisivo per una nuova deterrenza in funzione antirussa. Quali sono i piani e quale ruolo avranno Italia, Sicilia, Sigonella, Aviano, Ghedi e il MUOS?https://www.youtube.com/watch?v=JX0p-71lqUI
June 4, 2026
Antonio Mazzeo
#nonukes Gli Stati Uniti d'America potrebbero presto installare le nuove bombe nucleari tattiche B61-12 in #Polonia e nelle Repubbliche Baltiche. Ad annunciarlo The Financial Times, secondo cui sarebbe in corso un tavolo di discussione in ambito #NATO sull'estensione dell'ombrello #nucleare USA ai paesi dell'Europa orientale. Attualmente le B61-12 sono dislocate in Belgio, Paesi Bassi, Germania, Turchia e Italiane (nelle basi di #Aviano, Pordenone e #Ghedi, Brescia).
June 3, 2026
Antonio Mazzeo
Ciao Gianni Mattioli
Il saluto di Vincenzo Miliucci   Il 1°giugno è venuto a mancare Gianni Mattioli, compagno antinucleare con cui abbiamo condiviso tra gli altri le vincenti battaglie contro l'energia padrona, che hanno portato fin dal 1987 a chiudere il ciclo dell'energia nucleare in italia, primi al mondo.  Diversamente collocati e impegnati, ci siamo trovati accomunati a confliggere contro i piani energetico-capitalisti, votati all'estrattivismo fossile e al perdurare del nucleare in Europa. Per ultimo, "contro la ripresa del nucleare in Italia" voluta dal governo Meloni: milioni e successivi miliardi di euro buttati, per una energia obsoleta e pericolosa, al pari della guerra e del riarmo.   Gianni Mattioli,sarà ricordato a Roma martedi' 6|6 ore 17 c|o Chiesa Valdese (via Cossa)   Da QualEnergia:   È morto a 86 anni Gianni Mattioli, fisico, docente universitario e tra le figure più importanti dell'ambientalismo scientifico in Italia. Il suo nome è legato, insieme a quello di Massimo Scalia, scomparso il 12 dicembre 2023, alle battaglie contro il nucleare, alla stagione referendaria, all'impegno per il risparmio energetico e alla promozione delle fonti rinnovabili. Con Scalia e Gianni Silvestrini fu tra i fondatori, nel 1978, del Comitato per il Controllo delle Scelte Energetiche. Fu anche tra i padri della rivista QualEnergia, nata nel 1981, di cui fu direttore per sei anni. Nato a Genova nel 1940, Mattioli si laureò in Fisica all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1964 e nel 1973 divenne docente nella stessa facoltà. Nel 1977 entrò in contatto con le popolazioni di Montalto di Castro, dove era prevista la costruzione di una centrale nucleare. Da quel momento l'impegno civile per la tutela della salute, dell'ambiente e del territorio divenne uno dei cardini della sua attività pubblica, fino all'impegno politico nel movimento ecologista. Deputato, sottosegretario e poi ministro per le Politiche comunitarie, Mattioli ha rappresentato una generazione di studiosi e militanti che seppe unire rigore scientifico, partecipazione democratica e battaglie ambientali. Da fisico, riteneva essenziale portare i temi dell'energia e dell'ambiente fuori dal recinto degli specialisti, rendendoli materia di confronto pubblico e di consapevolezza collettiva. Anche per questo vogliamo ricordarlo non solo per il ruolo avuto nella storia dell'ambientalismo italiano, ma per il contributo generoso e sempre rispettoso, dato alla costruzione di una cultura energetica critica, informata e vicina alle istanze dei territori. Una cultura alla quale anche QualEnergia, rivista e testata web, devono una parte importante delle proprie radici
June 2, 2026
Radio Onda Rossa
Trump disfa l’accordo per aiutare Netanyahu
E’ il gioco (diplomatico) più antico del mondo. E il più pericoloso. Quello di cambiare continuamente le carte in tavola e rimettere in discussione i punti già “concordati”. Anche a prescindere dall’importanza stessa dei singoli argomenti “riaperti” questo modo di procedere semina sfiducia nella controparte. La quale, fra l’altro, ricorda […] L'articolo Trump disfa l’accordo per aiutare Netanyahu su Contropiano.
May 31, 2026
Contropiano
L’Occidente dichiara guerra all’ambiente!
Una proposta di discussione per l’azione La fase storica che stiamo attraversando non è una crisi congiunturale né una semplice somma di emergenze. È una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, che investe simultaneamente il piano economico, sociale, militare e ambientale. Una crisi segnata da un’accentuata aggressività occidentale, che […] L'articolo L’Occidente dichiara guerra all’ambiente! su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
Il Trattato di non proliferazione verso il crepuscolo?
Si è chiusa il 22 maggio sera a New York la cruciale undicesima Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) iniziata il 27 aprile scorso. Dopo settimane di difficili negoziati e dibattiti, i rappresentanti di circa 190 paesi mondiali non sono riusciti a raggiungere il consenso su un documento finale che riaffermasse gli impegni condivisi raggiunti nelle Conferenze di revisione del 1995, 2000 e 2010 — apparentemente a causa di riferimenti al programma nucleare iraniano che gli Stati Uniti insistevano a includere nel documento. Il Trattato NPT è il fondamentale strumento internazionale per regolare le problematiche dell’energia nucleare: vieta a nuovi paesi l’accesso di alle armi nucleari, impone il disarmo nucleare e promuove le applicazioni nucleari pacifiche. Entrato in vigore nel 1970, è quasi universale, mancando solo Corea del Nord, India, Israele, Pakistan e Sud Sudan. Dato il ruolo cruciale del trattato per la sicurezza globale, ogni cinque anni si tiene una conferenza per “esaminare il funzionamento del trattato al fine di accertare se le finalità del suo preambolo e le sue disposizioni si stiano realizzando” e per proporre suggerimenti per rafforzare il controllo dell’energia nucleare militare e civile. Per l’estrema sensibilità politica delle conferenze di riesame e la complessità dei lavori da svolgere, la comunità internazionale si impegna nei tre anni che precedono una Conferenza in lavori di preparazione, con un comitato preparatorio articolato in tre sessioni. I lavori dell’undicesima Conferenza si annunciavano difficili già per il fallimento dei lavori di tutte le tre sessioni del comitato preparatorio, concluse senza un documento concordato, ma soprattutto per la complessa situazione politica attuale e la crescente conflittualità internazionale. Dopo numerose revisioni di un progetto di dichiarazione finale, già giudicato debole in partenza dai sostenitori del disarmo, il vietnamita Do Hung Viet, presidente della conferenza, con “profonda delusione”, ha rinunciato a presentare il testo per l’adozione, dichiarando: “ho presentato quattro versioni del progetto di documento finale, tutte accuratamente riviste seguendo i desideri degli Stati parte. Nonostante tutti i nostri sforzi, comprendo che la Conferenza non è in grado di raggiungere un accordo sul contenuto del suo stesso lavoro”. Il presidente Viet ha effettivamente perseguito con intelligenza un accordo su una bozza di documento finale relativamente breve (sette sole pagine), concentrata sui principi piuttosto che su specifici eventi e posizioni, e ha anche aggirato una serie di delicate questioni chiave — tra cui la sfida nucleare nordcoreana, gli attacchi agli impianti nucleari ucraini e iraniani e il crescente disagio riguardo alle pratiche di deterrenza nucleare estesa agli alleati — nel tentativo di raggiungere il consenso sulle questioni fondamentali. Tuttavia, ciò non è stato sufficiente per raggiungere un accordo tra le numerose divergenti posizioni degli stati parte. Secondo osservatori indipendenti, i cinque paesi nucleari del NPT (Cina, Francia, Russia, UK e USA) hanno utilizzato congiuntamente tattiche di intimidazione diplomatica aggressiva contro gli stati non dotati di armi nucleari per impedire la definizione di misure concrete urgenti per scongiurare una nuova corsa agli armamenti nucleari e rassicurare gli stati non nucleari che non saranno attaccati o minacciati da stati dotati di armi nucleari. Gli stati parti hanno così mancato l’occasione di utilizzare la conferenza per affrontare la vertiginosa serie di pericoli nucleari, incluso il deficit nella diplomazia per il disarmo nucleare. Per la prima volta dal 1972 non esistono limiti concordati sulle dimensioni degli arsenali nucleari russi e statunitensi, i più grandi del mondo. In assenza di nuovi vincoli bilaterali o multilaterali, esiste un serio rischio di una pericolosa corsa globale agli armamenti nucleari nei prossimi anni. È la terza volta consecutiva che la conferenza di revisione non riesce ad adottare un testo, bloccata dalla Russia nel 2022 e dagli Stati Uniti nel 2015. Nonostante questo nuovo fallimento, il trattato continua a esistere, ma con un rischio crescente di erosione della sua legittimità e fiducia, che potrebbe portare alcuni stati non nucleari a chiedersi se la non proliferazione sia veramente la migliore soluzione per la loro sicurezza. Il presidente Du Hung Viet aveva avvertito: “un ulteriore fallimento potrebbe inficiare la la stessa credibilità del Trattato di non-proliferazione”. Alessandro Pascolini
May 24, 2026
Pressenza