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#nonukes Giochi di #GUERRA #NUCLEARE nei nostri cieli: la #NATO testa la deterrenza in Italia || Antonio Mazzeo https://www.youtube.com/watch?v=xbF3gMNWatY
October 20, 2026
Antonio Mazzeo
#nucleare La nuova bomba #atomica B61-12 che sta ridisegnando la strategia nucleare in Europa #aviano #ghedi #amendola Ogni ottobre, nei cieli d’Europa, si svolge una delle esercitazioni militari più importanti della NATO: Steadfast Noon. Quest’anno si svolgerà dal 13 al 20 ottobre e si estenderà allo spazio aereo italiano, con il coinvolgimento delle basi di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani. https://www.youtube.com/watch?v=ZGYeiYOoOwM
October 14, 2026
Antonio Mazzeo
Delirio guerrafondaio in via Solferino
Uno apre il pc, dà un’occhiata alle versioni online dei principali giornali per avere un quadro di quel che accade e rimane basito di fronte all’apertura del Corriere della Sera, la testata che da oltre un secolo fa da pietra angolare del regime corrente (lo ha fatto durante il fascismo, […] L'articolo Delirio guerrafondaio in via Solferino su Contropiano.
October 13, 2026
Contropiano
Dal 13 al 20 ottobre esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon in Italia
L’esercitazione Nato Steadfast Noon si terrà in Italia, trattasi di esercitazione nucleare, a spiegarlo il responsabile della politica nucleare della Nato nel corso di una conferenza stampa di cui riporta notizia l’ANSA. Nell’esercitazione che comincia oggi 13 ottobre, stando ai racconti diffusi a mezzi stampa, non saranno impiegate armi nucleari vere e proprie, trattandosi di simulazioni per testare la capacità di resistenza, resilienza (altro termine abusato e dai significati sempre più sinistri) e di risposta degli eserciti Nato. Più chiaro nei propositi il Ministero della Difesa italiano, Guido Crosetto, che parla esplicitamente di «testare la capacità di risposta rapida dell’Alleanza Atlantica» annunciando «la più grande esercitazione Nato dell’anno, che dimostra la capacità dell’Alleanza di dispiegare e integrare rapidamente le forze, rafforzando la presenza e la prontezza operativa nell’Europa centrale». Ancora una volta siamo davanti all’utilizzo delle esercitazioni militari in funzione anti-russa e anti-cinese, esercitazioni solitamente utilizzate come velata minaccia per mostrare il potenziale degli eserciti UE e NATO e saggiare la capacità di risposta, la cosiddetta prontezza di crosettiana memoria. Oltre dieci mila militari provenienti da 13 Paesi Alleati hanno preso parte alle attività addestrative. In primo piano l’Italia, che ha assunto il Comando della Forza di Reazione Rapida della NATO e della componente terrestre dell’Esercitazione. Leggiamo testualmente «Lo sforzo logistico ha consentito la movimentazione di circa 6.000 metri lineari di materiali, mezzi e attrezzature, in condizioni meteorologiche particolarmente impegnative, segnate da nevicate lungo le principali direttrici terrestri e aeree, e da onde fino a 12 metri sull’Oceano Atlantico». Non è casuale la scelta dell’Italia per questa esercitazione in grande stile che inizierà il prossimo 13 Ottobre. La scelta ricade per la settima volta sul nostro paese sempre in nome della deterrenza. E ormai non si fa mistero della stretta connessione tra forza militare e forza politica: la dimensione nucleare dell’addestramento infatti, esplicitamente richiamata dalla Nato, si inserisce nel più ampio sistema di consultazione politica, pianificazione militare e condivisione degli oneri tra gli Alleati. La responsabile della politica nucleare dell’Alleanza, Nassima Barrows, ha sottolineato il carattere ordinario dell’attività, precisando che non è diretta contro alcun Paese (clicca qui). Nel frattempo la Cub di Pisa ha scritto al Prefetto di Pisa per chiedere se siano state adottati piani di sicurezza a livello locale seguendo le indicazioni dell’appello lanciato da qualche settimana su Peacelink.it e ponendo pubblicamente alcune domande: * quali sono i piani di protezione civile in caso di guerra nucleare; * se e come sono stati considerati scenari di uso di un’arma tattica e di escalation, anche alla luce delle simulazioni dell’Università di Princeton; * l’accesso al piano di protezione civile e al piano di soccorso sanitario; * quali sono le procedure di allerta, evacuazione, ricovero, decontaminazione e assistenza sanitaria; * cosa è previsto per gli impianti a rischio di incidente rilevante (se ci sono scenari di simulazione e previsione dei danni rilevanti in caso di guerra convenzionale o nucleare). Non facciamo passare sotto silenzio l’ennesima operazione di guerra simulata che attraversa i nostri territori. F-16 statunitense decolla da una delle basi del Nord Italia il 13 ottobre 2023, per una delle precedenti esercitazioni nucleari NATO. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Data center, intelligenza artificiale, nucleare e riarmo
Stiamo assistendo a un vero boom dei Data Center (DC) di pari passi con l’impetuoso sviluppo dell’Intelligenza artificiale (IA). Per capire meglio cosa sia un DC ovvero la casa fisica di Internet e dell’ IA è interessante il racconto fatto sull’ultimo numero di Rivista Studio da Federica Verona che aveva visitato a San Francisco l’Internet Archive con sede in una chiesa sconsacrata: “Ricordo bene le stanze gelide dei server: macchine nere e rumorose che contengono cavi e sono punteggiate da lucine quadrate intermittenti; due tecnici intenti a fare flessioni al freddo; le statue dei dipendenti in miniatura disposte tutte in tondo nell’aula centrale della chiesa. E poi una lunghissima scritta su carta: il numero 50 seguito da 15 zeri e, in fondo, le parole Byted Archived.” Ecco presentato il corpo fisico di Internet: migliaia di server riuniti in un edificio formano un DC. Un corpo che si sta espandendo sempre più come un gigantesco…blob. In 179 Paesi del mondo ci sono ad oggi 12.259 DC di cui quasi metà negli USA e ben 3500 in Europa. In Italia si tratta di 190 impianti operativi, più 20 in costruzione altri 30 previsti. Quelli nuovi sono molto più potenti, arrivano anche a 240 MW per impianto rispetto ai 50 MW della media attuale. Il fatturato è enorme e in crescita, destinato a raggiungere i 440 miliardi tra due anni. In Italia il centro di espansione dei DC è la fascia lombarda attorno a Milano ma sicuramente anche il Piemonte e pure il Biellese possono divenire aree appetibili. Un database elaborato da Confindustria Piemonte contiene la mappatura delle aree industriali dismesse e libere per l’attrazione di investimenti sul territorio piemontese. Investimento può essere di tutto: dal manifatturiero alla logistica, dal campus fotovoltaico fino appunto ai Data Center. In Lombardia ci sono Comuni come Pregnana attratti dagli incentivi offerti dagli investitori in DC e dalle possibilità occupazionali, ma altri come ad esempio il vicino Comune di Vanzago sede di Oasi WWF, per restare in zona, decisamente contrari. Un altro caso mette al confronto i confinanti comuni pavesi di Borgarello e di Certosa di Pavia con il primo che si oppone ai progetti di DC del secondo. Un DC è un “capannone come un altro” e che per di più contiene un’attività pulita? Non proprio, stando ai molti critici, comitati, associazioni, Comuni, si mettono in rilievo i molti aspetti negativi: speculazione edilizia, rumore, consumo energetico, consumo di acqua per il raffreddamento, infrastrutture elettriche che attraversano i territori, emissioni dai generatori di emergenza. L’IEA stima che nel 2025 a livello globale i DC abbiano consumato 485 Terawattora di energia elettrica ma entro il 2030 il consumo potrà raddoppiare superando la richiesta di elettricità dell’intero Giappone. Ovviamente i DC causano aumento considerevole del calore nelle porzioni di suolo circostanti stimabili in 2 gradi almeno ma tale riscaldamento può raggiungere picchi vicini ai 10 gradi nelle isole di calore. Evidenti quindi i nefasti effetti anche sulla resa agricola. Consideriamo poi che il governo di destra nell’intento di favorire in tutti i modi gli investimenti di Big Tech in questo settore rende agevoli le procedure con iter autorizzativi semplificati ed accelerati. Gettiamo ora uno sguardo più in là cercando di cogliere quali connessioni ci siano con due ambirti apparentemente lontani ovvero il nucleare rientrato di prepotenza di recente nella pianificazione energetica del governo di destra italiano e l’industria militare. I DC come si è visto consumano tanta energia, energia in gran parte oggi proveniente da fonti fossili, ma quand’anche arrivasse da fonti rinnovabili sarebbe comunque sottratta ad altri impieghi. Questa brama di energia evidentemente il governo pensa di colmarla coi famosi moduli da 300 MW dei reattori in “stile lego” che secondo il ministro Pichetto Fratin saranno disponibili e disseminati nella Penisola nel giro di pochi anni. E qui si innesta un’altra storia, quella del GCAP acronimo di (Global Combat Air Programme) il caccia di nuova generazione guidato dall’intelligenza artificiale in grado di dirigere una moltitudine di droni in volo. Questo “gioiello” di tecnologia bellica come spiega l’amministratore delegato di Edgewing sarà un vero “nodo iperconnesso” in grado di trasmettere volumi giganteschi di dati dialogando con terra, mare, aria, insomma con tutti gli elementi senza perdere di vista il quarto ovvero il fuoco perché è chiaro che questo nuovo geniale ritrovato dell’industria bellica è un formidabile strumento di morte anche se naturalmente spacciato come indispensabile contributo al sistema di difesa e sicurezza. Ecco quindi che dalla joint venture di Leonardo (Italia) , BAE Systems (UK) e JAIEC (Giappone), è pronta la progettazione del super caccia già finanziata con i primi 6 miliardi di euro dalle tre nazioni. La filiera operativa di GCAP sarà in Piemonte; tra Torino e gli stabilimenti di Caselle prenderà forma questo velivolo con profilo stealth del tutto invisibile ai radar nemici. Ed eccoci alla fine alla chiusura del cerchio, con l’evidenza delle connessioni di una intelligenza artificiale sempre più a servizio dell’industria militare che si deve servire di Data Center sempre più potenti e il cui profilo energivoro troverà una moltitudine di “piccole centrali nucleari pronte a sfamarlo. Giuseppe Paschetto
October 12, 2026
Pressenza
Appello alla mobilitazione il 24 ottobre, contro il ritorno del nucleare in Italia
Il governo ha approvato la legge delega sul nucleare: fermiamoli! Mobilitiamoci su tutti i territori contro il ritorno del nucleare in Italia! Nella Giornata Internazionale Contro i Cambiamenti Climatici, il 24 ottobre, affermiamo chiaro e tondo che IL NUCLEARE È INSOSTENIBILE! Il Governo ha appena convertito in legge il quadro […] L'articolo Appello alla mobilitazione il 24 ottobre, contro il ritorno del nucleare in Italia su Contropiano.
October 10, 2026
Contropiano
Il dibattito sul trattato di non proliferazione nucleare in Iran
Dopo due ondate di attacchi statunitensi e israeliani nell’arco di un anno, cresce la pressione sulla dirigenza iraniana affinché si ritiri dal Trattato di non Proliferazione Nucleare. I sostenitori affermano che il Trattato non è riuscito a proteggere il programma nucleare civile iraniano né i suoi scienziati. Gli oppositori avvertono […] L'articolo Il dibattito sul trattato di non proliferazione nucleare in Iran su Contropiano.
October 7, 2026
Contropiano
Di nucleare, nuovi reattori, possibili catastrofi, vecchie scorie.@1
E’ tornato come il peggiore degli ex, mentre ancora non ne avevi smaltito le scorie. Il Senato ha approvato una storica legge delega che apre la strada a un nuovo programma nazionale sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, “che renderà – come ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro per la sicurezza energetica – il nostro Paese più sicuro, indipendente e competitivo”, ma al momento sono più i dubbi che le certezze. Dove sorgeranno gli impianti di nuova generazione? le tecnologie cui il DDL fa riferimento sono disponibili? Fino a che punto saranno sicuri sia per le persone che per l’ambiente? Ma, soprattutto, che fine faranno i rifiuti radioattivi che ci trasciniamo da decenni? Tra tanti problemi, perchè aggiungerne uno così esiziale? Nella prima parte della puntata leggiamo le indicazioni di Ready.gov, il sito ufficiale del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, in caso di incidente nucleare e fuoriuscita di materiale radioattivo e vediamo come se la passano le centrali nucleari in Europa con le temperature sempre più torride che si stanno registrando, e i fiumi che stanno sparendo. Successivamente, abbiamo parlato con un fisico esperto di nucleare di micro reattori, corsa al riarmo, nuove tecnologie ancora non disponibili, astuzie per aggirare i due referendum, vecchi problemi insoluti, come le scorie nucleari e l’imprevedibilità delle catastrofi, così come la loro tendenza a sommarsi (vedi la guerra). Günther Anders e i data center. Free All Antifas! Free Maja, Gabri, Anna, Gino, Zaid, ascolta Zerocalcare! Invasione di meduse, spenti tre reattori della centrale nucleare di Gravelines Citati nella puntata: Ready.gov – U.S. Department of Homeland Security Meduse fermano tre reattori alla centrale nucleare di Gravelines in Francia – Euronews Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni – Greenpeace Chernobyl: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile – Istituto Superiore di Sanità
September 30, 2026
Radio Blackout - Info
Di nucleare, nuovi reattori, possibili catastrofi, vecchie scorie.@3
E’ tornato come il peggiore degli ex, mentre ancora non ne avevi smaltito le scorie. Il Senato ha approvato una storica legge delega che apre la strada a un nuovo programma nazionale sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, “che renderà – come ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro per la sicurezza energetica – il nostro Paese più sicuro, indipendente e competitivo”, ma al momento sono più i dubbi che le certezze. Dove sorgeranno gli impianti di nuova generazione? le tecnologie cui il DDL fa riferimento sono disponibili? Fino a che punto saranno sicuri sia per le persone che per l’ambiente? Ma, soprattutto, che fine faranno i rifiuti radioattivi che ci trasciniamo da decenni? Tra tanti problemi, perchè aggiungerne uno così esiziale? Nella prima parte della puntata leggiamo le indicazioni di Ready.gov, il sito ufficiale del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, in caso di incidente nucleare e fuoriuscita di materiale radioattivo e vediamo come se la passano le centrali nucleari in Europa con le temperature sempre più torride che si stanno registrando, e i fiumi che stanno sparendo. Successivamente, abbiamo parlato con un fisico esperto di nucleare di micro reattori, corsa al riarmo, nuove tecnologie ancora non disponibili, astuzie per aggirare i due referendum, vecchi problemi insoluti, come le scorie nucleari e l’imprevedibilità delle catastrofi, così come la loro tendenza a sommarsi (vedi la guerra). Günther Anders e i data center. Free All Antifas! Free Maja, Gabri, Anna, Gino, Zaid, ascolta Zerocalcare! Invasione di meduse, spenti tre reattori della centrale nucleare di Gravelines Citati nella puntata: Ready.gov – U.S. Department of Homeland Security Meduse fermano tre reattori alla centrale nucleare di Gravelines in Francia – Euronews Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni – Greenpeace Chernobyl: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile – Istituto Superiore di Sanità
September 30, 2026
Radio Blackout - Info
Di nucleare, nuovi reattori, possibili catastrofi, vecchie scorie.@0
E’ tornato come il peggiore degli ex, mentre ancora non ne avevi smaltito le scorie. Il Senato ha approvato una storica legge delega che apre la strada a un nuovo programma nazionale sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, “che renderà – come ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro per la sicurezza energetica – il nostro Paese più sicuro, indipendente e competitivo”, ma al momento sono più i dubbi che le certezze. Dove sorgeranno gli impianti di nuova generazione? le tecnologie cui il DDL fa riferimento sono disponibili? Fino a che punto saranno sicuri sia per le persone che per l’ambiente? Ma, soprattutto, che fine faranno i rifiuti radioattivi che ci trasciniamo da decenni? Tra tanti problemi, perchè aggiungerne uno così esiziale? Nella prima parte della puntata leggiamo le indicazioni di Ready.gov, il sito ufficiale del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, in caso di incidente nucleare e fuoriuscita di materiale radioattivo e vediamo come se la passano le centrali nucleari in Europa con le temperature sempre più torride che si stanno registrando, e i fiumi che stanno sparendo. Successivamente, abbiamo parlato con un fisico esperto di nucleare di micro reattori, corsa al riarmo, nuove tecnologie ancora non disponibili, astuzie per aggirare i due referendum, vecchi problemi insoluti, come le scorie nucleari e l’imprevedibilità delle catastrofi, così come la loro tendenza a sommarsi (vedi la guerra). Günther Anders e i data center. Free All Antifas! Free Maja, Gabri, Anna, Gino, Zaid, ascolta Zerocalcare! Invasione di meduse, spenti tre reattori della centrale nucleare di Gravelines Citati nella puntata: Ready.gov – U.S. Department of Homeland Security Meduse fermano tre reattori alla centrale nucleare di Gravelines in Francia – Euronews Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni – Greenpeace Chernobyl: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile – Istituto Superiore di Sanità
September 30, 2026
Radio Blackout - Info