#Europa verso il #RIARMO #NUCLEARE contro la #Russia? #Polonia, Baltici e Italia
nel mirino
Gli Stati Uniti stanno valutando di schierare nuove armi nucleari tattiche in
Polonia e nei Paesi Baltici. Il prossimo vertice #NATO di Ankara potrebbe essere
decisivo per una nuova deterrenza in funzione antirussa.
⚠️ Un approfondimento su uno dei temi più delicati della politica internazionale
contemporanea https://www.youtube.com/watch?v=JX0p-71lqUI
Tag - nucleare
L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin
Che sia davvero tempo di por fine al massacro di soldati ucraini e russi e dare
pace al martoriato Donbass, terrorizzato ormai da dodici anni dagli attacchi dei
nazisti di Kiev, è questione su cui rifiutano di convenire solo le soldataglie
neonaziste e i ras che, dalla pace, avrebbero solo […]
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Contropiano.
L’UE approva lo sforamento di bilancio per l’energia, e in Italia passa il dl sul nucleare
Due giorni fa (4 giugno, ndr), a esattamente 15 anni dal giugno 2011 in cui la
popolazione italiana si espresse per la seconda volta contro la costruzione
delle centrali a fissione in Italia, la Legge Delega sul “nucleare sostenibile”
è stata approvata alla Camera dei deputati. Un testo di legge […]
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passa il dl sul nucleare su Contropiano.
CURAMI-PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “NUCLEARE E SALUTE. QUALI RISCHI PER LE COMUNITÀ E L’AMBIENTE”
“Curami. Prima di tutto la salute” è una trasmissione in onda il sabato mattina
dalle 12.00 alle 12.30, di Donatella Albini, medica del centro studi e
informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di
Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica –
Movimento di lotta per la salute – di Brescia. La trasmissione viene replicata
il mercoledì alle ore 12.30.
Il tema della puntata di sabato 6 giugno è “Nucleare e salute. Ogni scelta
energetica deve essere valutata anche per gli effetti sulla salute delle
persone, delle comunità , degli ecosistemi “. Negli ultimi anni diversi studi
convergono nel riconoscere l’impatto dell’esposizione a basse dosi di
radiazioni. Un problema che riguarda i lavoratori ma anche le comunità che
abitano vicino alle centrali. Il rischio aumenta anche a livelli considerati
compatibili con gli standard regolatori.
Ospite della trasmissione l’On. Francesca Ghirra Parlamentare AVS Ascolta o
scarica
#Europa verso il RIARMO #NUCLEARE contro la #Russia? #Polonia, Baltici e Italia
nel mirino
Gli Stati Uniti stanno valutando di schierare nuove armi nucleari tattiche in
Polonia e nei Paesi Baltici. Il prossimo vertice #NATO di Ankara potrebbe essere
decisivo per una nuova deterrenza in funzione antirussa. Quali sono i piani e
quale ruolo avranno Italia, Sicilia, Sigonella, Aviano, Ghedi e il
MUOS?https://www.youtube.com/watch?v=JX0p-71lqUI
#nonukes Gli Stati Uniti d'America potrebbero presto installare le nuove bombe
nucleari tattiche B61-12 in #Polonia e nelle Repubbliche Baltiche. Ad
annunciarlo The Financial Times, secondo cui sarebbe in corso un tavolo di
discussione in ambito #NATO sull'estensione dell'ombrello #nucleare USA ai paesi
dell'Europa orientale.
Attualmente le B61-12 sono dislocate in Belgio, Paesi Bassi, Germania, Turchia e
Italiane (nelle basi di #Aviano, Pordenone e #Ghedi, Brescia).
Ciao Gianni Mattioli
Il saluto di Vincenzo Miliucci
Il 1°giugno è venuto a mancare Gianni Mattioli, compagno antinucleare con cui
abbiamo condiviso tra gli altri le vincenti battaglie contro l'energia padrona,
che hanno portato fin dal 1987 a chiudere il ciclo dell'energia nucleare in
italia, primi al mondo.
Diversamente collocati e impegnati, ci siamo trovati accomunati a confliggere
contro i piani energetico-capitalisti, votati all'estrattivismo fossile e al
perdurare del nucleare in Europa. Per ultimo, "contro la ripresa del nucleare in
Italia" voluta dal governo Meloni: milioni e successivi miliardi di euro
buttati, per una energia obsoleta e pericolosa, al pari della guerra e del
riarmo.
Gianni Mattioli,sarà ricordato a Roma martedi' 6|6 ore 17 c|o Chiesa Valdese
(via Cossa)
Da QualEnergia:
È morto a 86 anni Gianni Mattioli, fisico, docente universitario e tra le figure
più importanti dell'ambientalismo scientifico in Italia.
Il suo nome è legato, insieme a quello di Massimo Scalia, scomparso il 12
dicembre 2023, alle battaglie contro il nucleare, alla stagione referendaria,
all'impegno per il risparmio energetico e alla promozione delle fonti
rinnovabili.
Con Scalia e Gianni Silvestrini fu tra i fondatori, nel 1978, del Comitato per
il Controllo delle Scelte Energetiche. Fu anche tra i padri della rivista
QualEnergia, nata nel 1981, di cui fu direttore per sei anni.
Nato a Genova nel 1940, Mattioli si laureò in Fisica all'Università "La
Sapienza" di Roma nel 1964 e nel 1973 divenne docente nella stessa facoltà.
Nel 1977 entrò in contatto con le popolazioni di Montalto di Castro, dove era
prevista la costruzione di una centrale nucleare. Da quel momento l'impegno
civile per la tutela della salute, dell'ambiente e del territorio divenne uno
dei cardini della sua attività pubblica, fino all'impegno politico nel movimento
ecologista.
Deputato, sottosegretario e poi ministro per le Politiche comunitarie, Mattioli
ha rappresentato una generazione di studiosi e militanti che seppe unire rigore
scientifico, partecipazione democratica e battaglie ambientali.
Da fisico, riteneva essenziale portare i temi dell'energia e dell'ambiente fuori
dal recinto degli specialisti, rendendoli materia di confronto pubblico e di
consapevolezza collettiva.
Anche per questo vogliamo ricordarlo non solo per il ruolo avuto nella storia
dell'ambientalismo italiano, ma per il contributo generoso e sempre rispettoso,
dato alla costruzione di una cultura energetica critica, informata e vicina alle
istanze dei territori.
Una cultura alla quale anche QualEnergia, rivista e testata web, devono una
parte importante delle proprie radici
Trump disfa l’accordo per aiutare Netanyahu
E’ il gioco (diplomatico) più antico del mondo. E il più pericoloso. Quello di
cambiare continuamente le carte in tavola e rimettere in discussione i punti già
“concordati”. Anche a prescindere dall’importanza stessa dei singoli argomenti
“riaperti” questo modo di procedere semina sfiducia nella controparte. La quale,
fra l’altro, ricorda […]
L'articolo Trump disfa l’accordo per aiutare Netanyahu su Contropiano.
L’Occidente dichiara guerra all’ambiente!
Una proposta di discussione per l’azione La fase storica che stiamo
attraversando non è una crisi congiunturale né una semplice somma di emergenze.
È una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, che investe
simultaneamente il piano economico, sociale, militare e ambientale. Una crisi
segnata da un’accentuata aggressività occidentale, che […]
L'articolo L’Occidente dichiara guerra all’ambiente! su Contropiano.
Il Trattato di non proliferazione verso il crepuscolo?
Si è chiusa il 22 maggio sera a New York la cruciale undicesima Conferenza di
revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) iniziata il 27
aprile scorso. Dopo settimane di difficili negoziati e dibattiti, i
rappresentanti di circa 190 paesi mondiali non sono riusciti a raggiungere il
consenso su un documento finale che riaffermasse gli impegni condivisi raggiunti
nelle Conferenze di revisione del 1995, 2000 e 2010 — apparentemente a causa di
riferimenti al programma nucleare iraniano che gli Stati Uniti insistevano a
includere nel documento.
Il Trattato NPT è il fondamentale strumento internazionale per regolare le
problematiche dell’energia nucleare: vieta a nuovi paesi l’accesso di alle armi
nucleari, impone il disarmo nucleare e promuove le applicazioni nucleari
pacifiche. Entrato in vigore nel 1970, è quasi universale, mancando solo Corea
del Nord, India, Israele, Pakistan e Sud Sudan.
Dato il ruolo cruciale del trattato per la sicurezza globale, ogni cinque anni
si tiene una conferenza per “esaminare il funzionamento del trattato al fine di
accertare se le finalità del suo preambolo e le sue disposizioni si stiano
realizzando” e per proporre suggerimenti per rafforzare il controllo
dell’energia nucleare militare e civile. Per l’estrema sensibilità politica
delle conferenze di riesame e la complessità dei lavori da svolgere, la comunità
internazionale si impegna nei tre anni che precedono una Conferenza in lavori di
preparazione, con un comitato preparatorio articolato in tre sessioni.
I lavori dell’undicesima Conferenza si annunciavano difficili già per il
fallimento dei lavori di tutte le tre sessioni del comitato preparatorio,
concluse senza un documento concordato, ma soprattutto per la complessa
situazione politica attuale e la crescente conflittualità internazionale.
Dopo numerose revisioni di un progetto di dichiarazione finale, già giudicato
debole in partenza dai sostenitori del disarmo, il vietnamita Do Hung Viet,
presidente della conferenza, con “profonda delusione”, ha rinunciato a
presentare il testo per l’adozione, dichiarando: “ho presentato quattro versioni
del progetto di documento finale, tutte accuratamente riviste seguendo i
desideri degli Stati parte. Nonostante tutti i nostri sforzi, comprendo che la
Conferenza non è in grado di raggiungere un accordo sul contenuto del suo stesso
lavoro”.
Il presidente Viet ha effettivamente perseguito con intelligenza un accordo su
una bozza di documento finale relativamente breve (sette sole pagine),
concentrata sui principi piuttosto che su specifici eventi e posizioni, e ha
anche aggirato una serie di delicate questioni chiave — tra cui la sfida
nucleare nordcoreana, gli attacchi agli impianti nucleari ucraini e iraniani e
il crescente disagio riguardo alle pratiche di deterrenza nucleare estesa agli
alleati — nel tentativo di raggiungere il consenso sulle questioni fondamentali.
Tuttavia, ciò non è stato sufficiente per raggiungere un accordo tra le numerose
divergenti posizioni degli stati parte.
Secondo osservatori indipendenti, i cinque paesi nucleari del NPT (Cina,
Francia, Russia, UK e USA) hanno utilizzato congiuntamente tattiche di
intimidazione diplomatica aggressiva contro gli stati non dotati di armi
nucleari per impedire la definizione di misure concrete urgenti per scongiurare
una nuova corsa agli armamenti nucleari e rassicurare gli stati non nucleari che
non saranno attaccati o minacciati da stati dotati di armi nucleari.
Gli stati parti hanno così mancato l’occasione di utilizzare la conferenza per
affrontare la vertiginosa serie di pericoli nucleari, incluso il deficit nella
diplomazia per il disarmo nucleare. Per la prima volta dal 1972 non esistono
limiti concordati sulle dimensioni degli arsenali nucleari russi e statunitensi,
i più grandi del mondo. In assenza di nuovi vincoli bilaterali o multilaterali,
esiste un serio rischio di una pericolosa corsa globale agli armamenti nucleari
nei prossimi anni.
È la terza volta consecutiva che la conferenza di revisione non riesce ad
adottare un testo, bloccata dalla Russia nel 2022 e dagli Stati Uniti nel 2015.
Nonostante questo nuovo fallimento, il trattato continua a esistere, ma con un
rischio crescente di erosione della sua legittimità e fiducia, che potrebbe
portare alcuni stati non nucleari a chiedersi se la non proliferazione sia
veramente la migliore soluzione per la loro sicurezza.
Il presidente Du Hung Viet aveva avvertito: “un ulteriore fallimento potrebbe
inficiare la la stessa credibilità del Trattato di non-proliferazione”.
Alessandro Pascolini