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Istituto Pitentino di Mantova: analisi impatto presenza delle forze armate nelle scuole
La notizia apparsa sul quotidiano Gazzetta di Mantova qualche tempo fa, relativa all’ingresso dei Carabinieri all’Istituto Pitentino di Mantova, (il 12 dicembre) andrebbe attualizzata e, allo stesso tempo, resa quasi superflua, visto il continuo ripetersi delle iniziative che le scuole organizzano con le diverse armi delle forze armate di stato (clicca qui per la notizia). Infatti, è diventata consuetudine a cui lentamente abituarsi, come nei processi di mitridatismo, che si rilevi la presenza di militari nelle scuole, in funzione non solo informativa (Carabinieri, nei secoli fedeli: chi siamo dal 1814 nell’incrocio con tanta storia italiana, come operiamo sui territori, ecc.), ma con pretesa educativa. Veniamo brevemente a commentare, in tre punti. Primo aspetto: i contenuti. Due carabinieri, uno di rango superiore e una donna, si rivolgono a tre classi di scuola superiore per parlare alle alunne, agli alunni, alle alunne e ai/alle loro docenti del bullismo, anche nella sua versione ormai banalizzata di cyberbullismo, di botti e petardi, nell’avvicinarsi del Capodanno (in fondo, sempre di scoppi, di salti al cuore, con effetti spesso drammatici, si tratta?). Forse, all’insaputa degli ignari come noi, i due militari hanno studiato i problemi dell’età evolutiva, il disagio giovanile nelle sue forme depressivo-aggressive, la didattica del discorso, l’arte della lectio magistralis. Sicuramente, la carabiniera Sara è stata resa edotta di soft skills, altra emozionante definizione del sentire, del patire, del fare comunità confidente ecc. (si veda su INVALSI open sito  dell’Istituto  Nazionale di Valutazione degli Apprendimenti, ex D.lgs 62/2015, come regolarsi in proposito). Infatti, Sara racconta la sua esperienza personale di vittima del bullismo, patimento adolescenziale forse riscattato grazie allo scudo della divisa indossata da adulta. Anche l’empatia, mal intesa, rientra nell’ampio spettro delle abilità emotivo-relazionali, solo che, come ricorda la notevole letteratura in proposito, esser empatici nulla ha a che fare con forme di autocompiacimento vittimistico, con l’immedesimazione satura in problemi emotivi altrui, di cui invece va affrontata – con la giusta distanza – la fenomenologia. Ma tant’è: a leggere la cronaca, i professori, la dirigente in testa, le ragazze e i ragazzi sono curiosi, soddisfatti, rassicurati dal fatto che due esperti dicano loro cosa fare con i dispositivi che portano in mano come protesi, come difendersi dai messaggi aggressivi, la netiquette del web. Insomma, con tutte le sue ipocrisie a copertura, mediante correttezza formale, di un disagio giovanile e adulto ormai oltre la soglia di guardia (ma della povertà diffusa, dell’orizzonte già chiuso a quindici anni, della crisi irreversibile del concetto di lavoro, meglio non discutere). Veniamo al secondo punto. I professori, i docenti non riescono a intercettare i problemi come quelli affrontati dai due militari? Ammesso e non concesso che sia la scuola a doversi occupare di TUTTO, nella diffusa disfunzionalità delle famiglie e delle forme della responsabilità adulta, i docenti – in questo caso delle superiori – sembra non riescano a esercitare osservazione e ascolto delle dinamiche relazionali dei loro alunni. Sembra abbiano smarrito la capacità di ricerca, di studio, di informazione per rispondere al loro disagio. Crediamo che, se si lamenta una marginalizzazione sociale (ed economica, ovviamente legate) dell’insegnamento, un docente dovrebbe provare un moto di vergogna, di disagio professionale, per vedersi ridotto al rango di ascoltatore passivo del verbo militare. Perché, al di là dell’argomento, della presunta utilità e bonomia del tema in oggetto in questa segnalazione, esso fa il paio con il mostrare come funziona una mitraglietta: si tratta dell’invasione delle divise nelle nostre aule scolastiche. Terzo punto. Il ruolo che ancora occupa, nel formare l’opinione pubblica e nell’addormentare le coscienze, la stampa di provincia. Mantova conta circa 50.000 abitanti e mostra, oltre lo splendido scenario turistico del centro, le forme del disagio sociale, dei fenomeni di marginalità delle periferie, tipici delle grandi città. La Gazzetta vanta il prestigio di esser il più antico foglio di notizie del mondo, datata la prima uscita nel 1664, epoca Gonzaga, resistente a ogni cambio di regime e di padroni. Oggi appartiene al potente Gruppo GEDI, editoria, televisioni, fogli on line, come l’Huffpost fratello minore dell’Huffington Post, diretto da Mattia Feltri, figlio di Vittorio. Scavando un po’, vediamo il connubio, sperimentato con testate come Repubblica, La Stampa, il Gruppo Espresso, fra l’ex sinistra (Repubblica), la destra e la famiglia Agnelli-Elkan, inquietante Famiglia Adams del capitalismo italiano. Come potrebbe in questo contesto proprietario e di missione a cui fa capo la Gazzetta, un povero cronista precario a stilare un articoletto meno compiacente? Ah, ultimo, ma non ultimo: questi incontri servono anche come forme di orientamento, infatti pare che molti dei giovani presenti, entusiasmati dal fascino della divisa e di uno stipendio fisso, abbiamo chiesto come si entra nell’Arma. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Nube / Da lontano
IL nostro album “Da lontano” è fuori ora! Grazie alle amiche e agli amici che ci hanno aiutato a realizzarlo … E a tutte le persone e le realtà che ci hanno aiutato e ci stanno aiutando a portarlo in giro.: Da Lontano    [January 9th 2026]  Musica di NubeTesti di Cristian PippaRegistrato, mixato e masterizzato […]
January 9, 2026
ALLternative.it
Mantova, Gioventù nazionale contro Dirigente Scolastica e Global Sumud Flotilla
Ancora una volta in soccorso del Governo, a copertura delle complicità con lo Stato genocida di Israele arrivano i giovani della Meloni, parliamo di Gioventù nazionale, organizzazione giovanile dei Fratelli d’Italia che accusa la preside di un istituto cittadino di avere preso posizione a favore della Global Sumud Flotilla. Le dichiarazioni che creano tanto sdegno e riprovazione da parte di Gioventù nazionale sono quelle che ogni educatore degno di rispetto dovrebbe pronunciare ossia un messaggio di pace costruito quotidianamente anche attraverso pratiche di nonviolenza, solidarietà e speranza. La presa di posizione pubblica di Gioventù nazionale viene puntualmente ripresa dai vertici cittadini di FdI, secondo i quali la preside e il suo messaggio di pace sono considerati una sorta di indottrinamento ideologico “degno del regime di Pol Pot”. Solo il cieco e acritico furore ideologico della destra di Governo può determinare certe campagne, nelle quali una missione di pace, umanitaria, di concreto aiuto al Popolo palestinese, di denuncia del blocco, andato avanti mesi, dei generi di prima necessità viene vilipesa e ridicolizzata con un accostamento che nasce dalla non conoscenza dei fatti storici, una mera ignoranza degli avvenimenti passati e presenti. La scuola deve essere un luogo di confronto nel quale non siano gli esponenti del Governo a decidere quali libri di testo ammettere e quali invece sottoporre a preventiva censura, in cui le pratiche di indottrinamento vengono costruite ogni giorno ad arte per promuovere censura e repressione. Le rimostranze di svariati studenti e genitori raccolti da FdI sono in realtà la risposta di una esigua minoranza che si fa forte del sostegno del Governo e dei vertici mantovani di FdI, come dimostra la partecipazione attiva di studenti e studentesse a tutte le mobilitazioni, ai momenti di confronto costruiti per settimane a sostegno del popolo palestinese. Perfino una missione umanitaria diventa oggetto di feroci e scomposti attacchi. Accade che quando non ci sono argomenti da portare nel confronto quotidiano, si trasforma tutto in “propaganda sinistra” per nascondere una posizione di connivenza con il Governo di Israele. La scuola torni, quindi, un luogo di confronto e discussione; chi oggi ha paura del libero confronto farà di tutto per giustificare processi repressivi atti a trasformare i luoghi del sapere in caserme ove la cieca obbedienza ai poteri forti regni incontrastata. La solidarietà dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università alla Dirigente dell’istituto “Fermi” di Mantova e alla stragrande maggioranza del corpo docente, dei genitori e degli studenti e delle studentesse che hanno solidarizzato con lei. Abbiamo bisogno di dirigenti coraggiosi che non si fanno intimorire davanti alla becera propaganda di chi vuole impedire un sano dibattito nelle scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Contro tutte le oppressioni!
In comunicazione telefonica con Gorgo, del collettivo No food, No science di Mantova, abbiamo parlato dell'attivismo antispecista portato avanti dal collettivo, della conseguente repressione istituzionale contro chi fa militanza antispecista a Mantova e delle prossime iniziative nelle quale parteciperà No food, No science, come il festival del fumetto antispecista che si terrà al Centro Sociale e rifugio per animali Agripunk il 27 e 28 settembre.  
September 25, 2025
Radio Onda Rossa
Normativ / DEMO_1
Normativ release “DEMO_1” out on August 20th 2025 Normativ is a band from Mantua, Italy, born in 2025 from the union of two acts: a/lpaca and submeet.Their sound fuses post-punk and noise, driven by pounding, repetitive rhythms. It’s music built on tension, erupting into sonic disobedience and a fierce desire to […]
August 20, 2025
ALLternative.it
Educazione civica con forze armate all’IC “San Silvestro” di Curtatone (MN)
Educazione civica e cittadinanza attiva sono valori e pratiche condivise che una società aperta e inclusiva non avrebbe alcun timore a valorizzare attraverso percorsi reali nelle scuole e in ogni ambito sociale. In tempi nei quali le distanze tra etnie, gruppi sociali e religiosi aumentano, con il cosiddetto ascensore sociale fermo da lustri, dovemmo tutti preoccuparci di rendere inclusiva la nostra società rimuovendo gli steccati eretti ad arte nel corso degli anni a partire dal mondo educativo. Ma quando si fa riferimento alla educazione civica dovremmo in realtà limitarci alle direttive del Ministro Giuseppe Valditara, alla mera esaltazione della patria e in un contesto sociale nel quale ogni giorno si opera una sostanziale revisione della storia recente e passata. Dopo anni di progressivo abbandono ormai l’educazione civica si sta trasformando in strumento ideologico rivolto alle giovani generazioni. Queste linee guida rappresentano un problema insormontabile e, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, invitiamo docenti, genitori e il mondo dell’associazionismo a prendere posizione perché una cittadinanza attiva dovrebbe nascere da ben altri presupposti e avvalersi di pratiche e riferimenti lontani anni luce dalla esaltazione della patria che da sempre viene identificata con un sistema valoriali e pratiche militariste Alcuni genitori ci hanno segnalato il percorso “E’ una regola…da ragazzi”” realizzato da docenti e alunni della classe 5^B della Scuola Primaria di San Silvestro di Mantova, recentemente avvenuto alla presenza di militari nelle aule, come si legge dal loro sito: «Per attivare un’emulazione positiva, sono stati proposti esempi di vita concreta di particolare significato producendo esempi concreti di solidarietà, giustizia, rispetto e difesa dei diritti umani (collaborazione con la Polizia Locale, l’arma dei Carabinieri, […] l’Esercito italiano e la Polizia di Stato)» (clicca qui). A costo di ripetere concetti già ampiamente utilizzati, e nel nostro sito non mancano riflessioni, studi e segnalazioni, la piena e consapevole partecipazione alla vita civica, culturale e sociale delle comunità dovrebbe avvenire in ben altro modo a partire dalla conoscenza dei diritti sociali che invece sono dimenticati. Il rispetto delle regole, se scisso dai diritti sociali, diventa il buon viatico per una accettazione passiva dello status quo, quello che noi dovremmo avere a cuore non è la costruzione di una società di replicanti, ma di soggetti attivi e partecipi e all’occorrenza anche dissenzienti davanti a scelte ritenute sbagliate. La cittadinanza attiva per noi non è quella prona all’ordine costituito, ma quella che è ben consapevole di regole comuni alla base della vita in comune, nella conoscenza dei diritti e dei doveri con un occhio critico e aperto verso la società. Per esperienza diretta, i valori militari sono ben diversi da quelli di una società aperta e dialogante, il rispetto per le regole e le istituzioni nasce dalla conoscenza delle stesse, una conoscenza critica capace di accogliere anche esperienze di disobbedienza civile e non solo cieca obbedienza e mera passività. Gli esempi concreti di solidarietà, giustizia, rispetto e difesa dei diritti umani avrebbero meritato anche altre collaborazioni e presenze oltre a quelle delle Forze dell’Ordine Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università