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L’Assemblea Capitolina chiede all’unanimità una piazza intitolata alla Costituzione
In occasione dell’80° anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il 28 maggio 2026 Assemblea Capitolina ha approvato una mozione promossa da Roma Futura e firmata da tutti i Gruppi consiliari per avviare il percorso amministrativo per dedicare uno spazio pubblico alla Costituzione Italiana nell’area compresa tra Termini e Piazza della Repubblica. Il sito di Roma Capitale annuncia “una decisione che tutte le forze politiche hanno condiviso e votato, contribuendo con spirito unitario e trasversale a un atto che appartiene all’intera città e ai valori comuni della Repubblica. L’ampia convergenza registrata in Aula rappresenta un segnale importante di coesione istituzionale attorno ai principi costituzionali, un omaggio ai valori più alti del nostro Paese. La Costituzione Italiana, infatti, non è soltanto la legge fondamentale dello Stato, ma il patto civile e morale che ha rifondato l’Italia sui valori della democrazia, del lavoro, dell’uguaglianza, della pace e dell’antifascismo” e che . “la proposta è stata accolta dal sindacoe dall’assessore alla Cultura Smeriglio“. Un evento importante, in questi tempi nei quali la Costituzione è continuamente sotto attacco, una segnale simbolico e unitario che è giusto valorizzare. In calce la mozione approvata (AMBM) MOZIONE N. 58 DEL 28 MAGGIO 2026 (EX ART. 58 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE) PREMESSO CHE l’approssimarsi dell’80° anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 – atto fondativo della Repubblica Italiana, conquistato attraverso il suffragio universale e il protagonismo diretto del popolo – impone alle istituzioni della Capitale una riflessione alta, solenne e politicamente chiara sui valori repubblicani e costituzionali; la Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, rappresenta non soltanto la Legge fondamentale dello Stato, ma il patto civile e morale che ha rifondato I’Italia sulle basi dell’antifascismo, della democrazia, del lavoro, dell’uguaglianza sostanziale e del ripudio della guerra; Roma è Medaglia d’Oro al Valor Militare “Perché La Città eterna, già centro e anima delle speranze italiane nel breve e straordinario tempo della Seconda repubblica romana, per 271 giorni contrastò l’occupazione di un nemico sanguinario e oppressore con sofferenze durissime. Più volte Roma nella sua millenaria esistenza aveva subito l’oltraggio dell’invasore, ma mai come in quei giorni il suo popolo diede prova di unità, coraggio,determinazione. Nella strenua resistenza di civili e militari a Porta San Paolo, nei tragici rastrellamenti degli ebrei e del Quadraro, nel martirio delle Fosse Ardeatine e di Forte Bravetta, nelle temerarie azioni di guerriglia partigiana, nella stoica sopportazione delle più atroci torture nelle carceri di via Tasso e delle più indiscriminate esecuzioni, nelle gravissime distruzioni subite, i partigiani, i patrioti e la popolazione tutta riscattarono l’Italia dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista. Fiero esempio di eroismo per tutte le città e i borghi occupati. Roma diede inizio alla Resistenza e alla guerra di Liberazione nazionale nella sua missione storica e politica di Capitale d’Italia. 5 settembre 1943 – 4 giugno 1944’’. È questa la motivazione ufficiale che si legge sul sito della Presidenza della Repubblica (https://www.Quirinale.it/onorificenze/insigniti/351302); con precedente mozione approvata dall’Assemblea Capitolina (Mozione n. 72 del 29 maggio 2025, a prima firma del Consigliere Giovanni Caudo), è stata affermata con chiarezza la necessità e l’urgenza di dedicare nella Capitale uno spazio pubblico – strada, piana o parco – alla Costituzione Italiana del 1948, quale segno tangibile e permanente di riconoscimento dei valori democratici. La presente mozione ne costituisce naturale sviluppo e specificazione. RILEVATO CHE l’area compresa tra Stazione Termini e largo Santa Susanna costituisce un ambito urbano di notevole rilevanza simbolica, caratterizzato dalla presenza di luoghi toponomasticamente affini ai valori repubblicani – Piazza della Repubblica e via Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica eletto secondo il dettato costituzionale – configurando la possibilità di consolidarne la potenza evocativa, capace di unire idealmente la Presidenza della Repubblica, la Repubblica stessa e la Costituzione; tale ambito rappresenta uno dei luoghi più frequentati e di maggiore transito della capitale, attraversato quotidianamente da cittadini, studenti, lavoratori e visitatori provenienti da ogni parte del mondo, garantendo alla futura intitolazione una forte visibilità e risonanza pubblica; i recenti interventi infrastrutturali e di rigenerazione legati al Giubileo e al PNRR hanno modificato in parte l’assetto urbano dell’area, creando le condizioni per una rivalutazione complessiva degli spazi pubblici e delle relative denominazioni; all’interno di tale perimetro sono presenti spazi che, per collocazione, configurazione e accessibilità, appaiono idonei a ospitare la nuova intitolazione, ferma restando la necessità di una puntuale verifica tecnica e toponomastica da parte degli uffici competenti. CONSIDERATO CHE ad oggi Roma, Capitale della Repubblica, non dispone di una “Piazza della Costituzione”, lacuna simbolica e politica che appare non più rinviabile; intitolare uno spazio centrale e rappresentativo alla Costituzione significa affermare nello spazio pubblico la centralità dei diritti, della democrazia, del lavoro, dell’uguaglianza e della pace, rendendo visibile il fondamento stesso della nostra convivenza civile; tale scelta assume un valore ancora più forte e necessario in un contesto storico segnato da tensioni internazionali, crisi democratiche e crescenti disuguaglianze, rispetto alle quali la Costituzione rappresenta bussola e presidio. RITENUTO OPPORTUNO procedere in tempi celeri a tale intitolazione, in considerazione dell’imminente traguardo storico degli ottant’anni della Repubblica Italiana e dell’elezione dell’Assemblea Costituente (2 giugno 1946 – 2 giugno 2026), affinché l’Amministrazione capitolina possa inaugurare la nuova piazza in occasione delle celebrazioni ufficiali del prossimo 2 giugno 2026, trasformando tale data in un gesto politico collettivo e condiviso, all’altezza della storia della Capitale. TUTTO CIO’ PREMESSO, RILEVATO E CONSIDERATO, L’ASSEMBLEA CAPITOLINA ESPRIME INDIRIZZO per attivare con la massima urgenza, presso la Commissione Consultiva di Toponomastica e gli Uffici preposti, il percorso amministrativo necessario ad individuare, nell’ambito territoriale sopra descritto anche in considerazione dei recenti interventi di riqualificazione, uno spazio pubblico idoneo da denominare “Piazza della Costituzione”, quale atto simbolico e politico di riallineamento della toponomastica cittadina ai valori fondativi della Repubblica; per porre in essere tutti gli atti formali affinché tale ridenominazione sia effettiva e solennemente inaugurata già in questo anno in cui ricorre l’ottantesimo della nascita della Repubblica Italiana; per valutare la collocazione, all’interno della nuova Piazza della Costituzione, di una targa o di un presidio informativo permanente che, nel ricordare ai cittadini e ai viaggiatori il valore fondante della nostra Carta e il suo intrinseco legame con il contiguo asse viario repubblicano, menzioni altresì la precedente denominazione della piazza, preservando così la memoria storica nel quadro di una gerarchia di valori fondata sulla pace, sull’uguaglianza e sulla democrazia; per invitare tutti i Gruppi Consiliari alla sottoscrizione unitaria della presente mozione, in spirito di condivisione trasversale dei valori repubblicani e costituzionali, nell’occasione dell’80° anniversario della nostra Repubblica. F.to: Caudo, Bonessio, Baglio, Trabucco, Luparelli, Casini, Petrolati, Nanni, Quarzo, Meleo, De Gregorio, Mussolini, Santori, Di Stefano e Celli. __________________________________________________________________________ La presente mozione è stata approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina con 25 voti favorevoli, nella seduta del 28 maggio 2026. Per osservazioni e precisazioni scriverea laboratoriocarteinregola@gmail.com 6 giugno 2026
June 6, 2026
carteinregola
Segnale importante dall’Università Statale di Milano contro l’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo
Arriva in un momento cruciale il segnale di pochi giorni fa con cui il Senato Accademico dell’Università Statale di Milano apre uno squarcio nel soffitto di carta della narrazione governativa (e oramai bipartisan) sul tema dell’antisionismo. Un segnale che non arriva dal nulla, bensì dalla costante e preziosa attività svolta dalla componente studentesca. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci eravamo già espressi qui sul tema in un articolo su ddl Gasparri, al quale rimandiamo in questo link. Ebbene, nella seduta di martedì 10 febbraio del Senato Accademico di UniMi è stata discussa una mozione presentata dagli studenti e dalle studentesse che, pur se non approvata col testo originariamente proposto, fa passare un messaggio chiaro: una forte perplessità rispetto al contenuto normativo dei disegni di legge in discussione al Parlamento, soprattutto sul punto dell’equiparazione fra antisionismo e antisemitismo. Per i dettagli rimandiamo al sito di Unimi, che fornisce dettagli sulla mozione approvata: https://lastatalenews.unimi.it/ddl-romeo-ddl-gasparri-effetti-sulluniversita-allattenzione-senato-accademico. Pur non entrando troppo nel merito, visto che l’iter legislativo è ancora in corso, si tratta di un segnale di dissenso che proviene da una prestigiosa istituzione universitaria dello Stato ed emerso nella vita democratica della comunità accademica. Adesso non resta che diffondere e replicare questa buona pratica anche in altri Atenei e far germogliare una discussione libera e aperta sul tema in questione, che rischia di trasformarsi nell’ennesimo strumento di censura di guerra e di criminalizzazione del dissenso. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non può che ringraziare e congratularsi con gli studenti e le studentesse che hanno dato vita a tutto ciò e naturalmente ci impegniamo a diffondere la notizia per agevolare la condivisione in altri contesti per rilanciare la lotta antisionista e denunciare il genocidio ancora in corso in Palestina. Di seguito il testo originario della mozione presentata dagli studenti MOZIONE DDLDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
February 13, 2026
Pressenza
Puntata del 13/01/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 13/01/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
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Puntata del 13/01/2026@3
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
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Puntata del 13/01/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
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Il vergognoso gemellaggio tra Milano e Tel Aviv continua (per ora…)
Il 13 ottobre alle ore 18 il Consiglio Comunale di Milano ha bocciato un punto dell’ordine del giorno presentato da Europa Verde (a firma Monguzzi, Cucchiara e altri), che impegnava sindaco e giunta “a sospendere immediatamente ogni forma di cooperazione istituzionale e di ricerca tra il Comune e lo Stato di Israele, incluso il gemellaggio con la città di Tel Aviv, fino alla cessazione delle gravi violazioni accertate”. I consiglieri sono stati chiamati a votare punto per punto, e proprio questo è stato respinto, a causa dei voti contrari di tutta l’opposizione e di buona parte del Partito Democratico. Sono stati infatti solamente 9 i voti a favore, tra cui 3 di Europa Verde e 4 del PD, rispetto a 21 contrari e 6 astenuti, tra cui 9 consiglieri del PD. In “Piazza Gaza” (ex piazza Scala), si erano riunite migliaia di persone in un presidio convocato e sostenuto da numerose associazioni e realtà cittadine, sindacati, partiti e centri sociali, tra cui BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), USB, Potere al Popolo, Giovani Palestinesi, Associazione Palestinesi d’Italia, Cantiere, CSA Lambretta ed altri. Alla notizia dell’esito negativo di tale votazione, le proteste da parte dei partecipanti si sono fatte sempre più forti, alle grida di “Vergogna” e “Dimissioni” e hanno portato a qualche scontro con la polizia antisommossa che era stata schierata davanti a Palazzo Marino, che ha colpito e ferito coi manganelli varie persone. Il BDS (movimento a guida palestinese che da 20 anni lotta per la fine dell’occupazione e della colonizzazione, il riconoscimento dei diritti dei cittadini arabo-palestinesi ed il rispetto dei diritti dei rifugiati a tornare alle loro case) considera la votazione del Consiglio Comunale un’opportunità mancata. Si chiede a gran voce che Milano, Medaglia d’oro della Resistenza, abbia il coraggio di prendere posizione su un tema così rilevante come la rottura dei rapporti con uno Stato che da due anni commette un genocidio in Palestina, e che da 77 anni si macchia di innumerevoli violazioni del diritto internazionale, nella totale impunità. Il gemellaggio tra il Comune di Milano e quello di Tel Aviv esiste dal 3 maggio 1994. “Contraddistinte da analoghi ideali democratici, Milano e Tel Aviv aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita e di crescita civile”, si legge sul sito del Comune di Milano. “Scopo di questo gemellaggio è sviluppare, oltre ai rapporti tra le due città, anche una collaborazione nei settori urbanistico, economico-commerciale, culturale, accademico, turistico e sportivo”. Che Israele fosse tutt’altro che contraddistinto da ideali democratici e non si adoperasse per sostenere lo spirito di pace e fratellanza tra tutti i cittadini del mondo era già del tutto evidente nel 1994 ed ancora di più lo è oggi. Ricordiamo che Israele detiene il record mondiale delle violazioni di risoluzioni dell’ONU, è sotto indagine della Corte di Giustizia Internazionale per il crimine di genocidio e il suo premier ha un mandato di arresto internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Ci chiediamo dunque quale dialogo sia possibile con uno Stato, e la sua capitale, che da 77 anni viola ogni basilare diritto della popolazione palestinese, attraverso uccisioni, migliaia di arresti senza accuse formali anche di minorenni, torture, un vero a proprio regime di apartheid ed il costante furto e occupazione di terre palestinesi. Sebbene in questi giorni la popolazione di Gaza riesca finalmente a respirare e dormire sonni relativamente tranquilli grazie ad un cessate il fuoco, si è ben lungi dal raggiungere una pace giusta. Una pace in cui vengano rispettati i diritti del popolo palestinese, in cui il regime di apartheid israeliano venga abolito, finisca l’occupazione ed il furto illegale di terre, si riconosca il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e, soprattutto, si faccia giustizia e si garantiscano riparazioni per tutte le violazioni commesse da Israele nel corso dei decenni passati. Non consideriamo dunque accettabile come motivazione di voto contrario da parte di vari integranti del Consiglio l’aggrapparsi al “mutato scenario internazionale”. Per il popolo palestinese lo scenario sarà mutato quando potrà finalmente godere a pieno dei propri diritti, in primis quello all’autodeterminazione. Fino ad allora, ogni invito al dialogo e alla pacificazione attraverso strumenti come quello del gemellaggio sarà un invito ipocrita che non tiene conto della realtà e, al contrario, punta a mettere sullo stesso piano colonizzati e colonizzatori, oppressi ed oppressori, aggrediti ed aggressori. Ma come si può chiedere di dialogare con il proprio carnefice a un popolo, quello palestinese, che è stato martoriato per decenni, e che negli ultimi due anni ha vissuto sulla propria pelle il crimine dei crimini, un genocidio? Quando si sostiene che i popoli colonizzati debbano andare d’accordo con i propri colonizzatori, si sta di fatto sostenendo il colonialismo. Finché non ci sarà giustizia e non verranno rispettati i diritti del popolo palestinese, non ci potrà essere alcun dialogo. Pertanto, consideriamo vergognoso l’invito a dialogare e “aprire ponti” portato avanti da parte del Consiglio Comunale di Milano, ed in particolare dal Partito Democratico, che non è stato in grado di ascoltare e recepire le richieste delle migliaia di persone radunate in piazza, che esigevano a gran voce l’interruzione di ogni rapporto con Israele e la rottura del gemellaggio con Tel Aviv. Inoltre, sulla base dell’accertamento di rischio di genocidio effettuato dalla Corte Internazionale di giustizia (CIG) il 26 gennaio 2024, gli enti territoriali sono tenuti ad interrompere immediatamente qualunque relazione economica, politica, accademica, sociale e culturale che possa rafforzare o giustificare la commissione di violazioni del diritto internazionale da parte di Israele o ostacolare l’esercizio del diritto di autodeterminazione del popolo palestinese, e ad interrompere i rapporti istituzionali con lo Stato di Israele e le entità ad esso collegate. Ricordiamo che numerose Regioni e Comuni italiani (tra cui Bari, Bologna, Torino, Napoli e Genova, per citarne solo alcuni) hanno già interrotto le relazioni istituzionali con Israele. Nonostante il punto relativo alla sospensione del gemellaggio sia stato bocciato, è stato invece approvato un punto che impegna Sindaco e Giunta a “Non avviare, considerate le ostilità e le gravi violazioni del diritto internazionale in corso, progetti, collaborazioni o relazioni istituzionali con i rappresentanti del governo israeliano in carica e con tutti i soggetti ad esso direttamente riconducibili…”. Nelle prossime settimane, dunque, la popolazione continuerà a vigilare sull’applicazione di questo punto e a fare pressione sulle proprie istituzioni affinché anche Milano prenda finalmente una posizione chiara di distanza da uno Stato genocida. La popolazione milanese nelle ultime settimane non ha smesso nemmeno per un giorno di riversarsi a migliaia per le strade della sua città e, come gridavano i partecipanti ieri al presidio trasformato poi in corteo, ha dimostrato che “Milano sa da che parte stare”. Auspichiamo che anche i consiglieri, che dovrebbero rappresentare la cittadinanza, decidano di ascoltare tali richieste e agire di conseguenza, unendosi ai Comuni virtuosi e dando un segnale chiaro della volontà popolare al governo.       Redazione Milano
October 14, 2025
Pressenza
Stop gemellaggio Milano-Tel Aviv!
Lunedì 13 ore 17:30 appuntamento in Piazza Gaza! Il consiglio comunale fa cadere nel vuoto, grazie all’uscita dall’aula dei consiglieri della maggioranza del centrosinistra, il voto per la rottura del gemellaggio Milano-Tel Aviv. In centinaia abbiamo atteso per ore sotto a palazzo Marino il risultato del voto, la polizia schierata […] L'articolo Stop gemellaggio Milano-Tel Aviv! su Contropiano.
October 7, 2025
Contropiano