Tag - Streets For Kids

Si può ancora andare a scuola da soli?
Una delle battaglie che da anni FIAB sta portando avanti riguarda proprio il bike to school e in generale una maggiore attenzione agli spostamenti casa-scuola da fare a piedi o in bici. E su questo continua a rafforzarsi l’alleanza con altre realtà che hanno a cuore la tutela dell’ambiente italiane ed europee. Da tempo ci si interroga su come organizzare gli spostamenti a piedi o in bici nel percorso casa-scuola e su come poter ridurre l’esposizione dei bambini agli agenti inquinanti, anche nel tragitto per raggiungere la scuola. Una ricerca condotta a Milano ha indagato proprio l’esposizione dei bambini agli agenti inquinanti in questo percorso quotidiano, evidenziando come i picchi più elevati di esposizione siano stati rilevati proprio durante il tragitto casa-scuola. Tuttavia, è senz’altro sbagliato pensare che accompagnandoli a scuola in macchina si possa ridurre la loro esposizione, anche perché l’abitacolo dei veicoli può infatti diventare un ambiente ad alto rischio per la salute per la concentrazione di molte sostanze inquinanti. Se l’automobile non è dotata di un’opportuna barriera filtrante, l’aria inquinata entra in auto e vi rimane raggiungendo così un livello di inquinamento molto superiore a quelli esterni.  Rimettere i bambini al centro delle politiche urbane e cambiare le abitudini di mobilità casa-scuola è possibile ed è il messaggio emerso dal webinar organizzato da FIAB insieme a Streets For Kids, che ha coinvolto oltre 170 partecipanti tra esperti, associazioni, genitori e operatori della scuola. Il punto di partenza del confronto è stato una domanda semplice ma radicale: si può ancora andare a scuola da soli? “Vogliamo influenzare le abitudini e incidere sulla mobilità sistemica casa-scuola, ha sottolineato Davide Paltrinieri, consigliere nazionale FIAB, referente dell’area scuola e uno dei partecipanti al webinar. Questo tipo di traffico può essere ridotto a vantaggio di bambini e famiglie. Crediamo nello spazio pubblico e nel suo valore.” La mobilità autonoma dei bambini è uno degli aspetti della vita infantile che più ha sofferto in questi anni delle rapide trasformazioni della nostre città diventate sempre più ostaggio delle 4 ruote. Tuttavia, non sono mancate in questi anni interessanti sperimentazioni, come viene rendicontato in una ricerca realizzata da Alfredo Alietti, Daniela Renzi, Monica Vercesi e Antonella Prisco e coordinata dal Laboratorio di Psicologia della Partecipazione infantile dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del C.N.R.: https://lacittadeibambini.eu/wp-content/uploads/2018/01/La-mobilit%C3%A0-autonoma-dei-bambini-in-Italia.pdf.  In Italia le esperienze più significative sono quella di Fano e quella di Pesaro, dove il progetto, attivo dal 2000, ha determinato una riduzione del traffico in prossimità delle scuole, una maggiore consapevolezza e fiducia delle famiglie, la costruzione di un patto sociale che produce effetti significativi sui comportamenti dei cittadini: https://lacittadeibambini.eu/. Il Progetto “Città delle bambine e dei bambini” (Legge n° 285/1997): dal 2001 al 2004 in alcuni Comuni a nord di Milano (Barlassina, Lentate sul Seveso, Meda e Misinto) sono stati sviluppati percorsi partecipati di promozione della mobilità autonoma dei bambini non solo sul percorso casa-scuola che hanno coinvolto sia i bambini delle scuole primarie che gli stakeholders adulti (genitori, insegnanti, tecnici comunali, associazioni, ecc.) e hanno affrontato sia i problemi viabilistici che quelli di natura sociale. Gli esiti sono stati diversi in relazione ai differenti contesti locali. Vi è poi la Rete regionale Città sane del Friuli Venezia Giulia che fa capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 17 Comuni hanno offerto la propria disponibilità al coinvolgimento nel progetto “Strada facendo”, dedicato all’educazione alla mobilità sostenibile http://www.retecittasane.it). Il progetto Bimbimbici della Federazione Italiana Amici della Bicicletta ogni anno dal 2000, le prima domenica di maggio, organizza poi una manifestazione nazionale dei bambini e per i bambini fino a 11 anni, una pedalata collettiva in circa 140 città italiane: gli slogan “Strade sicure per i bambini” e “Via le auto davanti alle scuole”. www.bimbimbici.it.  C’è poi il Piedibus, il corrispettivo del walking bus viene organizzato in numerosi Comuni italiani anche se spesso per periodi di tempo limitati: www.piedibus.it. E il BiciBus: “A Reggio Emilia andiamo a scuola in BiciBus” coinvolge in modo attivo gli insegnanti, gli studenti e i genitori in un progetto di mobilità sostenibile negli spostamenti casa – scuola. Dal 2000 anche in Italia si celebra inoltre la giornata (e più di recente la settimana) internazionale “Andiamo a scuola a piedi”.  Ritornando all’iniziativa di FIAB, durante il webinar sono stati forniti dati, politiche e visioni che hanno messo al centro i bambini, senza trascurare uno spazio dedicato al tema salute, mentale e fisica. Il fatto che i bambini e le bambine vadano a scuola da soli, in compagnia di amici, a piedi o in bicicletta, può senz’altro spaventare i genitori dal momento che molte vie e piazze d’Italia non sono pensate per gli utenti attivi della strada. Ma la questione si può leggere anche da un altro punto di vista: è forse la paura stessa nutrita dai grandi a privare i piccoli di occasioni di crescita. In questo scenario è evidente quanto sia importante non soltanto l’intervento puntuale sulle strade scolastiche, da realizzare di fronte a ogni istituto. Occorre sempre di più lavorare per la costruzione della città 30, una visione che sta divenendo realtà nelle grandi e piccole città europee. Qui il video su YouTube per riguardare il webinar: https://youtu.be/IAAiIhvqWGo.  Qui  tutte le slide da scaricare: https://fiabitalia.it/wp-content/uploads/2026/01/Webinar-Si-puo-ancora-andare-a-scuola-da-soli.pdf.   Giovanni Caprio
February 4, 2026
Pressenza
Promuovere la mobilità attiva e sostenibile
La mobilità attiva individua tutte le modalità di trasporto attivo di persone o beni che non si avvalgono dell’utilizzo di mezzi motorizzati, bensì sono basate sull’attività fisica. Le principali forme di mobilità attiva sono camminare e andare in bicicletta, anche se si assiste a un crescente utilizzo di altre modalità (come ad esempio lo skateboard o i rollerblade). È ampiamente dimostrato che la mobilità attiva a piedi e in bicicletta è associata a benefici multipli sulla salute: dalla riduzione del rischio cardiovascolare, di diabete e del peso corporeo al miglioramento dello stato di salute fisico e mentale. La letteratura scientifica indica anche che la mobilità attiva può determinare esiti di salute anche diffusi, come una percezione di maggiore supporto sociale e di minore stress,  fino a una migliore salute soggettiva generale. Per le persone che vanno in bicicletta o a piedi per almeno 150 minuti a settimana, come raccomandato dalle linee guida sull’attività fisica pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il rischio di mortalità si riduce infatti del 10%. Si calcola che, nell’Unione europea, ogni anno più di 100.000 morti premature potrebbero essere evitate se ogni adulto andasse a piedi o in bicicletta per 15 minuti in più al giorno. Sebbene la mobilità attiva possa incrementare l’esposizione ad agenti inquinanti o al rischio di infortuni, i benefici eccedono i rischi in un rapporto di quasi nove a uno. In occasione dell’edizione 2025 della European Mobility Week, la Settimana europea della Mobilità che si è appena conclusa (16-22 settembre), la sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità – ISS ha pubblicato i dati 2023-2024 sulla mobilità attiva tra la popolazione adulta residente. Complessivamente nel biennio in esame, il 42% degli intervistati afferma di praticare mobilità attiva e dichiara di aver usato la bicicletta e/o di essersi mosso a piedi per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani nel mese precedente l’intervista. Di questi, il 19% risulta fisicamente attivo con la pratica della mobilità attiva raggiungendo i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS e il 22% risulta parzialmente attivo per mobilità attiva praticata. La bici, in particolare, è utilizzata per gli spostamenti quotidiani dal 10% degli adulti (18-69 anni) mentre va a piedi il 39% del campione. L’abitudine di utilizzare la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani è più frequente fra gli uomini (11%) e tra gli stranieri (15%). È pratica più diffusa fra i residenti delle Regioni del Nord Italia e meno fra i residenti nel Centro-Sud (15% nel Nord vs 7% nel Meridione). Il dato più elevato si registra nella P.A. di Bolzano, dove 1 persona su 4 utilizza abitualmente la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Inoltre, dai dati 2023-2024 emerge che chi si muove in bicicletta lo fa per quasi 4 giorni alla settimana per un totale settimanale di oltre 140 minuti. Per quanto riguarda i tragitti a piedi, la percentuale di chi si muove a piedi per i propri spostamenti abituali è maggiore tra i 18-24enni (47%), fra le donne (43%), fra le persone senza difficoltà economiche o più istruite e fra gli stranieri (45%). Come con la bicicletta, anche l’abitudine di spostarsi a piedi è più frequente al Nord che nel resto del Paese ed è nuovamente la P.A. di Bolzano, seguita dal Piemonte, a registrare il valore più alto: quasi 6 persone su 10 si spostano a piedi per raggiungere il posto di lavoro o i luoghi che frequentano quotidianamente. Chi si muove a piedi per gli spostamenti abituali lo fa mediamente per oltre 4 giorni alla settimana per un totale settimanale di 170 minuti. Nel tempo, questa abitudine diminuisce lentamente e sono i giovani (18-34enni) a registrare un maggior calo. La promozione della mobilità attiva e sostenibile deve essere messa tra i primi posti nelle agende dei decisori a tutti i livelli, sia a livello globale – nell’ambito dei Sustainable Development Goals (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) – sia di singoli Paesi e gli investimenti per la mobilità attiva non devono più essere ritenuti residuali. Solo in questo modo potranno essere implementate politiche pubbliche concertate, afferenti a diversi settori (tra cui i principali, sanità, ambiente, trasporti) e si potranno incrementare i livelli di mobilità attiva nella popolazione generale. La mobilità attiva costituisce il fulcro di un modello urbano innovativo, inclusivo e orientato al futuro: uno spazio pubblico ben progettato, ove ci sono parchi, piazze, percorsi ciclabili e pedonali, è uno spazio pubblico ove può crescere una comunità più connessa, accogliente e incentrata su stili di vita sostenibili. Intanto, sta per partire l’edizione autunno 2025 di Streets For Kids: fino al 24 ottobre 2025 saranno mobilitati genitori, insegnanti e bambini in tutte le città d’Europa per chiedere un maggior numero di Strade Scolastiche, aria pulita, spazi per giocare e percorsi casa-scuola in sicurezza (https://italy.cleancitiescampaign.org/streets-for-kids-autunno-2025/).  Qui per approfondire i dati dell’ISS: https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/mobilita-attiva.  Giovanni Caprio
September 24, 2025
Pressenza
La felicità dei bambini nel percorso casa-scuola
L’ambiente urbano costruito può influire sul benessere dei bambini attraverso l’esposizione a rischi per la salute o a condizioni che ostacolano o favoriscono le attività di strada (ad esempio, spostamenti attivi o tempo libero). Il tragitto casa-scuola dei bambini è un modo importante per interagire con l’ambiente. Tuttavia, si sa ancora poco sulla relazione tra la percezione che i bambini hanno dell’ambiente costruito durante il tragitto casa-scuola, la modalità di spostamento e l’impatto che questo ha sul loro benessere soggettivo. Uno studio sul distretto di Bradford, nel West Yorkshire, in Inghilterra,  la quinta autorità locale più grande del Regno Unito, con una popolazione di oltre 560.200 residenti, condotto su un ampio campione multietnico (n = 740) di bambini provenienti da sette scuole primarie, ha cercato di far emergere la percezione che i bambini hanno dell’ambiente costruito e cosa influenza la loro felicità e soddisfazione rispetto al percorso scolastico. Tre percezioni dell’ambiente costruito sono state costantemente associate a tutte le misure di benessere: sentirsi al sicuro dal traffico durante il tragitto, che i marciapiedi fossero in buone condizioni durante il tragitto e che ci fossero cose da vedere e da fare vicino alla scuola. Frequenti spostamenti attivi per raggiungere la scuola e una buona qualità dell’aria sono stati associati al fatto che i bambini apprezzassero il tragitto per andare a scuola, ma non a sentirsi felici e rilassati durante il tragitto o a una generale felicità.  Dall’indagine emerge che la maggior parte dei bambini si è sentita molto sicura (47%) o al sicuro (49%) dal traffico durante il tragitto. Le condizioni del marciapiede sono state valutate come non molto buone dal 10% dei bambini, mentre la restante parte le ha ritenute buone (57%) o molto buone (33). Per quanto riguarda la strada fuori dalle scuole, i bambini hanno segnalato una scarsa qualità dell’aria (21%), pochi alberi e piante (19%), insufficienti aree gioco (17%) e poche cose da vedere e da fare (19%). Vicino a casa, i bambini hanno osservato che non c’erano molti alberi e piante (34%) e non molte cose da vedere e da fare (35%) e il 10% ha riferito di non sentirsi molto sicuro agli attraversamenti pedonali sulla propria strada di casa. Non è stata rilevata alcuna associazione tra spostamenti attivi frequenti (andare a scuola a piedi o in bicicletta tre o più giorni a settimana) e genere, classe sociale o etnia. Tuttavia, è stata rilevata un’associazione tra spostamenti attivi frequenti e scuola frequentata dai bambini. La percezione dell’ambiente costruito era simile tra coloro che si recavano a scuola attivamente e coloro che non lo facevano; tuttavia, è stata rilevata un’associazione tra la percezione di alberi e piante a casa e spostamenti attivi, con coloro che si recavano attivamente che segnalavano pochi alberi e piante (37%) rispetto a coloro che non si recavano attivamente (28%). Gli spostamenti attivi, come sottolineano i ricercatori, non erano associati alla sensazione di felicità e relax dei bambini durante il tragitto verso la scuola. Durante il tragitto verso la scuola, la percezione di sentirsi meno sicuri (sicuri/non molto sicuri rispetto a molto sicuri) a causa del traffico e le peggiori condizioni del marciapiede (buone/non molto buone rispetto a molto buone) erano negativamente associate alla sensazione di felicità e relax. Sulla strada fuori dalla scuola, la percezione di avere meno cose da vedere o da fare e le strade non molto rumorose erano negativamente associate alla sensazione di felicità e relax. Nella strada di casa, la percezione di avere meno cose da vedere e da fare era negativamente associata alla sensazione di felicità e relax nel modello completamente adattato. Nelle conclusioni dello studio si legge: “I nostri risultati suggeriscono che la percezione delle caratteristiche del livello stradale, ovvero la qualità dell’ambiente, sono importanti predittori del benessere soggettivo dei bambini e, potenzialmente, più importanti degli spostamenti attivi. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che gli spostamenti attivi per recarsi a scuola sono un’attività necessaria che si svolge indipendentemente dalla qualità dell’ambiente costruito. Recenti evidenze suggeriscono che condizioni ambientali di scarsa qualità scoraggiano l’attività fisica. Analogamente, si è scoperto che la qualità degli spazi verdi è più importante per il benessere rispetto alla sola quantità. Poiché i bambini devono completare gli spostamenti per recarsi a scuola, ambienti stradali di scarsa qualità possono creare un’esperienza stressante per i bambini, influendo sul loro benessere o scoraggiando del tutto gli spostamenti attivi per recarsi a scuola. Pertanto, le caratteristiche dell’ambiente stradale, come la sicurezza stradale, i marciapiedi, gli attraversamenti pedonali e altre infrastrutture pedonali, e la presenza di cose piacevoli da vedere e da fare, soprattutto intorno alle aree di raccolta delle scuole, sono caratteristiche chiave da migliorare a supporto del benessere soggettivo dei bambini. Interventi permanenti di progettazione stradale, come misure di moderazione del traffico o quartieri a basso traffico, e restrizioni temporanee del traffico, come le strade scolastiche, sono importanti per contribuire a questo obiettivo”. Intanto, è in pieno svolgimento l’edizione primavera 2025 di Streets For Kids: tra il 5 Maggio e il 23 Maggio 2025 genitori, insegnanti e bambini in tutte le città d’Europa sono mobilitati per chiedere un maggior numero di Strade Scolastiche, aria pulita, spazi per giocare e percorsi casa-scuola in sicurezza: https://italy.cleancitiescampaign.org/streets-for-kids-primavera-2025/.  Qui per approfondire l’indagine: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2214140525000544.  Giovanni Caprio
May 7, 2025
Pressenza