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Lettera alle istituzioni sui traffici di armi, beni dual-use e rottami dal porto di Venezia
Gentile Sindaco, Gentile Autorità Portuale, Gentili Consiglieri Comunali, a tutte le autorità istituzionali e sindacali che su queste questioni hanno voce e responsabilità, sappiamo che il porto di Venezia è uno snodo di passaggio di merci, componenti dual-use e materiali militari verso varie destinazioni, tra cui Israele, nel pieno di un conflitto nel quale sono documentati crimini di guerra e il genocidio a Gaza accertato da Commissioni d’inchiesta ONU e da organizzazioni internazionali di tutela dei diritti umani. Come evidenziato dai dati raccolti su Econdb, Israele risulta la 4° maggiore destinazione dell’export in partenza dal porto di Venezia. Quali garanzie e controlli ci sono su merci che potrebbero alimentare sia il genocidio che gli attacchi israeliani nella regione, che hanno provocato la crisi petrolifera e quindi il carovita? Sappiamo altresì che a partire dallo scorso anno sono state importate dallo Stato di Israele enormi quantità di rottami metallici, come documentato da recenti inchieste giornalistiche di Altreconomia e che non è possibile stabilire se questi materiali provengano o meno dalle zone illegalmente occupate o soggette a demolizioni forzate: i criteri con cui le autorità preposte certificano la provenienza dei rottami non vengono infatti divulgati. La giornalista Linda Maggiori, in data 25/10/2026, ha presentato un’istanza di accesso civico generalizzato, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013, richiedendo i dati aggregati relativi ad armi, componenti di armi e beni dual-use transiti dal porto di Venezia. La sentenza n. 6256/2026 del Consiglio di Stato, Sezione sesta, ha riconosciuto il diritto ad accedere ai dati aggregati sulle armi e i componenti di armi passanti per i porti: la sentenza afferma un principio che le amministrazioni non devono continuare a disattendere con il silenzio. Per questo chiediamo: alle istituzioni, di fare pressione affinché l’istanza di accesso agli atti riceva risposta nei tempi dovuti e di rendere chiaro il traffico di rottami in arrivo dal porto di Venezia, a partire dalla divulgazione dei criteri di controllo della provenienza; ai consiglieri comunali, di tenere alta l’attenzione civica e di pretendere piena trasparenza su ciò che transita e su ciò che viene importato; Insieme a tutte le componenti sindacali presenti al porto e in città, chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici dei moli di interrogare formalmente l’Autorità di Sistema Portuale e le compagnie operanti sul traffico con Israele sul carichi in transito, di denunciare ogni anomalia o violazione delle norme italiane o comunitarie  e di sostenere il diritto di chi lavora a non essere impiegato nella movimentazione di armi e componenti militari dirette in zone di conflitto, per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori portuali e quella degli/delle abitanti dei quartieri limitrofi al porto. La trasparenza amministrativa non è un favore che si concede, è un obbligo di legge e il silenzio delle amministrazioni su armi, beni dual use e rottami metallici che attraversano un porto italiano riguarda tutte  e tutti, come cittadine e cittadini e come contribuenti. In attesa di un vostro riscontro e di un vostro impegno, porgiamo cordiali saluti Coordinamento no armi a Porto Marghera Amnesty International – gruppo di Mestre ANPI “Sette Martiri” Venezia ANPI provinciale (VE) ANPI Sezione Mestre “Erminio Ferretto” ANPI sezione Marcon Quarto d’Altino “Ettore e Dolfino Ortolan” ANPI Veneto Assopace Palestina Venezia AVS Venezia BDS Vicenza Bella Ciao – Cittadini Non Indifferenti di Quarto d’Altino Campagna Ponti e Non Muri, Pax Christi Casa di Amadou Centro Sociale Rivolta CiLLS cittadini per il lavoro, la legalità, la salute e l’ambiente Cobas – comitati di base della scuola del Veneto Collettivo Liberi Saperi Critici Coordinamento No Inceneritore di Fusina CUB Veneto Docenti per Gaza Veneto Extinction Rebellion Venezia FIOM Metropolitana di Venezia FIOM Veneto Forum Dell’Aria Giuristi Democratici Venezia Global Sumud Veneto In Marcia Per la Pace In piazza per Gaza – S.Donà di Piave ISDE – sezioni Venezia e Padova Laboratorio Climatico Pandora Laboratorio Occupato Morion Mediterranea Saving Humans Network Giovani M5S – Veneto Opzione Zero Pax Christi Venezia Pax Christi Vicenza Potere al Popolo Venezia Rete veneta dei comitati per la Palestina RSU Electrolux do Susegana (TV) Sanitari per Gaza Venezia Tavolo Palestina Pace Bassa Padovana USB Veneto Veritas vincit APS Mail: noarmiportomarghera@proton.me   Redazione Italia
November 2, 2026
Pressenza
Traffici di armi: venerdì 24 luglio alle 8:30 presidio davanti a Palazzo Tursi a Genova
Venerdì 24 luglio 2026 alle 8:30 Palazzo Tursi – Via Garibaldi 9, Genova Il CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova e USB Mare e Porti Genova chiamano le lavoratrici, i lavoratori e tutta la cittadinanza a partecipare al presidio convocato per venerdì 24 luglio, alle ore 8.30, davanti a Palazzo Tursi, in via Garibaldi 9, in concomitanza con la nuova seduta della Commissione consiliare dedicata all’istituzione dell’Osservatorio consiliare permanente per la trasparenza, la sostenibilità etica e la sicurezza dei lavoratori del Porto di Genova. L’Osservatorio rappresenta uno strumento necessario per garantire trasparenza sui traffici che attraversano il porto, tutelare la sicurezza di chi lavora sulle banchine e affermare il principio che il Porto di Genova non possa essere considerato un semplice ingranaggio della logistica militare e dell’economia di guerra. La seduta della scorsa settimana si è conclusa anticipatamente dopo momenti di forte tensione, mentre la discussione sull’Osservatorio veniva ancora una volta spostata su questioni procedurali e polemiche politiche, anziché concentrarsi sui contenuti e sulle responsabilità concrete delle istituzioni. In quelle circostanze, la reazione di un lavoratore portuale è stata descritta pubblicamente attraverso una narrazione che tende a isolare pochi minuti di tensione dal contesto politico, umano e lavorativo nel quale sono maturati. Non intendiamo negare la durezza del confronto. Rifiutiamo però ogni tentativo di criminalizzare la rabbia di chi, da anni, denuncia il transito di armamenti, l’assenza di informazioni sui carichi movimentati e i rischi ai quali vengono esposti quotidianamente i lavoratori portuali e l’intera città. La discussione non può essere ridotta al tono di voce di un portuale. Il problema reale è ciò che transita nel porto, chi ne è informato, quali rischi ricadono sui lavoratori e quale ruolo la città di Genova intenda assumere di fronte alla guerra e al commercio delle armi. Un lavoratore portuale non era presente in quella sede per difendere interessi personali, ma per portare la voce di lavoratori che chiedono da anni trasparenza, sicurezza e la possibilità di non essere resi complici della movimentazione di carichi destinati ad alimentare guerre e massacri. Le responsabilità politiche e istituzionali non possono essere cancellate trasformando la protesta sociale in un problema di ordine pubblico. Le eventuali divergenze sui comportamenti individuali non devono diventare il pretesto per interrompere, rallentare o svuotare il percorso di istituzione dell’Osservatorio. Per queste ragioni chiediamo alla cittadinanza di essere presente. Chiediamo che la Commissione riprenda e concluda i propri lavori, che il regolamento venga approvato senza ulteriori rinvii e che l’Osservatorio sia dotato di strumenti reali, accesso alle informazioni e capacità effettiva di controllo.Per la trasparenza sui traffici portuali. Per la sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori, delle cittadine e dei cittadini. Contro la logistica della guerra. Per un Porto di Genova realmente porto di pace. CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova USB Mare e Porti Genova Unione Sindacale di Base
July 21, 2026
Pressenza
6 febbraio 2026: viva i portuali in sciopero
post facebook di Josè Nivoi, portuale del CALP di Genova e dell’USB. In coda gli 11 appuntamenti (pomeridiani) nelle città italiane. La protesta partirà da 21 tra i più grandi e importanti porti europei e mediterranei, come Bilbao, Tangeri, Pireo, Mersin, Genova, Livorno, Trieste, Ancona e Civitavecchia e altri ancora. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto l’adesione anche dai porti di
February 6, 2026
La Bottega del Barbieri