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E Guardiola disse “no”
Pep Guardiola ha detto no. Non farà il Commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, bisognevole di un Cristo capace di resuscitare i morti. I maligni dicono che il “no” sarebbe stato persino ben accolto in Federazione. Il problema, come diceva già prima Malagò, non stava nei soldi da dargli, […] L'articolo E Guardiola disse “no” su Contropiano.
July 24, 2026
Contropiano
Questo non è “ordine pubblico” è “sparare con gli occhi(e la coscienza) bendati/a
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA RIFLESSIONE DEL DR VITO TOTIRE(PORTAVOCE ANCHE DELLA RETE LAVORO SICURO) CHE AFFRONTA L’UCCISIONE DI FAKIR ABDERRAHIM CON UN APPROFONDIMENTO  CHE INVITIAMO I LETTORI A LEGGERE PER UNA MAGGIORE CHIAREZZA CHE POSSA SERVIRE A FAR RIFLETTERE QUEI LAVORATORI CHE TUTTI I GIORNI LOTTANO SUI CANCELLI DELLE AZIENDE. S.I. COBAS NAZIONALE Abderrahim : una morte che si doveva evitare Ennesimo e grave lutto per la comunità Per un movimento contro l’uso/abuso della forza Ancora una volta una morte che si doveva evitare; le cronache riferiscono di un uomo di 42 anni in “stato di agitazione”; definizione un po’ generica visto che secondo studi scientifici attendibili superati i 26 gradi di temperatura ambientale le capacità cognitive di ognuno di noi vanno in crisi; comunque uno “stato di agitazione” evoca la necessità di un intervento sanitario e non di un intervento di “ordine pubblico”; già altri nei primi commenti a questo grave lutto hanno riferito che un intervento sanitario è gestito con tecniche a basso impatto sulla salute della persona o, meglio, se correttamente gestito si risolve a favore della salute della persona stessa ; esistono infatti linee guida regionali che indicano come intervenire senza danni per la persona in crisi e per gli stessi operatori; se l’approccio non è questo ma è quello della “forza” a prescindere dal livello esercitato e a prescindere dallo stato di salute psicofisica del soggetto (prima e durante l’intervento) la morte diventa un evento tutt’altro che imprevedibile. Al Pilastro, pur non essendo usata la pistola taser lo scenario è analogo a quello degli effetti degli impulsi elettrici ; livello di forza e metodi utilizzati non possono prescindere dalla condizione di vulnerabilità della persona sottoposta a “fermo”; certo esiste un livello di “forza” che può uccidere chiunque , anche il soggetto di cosiddetta “sana e robusta costituzione” il che non era, da quello che riferiscono i familiari, la condizione di Abderrahim; dunque la cosiddetta “asfissia posizionale” può essere letale per tutti ma per alcuni è più probabile che si verifichi pur nel momento del lutto e della disperazione dei familiari e di quanti conoscevano Abderrahim che peraltro è stato impegnato anche nel sindacato Si.Cobas uno dei sindacati di base più tenacemente impegnati nel contrastare il “lavoro schiavistico” OCCORRE RAGIONARE SUI FATTI CONCRETAMENTE ACCADUTI. Purtroppo la morte di Abderrahim NON E’ UN FULMINE A CIEL SERENO , E’ LA CONSEGUENZA DELLA VOLONTA’ POLITICA DI NON CONSIDERARE IN NESSUN MODO LA QUESTIONE DELL’USO DELLA FORZA UN USO DELLA FORZA CHE REIFICA IL FATTORE UMANO A FAVORE DELLA “PACE SOCIALE”-APPARENTE- A TUTTI I COSTI E’ COME PER GLI OMICIDI SUL LAVORO: IL PROFITTO COSTI QUEL CHE COSTI Bisogna che in memoria di Abderrahim FAKIR costruiamo un movimento che sia una barricata contro l’uso della forza, tema su cui le “istituzioni totali” repressive dello stato non hanno alcuna intenzione di ragionare e gli esempi sono stati troppo evidenti e frequenti anche se considerassimo solo Bologna; lo “stato” non ha accennato mai a nessuna considerazione autocritica, nessun “eccesso”, secondo le istituzioni, anche di fronte a situazioni eclatanti: • Nell’aprile 2024 le “forze dell’ordine” usano taser e peperoncino contro un attivista ecologista che si sta allontanando da un cantiere aperto per cementificare una area verde; in verità in giorni precedenti qualche rappresentante delle “forze dell’ordine” era intervenuto con arma da fuoco incastrata dietro la cintura…un messaggio molto chiaro…; dunque una “overdose” di uso della forza contro una lotta che si è dimostrata poi vincente e soprattutto giusta in quanto ha risparmiato alla città la devastazione di un parco ! • Nel 2024, il 31 dicembre, a Villa Verucchio (Rimini) un giovane è morto dopo essere stato colpito da numerosi colpi di pistola ; la Procura di Rimini non ha ritenuto di rilevare una sproporzione nell’uso della “forza”; un esponente di “destra” in maniera molto esplicita ha avallato le onorificenze concesse al carabiniere da Meloni e Crosetto, perché (ha detto l’esponente politico, con un lapsus molto significativo) “il carabiniere ha difeso degli italiani”; in quella circostanza abbiamo detto con chiarezza che il problema principale non era tanto o solo la condotta individuale del singolo carabiniere ma la assenza totale di attenzione da parte dell’Arma (come della polizia di stato) o per la esattezza la omissione della effettuazione di una preventiva valutazione del rischio e della proporzione tra mezzi e tecniche usate ed effetti materiali/psicologici accusati dalle vittime • Nel 2025 una persona forse in “stato di agitazione” in via Marconi viene investita da spray al peperoncino e accusa rilevanti effetti collaterali; un passante, buon samaritano, fornisce alle “forze dell’ordine” acqua da spargere sugli occhi e sul viso della persona colpita; le forze dell’ordine non avevano pensato neanche alla opportunità di mitigare l’impatto della capsaicina ? • Nel 2025 sia in occasione di una manifestazione contro il genocidio del popolo palestinese che in occasione della contestazione, al Pilastro, del progetto “museo dei bambini” le forze dell’ordine hanno lanciato candelotti cosiddetti lacrimogeni (ci sarebbe da discutere anche degli effetti non acuti e a breve, medio e lungo termine); nel caso della Palestina una giovane manifestante ha perso un occhio; evento analogo a Torino dove un candelotto ha colpito un tifoso causandone il ricovero in rianimazione • Anche in questo caso CI SIAMO CHIESTI, MA LA DOMANDA E’ RETORICA: LE “FORZE DELL’ORDINE” SONO IN GRADO , O MEGLIO, HANNO INTENZIONE DI FARE UNA “VALUTAZIONE DEL RISCHIO”? magari REDIGERE UN DVR COME QUALUNQUE AZIENDA ITALIANA è OBBLIGATA A FARE ? vogliamo indulgere sulla retorica/luogo comune dell’errore umano del singolo poliziotto o una gestione seria della valutazione dell’impatto sanitario deve impedire a chiunque lanci di candelotti ad altezza d’uomo? Basterebbe prendere spunto anche dalle normative sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro… Non rimuoviamo le difficoltà che abbiamo di fronte; la recente decisione del sindaco e del consiglio comunale di Milano (senza tacere del significativo e coraggiosi dissenso di numerosi consiglieri) di “sdoganare” la pistola taser e darla in dotazione ai vigili urbani chiarisce che a favore della descalation nell’uso e abuso della “forza”, che noi peroriamo, non abbiamo ostacoli solo da parte del ceto politico di centro destra; per tornare a Abderrahim: • Se una persona è in un cosiddetto “stato di agitazione” deve intervenire personale sanitario dotato di empatia e capacità di comunicazione che certamente, ad essere eufemisti, non sono peculiari delle “forze dell’ordine” • Il personale sanitario è più in grado della polizia, per formazione, cultura e prassi quotidiana, di percepire sintomi e soggettività della persona; la sorella di Abderrahim ha riferito di rilevanti problemi sanitari che lo rendevano vulnerabile sia rispetto alla capsaicina (peperoncino) che rispetto al rischio di “asfissia posizionale” che, bene inteso, rappresenta un rischio per chiunque ma ancora maggiore nel caso delle condizioni cliniche di Abderrahim • La sorella di Abderrahim ha dichiarato quindi due problematiche cliniche che controindicano assolutamente sia l’uso dello spray al peperoncino che l’utilizzo di metodi fisici ad elevata costrittività; nonostante questo “qualcuno” proverà ad insinuare la ipotesi di un evento morte “imprevedibile” ? • È possibile continuare manovre altamente costrittive nei confronti di una persona che urla “aiuto” e “basta” ? vogliamo davvero pensare che la percezione della soggettività debba o possa essere annullata in ossequio ad un astratto, e disumano, principio di “ordine pubblico”? dobbiamo dunque oggi, in memoria di Fakir cercare di costruire un movimento politico e culturale contro l’uso della forza che eviti però adesioni opportunistiche e di circostanza (ci riferiamo a quanto accaduto a Milano per la pistola taser) Un abbraccio sentito ai familiari, amici e compagni di Abdderrahim e al sindacato Si.Cobas di cui ha fatto parte e a tutti quelli che combattono contro schiavismo, razzismo e discriminazioni di ogni sorta. Purtroppo una nuova lapide insanguinata si aggiunge nella storia del Pilastro; ma con la sua storia di emarginazione di discriminazioni subite rimane un quartiere di uomini e donne che continueranno a lottare per la giustizia e per un modo migliore. Abderrahim sarà impossibile dimenticarti. Vito Totire, portavoce centro F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna Bologna, 20.7.2026 L'articolo Questo non è “ordine pubblico” è “sparare con gli occhi(e la coscienza) bendati/a proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!
L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese. Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità. I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo. Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile. Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir. Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta.Tremate padroni noi continueremo a lottare” , significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza. Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose. Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese. SI COBAS Nazionale L'articolo UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Assassinio di Stato a Bologna
Compagni questo video, dimostra l’efferratezza della polizia italiana nei confronti di un operaio a Bologna. Come negli Stati Uniti gli sbirri, senza alcun pietà hanno ammazzato FAKIR ABDERRAHIM un nostro ex iscritto. Il SI cobas proclama subito uno stato di agitazione per la provincia di Bologna e domani sera alle ore 22 bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell’interporto di Bologna. Chiediamo a tutti i compagni anche degli altri luoghi di lavoro fuori di Bologna di partecipare, affinché sia piu ampia la denuncia contro l’uccisione di questo nostro compagno. IO SARÒ PRESENTE!!!     Link video: https://youtu.be/DMe3VoStyN8?feature=shared   S.I.COBAS NAZIONALE L'articolo Assassinio di Stato a Bologna proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
FILIERA FEDIT:LO SCIOPERO DI 5 GIORNI E’ RIUSCITO!
In due settimane 5 giorni di sciopero. Grande dimostrazione di forza. Al di là di qualche disfattista lo sciopero nel suo insieme è riuscito, i padroni ne sanno qualcosa,  non sapevano più dove far arrivare i loro camion a scaricare. I magazzini sono invasi dai pacchi e per qualche giorno la loro organizzazione ne subirà un danno notevole. Loro comunque resistono, piuttosto che concedere qualche spicciolo agli operai, perdono milioni di euro. La lotta è dura ma è il primo assaggio, non finisce qui. Abbiamo, per il momento fatto alcuni passi verso una lotta che sarà sempre più dura. Chi si è tirato indietro non è difendibile. A settembre ricominceremo, non finisce qui, RESISTEREMO UN MINUTO PIÙ DEI PADRONI. Chi ha lottato non è domo riprenderà con più vigore. Dopo tanti mesi il SI Cobas si è ridestato: compagni che in squadra vanno a sostenere i cobas più deboli, delegati  che si prendono la responsabilità di organizzare altri lavoratori nella lotta dimostra che il si cobas  è vivo  e che siamo  ancora forti. Chi, invece, si attarderà  a riprendere il cammino della lotta, chi si intestarderà  a non capire che la crisi morde i ns salari e che la ns unica via resta quella della lotta e della ns unità,  consigliamo di leggere Dante, per non finire nell’inferno della povertà e della schiavitù sul lavoro. Noi, SI COBAS,  che lottiamo e mettiamo a disposizione tutte le ns forze  per la lotta degli sfruttati, andremo avanti  fino in fondo a partire da questi compagni d’ avanguardia che si sono temprati davanti ai cancelli. GRIDIAMO FORTE: NON TORNEREMO A 15 ANNI FA, IN QUESTI 5 GIORNI LO ABBIAMO DIMOSTRATO. VIVA IL SI COBAS ! VIVA I LAVORATORI IN LOTTA! SI COBAS NAZIONALE L'articolo FILIERA FEDIT:LO SCIOPERO DI 5 GIORNI E’ RIUSCITO! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
COMUNICATO SI COBAS – FILIERA BRT 🚩
I risultati della mobilitazione di oggi 6-7-26 dimostrano, ancora una volta, che quando i lavoratori SI Cobas lottano uniti, si fermano interi territori. Lo sciopero partito nella notte nei grandi hub BRT ha avuto effetti in tutta la rete nazionale: molte filiali di secondo livello sono rimaste completamente ferme. A Parma 020 nessun driver è uscito ed è rimasta completamente ferma l’attività, così come alla 019 di Reggio Emilia, dove non è stato effettuato alcun servizio. Un riconoscimento particolare va ai lavoratori delle filiali BRT 223 e 020 di Parma, che con determinazione, coraggio e compattezza hanno dato una grande dimostrazione di forza, tenendo alta la bandiera del SI Cobas e l’onore della nostra organizzazione. La loro lotta rappresenta un esempio per tutta la filiera nazionale. Un sentito ringraziamento va anche ai compagni di Modena e di Campo Gagliano, che sono venuti a Parma per essere al nostro fianco e partecipare insieme a noi allo sciopero. La loro presenza e la loro solidarietà hanno rafforzato ulteriormente questa importante giornata di lotta. Questa straordinaria mobilitazione ha dato ulteriore forza al nostro Coordinatore Nazionale Aldo Milani e a tutta l’organizzazione nazionale, dimostrando che quando i lavoratori sono uniti il SI Cobas è capace di incidere concretamente e di fermare l’intera filiera. Avanti così, uniti e determinati. La lotta continua! ✊🚩 si cobas nazionale L'articolo COMUNICATO SI COBAS – FILIERA BRT 🚩 proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
COMUNICAZIONE SCIOPERO DI TRE GIORNI LOGISTICA E FILIERA FEDIT.
L’assemblea dei delegati del SI Cobas dopo un approfondito confronto decide di aprire lo stato di agitazione nel settore della logistica ed in particolare nei confronti delle tre aziende associate a Fedit sopra menzionate. I giorni di sciopero saranno per Brt e Gls di tre giorni da stabilire nel mese di luglio e un giorno per Sda la quale ha manifestato la volontà di confrontarsi con noi sulla piattaforma da noi proposta ed in particolare per i facchini, la richiesta è di trattare il premio di risultato del 2026, l’aumento del ticket da 8 a 10 euro e un aumento di quattro euro giornaliere per chi fa un turno frazionato; Per i driver il premio di risultato e aumento delle indennità di trasferta. LO SCIOPERO PARTITO IERI SERA SULLA FILIERA BRT-GLS  HA AVUTO UN IMPATTO INCISIVO  CHE PER LE AZIENDE HA SIGNIFICATO NON SOLO RESTARE A TERRA LA MERCE MA ANCHE CHE IL SI COBAS C’E’ ED E’ BEN PRESENTE  E CHE LA LOTTA CONTINUERA’ SE NON FIRMERANNO UN ACCORDO MIGLIORATIVO DI QUELLO CHE STIAMO CHIEDENDO. DA ALBAIRATE A VERONA DA PIACENZA A MODENA E BOLOGNA, DA BERGAMO A BRESCIA, DA PARMA A ROMA  LO SCIOPERO E’ STATO UN SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE E VOGLIA DI LOTTARE DEI LAVORATORI. L’INFLAZIONE E’ AUMENTATA E I SALARI SONO DIMINUITI, MENTRE  LA BRT HA AVUTO LAUTI PROFITTI, DA QUANTO SI LEGGE DAI GIORNALI, UNA PARTE DI QUESTI PROFITTI DEVE ANDARE AI LAVORATORI CHE LO HANNO PRODOTTO CON IL LORO LAVORO. LA LOTTA CONTINUA!! SI COBAS NAZIONALE L'articolo COMUNICAZIONE SCIOPERO DI TRE GIORNI LOGISTICA E FILIERA FEDIT. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Tribunale di Piacenza: prosciolti SI Cobas e USB, ‘nessuna organizzazione criminale’
PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE SULL’ASSOLUZIONE TOTALE DEL C.N.  SI COBAS ALDO MILANI INSIEME A ARAFAT E CARLO ,COMPRESI QUELLI DI USB. LA FEROCIA CON CUI I GIUDICI SI SONO ACCANITI SUI DIRIGENTI NAZIONALI DEL SI COBAS  PER IL MOMENTO E’ SCONFITTA. VOLEVANO SCONFIGGERE LE LOTTE MA  NON CI SONO RIUSCITI. LE CONTRADDIZIONI DI PADRONI E GOVERNO SONO TROPPO EVIDENTI E PRIMA O POI LA CLASSE OPERAIA UNITA NEL SI COBAS  SCONFIGGERA’ IL SISTEMA. SI COBAS NAZIONALE . Milano, 26 giu. (LaPresse) – Non sono mai esistite due organizzazioni criminali dentro ai sindacati di base SI Cobas e Usb che avessero l’obiettivo di radicalizzare lavoratori “di origine straniera” da “strumentalizzare” con l’obiettivo di “conquistare i magazzini” delle multinazionali della logistica. La gup di Piacenza Francesca Gigli ha prosciolto perché il fatto non sussiste i 7 sindacalisti imputati di associazione a delinquere e 83 capi d’imputazione di violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, interruzione di pubblico servizio, sabotaggio ed estorsione. Accolta la linea dei legali dei sindacalisti, fra cui gli avvocati Eugenio Losco, Mauro Straini, Marina Prosperi e Arturo Salerni. La sentenza di non luogo a procedere arriva a 4 anni di distanza dall’inchiesta della procuratrice di Piacenza Grazia Pradella e del pm Matteo Centini (oggi sostituto a Milano), che a luglio 2022 aveva portato anche all’arresto di 8 sindacalisti, fra cui i leader piacentini del Si Cobas Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini, e, per l’Unione sindacale di base, Roberto Montanari, Mohamed Abed Issa e Fisal Elderdah e Riad Zaghdane, storico militante tunisino morto al San Camillo di Roma l’8 dicembre 2023 all’età di 56 anni, dopo aver combattuto contro un cancro mentre era ancora indagato. Arresti revocati un mese dopo l’operazione della Squadra mobile dal Tribunale del riesame di Bologna, che aveva negato l’esistenza delle due organizzazioni criminali sostenendo, che i “fini delle ipotizzate associazioni” a delinquere fossero in realtà “leciti” e tutelati dallo “Statuto dei Lavoratori”. Secondo gli inquirenti i sindacati di base avrebbero provocato fra 2016 e 2022 “scontri con la parte datoriale”, multinazionali come Leroy Merlin o grossi provider di servizi logistici in appalto, per alimentare “il proprio potere”, uscire “vittoriosi” dalla vertenze e ottenere “l’affiliazione all’associazione di più lavoratori, assicurandosi i proventi di tessere e conciliazioni”. Le aziende, “piegate dall’illegale blocco dei mezzi e delle merci”, avrebbero ceduto a “continue concessioni”. Tra i mezzi usati il “picchettaggio illegale”, impedendo ai camion di merci “di entrare ed uscire”, “occupando la sede stradale” oppure praticando azioni “di sabotaggio” delle aziende, ad esempio “azionando l’interruttore di emergenza per interrompere l’azione dei macchinari per la movimentazione dei pacchi”. Con la sentenza di proscioglimento (30 giorni per le motivazioni), la gup chiude una vicenda che ha fatto discutere nel mondo politico e giudiziario, con articoli critici rispetto all’inchiesta pubblicati dalla rivista di Magistratura democratica ‘Questione Giustizia’. La giudice ha invece deciso per il rinvio a giudizio per circa una decina di singoli episodi di picchettaggio, in cui viene contestata a sindacalisti e operai-facchini della logistica l’ipotesi di violenza privata. Molti dei capi d’imputazione, che risalgono a fatti del 2016-2018, nel frattempo sono andati prescritti. L'articolo Tribunale di Piacenza: prosciolti SI Cobas e USB, ‘nessuna organizzazione criminale’ proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
RAZZISMO E FASCISMO SOTTO I CIELI D’IRLANDA!
QUANTO STA SUCCEDENDO IN IRLANDA(E INGHILTERRA) E’ IL PRELUDIO A UNA GENERALE GUERRA TRA POVERI DOVE I PARTITI FASCISTI E RAZZISTI FOMENTANO LO SCONTRO SIA CONTRO IL NEMICO “IMMIGRATO” VISTO  COME VALVOLA DI SFOGO PER I LAVORATORI POVERI E LE MASSE IMPOVERITE DALLA CRISI DEL CAPITALISMO, SIA PER AVERE VOTI ALLE ELEZIONI POLITICHE. QUESTO AVVENIMENTO DEV’ESSERE UN TERMOMETRO PER IL SI COBAS NELL’ANDARE A STRUTTURARE UNA ORGANIZZAZIONE CHE SIA IN GRADO DI DARE UNA PROSPETTIVA ANCHE POLITICA  ALLA NS CLASSE DI RIFERIMENTO  CHE SONO I PROLETARI VISTO CHE ABBIAMO AL NS INTERNO 33 NAZIONALITA’. NOI RAPPRESENTIAMO  GIA’  IL MONDO INTERO COME CLASSE LAVORATRICE E LA NS UNITA'(CONTRO IL RAZZISMO E IL NAZIONALISMO) L’ABBIAMO COSTRUITA CON LE LOTTE DAVANTI AI CANCELLI. DOBBIAMO ESSERE PUNTO DI RIFERIMENTO AVANZATO PER ALTRI MILIONI DI PROLETARI . VIVA L’UNITA’ INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI UNICO ANTIDOTO CONTRO SIONISMO, RAZZISMO E FASCISMO. IN UNA PAROLA CONTRO IL SISTEMA CAAPITALISTICO, SI COBAS NAZIONALE   L'articolo RAZZISMO E FASCISMO SOTTO I CIELI D’IRLANDA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
PER ADIL SENZA PERDERE LA NOSTRA TENEREZZA!
POSTIAMO CON PIACERE  UN COMUNICATO DEL CENTRO SOCIALE VITTORIA IN RICORDO DI ADIL BELAKHDIM ,COORDINATORE DEL SI COBAS NOVARA, UCCISO DA UN CAMIONISTA IN NOME DEL PROFITTO. LO COMMEMORIAMO COME SI COBAS,IL GIORNO 20 GIUGNO 2026 DALLE ORE 9.30 COME DESCRITTO NEL VOLANTINO PRESENTE NEL SITO, INVITANDO TUTTE LE FORZE SINDACALI E SOCIALI ALLA PARTECIPAZIONE DAVANTI ALLA LIDL DI BIANDRATE. RINGRAZIAMO I COMPAGNI DEL VITTORIA CHE SEMPRE SONO STATI VICINI AL SI COBAS NELLE LOTTE DAVANTI AI CANCELLI COME  NELLE PIAZZE. LO COMMEMORIAMO, NON COME UN RITUALE ANNUALE MA PER RICORDARE  A TUTTA LA CLASSE LAVORATRICE  CHE A 5 ANNI DAL SUO ASSASSINIO I DIRITTI E LE CONQUISTE DEI PROLETARI  SONO MESSI FORTEMENTE IN DISCUSSIONE DAI PADRONI, MA  CHE IL SI COBAS  C’E’ E RESISTE CONTRO TUTTI I NEMICI  ESTERNI E INTERNI. CON ADIL IN OGNI LOTTA, INSIEME AL COMPAGNO GNAPPO, PER LA LIBERAZIONE DAL CAPITALISMO. SI COBAS NAZIONALE Compagno Adil sei caduto vittima di una guerra di classe. Non sei il primo e non sarai purtroppo l’ultimo, lo sappiamo. Ma mentre il nostro cuore è lacerato e piange la nostra mente è ben lucida e conosce bene gli assassini, la barbarie del modo di produzione basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la violenza della prevaricazione di pochi sulla vita di un intero pianeta. Ma a questo sistema noi opponiamo i tuoi e i nostri valori. Il valore della solidarietà e dell’uguaglianza sociale, del sacrificio individuale in nome di una collettività, dell’eliminazione di ogni discriminazione di genere e colore della pelle. Dell’abbattimento definitivo di una società basata sullo sfruttamento e sulla divisione in classi. Per chi ha questi valori la vita di un compagno ha un valore immenso ed è ancora incredibile pensare che il gesto criminale di un bastardo ti abbia potuto togliere la vita, ti abbia tolto ai tuoi compagni e alle tue compagne, ti abbia tolto a tua moglie e ai tuoi figli. Chiediamo ora a tutte e tutti di scegliere da che parte stare e gli assassini non si potranno nascondere perché il tuo nome sarà in ogni lotta. A noi resta il tuo esempio e il monito ai padroni che non ci potranno mai cambiare e che saremo sempre più duri senza mai perdere la tenerezza e la capacità di piangere per un nostro compagno assassinato insieme alla capacità di essere sempre più lucidi nel nostro odio di classe. I compagni e le compagne del Csa vittoria L'articolo PER ADIL SENZA PERDERE LA NOSTRA TENEREZZA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.