Il buco nero dell’Occidente: il post-uomo che emerge dal caso EpsteinL’Antidiplomatico.it. Di Alex Marsaglia. Nel cuore della notte, come ha scritto
Martin Heidegger, gli uomini dimenticano totalmente cosa sia la luce.
Precipitano allora nella società del consumismo, del comfort, diventano gli
ultimi uomini raffigurati da Nietzsche in Così parlò Zarathustra . Il culmine
della notte coincide con l’oblio totale dell’Essere, della luce[1].
Mentre nel giorno del Li Chun del 2026 le relazioni sino-russe si
approfondiscono sempre di più, al fine di rivitalizzare il Nuovo Ordine Mondiale
multipolare nascente, portando luce, l’Occidente precipita nell’oblio più totale
con la desecretazione dei file Epstein.
Dai 3 milioni di file sta emergendo una vera e propria fiera dell’orrore morale
da cui l’Occidente faticherà a salvarsi, nonostante stia tentando con tutte le
sue forze di occultare, manipolare e sminuire. La vicenda dei file è sinora
significativa, perché ci mostra anche la parabola discendente di Donald Trump.
Il Presidente americano neoeletto si era impegnato politicamente nella
desecretazione dei file, poiché evidentemente mostravano le implicazioni del
mondo democratico e del celebre Deep State in un abisso morale di cui non si
intravede il fondo.
Ora ad un anno di distanza pare però che in quelle vicende sia coinvolto anche
lui che, come ha dichiarato a suo discapito, “come unico limite ha la sua
morale, la sua mente”. La cosa che politicamente stupisce di più è che il
principale artefice di quest’operazione di trasparenza, sia al momento il
personaggio che rischia di rimetterci maggiormente. E di Trump possiamo dire
tante cose, tranne che non sia capace di curare i propri interessi. Dà da
pensare parecchio che nella lista dei nomi di Epstein, compaiano persino Putin
(solo per rifiutare gli inviti) e il nostro Salvini (come riferimento politico
di Bannon), ma non vi siano i grandi nomi democratici di Obama e Biden, bensì
solo i Larry Summers, i Gates. A pensar male si fa peccato, ma è come se i
personaggi democratici politicamente spendibili abbiano potuto godere di uno
scudo particolare sinora. Tra i grandi nomi democratici è emerso solo quello di
Clinton, già compromesso da tempo. Ciò è quantomeno curioso.
Mi si perdonerà la speculazione, ma qui si tratta di dare dell’ingenuo a Trump
nel credere abbia voluto scoperchiare un Vaso di Pandora al fine di colpire la
controparte politica, per poi ritrovare solo se stesso e i suoi fedelissimi
della prima ora come Bannon tra i nomi ricorrenti. Evidentemente dai 3 milioni
di file e 6 milioni di pagine di documenti si sta estraendo in maniera selettiva
ciò che fa comodo politicamente. Questo è ciò che fa un sistema di potere quando
qualcuno si accinge ad aprire il Vaso: lo si normalizza, non lo si lascia
operare contro il sistema.
Altrimenti emergono i Julian Assange, gli Edward Snowden che iniziano davvero a
colpire il cuore del sistema di potere e finiscono in esilio, dopo aver
rischiato il collo. Di certo è che il contenuto di quanto emerso sinora è
rilevante per gli abissi morali raggiunti dall’élite occidentale possidente che
incarna ormai perfettamente il concetto di post-uomo. Il Vice-procuratore
statunitense che sta procedendo a desecretare i file non ancora coperti da
“segreto istruttorio” ha detto: “non abbiamo diffuso le immagini di morte,
violenze fisiche e ferite”. Ciò lascia intendere il carnaio dietro al mercimonio
di persone. E ancora, dalle mail (https://www.justice.gov/epstein) emergono le
richieste che venivano fatte a Epstein in seguito ai rapimenti, da cui: “Jeff,
ho qui un bambino: cosa vuoi che faccia che lo torturi o che lo uccida?”
L’isola dell’orrore pare fosse dotata persino di tunnel sotterranei collegati al
mare per nascondere le prove: si possono trovare le immagini delle botole e i
riferimenti ai tunnel di scarico.
E l’isola di Epstein è sostanzialmente la dimora di uno squalo dell’alta finanza
divenuta il Giardino dell’Eden delle élite occidentali perse nel loro delirio
nichilistico, dove l’Uomo diventa post-uomo ridotto a bestia fagocitata dal
consumismo. La ricerca spasmodica di piaceri morbosi, perversi, sadici e
innaturali è il bisogno su cui l’affarista Epstein ha tratto fonte di guadagno
economico e di potere. Nietzsche ci ha insegnato che a guardare nell’abisso ci
si perde in esso e Epstein non si è certamente limitato ad osservare e a
riflettere come il filosofo tedesco, ma ha agito da uomo d’affari mettendo a
profitto quell’abisso morale delle élite possidenti occidentali. Questo è il
vero scandalo della vicenda.
Se è vero che «l’archetipo del post-uomo è il manager di successo»[2] in Epstein
abbiamo trovato l’imprenditore dei bisogni malati di un’élite occidentale che ha
i suoi valori, è persa nel post-erotismo, nella reificazione delle relazioni
umane e punta a «mercificare quanti più aspetti è possibile dell’economia morale
indipendente dal mercato e riforgiarli come elementi di consumo»[3]. Il settore
di mercato di Epstein era precisamente quello dell’economia morale non prezzata
dal mercato identificata da Bauman. Nei festini dell’élite possidente
occidentale la pedofilia e il cannibalismo rappresentavano probabilmente le
ultime frontiere del piacere morboso che un’élite abituata a potere tutto voleva
potersi permettere e Epstein procurava la merce.
Ovviamente come tutti i buoni affaristi sapeva anche utilizzare il potere che ne
deriva dal saper far affari, siamo pur sempre nel modo di produzione
capitalistico e il self made man ha bisogno di affermarsi in società. Occorre
però saper andare oltre la superficie scandalosa delle portate da film horror
che Epstein apparecchiava nei suoi banchetti, per identificare chiaramente la
malattia del capitalismo decadente occidentale: un mondo di bisogni morbosi
coltivati da un’élite che gustava e traeva piacere dall’ingiustizia. D’altra
parte, sempre Bauman ci ricordava che «la solidarietà umana è la prima vittima
dei trionfi dell’economia di mercato»[4] e laddove si spegne la capacità di
attivare solidarietà l’ingiustizia domina indisturbata, divenendo persino un
bene di consumo ricercato di cui si può usufruire intimamente mentre ci si
aliena dal mondo. Ancora quel gigante di Bauman, citando a sua volta i “tempi
oscuri” di Hannah Arendt, ci restituisce l’identikit dei clienti di Epstein di
cui ancora non conosciamo i nomi: «l’individuo moderno nella sua alienazione dal
mondo rivela davvero se stesso solo nella sfera privata e nell’intimità degli
incontri faccia a faccia. Questa sfera privata, conquistata e affermatasi di
recente, e l’intimità degli incontri faccia a faccia sono le inseparabili
compagne dei “tempi oscuri”, alimentate dal mercato dei consumi, che promuove la
contingenza universale della vita di consumi su cui prospera»[5]. Insomma,
Epstein forniva incontri, banchetti, rituali garantendo l’intimità
al post-uomo che si deliziava delle merci che il finanziere, divenuto
faccendiere, forniva. Un mercato dell’economia morale in cui si diceva
“prendetene e mangiatene”(Mt 26,26), ma non tutti, poiché è il principio di
scarsità il vero motore della valorizzazione delle merci.
Ancora una volta è interessante rilevare che sino alla desecretazione politica
dei file, nessuno avesse aperto inchieste, tentato di indagare e ciò è da sempre
significativo del grado di pervasività di un sistema che adesso, una volta
scoperchiato, si sta ritorcendo contro colui che ha voluto procedere
nell’operazione politica. Nonostante Epstein fosse finito sotto processo e morto
suicida in carcere, il sistema di potere che oggi pretende di mettere alla
sbarra e giudicare il Presidente della Repubblica Bolivariana Maduro non ha mai
pensato di aprire le indagini dopo la morte di Epstein. Per il sistema di potere
americano la vicenda era chiusa con il suicidio di Epstein in carcere nel 2019.
Quel sistema di potere è stato lucidamente e freddamente identificato dal
Presidente della Federazione Russa Putin in una sua intervista del 13 Marzo
2024, due anni dopo l’inizio dell’Operazione Militare Speciale. Oggi quelle
parole risuonano non più come una figura retorica o un’iperbole del colonialismo
occidentale, ma come una macabra profezia: «La Russia non è a un bivio. È sul
percorso strategico del proprio sviluppo e non abbandonerà il suo cammino (…)
Molte persone nel mondo guardano a noi, a ciò che accade nel nostro Paese e alla
nostra lotta per i nostri interessi (…) Associano la nostra lotta per
l’indipendenza e la vera sovranità alle loro aspirazioni di sovranità e sviluppo
indipendente (…) Nelle élite occidentali è molto forte il desiderio di congelare
l’iniquità della situazione negli affari internazionali. Sono abituate da secoli
a riempirsi la pancia di carne umana e le tasche di denaro. Ma devono rendersi
conto che il ballo dei vampiri è giunto al termine».
La luce che incenerisce i vampiri contro le tenebre in cui questi prosperano, da
Platone in poi è soprattutto sinonimo di Verità, Integrità, Giustizia e Salvezza
e sorge ad Oriente, laddove il Nuovo Ordine Multipolare sta nascendo per
lasciarsi i mostri delle transizioni gramsciane e il post-uomo del
tardocapitalismo postmoderno alle spalle. L’aurora di un Soggetto Radicale sta
nascendo, ma ha bisogno dell’Uomo in grado di sconfiggere i vampiri postumani
per affermarsi realmente. Quell’Uomo nasce e può svilupparsi solo in opposizione
ai valori di élite possidenti occidentali ormai post-umane.
[1] A. Dugin, Il sole di Mezzanotte. Aurora del Soggetto Radicale, AGA Editrice,
Milano, 2019, p. 14
[2] A. Dugin, Teoria e fenomenologia del Soggetto Radicale, AGA Editrice,
Milano, 2019, p. 47
[3] Z. Bauman, Amore liquido, Laterza, Roma-Bari, 2003, p. 104
[4] Ivi, p. 106
[5] Z. Bauman, Vita liquida, Laterza, Roma-Bari, 2008, pp. 56-57