Tag - Epstein files, intelligence israeliana, Israele

Le 5 tesi “complottiste” confermate dagli Epstein files
Di Riccardo Paccosi. Dall’insieme degli Epstein Files, trovano conferma quasi tutte le tesi dell’opposizione anti-sistema che, negli ultimi anni, erano state tacciate di “complottismo” dai negazionisti della politica. In molti casi, non sussistono prove bensì elementi indiziari pesanti che, unitamente a un’analisi politica volta a correlare i fatti con gli interessi in gioco, portano a concludere quanto segue: 1) Esiste una cupola esoterica di potere, trasversale a destra e sinistra, che forse può essere definita “satanista” o forse – e più probabilmente – espressione d’un culto della distruzione e dell’anti-vita di matrice finanche più nichilista. 2) Quasi tutte le figure coinvolte in questa rete, si identificano con la causa di Israele e della componente più suprematista del sionismo. 3) I quattro stati-canaglia che maggiormente praticano terrorismo e innescano guerre nei vari angoli del mondo, sono anche i quattro stati investiti dal pesante sospetto d’avere una classe politica invischiata in network pedofili. Si tratta di: – Stati Uniti e Gran Bretagna in ragione degli Epstein Files e di testimonianze e/o scandali precedenti; – dell’Ucraina in relazione alla scomparsa di numerosi bambini mandati in adozione; – di Israele, come riconosciuto a metà del 2025 da una commissione apposita della Knesset nonché dagli stessi media mainstream israeliani. 4) Il colpo di stato in Ucraina del 2014, che ha innescato l’attuale crisi NATO-Russia, è stato organizzato dall’Occidente nella prospettiva d’innescare una grande guerra europea. 5) Lo stato d’emergenza pandemico del 2020-2021 è stata previsto, preparato e finanziato da Bill Gates e altri già a partire dal 2015. Trascorsi venti giorni da quello che è stato non il primo in assoluto ma, di certo, il primo consistente rilascio di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia americano, possiamo con relativa certezza affermare che alla fine non vi è stato alcun terremoto globale, fatta forse eccezione per il contesto britannico, che vede oggi la Corona fortemente deligittimata e il premier Starmer a rischio dimissioni. Come sempre, destra e sinistra hanno fatto sì che l’opinione pubblica si dividesse in un’insensata schermaglia volta a scaricare la responsabilità della vicenda su una delle due parti garantendo, così, l’assoluzione dell’unico e vero colpevole: il sistema politico-economico dell’Occidente. Tra circa una settimana, grazie molto probabilmente alla guerra fra Stati Uniti e Iran, si volterà pagina e il potere avrà così innalzato di un ulteriore grado l’asticella della propria impunità e fornito un’ulteriore accellerazione alla sua marcia trionfale verso la reinstaurazione dell’assolutismo.
February 10, 2026
InfoPal
Il buco nero dell’Occidente: il post-uomo che emerge dal caso Epstein
L’Antidiplomatico.it. Di Alex Marsaglia. Nel cuore della notte, come ha scritto Martin Heidegger, gli uomini dimenticano totalmente cosa sia la luce. Precipitano allora nella società del consumismo, del comfort, diventano gli ultimi uomini raffigurati da Nietzsche in Così parlò Zarathustra . Il culmine della notte coincide con l’oblio totale dell’Essere, della luce[1]. Mentre nel giorno del Li Chun del 2026 le relazioni sino-russe si approfondiscono sempre di più, al fine di rivitalizzare il Nuovo Ordine Mondiale multipolare nascente, portando luce, l’Occidente precipita nell’oblio più totale con la desecretazione dei file Epstein. Dai 3 milioni di file sta emergendo una vera e propria fiera dell’orrore morale da cui l’Occidente faticherà a salvarsi, nonostante stia tentando con tutte le sue forze di occultare, manipolare e sminuire. La vicenda dei file è sinora significativa, perché ci mostra anche la parabola discendente di Donald Trump. Il Presidente americano neoeletto si era impegnato politicamente nella desecretazione dei file, poiché evidentemente mostravano le implicazioni del mondo democratico e del celebre Deep State in un abisso morale di cui non si intravede il fondo. Ora ad un anno di distanza pare però che in quelle vicende sia coinvolto anche lui che, come ha dichiarato a suo discapito, “come unico limite ha la sua morale, la sua mente”. La cosa che politicamente stupisce di più è che il principale artefice di quest’operazione di trasparenza, sia al momento il personaggio che rischia di rimetterci maggiormente. E di Trump possiamo dire tante cose, tranne che non sia capace di curare i propri interessi. Dà da pensare parecchio che nella lista dei nomi di Epstein, compaiano persino Putin (solo per rifiutare gli inviti) e il nostro Salvini (come riferimento politico di Bannon), ma non vi siano i grandi nomi democratici di Obama e Biden, bensì solo i Larry Summers, i Gates. A pensar male si fa peccato, ma è come se i personaggi democratici politicamente spendibili abbiano potuto godere di uno scudo particolare sinora. Tra i grandi nomi democratici è emerso solo quello di Clinton, già compromesso da tempo. Ciò è quantomeno curioso. Mi si perdonerà la speculazione, ma qui si tratta di dare dell’ingenuo a Trump nel credere abbia voluto scoperchiare un Vaso di Pandora al fine di colpire la controparte politica, per poi ritrovare solo se stesso e i suoi fedelissimi della prima ora come Bannon tra i nomi ricorrenti. Evidentemente dai 3 milioni di file e 6 milioni di pagine di documenti si sta estraendo in maniera selettiva ciò che fa comodo politicamente. Questo è ciò che fa un sistema di potere quando qualcuno si accinge ad aprire il Vaso: lo si normalizza, non lo si lascia operare contro il sistema. Altrimenti emergono i Julian Assange, gli Edward Snowden che iniziano davvero a colpire il cuore del sistema di potere e finiscono in esilio, dopo aver rischiato il collo. Di certo è che il contenuto di quanto emerso sinora è rilevante per gli abissi morali raggiunti dall’élite occidentale possidente che incarna ormai perfettamente il concetto di post-uomo. Il Vice-procuratore statunitense che sta procedendo a desecretare i file non ancora coperti da “segreto istruttorio” ha detto: “non abbiamo diffuso le immagini di morte, violenze fisiche e ferite”. Ciò lascia intendere il carnaio dietro al mercimonio di persone. E ancora, dalle mail (https://www.justice.gov/epstein) emergono le richieste che venivano fatte a Epstein in seguito ai rapimenti, da cui: “Jeff, ho qui un bambino: cosa vuoi che faccia che lo torturi o che lo uccida?” L’isola dell’orrore pare fosse dotata persino di tunnel sotterranei collegati al mare per nascondere le prove: si possono trovare le immagini delle botole e i riferimenti ai tunnel di scarico. E l’isola di Epstein è sostanzialmente la dimora di uno squalo dell’alta finanza divenuta il Giardino dell’Eden delle élite occidentali perse nel loro delirio nichilistico, dove l’Uomo diventa post-uomo ridotto a bestia fagocitata dal consumismo. La ricerca spasmodica di piaceri morbosi, perversi, sadici e innaturali è il bisogno su cui l’affarista Epstein ha tratto fonte di guadagno economico e di potere. Nietzsche ci ha insegnato che a guardare nell’abisso ci si perde in esso e Epstein non si è certamente limitato ad osservare e a riflettere come il filosofo tedesco, ma ha agito da uomo d’affari mettendo a profitto quell’abisso morale delle élite possidenti occidentali. Questo è il vero scandalo della vicenda. Se è vero che «l’archetipo del post-uomo è il manager di successo»[2] in Epstein abbiamo trovato l’imprenditore dei bisogni malati di un’élite occidentale che ha i suoi valori, è persa nel post-erotismo, nella reificazione delle relazioni umane e punta a «mercificare quanti più aspetti è possibile dell’economia morale indipendente dal mercato e riforgiarli come elementi di consumo»[3]. Il settore di mercato di Epstein era precisamente quello dell’economia morale non prezzata dal mercato identificata da Bauman. Nei festini dell’élite possidente occidentale la pedofilia e il cannibalismo rappresentavano probabilmente le ultime frontiere del piacere morboso che un’élite abituata a potere tutto voleva potersi permettere e Epstein procurava la merce. Ovviamente come tutti i buoni affaristi sapeva anche utilizzare il potere che ne deriva dal saper far affari, siamo pur sempre nel modo di produzione capitalistico e il self made man ha bisogno di affermarsi in società. Occorre però saper andare oltre la superficie scandalosa delle portate da film horror che Epstein apparecchiava nei suoi banchetti, per identificare chiaramente la malattia del capitalismo decadente occidentale: un mondo di bisogni morbosi coltivati da un’élite che gustava e traeva piacere dall’ingiustizia. D’altra parte, sempre Bauman ci ricordava che «la solidarietà umana è la prima vittima dei trionfi dell’economia di mercato»[4] e laddove si spegne la capacità di attivare solidarietà l’ingiustizia domina indisturbata, divenendo persino un bene di consumo ricercato di cui si può usufruire intimamente mentre ci si aliena dal mondo. Ancora quel gigante di Bauman, citando a sua volta i “tempi oscuri” di Hannah Arendt, ci restituisce l’identikit dei clienti di Epstein di cui ancora non conosciamo i nomi: «l’individuo moderno nella sua alienazione dal mondo rivela davvero se stesso solo nella sfera privata e nell’intimità degli incontri faccia a faccia. Questa sfera privata, conquistata e affermatasi di recente, e l’intimità degli incontri faccia a faccia sono le inseparabili compagne dei “tempi oscuri”, alimentate dal mercato dei consumi, che promuove la contingenza universale della vita di consumi su cui prospera»[5]. Insomma, Epstein forniva incontri, banchetti, rituali garantendo l’intimità al post-uomo che si deliziava delle merci che il finanziere, divenuto faccendiere, forniva. Un mercato dell’economia morale in cui si diceva “prendetene e mangiatene”(Mt 26,26), ma non tutti, poiché è il principio di scarsità il vero motore della valorizzazione delle merci. Ancora una volta è interessante rilevare che sino alla desecretazione politica dei file, nessuno avesse aperto inchieste, tentato di indagare e ciò è da sempre significativo del grado di pervasività di un sistema che adesso, una volta scoperchiato, si sta ritorcendo contro colui che ha voluto procedere nell’operazione politica. Nonostante Epstein fosse finito sotto processo e morto suicida in carcere, il sistema di potere che oggi pretende di mettere alla sbarra e giudicare il Presidente della Repubblica Bolivariana Maduro non ha mai pensato di aprire le indagini dopo la morte di Epstein. Per il sistema di potere americano la vicenda era chiusa con il suicidio di Epstein in carcere nel 2019. Quel sistema di potere è stato lucidamente e freddamente identificato dal Presidente della Federazione Russa Putin in una sua intervista del 13 Marzo 2024, due anni dopo l’inizio dell’Operazione Militare Speciale. Oggi quelle parole risuonano non più come una figura retorica o un’iperbole del colonialismo occidentale, ma come una macabra profezia: «La Russia non è a un bivio. È sul percorso strategico del proprio sviluppo e non abbandonerà il suo cammino (…) Molte persone nel mondo guardano a noi, a ciò che accade nel nostro Paese e alla nostra lotta per i nostri interessi (…) Associano la nostra lotta per l’indipendenza e la vera sovranità alle loro aspirazioni di sovranità e sviluppo indipendente (…) Nelle élite occidentali è molto forte il desiderio di congelare l’iniquità della situazione negli affari internazionali. Sono abituate da secoli a riempirsi la pancia di carne umana e le tasche di denaro. Ma devono rendersi conto che il ballo dei vampiri è giunto al termine». La luce che incenerisce i vampiri contro le tenebre in cui questi prosperano, da Platone in poi è soprattutto sinonimo di Verità, Integrità, Giustizia e Salvezza e sorge ad Oriente, laddove il Nuovo Ordine Multipolare sta nascendo per lasciarsi i mostri delle transizioni gramsciane e il post-uomo del tardocapitalismo postmoderno alle spalle. L’aurora di un Soggetto Radicale sta nascendo, ma ha bisogno dell’Uomo in grado di sconfiggere i vampiri postumani per affermarsi realmente. Quell’Uomo nasce e può svilupparsi solo in opposizione ai valori di élite possidenti occidentali ormai post-umane. [1] A. Dugin, Il sole di Mezzanotte. Aurora del Soggetto Radicale, AGA Editrice, Milano, 2019, p. 14 [2] A. Dugin, Teoria e fenomenologia del Soggetto Radicale, AGA Editrice, Milano, 2019, p. 47 [3] Z. Bauman, Amore liquido, Laterza, Roma-Bari, 2003, p. 104 [4] Ivi, p. 106 [5] Z. Bauman, Vita liquida, Laterza, Roma-Bari, 2008, pp. 56-57
February 10, 2026
InfoPal
Il caso Epstein e il “male attivo”: tra meccanica del predatore e fabbrica della depravazione nella “normalizzazione” dell’abominio
Di Karima Angiolina Campanelli. Parlare del caso Epstein significa sollevare il velo su una delle manifestazioni più gelide e concrete sul “male attivo”. Non si tratta solo di cronaca nera, ma di un ecosistema dell’orrore che ha operato sfruttando le pieghe più oscure del potere e della psiche umana. Rifletto sulla natura profonda di questo abisso e vedo tutta la meccanica del predatore. L’orrore del caso Epstein non risiede solo nell’atto individuale, ma nella creazione di una fabbrica della depravazione. È la dimostrazione di come il male, quando dispone di mezzi illimitati, smetta di essere un impulso isolato per diventare un’architettura logistica. L’Oggettivazione totale. In quell’ambiente, l’essere umano, in particolare l’infanzia e la giovinezza, è stato degradato a pura merce di scambio. Questo è il vertice del male spirituale: annullare l’anima dell’altro per trasformarla in uno strumento di piacere o di ricatto. L’Infezione del potere dove l’orrore si espande nel momento in cui la complicità diventa il collante di un’élite. Il male qui ha agito come un virus che lega i partecipanti attraverso il segreto e il peccato condiviso, creando una rete di protezione che ha messo a tacere il grido delle vittime per decenni. Hanno comprato il silenzio… la capacità di Epstein di “normalizzare” l’abominio attraverso il denaro e le relazioni sociali è l’aspetto più sinistro. È la corruzione della realtà stessa: l’orrore accadeva alla luce del sole, mascherato da filantropia e prestigio, rendendo il male invisibile proprio perché troppo grande per essere accettato dalla mente comune. Il caso Epstein è lo specchio di una società che, in certi livelli di potere, ha reciso ogni legame con l’empatia. È la manifestazione di una psicopatia sistemica dove il dominio sull’altro diventa l’unica forma di gratificazione rimasta a chi ha già tutto il resto. Psicologicamente, questo evento ci costringe a guardare nell’ombra: ci ricorda che il male non abita solo nei vicoli bui, ma spesso siede nei salotti più splendenti, protetto da un’armatura di impunità che solo una coscienza collettiva risvegliata può sperare di scalfire. Questa vicenda lascia una ferita aperta sulla nostra idea di giustizia. Il potere arrivare a distorcere radicalmente la percezione del limite morale… l’esistenza del male non richiede citazioni, ma uno sguardo crudo e onesto sulla realtà. Qual è la Sostanza del Male? Il male non è una semplice assenza di bene, né un errore di calcolo dell’anima. È una forza attiva, una volontà precisa che si nutre della frammentazione dell’essere. Esiste nel momento in cui l’autoconsapevolezza decide deliberatamente di recidere il legame con l’altro, trasformando la vita in un oggetto da consumare o distruggere. Ecco perché il male è reale e potente. È l’entropia dello spirito: mentre il bene è costruzione, fatica e architettura complessa, il male è l’acceleratore del caos. È la scelta di annientare in un secondo ciò che l’amore ha impiegato secoli a edificare. La sua forza risiede in questa asimmetria: distruggere è un atto istantaneo che dà l’illusione di un potere divino. È il parassitismo della coscienza: il male non ha una sorgente propria; è un predatore metafisico. Esiste perché trova spazio nelle crepe della nostra negazione. Quando diciamo “non esiste”, gli permettiamo di agire nell’ombra, travestito da logica, da necessità o da giustizia. È la scelta del vuoto… spiritualmente, il male è il rifiuto radicale della luce. È un buco nero della coscienza che tenta di risucchiare tutto ciò che brilla per non dover guardare la propria nudità. Non è una debolezza, ma una ribellione ferina contro l’armonia stessa dell’universo. Psicologicamente, negare il male significa disarmarsi. Riconoscerlo non vuol dire cedere alla paura, ma acquisire la sovranità su se stessi. Solo ammettendo che esiste una spinta verso l’abisso possiamo decidere, ogni singolo giorno, di camminare verso la vetta. Il male è la sfida suprema lanciata alla nostra libertà: esiste affinché la nostra scelta di essere giusti non sia un automatismo, ma un atto di puro eroismo. Il male è la prova del fuoco della nostra volontà: brilla solo chi decide di non rifletterne l’oscurità.
February 9, 2026
InfoPal
I file Epstein mostrano che Jeffrey Epstein ha lavorato con il Mossad israeliano
Washington – Quds News. Documenti recentemente pubblicati dai file Epstein mostrano che Trump sarebbe stato “compromesso da Israele”, che il pedofilo condannato Jeffrey Epstein era un “agente del Mossad cooptato” e che l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak avrebbe chiesto l’aiuto di Epstein per ottenere un’intervista con Trump per i media israeliani. Ha lavorato con il Mossad. Un promemoria dell’FBI declassificato dai file Epstein, pubblicato venerdì, redatto nel 2020 e basato su informazioni provenienti da una fonte umana confidenziale (CHS), mostra che Epstein ha lavorato con l’intelligence statunitense e israeliana. “La CHS è diventata convinta che Epstein fosse un agente del Mossad cooptato”, facendo riferimento a precedenti rapporti dell’FBI. “Epstein era vicino all’ex primo ministro di Israele, Ehud Barak, ed è stato addestrato come spia sotto di lui”, aggiunge il promemoria. Epstein e Barak hanno avuto una relazione durata un decennio. Barak, che in precedenza nella sua carriera era stato anche una figura di alto livello dell’intelligence militare israeliana, ha visitato la townhouse di Epstein a New York più di 30 volte tra il 2013 e il 2017. In uno scambio di email, Epstein scrisse a Barak: “Dovresti chiarire che io non lavoro per il mossad. :)”. Barak rispose: “Tu o io?”. Epstein replicò: “che io non lo faccio :)”. Il documento collega tali accuse all’accordo di patteggiamento del 2008 di Epstein, descrivendo una conversazione che coinvolgeva il suo avvocato, l’accademico filo-israeliano Alan Dershowitz, e l’allora procuratore federale Alex Acosta, al quale sarebbe stato detto che Epstein “apparteneva all’intelligence”. I file dell’FBI rivelano che, secondo la CHS, lo stesso Dershowitz era stato “cooptato dal Mossad e aderiva alla loro missione”. Un’email del 7 settembre 2016 rivela inoltre che Barak scrisse a Epstein mentre Trump e Hillary Clinton si contendevano la corsa presidenziale negli Stati Uniti. Nell’email, Barak osservava che il canale israeliano Channel-2 aveva organizzato un’intervista esclusiva con Clinton e chiedeva a Epstein di sondare l’interesse di Trump a concedere un’intervista simile al rivale Channel-10, che secondo lui avrebbe attirato “un’enorme percentuale di israeliani e la maggior parte dei cittadini statunitensi in Israele”. Barak scriveva anche che Channel-10 era pronto a inviare negli Stati Uniti “la loro principale anchor, una donna dotata e positiva (bionda)”. Chabad. “La CHS ha riferito che Chabad sta facendo tutto il possibile per cooptare la presidenza Trump”, afferma il promemoria in riferimento al suo primo mandato. Chabad-Lubavitch, una setta religiosa ebraica fondata in Russia, è cresciuta fino a contare circa 90.000 membri. La sua ideologia messianica e ultra-ortodossa è stata ripetutamente collegata a politiche coloniali di insediamento duro in Palestina. Il promemoria cita inoltre Berel Lazar, membro di Chabad ed ex rabbino capo della Russia, descrivendolo come uno stretto consigliere del presidente russo Vladimir Putin. “Chabad è fondamentalmente un ebraismo sanzionato dallo Stato. Viene utilizzato da Putin per tenere sotto controllo tutti gli oligarchi russo-ebrei”, aggiunge il promemoria dell’FBI. Il documento identifica il genero di Trump, Jared Kushner, come sostenitore del gruppo e forza chiave all’interno della cerchia ristretta di Trump. “Il giorno in cui Trump è stato eletto presidente, Ivanka Trump e Jared [Kushner] si trovavano presso la tomba del rabbino Schneersom [sic], che era il rabbino più potente della rete Chabad”, afferma il promemoria. La fonte si spinge oltre, affermando: “Trump è stato compromesso da Israele. E Kushner è il vero cervello dietro la sua organizzazione e la sua presidenza”.
February 5, 2026
InfoPal