Spagna, accordo PSOE-Podemos regolarizza 500mila migranti
Il governo spagnolo si prepara a dare il via a una delle più ampie operazioni di
regolarizzazione amministrativa degli ultimi anni. Il PSOE [Partito socialista
spagnolo, ndr] ha infatti raggiunto un accordo con Podemos per approvare,
tramite Real Decreto, una misura che consentirà la messa in regola di centinaia
di migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti attualmente in condizione di
irregolarità. Il provvedimento è stato esaminato dal Consiglio dei ministri
nella seduta di martedì 27 gennaio e rappresenta, secondo il movimento
Regularización Ya, «un passo decisivo verso il riconoscimento dei diritti di
migliaia di persone migranti che già vivono e lavorano in Spagna».
La misura risponde a una richiesta avanzata da anni dalla società civile e
sostenuta da un’Iniziativa Legislativa Popolare (ILP) che ha raccolto oltre
700mila firme in tutto il Paese. Già nell’aprile del 2024 il Congresso dei
Deputati aveva approvato l’avvio del dibattito parlamentare sull’ILP con una
maggioranza schiacciante — 310 voti favorevoli e solo 33 contrari, espressi da
Vox — ma l’iter era rimasto bloccato per mesi, anche a causa delle tensioni
politiche e del clima di crescente retorica anti-migranti.
Secondo le stime delle organizzazioni promotrici, la regolarizzazione potrebbe
coinvolgere circa mezzo milione di persone. Il requisito principale sarà la
dimostrazione di una permanenza continuativa in Spagna di almeno cinque mesi nel
corso del 2025, al momento della presentazione della domanda. La residenza potrà
essere provata non solo attraverso l’iscrizione di residenza all’anagrafe
comunale (empadronamiento), ma anche mediante altri documenti ritenuti validi
dall’amministrazione, come referti medici, contratti di fornitura elettrica,
contratti di affitto o certificazioni di invio di denaro. Restano esplicitamente
esclusi dalla misura i soggetti con precedenti penali.
> Un elemento centrale del provvedimento riguarda la sospensione immediata dei
> procedimenti di rimpatrio e degli ordini di espulsione per motivi
> amministrativi o per lavoro senza permesso, a partire dal momento della
> presentazione della domanda.
Come riporta l’agenzia Efe, l’ammissione a istruttoria comporterà il rilascio di
un’autorizzazione di residenza provvisoria, che consentirà di lavorare
legalmente e di accedere a diritti fondamentali, tra cui l’assistenza sanitaria.
In caso di esito positivo, verrà concessa un’autorizzazione di residenza della
durata di un anno, al termine del quale sarà possibile richiedere un permesso
ordinario secondo quanto previsto dal regolamento sull’immigrazione.
La notizia è stata anticipata dall’eurodeputata di Podemos Irene Montero nel
corso di un comizio pubblico. Il partito ha chiarito che la regolarizzazione
avverrà tramite Real Decreto, senza necessità di convalida parlamentare,
trattandosi di una modifica del regolamento. Una scelta che consente
all’esecutivo di superare le difficoltà legate agli equilibri parlamentari e
alle resistenze di alcune forze politiche, come gli indipendentisti catalani di
centrodestra di Junts.
Il ministero dell’Inclusione, della sicurezza sociale e delle migrazioni,
guidato da Elma Saiz, ha confermato ufficialmente l’iniziativa, spiegando a RTVE
che l’obiettivo è «garantire diritti e offrire sicurezza giuridica a una realtà
sociale già esistente». Secondo il governo, il Real Decreto rafforza un modello
di politica migratoria «basato sui diritti umani, sull’integrazione e sulla
convivenza», compatibile con la crescita economica e la coesione sociale.
Anche Sumar, alleato di governo, ha espresso un giudizio positivo. La seconda
vicepresidente del governo, Yolanda Díaz, ha definito la misura «un passo verso
una società più giusta e democratica», sottolineando che «mentre l’estrema
destra attacca la popolazione migrante, il governo spagnolo ne riconosce i
diritti e la cittadinanza. Contro l’odio, diritti e democrazia».
> Da parte sua, Podemos ha parlato di una decisione «urgente e di giustizia
> sociale», sostenendo che mantenere centinaia di migliaia di persone in una
> condizione di irregolarità favorisce lo sfruttamento lavorativo, rafforza
> l’economia sommersa e alimenta esclusione e razzismo.
Il partito ha ricordato episodi come i disordini a sfondo razzista avvenuti la
scorsa estate a Torre Pacheco, lo sgombero di Badalona e, a livello
internazionale, le operazioni dell’ICE negli Stati Uniti, definite «retate che
violano sistematicamente i diritti umani».
Il movimento Regularización Ya ha accolto con favore la decisione del governo,
sottolineando come la scelta di una via normativa indipendente dagli equilibri
parlamentari dimostri che la regolarizzazione «non solo era necessaria, ma anche
possibile». Secondo gli attivisti, è stata la pressione costante del movimento
migrante organizzato a sbloccare anni di immobilismo istituzionale, aprendo ora
una nuova fase nel dibattito sulla politica migratoria spagnola.
La copertina è di Psoe (Flickr)
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