Tag - Jeffrey Epstein

Morire per Israele?
di Francesco Masala Durante il fascismo Mussolini decise che l’Italia doveva morire per la Germania nazista. Adesso il governo Meloni ha deciso che l’Italia deve morire per l’Israele sionista e gli Usa Epstein-state (i due principali stati canaglia dell’universo, secondo Alberto Bradanini). La prima volta sappiamo come è andata, dopo la seconda guerra mondiale l’Italia è stata occupata dagli Usa,
Peter Thiel: tecnofascismo e fanatismo cristiano
di Mario Sommella (*) L’OMBRA DI THIEL SU ROMA Il miliardario dell’apocalisse, Palantir e la nuova strategia della tensione.   UN CENACOLO SEGRETO NELLA CAPITALE Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel sarà a Roma. Non per un convegno accademico, non per una conferenza pubblica, non per un incontro con le istituzioni democratiche del nostro Paese. L’eminenza grigia del
Epstein Fury e pedomachia
Pedomachia è il nome dello sterminio dei bambini che Israele sta compiendo a Gaza. Mi dicono che la parola “pedomachia” sarà perseguibile quando l’onorevolissimo Gasparri sarà riuscito a far passare la sua legge che accusa di antisemitismo chiunque denunci la spietatezza propriamente nazista di uno stato che sembra nato dalla fantasia di Josep Mengele, e si chiama Israele. Mi dicono che il parlamento italiano stia votando una legge che vieta di scrivere che Israele è uno stato colonialista, fondato sull’apartheid ed intrinsecamente genocidario, e dunque non ha diritto all’esistenza. Poiché io l’ho scritto nel libro Pensare dopo Gaza che torna in libreria fra qualche giorno, avrei qualche ragione di preoccuparmi. Sequestreranno il libro, le autorità italiane, mentre inizia la più pericolosa delle guerre, quella in cui si scontrano i cristiano-sionisti dell’apocalisse Israelo-americana e i fanatici sciiti duodecimani che attendono il ritorno del Mahdi in premio del sacrificio finale? Sequestreranno il libro mentre nel Mediterraneo petroliere gigantesche sanguinano il loro liquido nero davanti alle coste libiche e a quelle kuwaitiane? Sequestreranno il libro mentre cadaveri galleggiano sulle acque che costeggiano il mar Mediterraneo? Saprei come rispondere. Risponderei che l’odio per gli ebrei che da millenni cova nel mondo cristiano sta riemergendo, ma non ha niente a che vedere con le parole contro cui legiferano gli eredi meloniani delle leggi razziali di Benito Mussolini. Non odia gli ebrei chi denuncia Israele come stato genocida. L’odio per gli ebrei risorge tra i nazionalisti bianchi, nelle file dei cappellini rossi con su scritto Make America Great Again, risorge nella destra cristiana degli Stati Uniti d’America. I padroni del mondo si sono serviti del finanziere sionista Jeffrey Epstein per le loro orge a base di bambine tredicenni. Non dovrebbe sorprenderci il fatto che per i cristiani del Ku Klux Klan questa è la prova di una voce che circola da millenni: gli assassini di Cristo mangiano bambini. Questo è l’antisemitismo che sta risorgendo, mentre esplode la resa dei conti, la guerra che oppone cristiano-sionisti e islamico-sciiti sullo sfondo delle fiamme che incendiano il mare e la terra. In questa guerra c’è un mistero che non riesco a spiegarmi: perché Trump ha deciso di imbarcarsi in questa guerra apocalittica invisa alla sua base e destinata a provocare conseguenze imprevedibili? All’infame Frederick Merz, Trump ha detto: “Stavamo trattando con questi lunatici, e mi son convinto che avrebbero attaccato per prima. Forse abbiamo forzato la mano di Israele…”. La domanda è: “Chi ha forzato la mano a chi?”. Il miracolo di Trump è stato mettere insieme nel MAGA due anime: quella dei cristiano sionisti, e quella dei cristiani antisemiti di ispirazione apertamente nazista. Trump ha vinto le elezioni perché Tucker Carlson, Nick Fuentes, e Marjorie Taylor Green hanno accettato di votare insieme ai sionisti e ai frequentatori dell’isola di Epstein. Ma adesso l’attacco all’Iran sta provocando la rottura fra queste due anime: Marjorie Taylor Green ha detto che il gruppo trumpista è un bunch of sick fucking liars (mucchio di fottuti malati bugiardi). Nick Fuentes, influencer nazionalista bianco ha scritto: “Trump said on Friday, ‘Soldiers are going to die.’ Okay, but who are they dying for? Who’s telling them to die? For what? Who’s decision is that? Is it the President elected by the people of the United States of America? Or is it the Prime minister of Israel?” (Ha detto Trump venerdì: I soldati sono pronti a morire. Va bene, ma per chi vanno a morire? Chi gli sta dicendo di morire? Per che cosa? Di chi è quella decisione? E’ del presidente eletto dal popolo degli USA? O del primo ministro di Israele? ndR) Tucker Carlson, ispiratore di milioni di razzisti trumpisti ha dichiarato che l’attacco all’Iran: “Is “absolutely disgusting and evil” (assolutamente disgustoso e malefico, ndR) e ha suggerito che questa guerra avrà un effetto devastante sul movimento che sostiene Trump. Era prevedibile che la guerra avrebbe spaccato il fronte MAGA. Trump non poteva non saperlo. Allora perché ha deciso di seguire Israele nella missione apocalittica denominata Epic Fury che i nazi-americani hanno già ribattezzato Epstein Fury? Di quali informazioni dispone Israele per ricattare Donald Trump? Non è difficile immaginarlo. La rete Epstein non si limitava a fornire carne fresca agli orchi della finanza e della politica occidentale, ma accumulava informazioni utili per ricattare e costringere il presidente statunitense a partecipare a una guerra che, se non mi sbaglio, è destinata a trascinare il pianeta nella guerra terminale. Ma c’è ancora qualcuno che crede che Epstein si sia suicidato? Il medico legale che fece l’autopsia disse che le fratture alla base del collo non suffragavano l’ipotesi del suicidio. E allora: chi ha ucciso Jeffrey Epstein?   Comune-info
March 8, 2026
Pressenza
La diseguaglianza e la potenza – di Cristina Morini
Cristina Campo scrive che esistono due mondi, lei viene dall’altro. “Mondo celato al mondo”, ecco perché non a tutti e tutte è dato comprendere. “Compenetrato” ma allo steso tempo “ignoto” al mondo. Cosicché per arrivarci davvero bisogna avere il desiderio e il coraggio di farsi attraversare dalla resistenza incarnata da una materia altra[1]. In [...]
March 3, 2026
Effimera
Il patriarcato armato: Epstein, Fuentes e Trump
Epstein Files, suprematismo bianco e la nuova teologia del dominio. di Mario Sommella (*). Abbiamo rubato 4 vgnette alla geniale Ellekappa. «Qualsiasi suggerimento che sia il momento di voltare pagina sugli Epstein Files è inaccettabile. Rappresenta un fallimento di responsabilità verso le vittime.» Con queste parole, nove esperti indipendenti del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno posto
February 27, 2026
La Bottega del Barbieri
“Intrappolati” e “manipolati”: dichiarazione ufficiale di Valéria Chomsky su Jeffrey Epstein
Riportiamo di seguito la traduzione della dichiarazione ufficiale di Valèria Chomsky, moglie del grande linguista e sociologo statunitense, in seguito alle rivelazioni degli Epstein Files che vedrebbero Noam Chomsky legato al magnate statunitense, nonchè punto di riferimento della “massoneria pedofila”, Jeffrey Epstein.  Come molti sapranno, mio marito, Noam Chomsky, che ora ha 97 anni, sta affrontando gravi problemi di salute dopo aver subito un ictus devastante nel giugno 2023. Attualmente, Noam è sottoposto a cure mediche 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ed è completamente incapace di parlare o di partecipare al dibattito pubblico. Da quando è iniziata questa crisi sanitaria, mi sono dedicato interamente al trattamento e alla guarigione di Noam, unico responsabile di lui e delle sue cure mediche. Io e Noam non abbiamo alcun tipo di supporto per le pubbliche relazioni. Per questo motivo, solo ora ho potuto affrontare la questione dei nostri contatti con Jeffrey Epstein. Noam e io abbiamo sentito un profondo peso riguardo alle questioni irrisolte che circondano le nostre passate interazioni con Epstein. Non vogliamo lasciare questo capitolo avvolto nell’ambiguità. Nel corso della sua vita, Noam ha insistito sul fatto che gli intellettuali hanno la responsabilità di dire la verità e smascherare le bugie, soprattutto quando queste verità risultano scomode per loro stessi. Come è noto, una delle caratteristiche di Noam è quella di credere nella buona fede delle persone. La natura eccessivamente fiduciosa di Noam, in questo caso specifico, ha portato a gravi errori di giudizio da parte di entrambi. Sono state giustamente sollevate delle domande sugli incontri di Noam con Epstein e sull’assistenza amministrativa fornita dal suo ufficio in merito a una questione finanziaria privata, che non aveva assolutamente nulla a che fare con la condotta criminale di Epstein. Noam e io abbiamo conosciuto Epstein nello stesso periodo, durante uno degli eventi professionali di Noam nel 2015, quando la condanna di Epstein del 2008 nello Stato della Florida era nota a pochissime persone, mentre la maggior parte del pubblico – compresi Noam e io – ne era all’oscuro. La situazione è cambiata solo dopo l’articolo del Miami Herald del novembre 2018. Quando ci presentarono Epstein, si presentò come un filantropo della scienza e un esperto di finanza. Presentandosi in questo modo, Epstein catturò l’attenzione di Noam e iniziarono a scriversi. Senza saperlo, aprimmo la porta a un cavallo di Troia. Epstein ha iniziato a circondare Noam, inviandogli doni e creando opportunità di discussioni interessanti in ambiti su cui Noam ha lavorato intensamente. Ci dispiace non aver percepito questa come una strategia per intrappolarci e cercare di indebolire le cause che Noam sostiene. Una volta abbiamo pranzato al ranch di Epstein, in occasione di un evento professionale; abbiamo partecipato a cene nella sua casa a Manhattan e abbiamo soggiornato alcune volte in un appartamento che ci aveva offerto durante le nostre visite a New York. Un pomeriggio abbiamo anche visitato l’appartamento di Epstein a Parigi, in occasione di un viaggio di lavoro. In tutti i casi, queste visite erano legate agli impegni professionali di Noam. Non siamo mai andati sulla sua isola né abbiamo saputo nulla di ciò che vi accadeva. Abbiamo partecipato a incontri sociali, pranzi e cene in cui era presente Epstein e in cui si discuteva di questioni accademiche. Non abbiamo mai assistito a comportamenti inappropriati, criminali o riprovevoli da parte di Epstein o di altri. In nessun momento abbiamo visto bambini o minorenni presenti. Epstein propose incontri tra Noam e personalità che lo interessavano, date le loro diverse prospettive su temi legati al suo lavoro e al suo pensiero. Fu in questo contesto accademico che Noam scrisse una lettera di raccomandazione. L’email di Noam a Epstein, in cui quest’ultimo chiedeva consiglio sulla stampa, va letta nel suo contesto. Epstein aveva affermato a Noam di essere stato ingiustamente perseguitato, e Noam parlava della sua esperienza personale nelle controversie politiche con i media. Epstein aveva creato una narrazione manipolativa sul suo caso, a cui Noam, in buona fede, credeva. Ora è chiaro che tutto era orchestrato, avendo come almeno una delle intenzioni di Epstein quella di cercare di far sì che qualcuno come Noam riparasse la reputazione di Epstein per associazione. Le critiche di Noam non sono mai state rivolte al movimento femminista; al contrario, ha sempre sostenuto l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne. Quello che è successo è che Epstein ha approfittato delle critiche pubbliche di Noam verso quella che è diventata nota come “cultura della cancellazione” per presentarsi come una vittima di essa. Solo dopo il secondo arresto di Epstein, nel [luglio] 2019, abbiamo appreso la piena portata e gravità di quelle che all’epoca erano accuse – e ora sono confermate – di crimini efferati contro donne e bambini. Siamo stati negligenti nel non aver indagato a fondo sul suo passato. È stato un grave errore e, per questo errore di giudizio, mi scuso a nome di entrambi. Noam mi aveva confidato, prima del suo ictus, di provare gli stessi sentimenti. Nel 2023, la risposta pubblica iniziale di Noam alle richieste di informazioni su Epstein non ha riconosciuto adeguatamente la gravità dei crimini di Epstein e il dolore persistente delle sue vittime, principalmente perché Noam dava per scontato di condannare tali crimini. Tuttavia, una posizione ferma ed esplicita su tali questioni è sempre necessaria. È stato profondamente sconvolgente per entrambi renderci conto di aver avuto a che fare con qualcuno che si presentava come un amico disponibile, ma che in realtà conduceva una vita nascosta fatta di atti criminali, disumani e perversi. Siamo rimasti scioccati da quando è stata rivelata la portata dei suoi crimini. Per chiarire l’assegno: Epstein chiese a Noam di elaborare una sfida linguistica che Epstein desiderava istituire come premio fisso. Noam ci lavorò ed Epstein inviò un assegno di 20.000 dollari come pagamento. L’ufficio di Epstein mi contattò per organizzare l’invio dell’assegno al nostro indirizzo di casa. Per quanto riguarda il trasferimento segnalato di circa 270.000 dollari, devo chiarire che si trattava interamente di fondi propri di Noam. All’epoca, Noam aveva individuato delle incongruenze nelle sue risorse pensionistiche che minacciavano la sua indipendenza economica e gli causavano grande disagio. Epstein offrì assistenza tecnica per risolvere questa specifica situazione. In questa vicenda, Epstein agì di conseguenza, recuperando i fondi per Noam, in una dimostrazione di aiuto e molto probabilmente come parte di una macchinazione per ottenere un maggiore accesso a Noam. Epstein agì esclusivamente come consulente finanziario per questa specifica questione. Per quanto ne so, Epstein non ha mai avuto accesso ai nostri conti bancari o di investimento. È anche importante chiarire che Noam e io non abbiamo mai avuto alcun investimento con Epstein o con il suo ufficio, né individualmente né come coppia. Spero che questo chiarisca e spieghi retrospettivamente le interazioni di Noam Chomsky con Epstein. Noam e io riconosciamo la gravità dei crimini di Jeffrey Epstein e la profonda sofferenza delle sue vittime. Nulla in questa dichiarazione intende minimizzare tale sofferenza ed esprimiamo la nostra incondizionata solidarietà alle vittime. Lorenzo Poli
February 16, 2026
Pressenza
Troppi Epstein files non vedranno mai la luce
articoli di Maura Benegiamo, Sara Reginella, Chris Hedges, Loretta Napoleoni, Pasquale Liguori, video di Matteo Saudino e Santiago Armesilla (in spagnolo) Sulla fatica di elaborare politicamente gli Epstein files – Maura Benegiamo Le accuse di pedofilia e di sevizie che coinvolgono una classe dirigente — bianca, ricca, maschile — non sono una deviazione mostruosa dal capitalismo, ma il suo volto
February 9, 2026
La Bottega del Barbieri
Epstein Files. O dell’irriformabilità del maschio cishet (e dell’Occidente) – di Maddalena Fragnito
Quello che emerge dai cosiddetti Epstein Files — torture, abusi, stupri, sparizioni sospette e possibili omicidi di ragazze, traffico di bambini e bambine, impunità e insabbiamenti bipartisan — non è una sequenza di crimini eccezionali né l’ennesima prova della degenerazione delle élite. È un punto di condensazione oltre il quale diventa difficile continuare a [...]
February 9, 2026
Effimera
Venezuela, svelati legami tra cugino del golpista Leopoldo López e Jeffrey Epstein
Thor Halvorssen , cugino   del  leader dell’estrema destra venezuelana  Leopoldo López,   è stato implicato nel traffico sessuale di  minori, come è stato menzionato nelle  più recenti  fughe di notizie riguardanti il caso Jeffrey Epstein . La presenza di Halvorssen nel fascicolo del caso Epstein ha generato una serie di reazioni sui social media , che hanno messo in dubbio l’entità dei suoi legami internazionali con l’estrema destra venezuelana associata a settori estremisti in Venezuela. La notizia assume un significato ancora più profondo se si considera il background politico e familiare di Halvorssen . Suo cugino,  Leopoldo López, e il MCM  furono i principali promotori del  tentativo di colpo di Stato noto come “La Salida” nel 2014 .   Quel movimento diede origine a una spirale di violenza che causò la morte di cittadini , centinaia di feriti e milioni di danni materiali alle infrastrutture pubbliche del Paese. La scoperta del nome di Halvorssen nei file della rete di Epstein apre un nuovo capitolo di interrogativi  sull’integrità  di coloro che gestiscono reti internazionali a sostegno dell’opposizione estremista. Secondo gli analisti, questo legame non solo ha un impatto sulla sua reputazione individuale ,  ma  getta anche un’ombra sull’ambiente politico  che ha sostenuto e finanziato le sue attività negli ultimi dieci anni.   L’esame del caso del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein si è concluso domenica, dopo che è stata resa pubblica una serie finale di documenti sull’indagine , ha annunciato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Todd Blanche, procuratore generale aggiunto, ha dichiarato in un’intervista ad ABC News che la revisione del caso di traffico sessuale contro Epstein e la sua complice Ghislaine Maxwell “è conclusa ” . Resumen Latinoamericano
February 4, 2026
Pressenza