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Il blocco dei treni del 24 maggio…
… e la lezione di Ivan Cicconi. di Angelo Maddalena Il sacchetto Courtesy kit di Trenitalia che ci consegnano a Villa San Giovanni è lo stesso, nel contenuto, dello scatolino bianco che ci hanno consegnato alla stazione di Salerno, in questo viaggio “odisseico”: così il professore Caviglia aveva definito il mio imminente viaggio in treno da Milano a Enna, dopo
[Rotterdam, Paesi Bassi]: Contro la loro guerra. Contro il silenzio: sabotaggio
> Da Act for freedom now!, 31.05.26 Tra febbraio e aprile 2026, i cavi situati accanto alla linea ferroviaria di Kralingse Bos, nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, sono stati incendiati due volte. Dato che i media non hanno riportato questi sabotaggi, abbiamo deciso di diffondere queste informazioni nella speranza che altri possano trarre ispirazione da queste azioni. Sono già state scritte troppe parole sul genocidio in corso, sulla guerra, sul militarismo e sulla devastazione del pianeta. Le merci che rendono possibili la guerra, il genocidio e l’ecocidio transitano attraverso questo porto. È responsabilità di tutti noi porre fine a tutto questo. Con rabbia contro coloro che portano morte e devastazione. E con amore per la vita e per chi cammina dolcemente su questa terra.
[Verona, Italia]: Sabotaggio della linea ferroviaria del Brennero in concomitanza con la manifestazione che ha bloccato il valico autostradale
> Da l’Espresso, 30.05.26 Riportiamo di seguito degli estratti dalla stampa di regime. BRENNERO BLOCCATO TRA PROTESTA E SABOTAGGIO: AUTOSTRADA CHIUSA E TRENI NEL CAOS Doppio stop al valico: cinquecento ambientalisti occupano l’A13 in Tirolo contro il traffico pesante mentre nella notte un rogo doloso ha danneggiato la linea ferroviaria a nord di Verona: gli investigatori seguono la pista anarchica ed eco-radicale Doppio stop al Brennero. Per una protesta programmata e per un sabotaggio ora indagato come possibile gesto legato all’ambientalismo radicale o all’area anarco-insurrezionalista. Alle 10.30 è scattato il blocco totale del valico sul versante austriaco, organizzato dagli ambientalisti di Gries am Brenner per denunciare l’impatto del traffico pesantelungo uno dei principali corridoi europei di collegamento tra Nord e Sud del continente. Fino alle 20 il traffico sarà interrotto completamente: chiusa l’autostrada A13 e la statale B182 in Austria, mentre sul lato italiano l’A22 è stata bloccata in direzione nord a partire dal casello di Vipiteno. […] Le autorità avevano invitato gli automobilisti a evitare la direttrice del Brennero e a utilizzare i mezzi pubblici. Ma proprio mentre il traffico stradale veniva fermato dalla protesta, anche la linea ferroviaria ha subito un pesante stop. All’alba un incendio ha danneggiato due centraline elettriche nei pressi della stazione di Domegliara, a nord di Verona, causando forti rallentamenti sulla linea ferroviaria del Brennero tra Peri e Dolcé. Trenitalia ha parlato esplicitamente di “atto doloso da parte di ignoti”. Le conseguenze sul traffico ferroviario sono state immediate: treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 100 minuti, mentre diversi convogli regionali hanno subito cancellazioni o limitazioni di percorso. Attivati anche bus sostitutivi. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il sabotaggio sia collegato alla mobilitazione ambientalista che aveva paralizzato il valico poche ore dopo. L’ipotesi privilegiata, secondo quanto emerge dalle indagini, è quella di un gesto riconducibile ad ambienti dell’ecologismo radicale o dell’orbita anarco-insurrezionalista. […] -------------------------------------------------------------------------------- GLI «ECO-ANAR­CHICI» INCEN­DIANO IL BREN­NERO > Da La Verità, 31.05.26 Una pic­cola cabina tec­nica anne­rita dal fuoco, le pareti defor­mate dal calore, il tetto pie­gato come un foglio di lamiera. Dai basa­menti esce ancora del fumo bian­ca­stro. Intorno, cavi car­bo­niz­zati e mate­riale elet­trico ridotto a una massa indi­stinta. All’interno, ciò che resta degli impianti appare come un ammasso nero, sciolto dalle tem­pe­ra­ture svi­lup­pate dall’incen­dio inne­scato, valu­tano gli inve­sti­ga­tori, da «liquido infiam­ma­bile». È la scena lasciata dal rogo che la scorsa notte ha col­pito due cen­tra­line elet­tri­che lungo la linea fer­ro­via­ria Bren­nero-Verona Porta Nuova, nel tratto com­preso tra Peri e Dolcè, al con­fine tra le pro­vince di Verona e Trento. Un incen­dio che i tec­nici hanno subito defi­nito come «di ori­gine dolosa» e che ha para­liz­zato la cir­co­la­zione fer­ro­via­ria. Per que­sto motivo il gesto, fino a ieri sera non riven­di­cato, viene letto dagli inve­sti­ga­tori come un pos­si­bile tas­sello di una gior­nata molto più ampia di mobi­li­ta­zione sull’asse del Bren­nero. Le inda­gini, dopo i rilievi della poli­zia scien­ti­fica, sono state affi­date alla Digos della Que­stura di Verona. La pista pri­vi­le­giata porta verso gli ambienti dell’ambien­ta­li­smo radi­cale o dell’orbita anarco-insur­re­zio­na­li­sta (che in pas­sato sulla linea del Bren­nero ha col­pito più volte). L’ele­mento che orienta gli inve­sti­ga­tori è soprat­tutto la coin­ci­denza tem­po­rale. Il sabo­tag­gio è stato infatti com­piuto poche ore prima della mani­fe­sta­zione ambien­ta­li­sta orga­niz­zata in Austria con­tro il traf­fico pesante e il tran­sito dei tir attra­verso il cor­ri­doio del Bren­nero (un valico stra­te­gico per il com­mer­cio). Una pro­te­sta annun­ciata da tempo e cul­mi­nata con il blocco dell’auto­strada del Bren­nero sul ver­sante tiro­lese. Secondo la rico­stru­zione degli inve­sti­ga­tori, il rogo avrebbe col­pito pro­prio l’unico sistema di col­le­ga­mento nei tra­sporti rima­sto ope­ra­tivo men­tre l’atten­zione era con­cen­trata sulla pro­te­sta stra­dale. Dal punto di vista inve­sti­ga­tivo, quindi, la tem­pi­stica sem­bra rap­pre­sen­tare al momento uno degli ele­menti più signi­fi­ca­tivi. Chi ha agito cono­sceva con pre­ci­sione il calen­da­rio della pro­te­sta e ha scelto una fine­stra tem­po­rale in grado di ampli­fi­care l’impatto dell’azione. Un secondo ele­mento che gli inve­sti­ga­tori sta­reb­bero valu­tando riguarda la scelta dell’obiet­tivo. Le cen­tra­line elet­tri­che non sono un ber­sa­glio scelto a caso: col­pire strut­ture essen­ziali con­sente di inter­rom­pere la cir­co­la­zione senza inter­ve­nire diret­ta­mente sui binari. Una moda­lità che pre­sup­pone la cono­scenza del fun­zio­na­mento della linea fer­ro­via­ria e dei suoi punti più vul­ne­ra­bili. E infatti il risul­tato è stato imme­diato. La cir­co­la­zione dei treni è stata subito inter­rotta, con ritardi e can­cel­la­zioni che si sono tra­sci­nati per ore. […]
[Mühldorf, germania]: sabotaggio della ferrovia monaco-freilassing
> Da Act for freedom now!, 14.05.2026 Martedì pomeriggio, alcuni sconosciuti hanno appiccato il fuoco a dei cavi in diversi punti della linea ferroviaria che collega Mühldorf a Freilassing. Il traffico ferroviario sulla linea è stato quindi sospeso. La polizia ritiene che l’atto abbia motivazioni politiche e sta cercando possibili collegamenti con altri casi di incendio doloso. Sospesi i treni passeggeri tra Mühldorf e Freilassing Secondo la questura della Bassa Baviera meridionale, inizialmente era stato rilevato un guasto elettrico. Quando la polizia federale ha controllato l’impianto di segnalamento, ha scoperto cavi bruciati e fusi all’interno dei canali di scolo lungo vari punti del tracciato ferroviario. Il danno era stato chiaramente causato intenzionalmente. A seguito dell’incendio doloso, gli impianti di segnalamento avevano smesso di funzionare. Tutti i treni passeggeri tra Mühldorf e Freilassing sono stati quindi sospesi. Il servizio dovrebbe essere ripristinato rapidamente Secondo un portavoce delle ferrovie, la polizia giudiziaria ha concluso le indagini sul posto. I lavori di riparazione stanno per iniziare. I cavi di ricambio sono già stati procurati. Le ferrovie prevedono che il servizio possa riprendere completamente questa sera. Al momento la linea Mühldorf-Burghausen è ancora fuori servizio. È stato istituito un servizio di emergenza con autobus e treni. Si registrano ritardi anche sulle linee Mühldorf-Freilassing e Mühldorf-Traunstein. Non sono ancora disponibili informazioni sull’entità dei danni. Il commissario di polizia dello Stato, competente per i reati di natura presumibilmente politica, assumerà la direzione delle indagini. Esiste un collegamento con altri attacchi incendiari alle ferrovie? La polizia sta indagando anche su possibili collegamenti con altri attacchi incendiari alle ferrovie. Nel mese di ottobre 2023 sono stati appiccati incendi ai cavi lungo la linea ferroviaria Tüßling-Mühldorf. Contemporaneamente, in un cantiere per la realizzazione di un impianto geotermico nella vicina Polling, sono state bruciate diverse macchine edili. All’epoca, il danno era stato stimato in circa 2,5 milioni di euro. Poco dopo, le indagini sono state affidate all’Ufficio centrale bavarese per la lotta all’estremismo e al terrorismo (ZET) sotto l’autorità del procuratore generale di Monaco e al gruppo investigativo “Raute” della questura di Monaco. Finora non sono stati identificati sospetti.
VERONA: LOGISTICA DI GUERRA E STRATEGIE PER SABOTARLA, STASERA INCONTRO COI FERROVIERI
Cosa possono fare attualmente i lavoratori e le lavoratrici delle ferrovie se non vogliono essere complici del trasporto di materiale bellico? Se ne parla questa sera a Verona dove si terrà l’incontro intitolato “Questi binari portano alla guerra”, una serata di approfondimento con alcuni esponenti di Ferrovieri contro la guerra. L’appuntamento è presso la sala della Circoscrizione di via Brunelleschi 12, quartiere stadio. Due anni dopo l’accordo Leonardo-RFI, l’azione contro la militarizzazione delle Ferrovie non si ferma. Lo mette nero su bianco anche il numero di aprile del bollettino dei ferrovieri contro la guerra. La rivista evidenzia come con i piani di riarmo europei, in cui l’Italia si è inserita pienamente, le infrastrutture ferroviarie sono e saranno sempre più dedicate al trasporto anche di materiale bellico. “E questo dovrebbe avvenire anche con la complicità dei ferrovieri: sia per quanto riguarda i macchinisti che dovranno portare, e che già tutt’ora stanno portando, materiale bellico e sia per quanto riguarda le infrastrutture che si stanno adeguando per il trasporto di questo materiale”. Le anticipazioni dei contenuti dell’incontro con Carlo che co-organizza l’iniziativa. Ascolta o scarica  
[Caen, Calvados, Franca]: Sabotaggio sulla linea ferroviaria Cherbourg-Parigi – Per una primavera nera 2026
> Da Attaque e Indymedia Lille, 27.04.26 Nella notte del 26 aprile, a quarant’anni esatti dal disastro nucleare di Chernobyl, è stato sabotato un semaforo della SNCF lungo la linea ferroviaria Cherbourg-Parigi, nei pressi di Caen. Il fuoco è stato appiccato all’armadio elettrico dell’apparecchio lungo la linea. Secondo la SNCF e la stampa, l’«atto vandalico» ha provocato ritardi di almeno 30 minuti per i treni in entrambe le direzioni sulle linee Cherbourg-Caen-Parigi e Caen-Coutances-Granville-Rennes, nella giornata del 27 aprile. Il ritorno alla normalità è previsto per le 17:00. Questo sabotaggio è un contributo alla chiamata “Più caldo del nucleare – Per una primavera nera 2026“, che invita ad “approfittare dei mesi primaverili per condurre un’ondata di azioni massicce contro i progetti in corso, i finanziatori e i complici dell’industria nucleare in modo mirato, decentralizzato, sovversivo e autonomo“. Rappresenta anche una risposta diretta allo sgombero della Gare de Luméville, luogo storico della lotta contro il progetto CIGEO e la società nucleare. La Gare si trova sul tracciato della linea ferroviaria che l’ANDRA vorrebbe ripristinare e poi collegare alla rete SNCF per il trasporto di tonnellate di scorie radioattive verso la futura discarica nucleare CIGEO nella Meuse. Questo sabotaggio colpisce la rete ferroviaria SNCF, poiché la ferrovia è un’infrastruttura fondamentale per il settore nucleare, così come per quello militare e per l’intero sistema industriale. Un esempio è la linea ferroviaria in questione: utilizzata regolarmente per il trasporto dei rifiuti nucleari con i treni Castor verso l’impianto di ritrattamento ORANO di La Hague e viceversa. Inoltre, funge da supporto logistico per il trasporto di ogni tipo di materiale utile all’industria nucleare ed è un asse importante per la circolazione degli ingegneri del nucleare, che devono spostarsi verso La Hague, la centrale di Flamanville o i centri di ricerca di Caen e Saclay. Il suo buon funzionamento è quindi di interesse strategico per i nucleocrati. Il fuoco è stato scelto per distruggere efficacemente l’involucro e i cavi elettrici della segnaletica, per inviare segnali di fumo di solidarietà agli/alle anarchici/he colpiti/e dalla repressione in Germania per un’ardente azione antinucleare contro il parco tecnologico di Berlino-Adlershof, e per riscaldare i cuori feriti dall’atrocità di Chernobyl e dagli altri crimini di massa del nucleare. Attaccare la SNCF è anche un’occasione per ricordare la proposta avanzata nel 2022 da “tre briganti” in occasione del sabotaggio della ferrovia che l’ANDRA vuole ripristinare e collegare alla rete per CIGEO: “Chiediamo di attaccare i cantieri di questo collegamento fin dall’inizio e prima dell’inizio dei lavori! Chiamiamo ad azioni decentralizzate il giorno X, il giorno in cui inizieranno i lavori sul tratto, azioni che prendano di mira le attrezzature della SNCF e delle sue filiali, nonché le imprese coinvolte nei lavori, smascherandole per quello che sono: attori dell’industria nucleare.” Teniamoci pronti/e! Voi avete il potere, noi abbiamo la notte! Abbasso CIGEO! Abbasso il nucleare! -------------------------------------------------------------------------------- France Info, lunedì 27 aprile 2026 Nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 aprile 2026, sono stati compiuti danneggiamenti sui binari della SNCF tra Caen e Bayeux. Nonostante il traffico non sia completamente bloccato, alcuni treni sono stati soppressi e sono previsti ritardi fino al tardo pomeriggio. All’alba, nel Calvados, gli agenti della SNCF Réseaux hanno rilevato un guasto alla segnaletica tra Caen e Bayeux. Il “malfunzionamento delle infrastrutture” riguarda le linee Parigi-Caen-Cherbourg e Caen-Coutances-Granville-Rennes. Secondo quanto riportato dai messaggi pubblicati dalla rete SNCF Nomad sui social media, si tratterebbe di un atto doloso. Il fatto sarebbe avvenuto nella zona occidentale dell’agglomerato urbano di Caen, non lontano dalla stazione di Bretteville-sur-Laize. La valutazione dei danni, iniziata intorno alle 6:30, si è rivelata più lunga del previsto a causa della gravità dei danni riscontrati, che si sono rivelati più ingenti di quanto inizialmente stimato. I gendarmi si sono recati sul posto e hanno avviato un’indagine per stabilire se si sia trattato di un atto doloso e, in tal caso, per definirne con maggiore precisione la natura», precisa l’ufficio stampa di SNCF Réseau, responsabile della manutenzione dei binari. È stata presentata una denuncia. I lavori di riparazione sono iniziati a metà mattinata. Sono previste ripercussioni sulla circolazione dei treni almeno fino al tardo pomeriggio. Secondo quanto riportato da Ouest-France lo stesso giorno, “la circolazione è stata compromessa a partire dalle prime ore di questa mattina, a causa di un incendio divampato in un armadio che gestisce la segnaletica”, come riferito da SNCF Réseau Normandie, contattata da Ouest-France […]. Una ventina di agenti sono mobilitati nelle sale di smistamento o sul campo per ripristinare la circolazione”.
Seminario Roma, il valore del ferro: Quel (metro)-tram chiamato desiderio
Claudio Cipollini (foto ambm) Un seminario di gran livello sul “Valore del ferro” quello organizzato lo scorso primo aprile all’Urban Center di viale Manzoni da AIIT (Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti), CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani), INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), DIAC (Diario Infrastrutture e Ambiente Costruito). La registrazione è in calce a qusto articolo, gli interventi e le sessioni del seminario si possono visionare sul sito dell’Urban Center , pertanto ci limiteremo ad evidenziare le linee forza, i concetti, le opzioni programmatiche e gli impegni scaturiti dai vari interventi dei rappresentanti degli organismi promotori, oltre quelli di Walter Tocci, ex vicesindaco ed assessore ai Trasporti del Comune di Roma, Eugenio Patanè assessore alla Mobilità e Maurizio Veloccia assessore all’Urbanistica. Gli assessori Patanè e Veloccia (foto AMBM) Un filo conduttore è stato quello della necessaria integrazione del sistema dei trasporti su ferro con l’assetto urbanistico, del nesso imprescindibile e non più eludibile tra i nodi trasportistici e le trasformazioni della città, la pianificazione del ferro e le previsioni urbanistiche. Come sottolinea giustamente Claudio Cipollini del CIFI non ci può essere più una frammentazione autoreferenziale tra Ferrovie, Regione, Comune, Città Metropolitana né una separazione culturale tra ingegneri trasportistici, urbanisti, architetti. Per una pianificazione concertata occorre ripartire da un’analisi della domanda a scala metropolitana con una partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni di residenti, pendolari e city user per coinvolgerli prima e non a progetto definitivo approvato. L’esigenza di una governance plurale delle trasformazioni scaturisce proprio da questo stretto rapporto tra infrastrutture su ferro e forma urbana. Per questo occorre un coordinamento nella pianificazione per scegliere le priorità e le localizzazioni degli interventi, la programmazione dei progetti per far fronte alla differenza dei tempi di realizzazione delle opere infrastrutturali rispetto a quelli relativamente più brevi degli interventi di trasformazioni urbane. A questo proposito l’annuncio di Umberto Lebruto, responsabile Progetti Trasversali del gruppo FS, è stato incoraggiante: “abbiamo avuto la lungimiranza di metterci intorno a un tavolo. Non l’abbiamo ancora concluso ma siamo sulla strada giusta, stiamo facendo il punto zero, lo stiamo chiamando accordo strategico della mobilità del nodo di Roma e in questo accordo strategico prendiamo tutti gli accordi fatti fino ad oggi, spuntando le cose fatte dalle cose non fatte. E delle cose non fatte dobbiamo assolutamente vedere quelle che resistono e che vanno portate avanti”. Gli elementi del ferro non sono solo linee e stazioni ma occasioni per attuare nei nodi di scambio quella vocazione territoriale di tipo polifunzionale e di generatori di trasformazioni urbane e di ricucitura di un tessuto lacerato proprio dalla vecchia concezione della stazione. In questa ottica la recente proposta di delibera sui nodi di scambio tra auto privata e trasporto sul ferro proposta dall’assessore Veloccia mira a creare una occasione di rigenerazione urbana con realizzazioni di mix funzionali in prossimità delle stazioni. Le infrastrutture del trasporto pubblico su ferro non possono continuare a rincorrere uno sviluppo urbano irrazionale ma occorre immettere intorno a quei nodi di scambio quelle cubature pianificate in tutta la città che non si stanno realizzando altrove proprio per la mancanza di reti del ferro. La politica del ferro non può continuare a bruciare risorse correndo dietro nuove espansioni disperse fuori del GRA. Gli insediamenti si debbono realizzare intorno alle linee del ferro e ai nodi di scambio intermodali. Non ci possono più essere esplosioni di coriandoli edilizi negli ambiti di compensazione frutto di atterraggio di volumetrie male indirizzate. Non c’è rigenerazione se si isolano dal contesto urbano i singoli interventi. Le stesse modalità del trasporto pubblico debbono rispondere alle caratteristiche dell’assetto urbanistico esistente o in via di trasformazione per legittimare le scelte di tipologie trasportistiche. In questo stretto rapporto tra ferro e forma urbana la tecnologia dei trasporti offre occasioni di innovazioni tipologiche e tecnologiche come quella del metrotram o tranvia veloce, che offre, nelle tratte suburbane, una velocità commerciale e una portata più elevate rispetto ad un tram, grazie a sistemi atti ad evitare il traffico su gomma, come delimitazioni laterali della sede, riduzione del numero di attraversamenti, semaforizzazione degli attraversamenti con priorità di passaggio. Quale è la variabile indipendente delle localizzazioni urbane? L’esigenza dell’investitore o la presenza di un’armatura di trasporto su ferro che giustifica interventi pianificati di densificazione urbana? Finora – ricorda Tocci – il 32% degli insediamenti sono collocati a 2 Km dalla stazione metro-ferroviaria più vicina, quando occorrerebbe una distanza massima di 500 metri per rendere appetibile il nodo di scambio che potrebbe essere raggiunto in bicicletta o a piedi. Occorre quindi una politica urbanistica tendente a sovvertire lo schema dello sviluppo della città che, dopo il varo dell’ultimo Piano regolatore del 2008 – tuttora in vigore in attesa di una variante delle Norme Tecniche Attuative il cui processo è in corso – si è attestato verso le Centralità, che da luoghi identitari e polifunzionali di una nuova forma policentrica della città, sono diventati parti costitutive di una nuova fase dell’espansione delle aree dei piani particolareggiati del vecchio PRG del 1965. In questo scenario di disgregazione urbana dispersa oltre il GRA, è necessario cambiare rotta e sostituire la pianificazione a permessi di costruire isolati e fuori contesto, programmi urbanistici coordinati con il traporto su ferro a isolati interventi compensatori. Per quanto riguarda la pianificazione delle linee del ferro, gli strumenti non sono cambiati – sostiene Patanè – e sono strumenti di pianificazione come il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) che sono stati positivamente valutati dagli organismi europei grazie a tutte le opere programmate e trascritte nel PUMS che debbono essere realizzate colmando vecchi e nuovi ritardi. Poi si potrà adottare un nuovo modello di Piano. Pur in presenza di una pianificazione positivamente valutata, è difficile la programmazione per mancanza di finanziamenti. E’ successo per il definanziamento della metro C, che oramai si ripete puntualmente, salvo ripensamenti o ripescaggi vari; è successo per il Fondo del Trasporto Rapido di Massa, che puntualmente il MIT (Ministero dei Trasporti) promette, salvo poi azzerarlo, rendendo così impossibile l’inizio della progettazione di sei linee di  tram giudicate strategiche. Molte trasformazioni all’interno della Città Metropolitana sono irrealizzabili in assenza di un adeguato sistema di trasporto intermodale. Secondo Patanè “la quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino che farà balzare a 80 milioni il numero di passeggeri, con le attuali infrastrutture ferroviarie sarebbe pura follia”. Quali sono quindi le condizioni per poter attuare il PUMS? Fare da soli con il bilancio comunale? Chiedere fondi alla Regione? Accedere mutui i cui interessi sarebbero forse insostenibili per il bilancio capitolino? Questo discorso delle risorse finanziarie per i trasporti potrebbe valere anche per la pianificazione urbanistica, quando occorre acquisire aree private per realizzare servizi pubblici di standard, visto che non c’è la possibilità di usufruire di una legge dell’esproprio che non è più quella del medio prezzo agricolo della zona ma quella di mercato sia pure con riduzioni. In definitiva, un seminario sul valore del ferro che fa ben sperare per il futuro urbanistico di questa città disegnato non più da macchie sparse fuori dal GRA e nell’Agro Romano ma tracciato dalla matita delle linee del ferro e dei nodi che danno senso ad uno sviluppo del tessuto urbano finalmente pianificato. Affinchè il (metro)-tram non si chiami più “desiderio”. Paolo Gelsomini 23 aprile 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com vedi anche il Dossier di Carteinregola Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte”
April 23, 2026
carteinregola
[Mühldorf (Baviera), Germania]: Sabotaggio della linea ferroviaria Monaco-Freilassing
> Da Switch off, 18.03.26 Martedì pomeriggio, ignoti hanno dato fuoco a dei cavi in diversi punti della linea ferroviaria che collega Mühldorf a Freilassing. Il traffico ferroviario sulla linea è stato quindi sospeso. La polizia ipotizza che si tratti di un atto a sfondo politico e sta verificando eventuali collegamenti con altri incendi dolosi. Sospeso il traffico passeggeri tra Mühldorf e Freilassing Secondo quanto riferito dalla questura dell’Alta Baviera meridionale, inizialmente era stato rilevato un guasto all’impianto elettrico. Quando la polizia federale ha verificato la segnalazione, ha scoperto cavi bruciati o fusi all’interno dei canali di scorrimento in diversi punti lungo i binari. I danni sono stati evidentemente causati intenzionalmente. A seguito dell’incendio doloso, gli impianti di segnalazione hanno smesso di funzionare. Il traffico passeggeri tra Mühldorf e Freilassing è stato quindi sospeso. Il servizio dovrebbe riprendere rapidamente Secondo quanto riferito da una portavoce della ferrovia, la polizia giudiziaria ha terminato i rilievi sul luogo dell’intervento. Ora si procederà con la riparazione. I cavi di ricambio necessari sono già stati reperiti. La ferrovia prevede che il servizio possa riprendere completamente in serata. Attualmente, si registrano ancora disagi sulla tratta Mühldorf-Burghausen. È stato istituito un servizio di emergenza con autobus e treni. Si registrano ritardi sulle tratte Mühldorf-Freilassing e Mühldorf-Traunstein. Non sono ancora disponibili dati sull’entità dei danni. Il Commissariato per la sicurezza dello Stato, competente per i reati presumibilmente a sfondo politico, si occuperà delle indagini successive. Esiste un collegamento con altri attacchi incendiari sulle linee ferroviarie? La polizia sta inoltre verificando l’eventuale collegamento con altri attacchi incendiari sulle linee ferroviarie. Nel mese di ottobre 2023, sono stati incendiati dei cavi lungo la linea ferroviaria Tüßling-Mühldorf. Contemporaneamente, in un cantiere per un impianto geotermico a Polling, località vicina, sono andate a fuoco diverse macchine edili. All’epoca, i danni furono stimati in circa 2,5 milioni di euro. Poco dopo, le indagini sono state affidate all’Ufficio centrale bavarese per la lotta all’estremismo e al terrorismo (ZET) presso la Procura generale di Monaco e al gruppo investigativo “Raute” della Questura di Monaco. Finora non è stato possibile identificare i sospetti. Fonte: BR24
Toscana-Emilia: ferrovieri contro la guerra
Corrispondenza sul volantinaggio di oggi, che ha coinvolto le stazioni di Livorno, Pisa, Firenze e Bologna tra le 6 e le 9 del mattino, nelle fasce di maggiore affluenza pendolare. Esattamente due anni fa, il 15 aprile 2024, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Leonardo sottoscrivono un accordo per il cosiddetto "dual use" della rete, ovvero per il potenziamento delle infrastrutture civili a scopi bellici, agevolando il trasporto di truppe e armamenti verso i fronti di guerra - nel quadro della "Military Mobility" europea. I punti chiave della protesta: * sottrazione di risorse. Mentre si stimano investimenti miliardari per la mobilità militare (fino a 100 miliardi di fabbisogno complessivo in Europa), il trasporto pubblico regionale soffre per soppressioni, ritardi cronici, caro-biglietti e disservizi; * sicurezza a rischio: i ferrovieri denunciano come la priorità data ai convogli militari lunghi fino a 750m aumenti i rischi per chi lavora e chi abita lungo la ferrovia, in un sistema già colpito da gravi stragi (da Viareggio a Brandizzo) causate da manutenzioni e investimenti insufficienti; * stazioni militarizzate: scali come Tombolo, La Spezia Marittima e Genova Sampierdarena sono già attrezzati per il transito logistico-militare.  "Lottiamo per una ferrovia sicura, pubblica e di pace."
April 15, 2026
Radio Onda Rossa
Puntata del 07/04/2026@0
Il primo argomento di questa puntata è stato il  CCNL Istruzione e ricerca siglato pochi giorni fa, ne  abbiamo parlato in compagnia telefonica di Cosimo Scarinzi di CUB Piemonte. La triade dei sindacati confederali, con l’ ausilio dei sindacati politicamente più vicini al governo in carica, hanno sottoscritto il nuovo CCNL di comparto nella giornata del primo aprile. L’ennesimo contratto che coinvolge milioni di lavoratori, che però non vengono interpellati minimamente sui contenuti dello stesso e che non recupera l’inflazione reale. Con Cosimo Scarinzi ci siamo addentrati nelle dinamiche che hanno portato a questo risultato e parlato delle prossimi mobilitazioni che si stanno organizzando a riguardo. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Anna Belligero (Cobas Scuola Torino) su come i fascisti di FdI stanno trasformando quello che rimane della scuola pubblica. Abbiamo affrontato con la nostra ospite il declino della scuola che non è solo culturale e affronta, da quando è al governo FdI, una deriva che ci ricorda le abitudini del ventennio: liste di professori di sinistra, schedature delle scuole non allineate con interrogazioni parlamentari della maggioranza, etc. Verso metà marzo il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli ha stilato una lista di scuole che lo scorso 10 febbraio avrebbero ignorato il Giorno del Ricordo, la commemorazione per le vittime delle Foibe. In un’interrogazione, il parlamentare di FdI ha chiesto al ministro dell’Istruzione di effettuare delle verifiche nei confronti degli istituti finiti sotto accusa. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Alberto Russo dell’ ANLM (Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione) manutentore che lavora in RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sullo sciopero di 24h previsto per l’11/04/2026 e sul comunicato che l’assemblea sta facendo circolare su “Se proprio vogliamo giocare giochiamo”. L’ANLM è nata come assemblea di lavoratori autorganizzati della manutenzione in Ferrovia dello Stato ha avuto la capacità di organizzare scioperi contro le condizioni di lavoro dei manutentori e la loro sicurezza. IL COMUNICATO: “Sono passa più di due anni dalla firma del 10 gennaio.Il degrado del settore è sotto gli occhi di tutti, siamo completamente allo sbando, e se mai fosse possibile, giorno dopo giorno dobbiamo fare i con con una azienda, che grazie al peggior quadro sindacale che abbia mai calcato le “scene” nel trasporto ferroviario, sta disarticolando in maniera molto “pericolosa” l’idea stessa di una Manutenzione dell’Infrastruttura che veda i ferrovieri avere un ruolo. La firma degli accordi territoriali, non solo non ha corretto in alcun modo l’impatto dell’iniziativa aziendale, ma legittimandone l’operato ha incentivato, quella che a tutti gli effetti ricorda la pratica tipica dei campi di rieducazione, producendo conseguenze pesanti, che impattano fortemente sui lavoratori. Così mentre Cum e Specialisti si ergono troppo spesso a controllori di qualsiasi aspetto della nostra vita, registriamo un aumento dell’uso dello strumento sanzionatorio, spesso in materie che attengono alla sicurezza sul lavoro, perché quel modello Brandizzo che trova in questa riorganizzazione la sua massima espressione, godendo del sostegno di sigle sindacali che nemmeno su questi aspetti dimostrano un minimo di ritegno, sta infettando ogni aspetto della realtà che ci circonda. Non possiamo permetterci di vivere nella paura, perché è quello su cui contano, perché è quello di cui azienda e sindacalai si nutrono e soprattutto perché in una situazione come questa è molto più pericoloso assecondarli. Ovviamente la tentazione di rintanarsi nel proprio angolo nella speranza di non essere investiti da quel che accade, magari continuando a rivolgersi a quei sindaca che ci stanno fottendo la vita senza esclusione di colpi, non aiuta, ma sappiamo e dovreste saperlo anche voi, che con noi non hanno finito, e non ci sono santi a cui rivolgersi se non a noi stessi. La ricerca di una parvenza di normalità, ci sta facendo perdere di vista il terreno di gioco. Le cose, anche le più feroci, continuano ad accadere ed ad un certo punto dovremo svegliarci. Come se il quadro non fosse già complesso, a rendere tutto ancora più difficile è la Commissione di Garanzia che oramai si erge al ruolo di portavoce di RFI, spulciando nei più assurdi meandri per ostacolare le iniziative di sciopero che portiamo avanti dal 2024. Pertanto all’ennesimo e ingiustificato intervento, abbiamo deciso di cambiare passo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e non si poteva continuare inermi a cercare di schivare lanci sempre più mirati. Per come è scritto l’accordo sui servizi minimi, però, e per come è strutturata la nostra reperibilità, la scelta della Commissione di smantellare l’accordo per come da sempre applicato, ci riporta all’interpretazione integrale di quanto scritto e questo paradossalmente ci apre opportunità in termini di efficacia. Vi invitiamo a leggere attentamente le norme tecniche, perché se è vero che ci porteranno ad effettuare il residuo di prestazione che non rientra nella fascia 21/21, ci esclude dall’obbligo di essere considerati reperibili nella finestra temporale che corrisponde alla prestazione su cui stiamo scioperando, inoltre tutto quello che succede all’interno di quella fascia è interessato dallo sciopero e chi farà il pomeriggio il 10, andrà via prima e chi farà la notte l’11 e dovesse entrare alle 20, entrerà alle 21. Siamo consapevoli che andare al lavoro per un pezzetto di prestazione, stiamo parlando di 36 minuti/1 ora, è una rottura di scatole che non ha alcun senso logico. Del resto è quello su cui la Commissione di Garanzia ed RFI contano, ma la modifica va vista nel suo insieme. Ora, se ritenete il disagio insopportabile, non fate sciopero, ma se per caso foste addirittura reperibili pensateci, perché non dovendo garantire la reperibilità, il vostro sciopero è particolarmente incisivo. In fondo, come abbiamo riportato anche sulle norme tecniche, dovrete timbrare, andare a mettervi i DPI, poi ricambiarvi, timbrare l’uscita e andare a casa. Se proprio vogliono giocare, giochiamo. Per difendere la nostra dignità, la nostra sicurezza e fermare questo disastro, per riaffermare quel diritto di sciopero che tentano di eliminare del tutto, l’11 aprile 2026: SCIOPERO” Buon ascolto
April 12, 2026
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