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In Francia è vittoria popolare contro la Legge Yadan su antisemitismo e antisionismo
Giovedì, all’Assemblea Nazionale, i macronisti fautori della proposta di legge Yadan hanno deciso di ritirare il testo. Una mossa che è al contempo una vittoria per le mobilitazioni contro il disegno, ma anche una rincorsa per il governo macronista. La legge, sostenuta dal novembre 2024 da Caroline Yadan – ex […] L'articolo In Francia è vittoria popolare contro la Legge Yadan su antisemitismo e antisionismo su Contropiano.
April 19, 2026
Contropiano
Pisa, 10 aprile: Appello alla mobilitazione per il 77° anniversario della NATO
VENERDÌ, 10 APRILE, ORE 16:00 PISA, PIAZZA XX SETTEMBRE Nei giorni scorsi si sono riunite realtà organizzate e singoli attivisti per discutere insieme sul 77° anniversario della fondazione della NATO, che precede di poco l’Ottantesimo della Repubblica Italiana. Due storie, quella della Repubblica e quella della NATO, che in Italia, non solo si intersecano, ma si intrecciano e si fondono. È necessaria al riguardo una riflessione critica collettiva diffusa, che purtroppo, bisogna ammetterlo, non c’è, o è nascosta, frazionata, interna alle coscienze, senza essere capace di arrivare alla ribalta della discussione politica, indirizzata anzi in una sola direzione: far accettare a tutti gli italiani la guerra come qualcosa di naturale ed inevitabile. Purtroppo, si può solo constatare il fatto che, davanti all’ennesima guerra di USA e Israele, la mobilitazione non è stata capace si fermare l’ennesima carneficina, di cui in Italia e in altre parti del mondo si percepiscono solo le ripercussioni economiche che vanno ad abbattersi negativamente, ancora una volta, sui redditi della gente comune, della classe lavoratrice, dei pensionati e delle famiglie, con le loro conseguenze sul potere di acquisto di salari e pensioni e sulla qualità delle esistenze. È evidente come la frenetica corsa al riarmo e il rafforzamento dell’economia di guerra che si sta cercando di compiere sotto gli occhi e il naso di tutti, sostenuta dalla malsana idea che l’economia del Paese possa beneficiare dalla sostituzione della manifattura tradizionale con quella della produzione di armenti mentre le forze politiche che la sostengono cercano, nemmeno più di tanto, di dissimulare il processo in atto. I benefici della sostituzione di un’economia di pace con una di guerra sono una bugia colossale ed un errore, oltre che un fatto incostituzionale. Dati alla mano, si può sostenere che un tale processo conduce di fatto alla perdita di milioni di posti di lavoro in Europa, non ad un loro aumento, con un ritorno economico esclusivo per una ristretta élite: i produttori degli armamenti stessi. Ma purtroppo, come sempre più spesso avviene nella società dello spettacolo, una bugia ripetuta 100 volte può diventare la verità assoluta, per chi non dispone di strumenti di analisi critica. Tali politiche di riarmo vengono ormai costantemente accompagnate da discorsi mainstream che dipingono il nostro paese e la UE come zone sotto costante minacce di un nemico esterno, per giustificarne l’implementazione, quando in realtà sono queste stesse politiche a metterci in pericolo. Nell’immaginario collettivo si sta cercando di costruire l’idea secondo la quale la guerra sia qualcosa di inevitabile, con militari che fanno propaganda nelle scuole di ogni ordine e grado. In questo quadro distopico, la stessa NATO può apparire come uno strumento di pace, agli occhi di Trump una specie di ferrovecchio. Tutto questo avviene mentre i nostri territori sono già, ogni giorno, attraversati da carichi di armi. Le Università rappresentano già il banco di prova per le tecnologie duali, ricerche che camuffate da studi a fini civili hanno, in realtà, l’obiettivo di produrre morte. Ormai già da anni questi temi attraversano innumerevoli atenei e facoltà. Ma è davvero inevitabile tale deriva? Sì, se non si va creando una coscienza pubblica critica capace di mettere in discussione la cultura della guerra e l’ennesimo pacchetto sicurezza che colpisce chi manifesta liberamente un pensiero critico. I promotori di questo documento e della mobilitazione ad essa connessa sono convinti che opporsi a certe tendenze non sia solo importante e necessario, ma che non ci sia altro da fare! Per questo si proposto di mettere in campo, in occasione dell’anniversario della NATO, un’iniziativa che porti avanti una narrazione controcorrente e critica al riguardo. La proposta concreta è quella di organizzare una piazza a Pisa, dove ciascuno possa portare un pezzo di esperienza contro la guerra, delle testimonianze di vario genere, anche di esperti studiosi della materia, un momento di informazione pubblica e di formazione dal basso, anche con un semplice microfono aperto alle realtà contro il riarmo, il militarismo e il pacchetto sicurezza; aperta a tutti coloro che provano a dimostrare a cosa serve e a chi conviene veramente la guerra, quando poi a combatterla e a subirne le conseguenze negative sono sempre i soliti noti: i Popoli, tutti noi. Questa iniziativa potrebbe segnare l’inizio di un percorso più ampio che potrà condurre più forti e preparati alla “commemorazione” dell’Ottantesimo anniversario, prevista il 2 Giugno 2026, della Festa della Repubblica Italiana che auspichiamo si trasformi in un’ulteriore occasione di riflessione sul coinvolgimento del nostro paese nella Guerra e non di una festa auto commemorativa di una repubblica, solo a parole, fondata sulla pace e contro la guerra. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Finito il battibecco tra Rocca e Zingaretti. La mobilitazione degli universitari sblocca le borse di studio nel Lazio
I 6.452 studenti universitari risultati idonei ma non vincitori della borsa di studio, lasciati per mesi in attesa dalla Regione Lazio a guida di Fratelli d’Italia, riceveranno finalmente il contributo economico che gli spetta. È grazie alla mobilitazione che ha visto nella serata di ieri le tende di Cambiare Rotta […] L'articolo Finito il battibecco tra Rocca e Zingaretti. La mobilitazione degli universitari sblocca le borse di studio nel Lazio su Contropiano.
April 8, 2026
Contropiano
Senza Consenso è Sempre Stupro! No DdL Bongiorno!
MOBILITIAMOCI! L’8 aprile in Senato si riunirà il comitato ristretto chiamato a trovare una mediazione politica sul testo del disegno di legge che modifica il reato di violenza sessuale.  L’8 aprile a Roma alle ore 15 saremo davanti al Senato e in molte altre piazze in Italia insieme ai centri antiviolenza per dire forte e chiaro: nessuna mediazione sui nostri corpi! Senza consenso è sempre stupro! La sola modifica possibile alla legge sulla violenza sessuale è l’introduzione del consenso libero è attuale. Il “consenso riconoscibile” vuol dire Dissenso e non lo accetteremo! TUTTI GLI APPUNTAMENTI -------------------------------------------------------------------------------- ASTI ORE 17.00 CORSO ALFIERI ( DI FRONTE UNICREDIT) PRESIDIO BRESCIA ORE 18.00 PIAZZETTA NUDM (PIAZZETTA BELLA ITALIA) PRESIDIO RUMOROSO CATANIA ORE 18.00 VUA ETNEA ANGOLO PREFETTURA PRESIDIO CUNEO  ORE 18.00 PIAZZA GALIMBERTI PRESIDIO FIRENZE ORE 18.30 PIAZZA SS ANNUNZIATA PRESIDIO E RITO DI SORELLANZA PER I FEMMINICIDI LIVORNO ORE 18.00 DAVANTI LA PREFETTURA PRESIDIO PISA ORE 17:00 STRISCIONATE E INTERVENTI DAVANTI ALLA PREFETTURA MILANO  ORE 18.00 LARGO XII SETTEMBRE PREFETTURA PRESIDIO NOVARA VOLANTINAGGI NEI QUARTIERI  PADOVA  ORE 19.00 PIAZZA ANTENORE PRESIDIO E CORTEO PISTOIA ORE 19.00 PIAZZA DELLA SALA RITO DI SORELLANZA ORE 20.45 CIRCOLO ARCI HOCHIMINH ASSEMBLEA PUBBLICA PRATO ORE 16.30 RITO DI SORELLANZA E PRESIDIO IN ZONA FUCSIA  REGGIO EMILIA ROMA ORE 15.00 DAVANTI AL SENATO PRESIDIO TREVISO ORE 19.00 OSTINATE- VIA DEI DALL’ORO INCONTRO TRIESTE ORE 19.00 PIAZZA HORTIS PRESIDIO
April 7, 2026
Non Una Di Meno
Camp Darby, Rifondazione si mobilita
Riportiamo di seguito la dichiarazione che ci ha rilasciato Daniele Iannello, Segretario provinciale della federazione di Pisa di Rifondazione Comunista. Durante la conferenza stampa/presidio a Camp Darby abbiamo denunciato la risoluzione di maggioranza approvata alla Camera giovedì 5 marzo, risoluzione che esplicitava “la piena operatività delle installazioni militari statunitensi presenti sul territorio nazionale nel quadro degli accordi NATO e bilaterali con gli Stati Uniti.” In questo scenario le basi statunitensi presenti in Italia assumono un ruolo sempre più centrale e strategico. Tra queste c’è Camp Darby, uno dei principali siti di stoccaggio e smistamento di armamenti dell’esercito statunitense in Europa (molti sostengono che dentro la base ci siano anche testate nucleari). Da questa base transitano armamenti destinati ai teatri di guerra in Europa, Medio Oriente e Africa, attraverso il porto di Livorno, le infrastrutture ferroviarie e la rete logistica militare presente sul territorio. La notizia dell’innalzamento dei livelli di sicurezza e di controllo attorno alla base conferma ciò che denunciamo da anni: la presenza di questa infrastruttura militare espone il nostro territorio alle conseguenze dirette delle tensioni e dei conflitti internazionali. Pisa è uno snodo fondamentale di questo sistema militare: nel raggio di pochi chilometri si concentrano l’aeroporto militare “Galilei”, la Brigata Paracadutisti Folgore e Camp Darby. La base americana, che doveva essere gradualmente dismessa, è stata invece potenziata. Ciò avviene tramite il rinnovamento della banchina di Tombolo, approvato dal Governo Gentiloni; i lavori per la navigabilità dei canali dei Navicelli, promossi dalla Regione Toscana e dal Comune di Pisa e l’investimento USA per il ponte girevole per raccordarsi con le ferrovie italiane, i cui lavori hanno bloccato la circolazione civile anche negli scorsi mesi. Tutti questi interventi rendono Camp Darby sempre più centrale nelle strategie coloniali “stelle e strisce”. In più da alcuni anni si parla della costruzione di una mega cittadella militare dei reparti speciali dei carabinieri da mezzo miliardo di euro all’interno del parco naturale di San Rossore, nell’area CISAM a San Piero a Grado, di nuovo vicino a Camp Darby. Questa concentrazione di infrastrutture militari trasforma progressivamente il territorio toscano in un nodo strategico della proiezione militare della NATO e degli Stati Uniti, aumentando i rischi per la sicurezza delle popolazioni e sottraendo risorse e spazi a usi civili. Di fronte a questo scenario riteniamo necessario invertire radicalmente la rotta. L’Italia deve applicare l’articolo 11 della Costituzione, ripudiando la guerra e lavorando per la de-escalation e la soluzione diplomatica dei conflitti. Per questo rilanciamo con forza una richiesta chiara: la chiusura della base di Camp Darby e la riconversione dell’area a usi civili, sociali e ambientali, una presa di posizione chiara da parte del Comune di Pisa, che dovrebbe negare la disponibilità all’utilizzo delle infrastrutture logistiche comunali per usi militari, imponendo così finalmente un piano di sicurezza pubblico per tutelare l’intera cittadinanza. L’accelerazione di questa tremenda escalation di guerra impone una grande mobilitazione sociale; per questo motivo parteciperemo e organizzeremo la mobilitazione per la grande manifestazione per la pace del 28 marzo a Roma organizzata dalla rete NO KINGS. Prossime iniziative: domenica 15 assemblea cittadina a Pisa con la partecipazione degli attivisti del Global Movement to Gaza, dei lavoratori ex-GKN, della rete Stop Ream Europe e di altre realtà di movimento. La mobilitazione non si fermerà. Ray Man
March 9, 2026
Pressenza
Isernia: il sistema sanitario al collasso ma la popolazione resiste
Qualche settimana fa è giunta all’attenzione dei quotidiani la mobilitazione che in Molise da ormai diversi mesi va avanti sul tema della sanità pubblica. Il sindaco di Isernia ha piantato le tende davanti all’ospedale della città da oltre un mese, marce popolari si sono succedute con una partecipazione piuttosto inedita di migliaia di persone. Il sistema sanitario regionale è in una situazione critica, commissariato dal 2009, i servizi essenziali vengono tagliati e il personale ridotto e nessuna misura a livello strutturale viene messa in campo. Ne parliamo con Brian residente a Isernia che sta seguendo da vicino la vicenda
February 26, 2026
Radio Blackout - Info
“Senza consenso è stupro”, il 15 febbraio presidio a Napoli in piazza del Plebiscito
Mobilitazione promossa dal Comitato “Senza consenso è stupro – Napoli e Campania” per difendere la centralità del consenso nelle norme sulla violenza sessuale Napoli e la Campania si preparano a scendere in piazza domenica 15 febbraio alle ore 11 in piazza del Plebiscito per difendere la centralità del consenso nelle norme che regolano il reato di violenza sessuale. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con altre città italiane e precederà una manifestazione nazionale prevista a Roma il 28 febbraio. Per comprendere il senso della mobilitazione è necessario chiarire il contesto. L’articolo 609 bis del Codice Penale è la norma che definisce il reato di violenza sessuale. Negli ultimi mesi la Cam era dei Deputati ha approvato all’unanimità un testo che introduce in modo esplicito il concetto di “consenso libero e attuale”. In termini semplici, significa che per stabilire se vi sia stata violenza non è più necessario dimostrare una costrizione fisica o una minaccia, ma verificare che non sia stato espresso un sì libero, consapevole e presente nel momento dell’atto. Il testo approvato alla Camera, tuttavia, non è ancora definitivo perché deve essere esaminato dal Senato. Ed è proprio in questa fase che si inserisce il dibattito. Alcune proposte di modifica, secondo le realtà promotrici del presidio, rischierebbero di spostare l’attenzione dal consenso al cosiddetto dissenso, cioè alla necessità di dimostrare di aver rifiutato o resistito. Il timore espresso è che ciò possa riportare il peso della prova sul comportamento della vittima piuttosto che sulla responsabilità di chi compie l’atto. La mobilitazione del 15 febbraio non chiede quindi una nuova legge, ma di mantenere il principio del consenso così come votato alla Camera oppure di evitare modifiche che ne riducano la portata. Il Comitato “Senza consenso è stupro – Napoli e Campania”, nato dopo precedenti iniziative davanti al Senato, riunisce centri antiviolenza, associazioni femministe, cooperative sociali, sindacati e organizzazioni civiche del territorio. La data scelta ha anche un valore simbolico. Il 15 febbraio ricorre infatti l’anniversario della legge n. 66 del 1996, che trasformò la violenza sessuale da reato contro la morale a delitto contro la persona, segnando un passaggio storico nel diritto italiano. A trent’anni da quella riforma, le organizzazioni coinvolte dichiarano di voler difendere un percorso considerato non solo giuridico ma anche culturale. Il tema del consenso non riguarda esclusivamente il linguaggio delle leggi. Coinvolge il modo in cui una società interpreta le relazioni, l’educazione al rispetto e la responsabilità individuale. Il presidio napoletano invita alla partecipazione associazioni, collettivi e singole persone con l’obiettivo dichiarato di mantenere alta l’attenzione pubblica su una questione che intreccia diritto, cultura e vita quotidiana. Lucia Montanaro
February 10, 2026
Pressenza
Basta repressione nelle scuola. Il 13 febbraio mobilitazione di docenti e studenti
In un comunicato congiunto USB Scuola e gli studenti di OSA annunciano che saranno insieme nelle piazze convocate il 13 febbraio contro la deriva repressiva e liberticida nelle scuole. La giornata – convocata dall’Osservatorio contro la Militarizzazione di Scuole e Università, con cui avevamo già denunciato questa deriva il 4 novembre in occasione del convegno del […] L'articolo Basta repressione nelle scuola. Il 13 febbraio mobilitazione di docenti e studenti su Contropiano.
February 10, 2026
Contropiano
Sviluppare la mobilitazione a fianco dell’America Latina
L’assemblea nazionale “Bring them home!”, svoltasi al Nuovo Cinema l’Aquila a Roma, ha rilanciato con forza la campagna di liberazione per il legittimo presidente venezuelano Nicolás Maduro e la “prima combattente” Cilia Flores, oltre a ribadire il proprio caloroso sostegno ai processi di transizione socialista ed alle esperienze progressiste in […] L'articolo Sviluppare la mobilitazione a fianco dell’America Latina su Contropiano.
February 8, 2026
Contropiano