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Delazione e merito: l’etica di Azione studentesca nella scuola italiana
In considerazione della nuova etica promossa dal Ministero dell’Istruzione, tocca sottolineare il secondo complemento nella denominazione, del merito, proprio per la meritevole prosa che anima, ormai da tempo, le note, le indicazioni, le circolari minacciose, i provvedimenti disciplinari, provenienti da Viale Trastevere. In questi giorni, a dar man forte, interviene l’iniziativa di Azione Studentesca, braccio studentesco di estrema destra, affiliato ad Fratelli d’Italia. Il comportamento onorevole dello studente prevede – nel questionario distribuito dal gruppuscolo – la delazione, la pratica della denuncia anonima, della segnalazione distruttiva del soggetto individuato, nel caso specifico un insegnante. Si chiede alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori di denunciare i sinistri, gli/le insegnanti che si macchiano del reato di insegnare, semplicemente, la storia, la geografia, la filosofia, come strumenti per la formazione di coscienze critiche, curiose, dubbiose. Sinceramente, non mi pare derubricabile come una iniziativa isolata, un esempio di mondo alla rovescia, ma di una caratteristica di questo nostro mondo, asfissiato dal clima che lo stesso governo alimenta ogni giorno, con le sue campagne contro i giovani, i migranti, i dissidenti, e chiunque manifesti un pensiero non conforme. Gli esempi non mancano. Si vedano in proposito, la censura dei video in cui si argomenta sul NO, come scelta nel referendum sulla legge che tenta la distruzione della Magistratura come organo indipendente, la criminalizzazione di coloro che amano la cultura russa, la denuncia di antisemitismo contro coloro che condannano l’operato dello Stato di Israele. Scrive lo storico Angelo d’Orsi, per esperienza diretta: «[…] se non siamo in tempo di guerra, vuol dire che esiste già un regime di fatto, che ci impedisce  – di fatto – i più elementari diritti di libertà […] si pensi al famigerato Decreto Sicurezza, l’uso del DASPO come dispositivo di controllo  preventivo di individui singoli […] o ancora l’introduzione assolutamente incostituzionale  di zone rosse negli spazi urbani […] il divieto di dimora per ragioni di ordine pubblico […]»  e continua affermando che, se invece di stato di guerra si tratta, guerra dichiarata,  allora potremmo essere accusati di collusione con il nemico (quale? ancora la Russia?) e di tradimento (Contro la russofobia, bimestrale Su la testa n. 28 novembre 2025) Appena ieri abbiamo dovuto occuparci della lista di proscrizione degli alunni palestinesi, venduta all’opinione pubblica come iniziativa di inclusione da parte del prolifico Ministro (e dei suoi scagnozzi, i funzionari solerti, da anni al servizio di tutti i governi, come è giusto sottolineare). Oggi, un gruppo di destra, prosegue l’azione di proselitismo fariseo, inventa la figura dell’informatore meritevole, lo studente che vigila nella sua aula sull’operato degli insegnanti. Del resto, già qualche anno fa, gli studenti universitari vennero invitati dall’ANVUR, istituito di valutazione della ricerca universitaria, a valutare la qualità degli insegnamenti proposti nelle aule, nei dipartimenti. Non so che esito abbia avuto, ma la sola proposta è già foriera di un risultato esiziale per la qualità della relazione didattica. Un precedente analogo lo tentò anche l’INVALSI, nelle prime versioni sperimentali dei RAV, i rapporti di autovalutazione delle scuole.  Il delatore, se nel significato etimologico è un semplice portatore di informazioni, nel linguaggio comune, nella accezione riportata dai vocabolari, è un in-fame. Senza fama, senza onore, senza nome, per ovvie ragioni di segretezza delle sue fonti e del suo portato di notizie, è figura tipica in qualsiasi regime basato sul terrore, nelle dittature di tutto il mondo. Ne fa menzione anche Svetonio nella Vita dei Cesari, imperatori gloriosi per la memorialistica della guerra, individui sempre nefasti verso il nemico interno. Il delatore è anche l’informatore, spesso ex delinquente, o sotto minaccia di attribuzione di un reato, dei corpi di polizia, nei nostri commissariati. Non c’è romanzo poliziesco in cui il delatore non compaia, schedato come tale, ricattato e a sua volta ricattatore. Michel Foucault ne fece cenno nelle sue lezioni sugli anormali, coloro che, artefici e vittime a un tempo della loro devianza, dovevano essere restituiti a una qualche fama, almeno quella che al filosofo francese consentiva di puntare il dito contro ogni tipo di istituzione totale (Gli anormali. Corso al Collège de France 1974/1975). Di infamia, nel tono barocco tipico della sua scrittura, si occupò anche Jorge Luis Borges, delineandone i caratteri in quelle che definì glosse letterarie, più che profili psicologici (Historia universal de la infamia, 1935/1954). Vedremo se l’esposto alla Procura avrà qualche esito di indagine, e se l’interrogazione al Ministro Valditara, opportunamente presentata per la complicità implicita del MIM di cui dicevo più su, riceverà  una risposta che non sia il solito commento risentito e sminuente l’entità del fatto. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Puntata del 27/01/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
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Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
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