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ADDIO UMBERTO BOSSI: “CON LUI INIZIÓ L’IMBARBARIMENTO DELLA POLITICA ITALIANA”, IL RITRATTO DI ALESSANDRO BRAGA
Giovedì 19 marzo a Varese è morto Umberto Bossi, 84 anni, uno dei protagonisti della politica italiana degli anni 90 e 2000. I funerali di Umberto Bossi, fondatore della Lega, morto a Varese a 84 anni, si celebreranno domani, domenica 22 marzo,  alle 12 nel monastero di San Giacomo nella cittadina delle valli bergamasche di Pontida, tanto cara al Carroccio per il raduno storico sul “pratone”, a partire del 1990. Alle esequie del “Senatùr” parteciperanno, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Senatore dal 1987, Bossi fondò la Lega Lombarda, poi divenuta Lega Nord. Ha saputo unire i movimenti federalisti e autonomisti nati sui territori e nei piccoli centri del nord a partire dagli anni 80. Abbiamo dipinto il ritratto di Umberto Bossi nell’intervista con Alessandro Braga, giornalista esperto di Lega, che ha definito Bossi “un innovatore. Ha modificato il linguaggio della politica… in senso deleterio. Il primo a portare nelle aule parlamentari la chiacchiera da bar”. Bossi fu anche precursore del populismo all’italiana. Prima di Antonio Di Pietro e Beppe Grillo, è stato responsabile “insieme a Silvio Berlusconi tra la fine della prima Repubblica e l’inizio della seconda Repubblica di un imbarbarimento della politica italiana, per quanto riguarda i modi ma poi non possiamo dimenticare i temi”. “L’Umberto”, come lo chiamavano i suoi adepti, sdoganò anche il razzismo, prima contro i popoli del sud Italia (“i terroni”) poi contro i migranti (“con tutti questi negretti che arrivano sui barconi, dovremmo ripopolare di squali il Mediterraneo”). Bossi infatti fu autore della legge restrittiva sulle migrazioni, che introdusse il reato di “clandestinità”. La legge firmata insieme a Gianfranco Fini ed è tutt’oggi in vigore. Razzismo e xenofobia (anche gli omosessuali vennero presi di mira dall’ex leader del Carroccio) furono negli anni assorbiti da quasi tutto l’arco parlamentare e dall’opinione pubblica. Il ritratto di Umberto Bossi e l’analisi sul futuro della Lega, nell’intervista con Alessandro Braga, giornalista di Radio Popolare, autore del libro “Verdenero. Passato e futuro della Lega”, pubblicato da Prospero Editore nell’aprile 2025. Ascolta o scarica
March 21, 2026
Radio Onda d`Urto
VOGHERA (PV): CONDANNATO A 12 ANNI L’EX ASSESSORE LEGHISTA ALLA SICUREZZA PER L’OMICIDIO DI YOUNS EL BOUSSETTAOUI
E’ stato condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario Massimo Adriatici, al tempo dei fatti assessore leghista alla Sicurezza del comune di Voghera: il 20 luglio 2021 Adriatici ha ucciso, nella piazza centrale della paese pavese, con un colpo di pistola sparato al petto, il trentanovenne Youns El Boussettaoui. La sentenza che ha condannato l’ex assessore già poliziotto, è arrivata dopo il giudizio abbreviato. Grande soddisfazione è stata espressa dalla famiglia El Boussettaoui tramite le parole dell’avvocata Debora Piazza anche se “certamente nessuno potrà riportare in vita Youns”. Oltre alla condanna a 12 anni per l’ex assessore leghista, il giudice ha disposto anche il risarcimento provvisionale di 380mila euro per i familiari della vittima. Già agente in servizio a Voghera, Adriatici era già salito agli onori della cronaca per l’uso da sceriffo della polizia locale. Abbiamo ripercorso la vicenda e la battaglia per l’ottenimento di verità e giustizia con Alberto, compagno dell’assemblea per il diritto alla casa di Pavia. Ascolta o scarica Ai microfoni di Radio Onda d’Urto anche il commento dell’avvocata Debora Piazza, che ricorda tra l’altro che “purtroppo di Youns El Boussettaoui ce ne sono molti. Pensiamo a Bruna, la ragazza transessuale malmenata dalla polizia locale il cui processo è in corso; pensiamo a Sofian, ragazzo marocchino ucciso barbaramente dieci anni fa da un poliziotto; pensiamo a Fares. Sono tutte persone ai margini della società, gli indifendibili, che però non valgono meno o più rispetto ad altre che commettono un reato”. Ascolta o scarica 
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto
CAMERA DEI DEPUTATI: OCCUPATA LA SALA STAMPA E IMPEDITA LA CONFERENZA DI FASCISTI E NAZISTI PER LA “REMIGRAZIONE”
Impedita questa mattina (venerdì 30 gennaio) alla Camera dei deputati la conferenza stampa sulla “remigrazione” a cui avrebbero dovuto partecipare fascisti e nazisti di Casapound,  Veneto Fronte Skinheads,  e scissioni di Forza Nuova rappresentate da Brescia Ai Bresciani e Rete dei Patrioti. Deputati di M5s, Avs, Pd e Azione hanno occupato la sala stampa di Montecitorio, dov’era prevista l’iniziativa. La protesta dei deputati dell’opposizione ha centrato l’obiettivo: tutte le conferenze stampa di oggi sono state annullate. Il vice-premier e Ministro delle Infrastrutture leghista Salvini ha definito la protesta “intollerabile”. A organizzare la conferenza era stato il deputato lametino Domenico Friguele, passato da una lunga carriera nelle formazioni neofasciste calabresi per fare poi il salto nella Lega. Ha cercato di fare entrare lui i 4 fascisti, da un ingresso laterale, ma sono stati bloccati dai commessi. Nell’andarsene, i fascisti hanno distribuito biglietti con la scritta “remigrazione in Africa” ai giornalisti, gridando poi “Matteotti? Sta bene dove sta” al deputato radicale Magi che mostrava un’immagine del deputato socialista ammazzato dai fascisti nel 1924. La deputata del Movimento Cinque Stelle Gilda Sportiello ai microfoni di Radio Onda d’Urto dopo l’occupazione. Ascolta o scarica
January 30, 2026
Radio Onda d`Urto