Nella Lega ora è scontro aperto: i nordisti puntano a cacciare Salvini
Da settimane, ormai, la leadership di Salvini alla Lega è messa in discussione
all’interno del suo stesso partito. A guidare il fronte anti-salviniano sono i
vertici lombardi, con il governatore Attilio Fontana e il segretario
Massimiliano Romeo, che sembrano raccogliere il consenso di altri esponenti di
peso del Carroccio. Alla base del malcontento c’è innanzitutto il calo dei
consensi, che ha portato la Lega dal 34% ottenuto alle europee del 2019 a circa
il 5% attribuito dalle principali piattaforme di sondaggio italiane. A questo si
aggiungono divisioni ideologiche e valutazioni strategiche: i nordisti della
Lega puntano a un ritorno alle tradizionali istanze federaliste e contestano
quello che considerano un appiattimento del partito su temi genericamente di
destra, sui quali altri partiti, primo fra tutti il secessionista Futuro
Nazionale, sarebbero più credibili. Mentre nel Nord si valuta la costituzione di
un’associazione culturale, sul modello di quella fondata da Vannacci, “Il Mondo
al Contrario”, la Lega guarda alla tradizionale riunione di Pontida, che
potrebbe rappresentare il banco di prova decisivo per la tenuta interna del
partito.
Oggi la Lega si ritrova con meno del 6%: Winpoll e Piepoli danno il partito al
5,7%, SWG al 5,5%, BiDiMedia al 5,2%, Ipsos al 5,1% e YouTrend al 4,9%. I dati,
provenienti dall’archivio dei sondaggi della Presidenza del Consiglio e relativi
alle intenzioni di voto rilevate tra la fine di luglio e l’inizio di agosto,
restituiscono un quadro di forte ridimensionamento. Secondo molti, tra cui
diversi esponenti dello stesso partito, la ragione di tale tracollo avrebbe un
nome e un cognome: Matteo Salvini. A essere contestate sono alcune scelte
strategiche, come quella di dare fiducia e spazio a Vannacci, che ha sfruttato
l’occasione per fondare un proprio partito, e la virata ideologica verso i temi
della sicurezza e dell’immigrazione, sui quali lo stesso Futuro Nazionale è
considerato più forte. Allo stesso modo, viene contestato il progressivo
accantonamento delle istanze federaliste, che per decenni hanno rappresentato il
tratto distintivo della Lega.
Il malcontento verso l’attuale leadership è stato raccolto dalla dirigenza
lombarda del partito, tradizionale roccaforte della Lega. Il 7 agosto, lo stesso
Salvini ha convocato una riunione con i vertici lombardi nella sede della Lega
di via Bellerio, a Milano. Secondo le ricostruzioni dei media, su 31 interventi
almeno un terzo avrebbe espresso critiche nei confronti del segretario, mentre
cinque esponenti gli avrebbero chiesto direttamente di farsi da parte. Tra i
contestatori figurerebbero diversi esponenti di peso della regione: Daniele
Belotti, storico presentatore del raduno di Pontida ed ex deputato leghista;
Massimo Sertori, assessore regionale lombardo; Giovanmaria Flocchini, sindaco di
Pertica Alta, nel bresciano, e presidente della Comunità montana della Valle
Sabbia; Fabrizio Sala, segretario provinciale della Lega a Bergamo; e Renato
Pasinetti, sindaco di Travagliato, in provincia di Brescia. Bergamo, Brescia e
Varese si sono schierate contro Salvini: le tre province, da sole, rappresentano
oltre il 70% degli iscritti lombardi.
A guidare il fronte lombardo sono il presidente della Regione Attilio Fontana e
il segretario regionale del partito, nonché capogruppo della Lega al Senato,
Massimiliano Romeo. Proprio nei giorni attorno alla riunione, i due hanno
avanzato l’ipotesi di costituire un’associazione, formalmente di natura
«culturale», che raccolga le istanze del fronte nordista. Secondo le
ricostruzioni dei media, l’iniziativa sarebbe stata accolta con favore anche da
esponenti di peso del partito, come l’ex governatore del Veneto Luca Zaia e il
presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Nelle ultime
settimane, il movimento nordista avrebbe iniziato a raccogliere alcune proposte
da portare al prossimo raduno della Lega. Tra queste c’è quella avanzata dallo
stesso Romeo: «La Lega nazionale dovrebbe essere una Confederazione composta da
Lega Nord, Lega Centro e Lega Sud». Tre soggetti fortemente identitari, ma uniti
da posizioni comuni su temi come immigrazione, sicurezza e politica
internazionale ed europea. Un modello che richiama quello tedesco della
divisione tra CSU e CDU, con la convivenza tra una componente territoriale e una
formazione nazionale.
Al momento, il movimento nordista non sembra proporre un nome alternativo alla
leadership di Salvini, piuttosto un diverso modello di guida del partito.
Intervistato dalla Repubblica, lo stesso Romeo ha ipotizzato di presentare la
Lega alle urne come «squadra», così da «valorizzare di più le figure che in
questo momento hanno maggiore credibilità agli occhi dell’opinione pubblica e un
feeling forte con gli elettori, ovvero i nostri governatori». La «squadra» non
implicherebbe necessariamente l’esclusione di Salvini, ma, stando alle parole di
Romeo, un ridisegno del partito attorno a una leadership più diffusa e
maggiormente legata ai territori. «Penso a una squadra che coinvolga Zaia e i
governatori che in questo momento sono le persone che hanno maggior appeal nei
confronti degli elettori», ha aggiunto Romeo intervenendo al Caffè della
Versiliana, la tradizionale kermesse ospitata a Villa La Versiliana, a Marina di
Pietrasanta; «Io aggiungo qualche sindaco», gli ha fatto eco Fontana. Lo stesso
Fontana ha descritto la mobilitazione nordista come «una lotta che va nella
direzione di ridare alla Lega quella capacità che l’ha sempre portata a essere
un partito determinante nel nostro Paese», e non come «una lotta contro
Salvini». Intervistato dal Corriere, tuttavia, ha detto di non escludere neppure
l’ipotesi di chiedere a Salvini di dimettersi.
I prossimi giorni saranno determinanti per la Lega. Lo ha lasciato intendere lo
stesso Romeo: «Noi la proposta a Salvini l’abbiamo fatta, stiamo aspettando che
la colga». Il segretario regionale lombardo ha ribadito la necessità che il
partito trovi una sintesi prima della riunione di Pontida, in programma il
prossimo 20 settembre. Prima dell’appuntamento sul pratone, è previsto un primo
confronto a Roma, l’8 e il 9 settembre, alle Officine Farneto.
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