Cagliari, Giornata della Memoria 2026: manifestazioni contro genocidi e per la resistenza
Anche quest’anno il 27 gennaio 2026 “Giornata della Memoria” è stato sentito, a
Cagliari come altrove, in forte continuità con le lotte per una Palestina libera
e salva dal genocidio del suo popolo nativo: i palestinesi.
Questo senza nulla togliere alle commemorazioni delle vittime della Shoah:
ebrei, rom e sinti, testimoni di Geova, comunisti, omosessuali, oppositori
politici, prigionieri di guerra, persone con disabilità fisica e mentale. Senza
nulla togliere, ma anzi aggiungendo profondità e significato, alla storia
recente vissuta non solo come memoria, ma anche come monito, perché gli orrori
del passato non si ripetano nel presente.
Con questo spirito è stata chiamata dal comitato antimilitarista A Foras la
manifestazione che aveva per punto di concentramento piazza Garibaldi
(Cagliari), con l’intento di raggiungere, attraverso un percorso pedonale, la
piazza Yenne dove si tiene quotidianamente il presidio per la Palestina: qui con
canzoni, poesie, discorsi, lettura dei nomi delle vittime, lettura di notizie,
si ricorda ogni giorno la tragedia tuttora irrisolta della Striscia di Gaza, in
cui i massacri continuano, in cui il freddo, la vita in tende squassate dal
maltempo e dentro palazzi prossimi al crollo, la mancanza di medicinali e cure
mediche continuano ad uccidere, così come continuano ad uccidere i militari
israeliani e il blocco degli aiuti.
La questura ha però visto nella manifestazione indetta da A Foras un segnale di
“antagonismo” e conflittualità da riferirsi a “scenari geopolitici
contemporanei, suscettibili di sovrapporsi e interferire con il significato
istituzionale della ricorrenza”, e ha pertanto vietato l’iniziativa.
Il comitato della manifestazione ha comunque ribadito le sue ragioni in un
comunicato stampa, e ha confermato l’appuntamento fissato. Così c’è stato il
raduno, super presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza con grandi
mezzi (pure l’idrante oltre che le camionette e le tenute antisommossa), e per
quanto le vie fossero in tal modo presidiate è stato possibile che più o meno
alla spicciolata ci si recasse in piazza Yenne dove si è tenuto il presidio con
striscioni e bandiere palestinesi. Momenti di tensione a metà strada con un
gruppo risultava troppo numeroso per le forze dell’ordine.
Il consiglio comunale di Capoterra si è riunito mettendo all’o.d.g. i contenuti
della Giornata della Memoria, cosa che ha richiamato quelli di “Chenabura,
sardos pro Israele”, gruppo plaudente e acritico davanti a ogni mossa dei
governi israeliani. Forse perché considerate emanazione irrinunciabile
dell’ebraismo a cui sostengono di tenere profondamente? Anche un gruppo di
manifestanti con bandiere palestinesi ha sostato presso il consiglio comunale di
Capoterra portando i contenuti della giornata all’attualità del genocidio
palestinese.
Che la Giornata della Memoria non sia solo una commemorazione ma rappresenti un
impegno per il presente affinché i genocidi non si ripetano è ribadito anche da
una mezza pagina apparsa sull’Unione Sarda, dove su una bandiera palestinese
appaiono le scritte cubitali: “27 gennaio 2026 Giornata della Memoria – Mai più
vuol dire mai più per nessun popolo. Avere memoria è fermare il genocidio in
Palestina”, seguono i nomi e i loghi di gruppi e associazioni che hanno dato la
loro adesione a questa iniziativa.
Facciamo notare, infine, che a questa Giornata della memoria fanno da sfondo le
mosse repressive del governo per tacitare il profondo dissenso sulla situazione
in Palestina, le note del Ministero dell’istruzione e del merito (prive di
valore giuridico) trasmesse alle USR che raccomandano la presenza di
contradditorio nelle iniziative informative sulla Palestina, le ispezioni
ministeriali verso le scuole che non si sono “attenute” a tali direttive, le
indagini verso chi ha partecipato a manifestazioni che le questure hanno cercato
di bloccare (dalle parti di Cagliari gli ultimi sono gli indagati di
“maistrali”), l’avanzamento parlamentare di un disegno di legge che criminalizza
la critica alle scelte politiche dello stato d’Israele, l’incriminazione di
attivisti palestinesi, o semplici portatori di idee espresse pubblicamente,
inquadrati come “terroristi”.
In ciò la Giornata della Memoria ha messo il dito sugli attuali tentativi di
imbavagliare le critiche che non piacciono al potere.
Di seguito alcune foto della manifestazione a Cagliari.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università, Cagliari
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