Contro i re e le loro guerre, per il futuro
Una riflessione scritta da Marco Bersani (Attac Italia) sul percorso “Contro i
Re e le loro guerre” che si è riunito sabato 24 e domenica 25 gennaio a Bologna
per discutere dello sviluppo del progetto. Di seguito un calendario provvisorio
delle prossime mobilitazioni.
Da qualunque parte si osservi il mondo, siamo di fronte alla fine dell’illusione
del capitalismo per tutte e tutti e della favola liberista del mercato come
garanzia di benessere.
Il migliore dei mondi possibili è di fatto imploso dentro le contraddizioni da
esso stesso create: una disuguaglianza sociale mai così ampia nella storia
dell’umanità; una crisi ecologica che mette a repentaglio persino la
sopravvivenza della specie umana sulla terra; una democrazia, resa orpello
formale dei grandi interessi finanziari, che non solo viene espropriata, ma
rischia addirittura di smettere di essere desiderabile per le fasce più
svantaggiate della popolazione.
Nasce da qui la scelta sistemica della dimensione della guerra e della
militarizzazione. La guerra per ridisegnare i rapporti di forza geopolitici, a
fronte della crisi della globalizzazione liberista, e per l’accaparramento
coloniale delle risorse primarie, per la prima volta rivendicato come tale,
senza più bisogno di giustificazioni ideologiche (“esportazione della
democrazia”, “lotta al terrorismo”, “lotta al narcotraffico” e via inventando).
La militarizzazione per disciplinare società ribollenti di rabbia, o intrise di
disincantata rassegnazione.
> Rinascono da questa melma i nazionalismi e i fascismi contemporanei, come
> ennesimo tentativo di compattamento identitario e di costruzione del nemico
> esterno e interno, con un unico scopo: nascondere la realtà di una minoranza
> di persone ricche che sono causa di tutte le crisi in atto.
Come segnala l’ultimo rapporto di Oxfam sulla disuguaglianza sociale, i numeri
sono spietati: i 12 miliardari più ricchi del mondo possiedono una ricchezza
superiore a quella posseduta dalla metà più povera della popolazione mondiale,
ovvero quattro miliardi di persone. Per restare all’Italia, il 91%
dell’incremento di ricchezza prodotto negli ultimi 15 anni è andato al 5% dei
nuclei familiari più ricchi, mentre la metà più povera delle famiglie italiane
ha incamerato complessivamente il 2,7%.
Sul fronte della crisi ecologica, con buona pace di chi sostiene l’ideologia del
“siamo tutti sulla stessa barca”, sono ancora i ricchi la causa primaria dei
cambiamenti climatici. È sempre Oxfam a documentare la realtà: un individuo
appartenente allo 0,1% della parte più ricca del pianeta emette in un giorno più
CO2 di quella prodotta in un anno dal 50% della popolazione più povera del
mondo.
Sono ormai decenni che ogni anno viene calcolato l’Overshoot Day, ovvero il
giorno dell’anno in cui ogni Stato esaurisce le risorse della Terra che avrebbe
a disposizione, provocando dal giorno successivo un debito ecologico nei
confronti della natura.
Per quanto riguarda l’intera umanità, nel 2025 l’Overshoot Day è arrivato l’8
agosto, mentre per quanto riguarda l’Italia è stato il 6 maggio. Ma se dagli
Stati passiamo alle classi sociali, scopriamo che l’1% delle persone più ricche
del pianeta ha esaurito le risorse naturali a propria disposizione già il 10
gennaio e l’0,01% degli ultra-ricchi non supera il 3 gennaio.
E chi sono questi ricchi? Sono i possessori dei grandi fondi finanziari che
detengono le leve dell’economia e della ricchezza e che influenzano, quando non
governano direttamente, le leve del potere.
Sono i re che chiamano al riarmo e alla guerra, che chiedono di marciare contro
nemici da loro indicati per non farci pensare che un nemico certamente c’è ed è
quello che marcia alla nostra testa.
Siamo entrate ed entrati nell’epoca del dominio dei ricchi contro i poveri, dei
re contro i sudditi, degli oligarchi contro la democrazia. Serve una ribellione
collettiva, ampia e determinata, convergente e plurale per dire a chiare lettere
che non è tutto loro quello che luccica e che in nessun caso consegneremo il
nostro futuro ai generali.
LE PROSSIME DATE DI MOBILITAZIONE INDICATE DALL’ASSEMBLEA “O RE O LIBERTÀ”
* Sabato 31 gennaio – Torino: con Askatasuna al Corteo nazionale contro
governo, guerra e attacco agli spazi sociali
* Sabato 14 febbraio – Napoli: manifestazione regionale per la difesa degli
spazi sociali.
* Sabato 21 febbraio – Roma: manifestazione antifascista per Valerio Verbano.
* Giovedì 5 marzo – Germania e Italia: giornata di mobilitazione territoriale
contro la guerra, nell’ambito della manifestazione “Guerra alla guerra”
contro la leva militare in Germania.
* Domenica 22/Lunedì 23 marzo – Italia: referendum sulla Giustizia: “No” alla
riforma Nordio
* Sabato 28 marzo: manifestazione nazionale della convergenza “No Kings, in
parallelo con la manifestazione di Londra contro l’estrema destra
La copertina è di Attac Italia (Facebook)
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