Tag - Alex Pretti

Il soccer che ha scelto di stare con Trump
Trump sta cercando di egemonizzare il calcio negli USA e farne un importante strumento della sua propaganda: alcune note figure del soccer hanno deciso di stare dalla sua parte. di Valerio Moggia (*)     Una cosa che è cambiata drasticamente tra la prima e la seconda amministrazione Trump è il rapporto del Presidente con il calcio. Un tempo, era lo
February 25, 2026
La Bottega del Barbieri
Amerikan Ice: nel cuore della Bestia
Le “corrispondenze” di Lance Hanson (*) e un ricordo sui piani dell’ Heritage Foundation. L’America sta attualmente vivendo una vera e propria occupazione totale da parte dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti) e di altre agenzie federali del Dipartimento della Sicurezza Interna. L’ICE esiste dal 2003, ma la sua attività e le conseguenti tattiche fasciste si sono intensificate
February 6, 2026
La Bottega del Barbieri
«Che dio ti maledica America»
Una poesia di Lance Henson (*) dopo gli assassini e le persecuzioni di Minneapolis. E in coda molti link per chi vuole conoscere una delle grandi voci della letteratura nativa americana.   Per cavallo pazzo e tom joad… Dalla fortezza – 2 febbraio 2026 this steaming cup of coffee at 4 am Wafts into a shadowed scent of loss….   years
February 4, 2026
La Bottega del Barbieri
A Milano migliaia di persone manifestano contro l’ICE alle Olimpiadi
Migliaia di persone si sono date appuntamento oggi nel primo pomeriggio in una gremita piazza 25 Aprile per dire no alla presenza dell’ICE a Milano e non solo in occasione delle Olimpiadi invernali. Tante le bandiere di partiti di sinistra, movimenti e associazioni – dall’ARCI, alla CGIL, all’ANPI, ai Sentinelli – ma soprattutto tanti milanesi di ogni età, tanti cartelli ironici e fantasiosi fatti in casa e tanti fischietti, a imitazione della campagna di supporto ai migranti nelle città americane, che vede gli osservatori stazionare nelle strade e segnalare con i fischietti l’arrivo delle squadracce dell’ICE per permettere ai malcapitati di nascondersi o fuggire. Durante il presidio, che si è poi trasformato in un corteo diretto verso Piazza Cairoli, si sono letti i messaggi dei famigliari dell’infermiere Alex Pretti e della compagna della poetessa Renée Nicole Good, brutalmente uccisi dagli agenti dell’ICE. Non verranno dimenticati, assicuravano tanti cartelli retti dai manifestanti. Claudia Cangemi
January 31, 2026
Pressenza
La moda del viso alla Mar-a-Lago: la falsità esibita sfacciatamente
Virtù e vizio si acquisiscono per abitudine o sono scelte consapevoli? Potrebbe la capacità morale di una persona essere disturbata da scelte estetiche? Di fronte all’uccisione a sangue freddo di Nicole Renee Good da parte dell’agente ICE Jonathan Ross, la Segretaria della Sicurezza Interna Kristi Noem ha dichiarato “È stato un atto di terrorismo domestico. La donna ha cercato di investire l’agente”. Diciassette giorni dopo, di fronte all’assassinio di Alex Pretti, non ha esitato a rincarare la dose: “Un terrorista che voleva fare una strage di agenti federali”. Di fronte ad affermazioni così palesemente false mi sono permessa di aprire Google per cercare di capire chi sia questa donna, così incline al vizio della menzogna. Noem nasce negli anni ’70 dello scorso secolo nello Stato del Sud Dakota in una famiglia di allevatori proprietaria di un ranch. Inizia piuttosto giovane a interessarsi di politica: il suo primo incarico di rilievo risale al 2006, come deputata alla Camera per il Sud Dakota. Il suo pensiero appare allineato alle posizioni conservatrici classiche: taglio delle tasse, meno regole, diritto di armarsi, no all’aborto e ai  diritti LGBT ecc. Nel 2025 viene scelta da Trump per far parte della squadra di governo. Fin qui nulla da eccepire: posizioni molto lontane dalle mie, ma espressioni di un dialogo interno a un processo democratico. Se non che un dettaglio mi colpisce: “esponente del viso alla Mar-a-Lago”. Che vuol dire? Abbandono i sussiegosi siti ufficiali e mi avventuro nella lettura di articoli di costume che mi lasciano basita e con un profondo senso di decadenza morale. Viene definito “viso alla Mar-a-Lago” una condizione fisica ottenuta artificialmente con l’uso di chirurgia plastica, allo scopo di ottenere un effetto esagerato e vistoso, da alcuni persino definito “volutamente una maschera”. Gli zigomi devono essere alti e gonfiati; le labbra vengono talmente esagerate che alcuni chirughi dichiarano di provare a far ragionare le clienti dicendo loro “attenta, così sembrerai maligna”. Il trucco-occhi viene caricato di nero all’inverosimile per creare un effetto tra il magnetico e lo spaventoso. L’estetica Mar-a-Lago non è riservata alle donne; interessa molto anche il maschio, che deve preoccuparsi di esibire un profilo macho senza macchia. Da Miami a Los Angeles, dunque, passando per Washington e New York, si aggiustano menti ritenuti troppo dolci e si squadrano mascelle. Si segnala che nel 2024 siano stati eseguiti 28,5 milioni di microinterventi facciali e i professionisti del settore dichiarano che dal secondo mandato Trump non riescono a stare dietro alle richieste. E pensare che per un lavoro ben fatto servono in partenza almeno 90.000 dollari, e le cifre salgono con facilità a cinque zeri (200.000 e anche 300.000 mila dollari) per via della manutenzione periodica e delle continue nuove modifiche che il soggetto percepisce come assolutamente necessarie. Le figure femminili di riferimento della moda “Mar-a-Lago” sono l’élite che si muove intorno al presidente. Ci sono le mogli (Ivania e Melania), la figlia (Ivanka), le amiche ed ex (Kimberly Guilfoyle – ambasciatrice USA in Grecia) e le new entries come Kristi Noem e Karoline Leavitt, portavoce del governo. Uno dei fattori che più colpiscono in queste donne è l’aver fatto di un artifizio un vanto in società; detto in altre parole qui il trucco si deve vedere! Anzi, vedere in forma esagerata. Secondo alcuni critici la scelta di manipolare in tal maniera il proprio corpo manifesta un atto di deferenza e lealtà al presidente – questi visi continuamente ritoccati e riempiti finiscono con l’avere tratti simili, i favoriti da Trump, e questo rafforza l’identità di clan. Altri analisti pongono più l’accento sul valore economico dell’operazione, che viene sfacciatamente mostrato al pubblico come simbolo di ricchezza e potere, quasi fosse il cartellino del prezzo lasciato apposta attaccato al vestito griffato. Sarebbe questa una visione più coerente con i valori liberisti o anarcocapitalisti del sistema, secondo i quali uomini e donne non avrebbero più scrupoli a utilizzare il proprio corpo per ottenere successo. C’è poi una terza ipotesi, che in certo senso le raccoglie tutte e non è poi così tanto una novità; al limite potremmo dire che oggi è riuscita ad aprirsi una nuova frontiera abbandonando ogni minimo senso del pudore e del bello inteso come misura, armonia, equanimità. Si tratta della già ben conosciuta “arroganza del potere” che, proprio attraverso il culto della persona, nello specifico dell’uomo forte, cerca di imporre con ogni mezzo lecito e illecito ciò che vuole. La manipolazione dichiarata del proprio corpo diventa la base teorica su cui fondare le successive manipolazioni della realtà da farsi alla luce del sole. L’imporre la menzogna a una società non più di cittadini ma di sottoposti potrebbe persino offrire godimento al soggetto che ormai si ritiene intoccabile. Come una sorta di adrenalina psicologica, di autocompiacimento nell’affermare il falso e pretendere che venga accettato. Cambiare a proprio comodo le carte nel mazzo e riderci sopra con sfacciataggine. Solo in questa modalità riesco a leggere le dichiarazioni fraudolente di Noem, espresse così platealmente, come fossimo a teatro e non di fronte a reali omicidi. Ovviamente il gioco dura finché il clan ti protegge. Noem, con il suo fare da spaccona, stavolta potrebbe averla fatta troppo grossa, al punto da mettere lo stesso gruppo dominante a rischio. Il popolo americano, non quel 2% che spende milioni per adattarsi alla moda Mar-a-Lago, è in fibrillazione e le strutture democratiche, benché sotto pressione, provano a reagire chiedendo la testa di Noem. Sarà interessante osservare nei prossimi giorni come si comporterà il governo Trump. Salverà un suo membro indebolendo se stesso o lo scaricherà? Fonti: https://www.huffpost.com/entry/mar-a-lago-face-psychology_l_695d5feee4b0b0e75cf0c028 https://www.theguardian.com/society/2025/nov/18/mar-a-lago-face-plastic-surgery https://nypost.com/2025/05/28/lifestyle/mar-a-lago-face-now-the-most-in-demand-plastic-surgery-doctor-reveals-who-everyone-is-requesting-to-look-like/ https://www.nytimes.com/2025/05/30/us/politics/trump-maga-style.html https://en.wikipedia.org/wiki/Beauty_trends_among_American_conservatives     Marina Serina
January 29, 2026
Pressenza
Trump rimuove dal Minnesota il comandante della Polizia di Frontiera Greg Bovino
Donald Trump ha rimosso il comandante della Polizia di Frontiera Greg Bovino dal Minnesota dopo che sabato mattina gli agenti di frontiera avevano picchiato e ucciso a colpi di pistola Alex Pretti, un infermiere di 37 anni che lavorava in terapia intensiva. Secondo Bovino Pretti intendeva “massacrare le forze dell’ordine”, ma il video girato da un testimone oculare contraddice questa affermazione. Pretti è stato aggredito dagli agenti mentre cercava di aiutare una donna da loro spintonata violentemente. Greg Bovino ha guidato la repressione paramilitare dell’ICE di Trump a Minneapolis, Chicago e in altre città. Secondo la rivista Atlantic tornerà al suo precedente incarico a El Centro, in California e potrebbe presto andare in pensione. Lunedì sera i manifestanti si sono riuniti con fischietti e pentole fuori da un hotel del Minnesota dove si riteneva che Bovino alloggiasse. “Essere licenziato non è giustizia. Non è abbastanza. Il loro uomo deve essere processato per quello che ha fatto a Minneapolis e allo Stato del Minnesota” ha dichiarato un manifestante. L’uccisione di Alex Pretti ha scatenato l’indignazione di Democratici e Repubblicani in tutto il Paese e ha costretto la Casa Bianca a rivedere le sue operazioni in Minnesota. Lunedì, Trump ha annunciato che il responsabile della sicurezza delle frontiere Tom Homan si sarebbe recato in Minnesota. Homan è un sostenitore di lunga data della linea dura sull’immigrazione ed è stato l’artefice della politica di separazione delle famiglie del primo mandato di Trump. A settembre, i Democratici alla Camera hanno avviato un’indagine su Homan, dopo che è emerso che nel 2024 era stato registrato mentre accettava una borsa Cava contenente 50.000 dollari in contanti da una coppia di agenti dell’FBI che si fingevano dirigenti d’azienda. Lunedì, il presidente Trump ha telefonato al governatore del Minnesota Tim Walz e al sindaco di Minneapolis Jacob Frey. Trump ha detto che lui e Walz “sembravano sulla stessa lunghezza d’onda”. Dal canto suo, Tim Walz si è così espresso parlando alla Minnesota Public Radio: “Prima di tutto, ho chiesto che noi potessimo condurre un’indagine equa e indipendente sull’omicidio di Renee Good e Alex Pretti  e lui ha risposto: ‘Ci penseremo. Esamineremo la questione’. E io ho detto: ‘Dobbiamo solo ridurre questi numeri’. Abbiamo iniziato con questo. E lui ha promesso: ‘Senta, manderò Tom Homan. Faremo le cose in modo diverso.’“ Lunedì, Trump ha anche tenuto una riunione di due ore alla Casa Bianca con la Segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, che aveva definito Alex Pretti un ”terrorista interno” poco dopo la sua uccisione. Centoquaranta rappresentanti democratici chiedono che Noem sia messa sotto accusa. La Corte d’Appello dell’Ottavo Circuito si è schierata con l’amministrazione Trump e ha bloccato un’ordinanza di un tribunale di grado inferiore che avrebbe impedito agli agenti di arrestare, detenere, spruzzare spray al peperoncino o attaccare i manifestanti a Minneapolis senza un valido motivo. In un altro caso legale, lunedì il Procuratore Generale del Minnesota Keith Ellison era in tribunale per cercare di fermare l’Operazione Metro Surge contro gli immigrati. Il giudice non ha emesso ancora una decisione. Tutto questo avviene mentre in Minnesota continuano le proteste contro la caccia agli immigrati da parte dell’amministrazione Trump. Lunedì gli studenti dell’Università del Minnesota hanno abbandonato le lezioni. “Sono davvero arrabbiato. Sono arrabbiato e sempre triste. Sono uno studente universitario. Non riesco a concentrarmi sulle lezioni. Ho molti amici che hanno davvero paura di uscire in questo momento, indipendentemente dal loro status di cittadinanza. La gente è spaventata e ne ha tutto il diritto. Ha subito tanta brutalità e violenza nelle ultime due settimane. Ci sono agenti dell’ICE che alloggiano a poche strade di distanza, qui a Cedar-Riverside, nel quartiere vicino al nostro campus ” ha denunciato uno studente. Democracy Now!
January 27, 2026
Pressenza
Quando la violenza diventa politica
In questi giorni abbiamo capito una cosa: nella vita di una democrazia, un fatto di cronaca smette di essere solo cronaca. Diventa specchio. Diventa avvertimento. A Minneapolis, sabato un infermiere di 37 anni di nome Alex Jeffrey Pretti è morto per mano di agenti federali. Come da manuale anche questa volta la versione ufficiale parla di legittima difesa: un uomo armato che si avvicina minaccioso. Ma i video, le testimonianze, raccontano un’altra storia. Alex non aveva un’arma. Usava una mano per reggere il telefono e l’altra per fare scudo a una donna colpita dallo spray urticante. Stava curando, stava proteggendo, proprio come faceva ogni giorno in ospedale. Poi, un corpo a terra, immobilizzato. Colpi di pistola sparati dall’alto. Alex non è il primo. Pochi giorni fa era toccato a Renée Good, madre di tre figli. Anche lei uccisa da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement. Anche lei in circostanze che gridano giustizia. Le strade si sono riempite. “Abolish ICE”, urlano i manifestanti. Dobbiamo a questo punto cogliere l’intera portata di quello che sta accadendo. Perché non si tratta solo di Minneapolis. E non si tratta solo degli Stati Uniti. L’ombra di Stephen Miller Dietro questi morti c’è una dottrina. Ha un nome e un volto: Stephen Miller, consigliere di lungo corso di Donald Trump, architetto di una visione politica che ha trasformato la violenza da eccezione a strumento. Miller non ha mai nascosto la sua filosofia: esistono nemici interni. Vanno identificati, isolati, neutralizzati. I diritti? Subordinati alla sicurezza. La legalità? Un ostacolo quando serve. La forza? Legittima, necessaria, persino desiderabile. Non è retorica. È progetto politico. E può funzionare, perché si presenta come difesa dell’ordine, protezione del popolo, ristabilimento di confini. Eppure, quando Alex Pretti è stato ucciso, non stava minacciando nessuno. Stava documentando. Stava aiutando. Stava esercitando quel diritto alla protesta che, sulla carta, dovrebbe essere sacro in democrazia. Una città sotto assedio Minneapolis non è stata scelta a caso. È la città di George Floyd, il simbolo della resistenza agli abusi di polizia. Inviarci agenti federali in forze, oltrepassando le autorità locali democratiche, significa inviare un messaggio: non avete più il controllo. Non siete più sovrani. Siamo noi a decidere chi deve essere fermato, dove, come. Il governatore Tim Walz e il sindaco Jacob Frey hanno parlato di “occupazione”. Hanno chiesto il ritiro delle forze federali. La risposta è arrivata dura: loro, i leader locali, sono gli “istigatori”. Gli agenti sono “patrioti”. In questa inversione lessicale si nasconde il cuore del problema: chi difende i diritti diventa nemico. Chi esercita la forza diventa eroe. Il modello che attraversa l’oceano Ed è qui che la storia statunitense diventa anche nostra. Perché quello che sta accadendo oltreoceano non rimane confinato oltreoceano. Trump e la sua visione autoritaria stanno diventando, sempre più esplicitamente, un modello per la destra europea e italiana. Non è un’influenza nascosta. È dichiarata, rivendicata, celebrata. Leader e partiti di destra guardano alla Casa Bianca come a un laboratorio di idee da importare, adattare, normalizzare. Il linguaggio si è già trasformato: “invasione” per parlare di migranti, “patrioti” per chi usa la forza, “traditori” per chi difende i diritti umani. In Italia, vediamo lo stesso copione dispiegarsi, strisciante ma inesorabile. La delegittimazione sistematica della magistratura, dipinta come potere ostile al governo “del popolo”. Le proposte di riforma che minano l’indipendenza dei giudici servono a renderli controllabili. L’uso strumentale della sicurezza per giustificare misure sempre più aggressive contro il dissenso, contro chi manifesta, contro chi osa opporsi. E poi c’è la narrazione dei “nemici interni”. Non sono più solo gli immigrati irregolari, sono le ONG che salvano vite in mare, sono i giovani che scioperano per il clima, sono i giornalisti che indagano. La “Dottrina Miller” non è solo un metodo di governo; è un messaggio distruttivo lanciato alle nuove generazioni: il potere non ha bisogno di ascoltare, ha solo bisogno di colpire. Alex Pretti era un infermiere. Curava le persone. È morto perché si trovava dalla parte sbagliata di una linea che qualcuno ha tracciato senza chiedere il permesso a nessuno. Renée Good era una madre, era una poetessa. È morta perché qualcuno ha deciso che la sua vita valeva meno della dimostrazione di forza. Non erano criminali. Non erano terroristi. Erano cittadini. Come noi. Dove stiamo andando? Forse dovremmo fermarci un momento. Guardare Minneapolis e poi guardare le nostre piazze, le nostre città, i nostri parlamenti. E chiederci: quanto siamo lontani? Quanto manca prima che anche da noi un manifestante venga ucciso e la risposta sia “era un agitatore”? Quanto manca prima che un giudice venga rimosso per aver osato dire no al potere? Perché c’è una scelta da fare. Tra chi pensa che alcuni esseri umani contino meno di altri e chi crede ancora che ogni vita abbia lo stesso valore. La morte di Alex Pretti non è un fatto isolato. È un sintomo. Un segnale. Un modello che sta attraversando l’oceano, trovando casa anche qui, nelle nostre democrazie affaticate. Un invito a svegliarci. Prima che sia troppo tardi. Prima che anche noi, un giorno, guardando il telegiornale, scrolliamo le spalle davanti a una morte evitabile pensando: “Forse se la sarà cercata”. Quel giorno, se arriverà, saremo già persi. Ma oggi possiamo ancora scegliere. Oggi possiamo ancora dire no. Comune-info
January 26, 2026
Pressenza
STATI UNITI: TRUMP CROLLA NEI SONDAGGI MA “I MOVIMENTI CONTRO L’ICE DEVONO ORGANIZZARSI”
Si terrà oggi un’udienza su richiesta del Minnesota per emanare un’ordinanza restrittiva temporanea contro le attività della polizia anti migranti, l’ICE di Trump, nello stato USA. Questo dopo i dieci colpi esplosi per uccidere l’infermiere 37enne Alex Pretti da parte di un agente dell’ICE. Come testimoniato da video e testimonianze, la vittima non impugnava alcuna arma, al contrario di quanto sostenuto da Trump. Cresce in questo clima il ruolo dei “copwatcher”, cittadini e cittadine che si organizzano per “filmare i poliziotti” e documentare le loro azioni per denunciarne eventuali abusi. Il Presidente USA in difficoltà cerca tuttavia di scaricare tutte le responsabilità sui Democratici:  gli omicidi della polizia anti-immigrazione secondo lui  sono colpa del “caos provocato dai democratici”  ha detto stanotte,  sostenendo che incoraggiano “agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori”. Ha chiesto quindi al Congresso di mettere fine alle cosiddette “città santuario”. The Donald però  non ha chiuso all’ipotesi che l’ICE lasci la città.  In una intervista telefonica al Wall Street Journal  ha detto “a un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale”. Secondo diversi osservatori però, l’amministrazione Trump è in caduta libera nei sondaggi e crescono le divisioni anche nel partito Repubblicano, che si preoccupa in vista delle elezioni di metà mandato previste per novembre. L’analisi di Raffaella Baritono, docente di Storia e Istituzioni dell’America del Nord all’Università di Bologna. Ascolta o scarica L’analisi di Mario Maffi, già docente di Cultura Anglo-americana all’Università statale di Milano. Ascolta o scarica  
January 26, 2026
Radio Onda d`Urto