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CRISI ENERGETICA: IL GOVERNO RISPONDE CON IL “NUCLEARE SOSTENIBILE” MA MENTE SU TEMPI, COSTI E DEMOCRAZIA ENERGETICA
Nel pieno dello shock energetico arriva l’allarme della Bce sull’inflazione. Nel secondo trimestre del 2026, “il costo del lavoro per dipendente è aumentato a un tasso del 3,3%”. La crescita dei profitti per unità di prodotto è salita invece dallo 0,3 al 2,2%”, fa sapere la Banca centrale europea. Significato: i salari rallentano, i profitti delle imprese accelerano, soprattutto quelli dei colossi del petrolio. Oggi è anche record negativo per il diesel, che raggiunge il suo massimo storico di prezzo nell’Unione Europea. Il gasolio nelle stazioni di servizio ha toccato un nuovo massimo di 2,23 euro al litro, contro i 2,16 euro della settimana precedente. Record assoluto in 19 Paesi dell’Unione europea – tra cui Germania, Francia e Italia. Sul fronte energia e carovita, Giorgetti lancia la discussa manovra economica nel question time alla Camera: la priorità, secondo il ministro dell’Economia, è il taglio delle tasse per il ceto medio (con un reddito, però, tra i 50 e 60mila euro, escludendo de facto la maggior parte del ceto medio impoverito da anni di tagli e crisi). E dopo il flop sul deficit al 3%, il governo accende ora un faro sull’Istat, cercando di distrarre l’attenzione dalle fratture interne nel Governo. Fratelli d’Italia blocca la Lega sullo scostamento di bilancio chiesto da Salvini nella manovra per il 2027, dopo che l’Istat ha confermato la procedura di infrazione per l’Italia a causa del deficit eccessivo. In questo contesto l’Italia riapre formalmente la porta all’energia atomica, nonostante le vittorie di due referendum – nel 1987 e nel 2011 – avessero decretato il no popolare al nucleare. Ieri il definitivo semaforo verde arrivato dall’Aula del Senato: passa il disegno di legge delega a firma Pichetto Frattin per il ritorno al nucleare completa l’iter parlamentare e diventa legge. Proprio il ministro Frattin ricorda come sia “quasi” concluso lo smaltimento delle vecchie scorie. Quasi, perché dopo oltre 30 anni dalla dismissione delle centrali nucleari le conseguenze sono ancora all’ordine del giorno per paesi e terre. L’analisi sulla legge che consente la produzione di energia da fonte nucleare nel territorio nazionale, disattivare e smantellare gli impianti esistenti, gestire i rifiuti radioattivi ed incrementare ricerca e sviluppo dell’energia nucleare, con Salem Ghribi, dottore di ricerca in Scienze e Tecnologie dei materiale, all’Università di Parma. Ascolta o scarica  
September 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, un appello alla Regione Lazio
Carteinregola ha sottoscritto  l’appello  del Coordinamento CERS (Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali )  di Roma e Lazio alla Regione Lazio, che anzichè riprogettare il bando di gennaio 2025 per renderlo realmente accessibile e coerente con le finalità dichiarate, ha emesso un bando rivolto esclusivamente allo specifico consumo energetico delle imprese, escludendo quindi cittadini, associazioni e territori. Carteinregola condivide le richieste rivolte alla Regione dal Coordinamento, di cui fa parte un  membro del direttivo della nostra associazione:  * il ripristino di una linea di finanziamento dedicata alle Comunità Energetiche; * criteri proporzionati e compatibili con la natura civica e associativa delle CER; * l’attivazione di un confronto stabile e trasparente con le reti territoriali. In calce l’appello e li indicazioni per sottoscriverlo (AMBM) SENZA COMUNITÀ ENERGETICHE NON CI SARÀ UNA GIUSTA TRANSIZIONE Appello del Coordinamento CERS (Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali ) Roma e Lazio contro il dirottamento dei fondi regionali Roma, 23 gennaio 2025 – Senza il coinvolgimento diretto delle comunità locali, la transizione energetica rischia di diventare un mero processo tecnico, escludente e ingiusto. Con questo obiettivo, il Coordinamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali di Roma e Lazio lancia un appello pubblico contro la decisione della Regione Lazio di riallocare le risorse destinate alle Comunità Energetiche verso un bando rivolto esclusivamente allo specifico consumo energetico delle imprese, escludendo cittadini, associazioni e territori. Nel gennaio 2025 la Regione Lazio aveva pubblicato un bando da 14 milioni di euro per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Tuttavia, i requisiti economici e i vincoli normativi previsti si sono rivelati di fatto inaccessibili per le realtà civiche e associative che operano sui territori. Il risultato è stato evidente: solo due domande presentate e meno di 500.000 euro effettivamente assegnati. Nonostante le criticità segnalate e le soluzioni proposte dalle reti territoriali, la Regione ha scelto di abbandonare la linea di finanziamento dedicata alle CER, dirottando integralmente le risorse verso altri obiettivi. Una scelta che il Coordinamento considera gravissima e incoerente. Le Comunità Energetiche sono uno strumento previsto dalla normativa europea per produrre energia rinnovabile localmente, ridurre la necessità di grandi investimenti infrastrutturali, condividere i benefici economici e sociali dell’energia rinnovabile, rafforzare la coesione e la giustizia sociale e contrastare la povertà energetica e le disuguaglianze. Le CER richiedono quindi politiche dedicate, coerenti con il loro carattere civico, partecipativo e territoriale. La Regione avrebbe dovuto riprogettare il bando di gennaio 2025, per renderlo realmente accessibile e coerente con le finalità dichiarate. Non abbandonare le CER! Con questo appello, il Coordinamento chiede alla Regione Lazio: * il ripristino di una linea di finanziamento dedicata alle Comunità Energetiche; * criteri proporzionati e compatibili con la natura civica e associativa delle CER; * l’attivazione di un confronto stabile e trasparente con le reti territoriali. «La transizione energetica non è solo una questione tecnica – afferma il Coordinamento – ma una scelta di democrazia, giustizia sociale e giustizia ambientale. Senza comunità energetiche rinnovabili, non può esserci una transizione giusta». L’appello è pubblico e aperto alle adesioni di cittadine e cittadini, comunità energetiche, associazioni, amministratori locali e reti civiche. Firma e condividi l’appello: https://cersromalazio.org/appello/ Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com (nota: l’associazione Carteinregola sottoscrive e rilancia l’appello di cui non è il promotore)
January 26, 2026
carteinregola