Tag - guerra nucleare

27 ottobre 1962: Giovanni Ardizzone ucciso perchè…
… perchè voleva la pace. Milano lo ricorda, mentre la guerra nucleare sembra di nuovo possibile, come allora. Sessant’anni fa in via Giuseppe Mengoni, a pochi passi da piazza del Duomo, moriva a 21 anni Giovanni Ardizzone, studente milanese della Facoltà di Medicina. Era al corteo per la pace organizzato dalla CGIL. Tutto il mondo stava tremando per la cosiddetta
October 26, 2026
La Bottega del Barbieri
NATO-Sardegna: combattenti di terra, mare e cielo
Iniziate le mega- esercitazioni militari Steadfast Noon 2026* e Joint Stars 2026** *Steadfast Noon si tiene ogni anno in uno dei Paesi europei che ospitano ordigni nucleari statunitensi. L’edizione precedente si è svolta nel 2025, sempre a ottobre. Quest’anno, l’area di volo principale sarà tra Trapani e la Sardegna orientale. Gli F-35 italiani non parteciperanno, poiché non ancora certificati per
October 15, 2026
La Bottega del Barbieri
L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO
Dal 13 al 20 ottobre le forze armate della NATO simuleranno una guerra nucleare. Una vasta area compresa tra il Mar Tirreno e la Sardegna sarà dunque trasformata in uno scenario bellico, l’ennesimo della stagione addestrativa in corso nella penisola. Non sono mancate le tensioni, sia all’interno dell’Alleanza Atlantica che tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari. Da un lato, l’Aeronautica militare italiana ha provato a minimizzare la portata dell’evento annuale, descrivendolo come una «programmazione ordinaria e di routine»; dall’altro la NATO ci ha tenuto a specificare che «Steadfast Noon è a tutti gli effetti un’esercitazione nucleare». Negli scenari simulati non verranno comunque utilizzati ordigni atomici reali, ma soltanto dei simulacri. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo delucidazioni sull’evento. Steadfast Noon è un’esercitazione militare che la NATO organizza ogni anno. Per la settima volta toccherà al nostro Paese fare gli onori di casa, riprendendo quanto interrotto nel 2023. All’edizione odierna parteciperanno 17 membri dell’Alleanza Atlantica, contro i 14 dell’anno scorso e i 13 del 2024. Quest’anno si aggiunge la Turchia, mentre la Francia si defila, non aderendo al gruppo di pianificazione nucleare della NATO, pur facendo parte del Patto Atlantico. Da martedì prossimo, e per una settimana, verrà simulato il momento più critico di una guerra nucleare: il caricamento di bombe atomiche sui caccia supersonici. Si prevedono dunque intense attività aeree, aggravate dall’utilizzo di droni, ed esercitazioni di tiro. Stando a quanto dichiarato dai promotori, gli ordigni atomici reali non lasceranno i bunker italiani che li custodiscono, come quello di Aviano in Friuli-Venezia Giulia. «L’esercitazione ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione», ha dichiarato Mark Rutte, segretario generale della NATO, rilanciando la strategia della deterrenza. Mappa del traffico militare aereo previsto dal 13 al 20 ottobre (ENAV). Secondo le informazioni fornite da ENAV — l’azienda che gestisce il traffico aereo italiano — le attività si concentreranno su quattro giorni: 13, 14, 16 e 20 ottobre. Sul Mar Tirreno, al largo delle coste campane e laziali, convergeranno velivoli militari dalle basi aeree di Ghedi, Amendola, Gioia del Colle e Trapani, oltre che da Aviano. Gli aerei voleranno a bassa quota anche sulla Sardegna centrale, affiancando le attività previste nel poligono di tiro di Salto di Quirra. Nel comunicare le rotte interessate dal traffico militare, l’ENAV raccomanda ai velivoli civili di prestare la massima attenzione ed evitare lo sconfinamento. «Nel pieno di una crisi internazionale che spinge il mondo verso il riarmo, l’Italia non può esercitarsi alla guerra nucleare: deve aderire al Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari e chiedere il ritiro delle testate dal nostro territorio. La sicurezza si costruisce con disarmo e diplomazia, non simulando l’apocalisse sopra le nostre teste», ha dichiarato Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi. Questi ultimi, insieme a Sinistra Italiana, hanno presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto per ottenere ulteriori dettagli sulle operazioni e chiedere il motivo per cui il Parlamento non sia stato informato per tempo di un’esercitazione di questa portata. «Abbiamo saputo dell’esercitazione NATO sulle armi nucleari non dal governo, ma da un documento tecnico dei piloti», ha sottolineato Bonelli. Le operazioni dell’Alleanza Atlantica si inseriscono nella ripresa delle attività addestrative dell’Italia, dopo la pausa estiva. Attualmente è in corso — e lo sarà fino al 25 ottobre — l’esercitazione della Marina militare, organizzata insieme alle forze armate di Bulgaria, Stati Uniti, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna. Come già accaduto a maggio per la prima fase, l’esercitazione Mare Aperto 2026 coinvolgerà navi, sottomarini, elicotteri e mezzi anfibi, sia nazionali che dei Paesi alleati. Le esercitazioni anfibie sono previste nei pressi di un altro dei principali poligoni di tiro sardi, quello di Capo Teulada. Così l’isola sarà assediata dalla Mare Aperto a sud e lungo la costa orientale, mentre nelle zone centrali dalla Steadfast Noon. The post L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO appeared first on L'Indipendente.
October 10, 2026
L'INDIPENDENTE
Loro si addestreranno all’olocausto nucleare: e noi?
L’esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon, prevista per ottobre, sta mobilitando i pacifisti tedeschi. Occorre creare una rete europea che colleghi tutte le iniziative in corso e future di redazione Peacelink (*) Non dobbiamo rimanere silenziosi: i cieli europei si preparano a ospitare la prossima esercitazione nucleare. Si tratta dell’esercitazione Steadfast Noon della NATO, prevista per il mese di ottobre. La
September 23, 2026
La Bottega del Barbieri
Un visionario controcorrente: Erich Fromm e la viva attualità della sua strategia di pace
> Erich Fromm (1900–1980), psicoanalista e filosofo sociale di fama mondiale, ha > influenzato con le sue opere il pensiero del XX secolo. Dietro all’acclamato > scienziato si è celato per tutta la vita un appassionato attivista politico. > Soprattutto negli anni ’50 e ’60, Fromm si impegnò in prima linea nel > movimento internazionale per la pace, al fine di tradurre la riflessione > psicologica in pratica politica. ANNI FORMATIVI E UNIVERSALISMO PROFETICO Erich Fromm nacque nel 1900 a Francoforte sul Meno. Costretto dal regime nazista a emigrare negli Stati Uniti nel 1934, il filosofo ebreo in seguito visse e lavorò in Messico e in Svizzera. In esilio, Fromm operò parallelamente su tre fronti: come professore universitario, come psicoanalista nel proprio studio privato e come fondatore di istituti indipendenti. A New York (1934–1950) insegnò alla Columbia University e fu tra i fondatori dell’anticonformista William Alanson White Institute. Dal 1950 cominciò a lavorare all’istituzione del primo dipartimento di psicoanalisi del Messico presso l’Università Nazionale UNAM. Il concetto di universalismo profetico ha avuto un’influenza determinante sulla sua identità ebraica. Ispirandosi ai profeti biblici, Fromm non considerava la propria discendenza come una forma di nazionalismo etnico, bensì come una missione umanistica universale a favore della pace mondiale, della comprensione tra i popoli e dell’assoluta uguaglianza di tutti gli esseri umani. TEORIA E STRATEGIE DELLA PACE Le strategie di pace di Fromm sono direttamente basate sulle sue intuizioni teoriche, esposte nella conferenza “Sulla teoria e la strategia della pace” tenutasi a Salisburgo nel 1968. Fromm faceva distinzione tra due concetti: la pace negativa, ovvero la semplice assenza di guerra, mantenuta artificialmente da un equilibrio militare del terrore. Fromm criticò questa strategia di deterrenza nucleare definendola una pericolosa illusione. Nell’era nucleare la violenza perde ogni razionalità, poiché non consente più alcuna vittoria, ma al contrario porta all’autodistruzione totale. Come dimostrato dalla crisi di Cuba, la consapevolezza di questa distruzione non offre alcuna protezione a lungo termine. A questo concetto si contrappone quello della pace positiva, che, sulla traccia dell’ebraico «shalom», è uno stato di integrità, armonia e pienezza. Un periodo privo di violenza e paura, dove gli esseri umani vivono in armonia tra loro e con la natura, che rende possibile lo sviluppo della ragione e della capacità di amare. Per Fromm, le guerre scaturiscono dall’aggressività reattiva. Questa non è né puramente innata né appresa, ma è una predisposizione biologica che viene attivata da stimoli. Mentre gli animali attaccano solo in caso di pericolo immediato di vita, l’uomo reagisce in modo molto più complesso: basta un pericolo appena prevedibile nel futuro per aggredire. Inoltre, l’uomo si identifica con simboli e valori astratti, nonché con idoli ideologici quali la sovranità statale, la nazione o la libertà. Un attacco a questi costrutti viene percepito come una minaccia vitale e sprigiona energia distruttiva. Inoltre, grazie all’estrema suggestionabilità e alla propaganda, è facile convincere l’uomo dell’esistenza di una tale minaccia. DAL PENSIERO ALL’AZIONE: LE FORME DELLA RESISTENZA Fromm tradusse costantemente le sue teorie in azioni concrete a favore della pace in diversi ambiti a livello globale: IMPEGNO IN MEDIO ORIENTE Nel quadro del suo impegno in Medio Oriente del 1948, dopo la fondazione dello Stato di Israele e la successiva Nakba – l’espulsione di oltre 700.000 palestinesi – Fromm respinse il sionismo in quanto nazionalismo etnico. Partendo dal suo universalismo profetico, insieme a Martin Buber si schierò a favore di uno Stato binazionale con pari diritti per ebrei e palestinesi. Questo appello alla pace pubblicato sul New York Times del 18 aprile 1948 ottenne il sostegno di Albert Einstein e Leo Baeck. L’appello esortava la leadership israeliana a fermare i propri fanatici violenti, al fine di spezzare la spirale di terrore e resistenza araba. Con grande lungimiranza, Fromm in seguito criticò la trasformazione di Israele in avamposto militare dell’imperialismo occidentale, il che conferisce alle sue analisi un’attualità fino ad oggi quanto mai scottante. LOTTA CONTRO LA MINACCIA NUCLEARE In merito alla lotta contro i pericoli del nucleare, nel 1957 Fromm fu tra i principali cofondatori del National Committee for a Sane Nuclear Policy (SANE), un’organizzazione che si opponeva alla corsa agli armamenti nucleari e alla guerra del Vietnam. La sua visione originava direttamente dal suo libro omonimo “The Sane Society” del 1955 (titolo italiano “I cosiddetti sani. La patologia della normalità”). Come pubblicista Fromm contribuiva con le sue analisi ai bollettini «Committee of Correspondence Newsletter» e «The Correspondent». In questo ruolo reagí con aspre critiche psicologiche nei confronti di strateghi militari come Herman Kahn della think tank RAND Corporation. Nei suoi modelli, Kahn riteneva la morte di 60-129 milioni di persone in una guerra nucleare come accettabile, purché nel giro di alcuni anni fosse possibile ricostruire l’economia. Fromm condannò profondamente questa freddezza matematica e la bollò come pensiero necrofilo – un orientamento patologico che antepone ciò che è morto, meccanico e distruttivo alla vita umana viva. Per quanto riguarda l’influenza sulla politica mondiale, il libro di Fromm “May Man Prevail?”, pubblicato nel 1961 (titolo italiano “Puó l’uomo prevalere?”), arrivò alla Casa Bianca ed esercitò una comprovata influenza su John F. Kennedy. Questa culminò il 10 giugno 1963 nel famoso discorso sulla pace tenuto da Kennedy all’American University. Con una sorprendente vicinanza all’argomentazione di Fromm, Kennedy esortò a mettere in discussione i cliché paranoici sui nemici e a riconoscere i cittadini sovietici come esseri umani. In aggiunta, per promuovere attivamente il dialogo, Fromm partecipò personalmente nel 1962 alla Conferenza di pace di Mosca. PERCHÉ LA STRATEGIA DI PACE DI FROMM RIMANE ATTUALE Considerate le condizioni estreme dell’era nucleare, in cui in ogni momento incombe la distruzione totale, la pace positiva rimane per Fromm certamente un’utopia messianica. Ciononostante, fintanto che esistano possibilità concrete, lui esorta ad agire e a pianificare instancabilmente. La strategia di pace che ne deriva si fonda su due pilastri: In primo luogo, evitare la sconfitta dell’avversario: umiliare l’avversario politico porta quasi automaticamente a un pericoloso irrigidimento della sua politica. Il mantenimento della pace richiede che entrambe le parti mantengano razionalmente la propria dignità. In secondo luogo, la mobilitazione delle masse: è necessario entusiasmare grandi gruppi di persone all’idea della pace per esercitare una pressione incontestabile sui governanti. Secondo Fromm, ciò è possibile solo attraverso un’informazione radicale sui fatti, l’educazione al pensiero critico, la denuncia delle frodi politiche e la trasmissione incisiva della visione di una società veramente dignitosa. L’impegno politico di Erich Fromm rivela quindi un pensatore che ha saputo fondere radicalmente psicoanalisi e umanesimo. Sia nella lotta contro la distruzione nucleare, sia nello smascheramento del pensiero necrofilo degli strateghi militari, sia nella sua lotta inflessibile, ispirata dai profeti, contro il nazionalismo in Medio Oriente, Fromm ha sempre dimostrato il coraggio di difendere i valori umani universali controcorrente rispetto agli interessi geopolitici. Nota bibliografica I concetti di pace positiva e negativa illustrati nel testo si basano sul contributo originale di Erich Fromm, redatto e pubblicato a seguito della sua conferenza tenuta in occasione dei “Colloqui sull’umanesimo” di Salisburgo nel 1968. Il testo storico e le relative analisi approfondite sono disponibili in dettaglio nell’archivio online della rete “Friedenskooperative” e nella pubblicazione digitale della “Edition Erich Fromm”.   -------------------------------------------------------------------------------- Sull’autore: Manfred Böhm, classe 1956, giornalista e scrittore, laureato in teologia, ha studiato teologia cattolica, filosofia e scienze politiche a Magonza e Tubinga; ha seguito una formazione in psicopedagogia (secondo il metodo del dott. Derbolowsky) e corsi di perfezionamento in logoterapia. I suoi principali ambiti di interesse giornalistico sono la spiritualità e la teologia della pace. Traduzione dal tedesco di Anna Sette Pressenza Hannover
August 17, 2026
Pressenza
Guerra e nucleare: fermiamo la transizione ecocida di Meloni e UE!
Andiamo incontro ad uno degli eventi climatici più allarmanti della storia, secondo le ultime previsioni del servizio Copernicus: il El Niño – fenomeno oceanico responsabile di variazioni climatiche in tutto il pianeta – sarà responsabile di enormi anomalie climatiche nel periodo 2026-2027 che (secondo il JRC) metteranno in pericolo centinaia […] L'articolo Guerra e nucleare: fermiamo la transizione ecocida di Meloni e UE! su Contropiano.
June 30, 2026
Contropiano
Proud Prophet, giochi di guerra, nucleare
articoli di Davide Malacaria e Massimo Mazzucco Proud Prophet: non esistono armi nucleari “tattiche” – Massimo Mazzucco In questi giorni si sente spesso parlare della possibilità dell’uso di armi nucleari “tattiche”, nello scenario di guerra dell’Ucraina. Secondo la definizione corrente, queste sarebbero “piccole” armi nucleari, con un potenziale distruttivo ridotto. Il loro uso provocherebbe quindi un danno relativo, che sarebbe
January 19, 2026
La Bottega del Barbieri