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Prenota la tua copia: Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra, Atti II Convegno Nazionale Osservatorio
Tra pochi giorni sarà disponibile in tutte le librerie fisiche e online il volume che raccoglie gli Atti del II Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dal titolo Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra, Aracne, Roma 2025. Indice Revisionismo, controllo e militarizzazione: sulla progressiva fascistizzazione e israelizzazione della scuola italiana Michele Lucivero La scuola del ReArm Europe: insegnare le competenze di guerra Anna Angelucci Il sistema guerra. Ideologia e pratica dello sterminio nell’età del turbocapitalismo Angelo d’Orsi L’industria della difesa italiana tra mito occupazionale ed export Futura D’Aprile La nostra posizione teorica e politica su anticapitalismo e anticolonialismo Lorenzo Perrona La mia esperienza con la Freedom Flotilla. Tra israelizzazione e militarizzazione Antonio Mazzeo Decolonizzare la scuola Antonino De Cristofaro Per una pace disarmata e disarmante Roberta De Monticelli La fanfara del neoliberismo. Il ritorno della leva in Europa e in Italia Serena Tusini Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia Marco Meotto Il Disegno di Legge Gasparri: Hasbara e israelizzazione per l’assimilazione delle coscienze e la repressione del dissenso Maria Teresa Silvestrini Bilancio e prospettive per rilanciare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Roberta Leoni Prenota la tua copia e sostieni l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con una donazione a partire da 16 euro (libro+spese di spedizione) e ti invieremo direttamente a casa la tua copia oppure 20 euro (libro+vademecum+spese di spedizione). Invia il tuo contributo sul Conto Corrente di Banca Etica intestato all’Osservatorio oppure fai una donazione sul format in basso con causale “Libro Comprendere i conflitti. Educare alla pace” e poi scrivi i tuoi dati alla mail stampa.osservatorionoms@gmail.com e provvederemo a inviarti direttamente a casa la copia. IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure dona ora nel modulo in basso. Se come associazione o scuola vuoi organizzare una presentazione del libro con gli autori e le autrici sul tuo territorio per sensibilizzare al tema della militarizzazione delle scuole e delle università, scrivi a stampa.osservatorionoms@gmail.com e proveremo ad organizzare l’evento. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Roberta Leoni su Radio Onda Rossa sulle iniziative contro la repressione nelle scuole
Radio Onda Rossa, nella trasmissione La scuola reagisce alla repressione, ha intervistato Roberta Leoni, docente, attivista e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, sulle molteplici iniziative e campagne lanciate dall’Osservatorio insieme ad altre realtà associative, come Docenti per Gaza per dare un segnale sulla repressione che sta toccando le scuole italiane. In particolare, da un’assemblea online del 29 dicembre sono partite due diverse risposte alle intimidazioni: un vademecum contro la repressione ad uso di docenti, studentesse e studenti; una lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che inviterà il 27 gennaio alla riflessione sulla libertà di espressione, insieme ad un’unità didattica sulla figura di Primo Levi. Tutti gli aggiornamenti saranno presto disponibili sul nostro sito. Qui l’audio dell’intervista. Clicca qui per l’intervista su Radio Onda Rossa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Liceo Nervi di Morbegno (SO): l’educazione civica diventa addestramento militare
Avevamo già segnalato l’iniziativa “studenti con le stellette” (qui), un assurdo percorso FSL (ex PCTO) a pagamento (circa 500 euro) che consiste in una vera e propria settimana di addestramento militare che,  nel 2026, si svolgerà dal 23 al 30 agosto a Novedrate (CO). Tra le  scuole aderenti al percorso appariva anche il liceo scientifico “Nervi” di Morbegno, al quale, come mostra la circolare n. 417, non è bastata la formale adesione, ma, attraverso la Dirigente scolastica, ha sentito la necessità di sollecitare le studentesse e gli studenti ad iscriversi al corso Audacia, giunto alla sua XI edizione. Si legge nella circolare: «Il progetto mira a suscitare la curiosità e le emozioni di fare propri i valori delle associazioni d’arma (amor patrio e condivisione, leggi cameratismo), in un contesto stimolante e fuori dal comune». Continua la Dirigente scolastica elencando gli esperti del settore, la maggior parte appartenenti alle diverse forze armate, che accanto a corsi di nodi, propongono simulazioni di processi penali, corsi sulla sicurezza, giochi ginnici, il tutto in un quadro di cittadinanza e costituzione ed educazione civica affiancati ad un vero e proprio addestramento militare con tanto di promozione di valori quali il rispetto delle regole, la puntualità, l’obbedienza, la riverenza ai superiori… Con la circolare la Dirigente accoglie acriticamente quella commistione tra mondo civile e mondo militare auspicata dal Ministro della Difesa Guido Crosetto come mostra il sottotitolo della circolare: scuola di formazione civica in stile militare. Perché la DS senta il dovere di sollecitare la sua scolaresca alla partecipazione ad un corso simile e cosa vi colga di educativo e formativo sono questioni che non ci è dato sapere. Concordiamo, tuttavia, con lei nel definire l’iniziativa fuori dal comune, intendendo, con questa espressione, come il progetto si configuri essere un’esperienza non ordinaria, fuori luogo. Viene, infatti, proposta da una scuola il cui PTOF prevede lo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e della pace, come segnala l’ANPI di Sondrio. Che nello scopiazzare (in realtà un copia e incolla) il testo della brochure la Dirigente non si sia  accorta di cosa stava promuovendo? Eppure una lettura della circolare conveniva darla prima della pubblicazione, perché la superficialità con cui la Dirigente si è prodigata nel pubblicizzare il corso FSL l’ha condotta a creare una confusione a totale discapito della scuola. Nel testo appare, infatti, una prima persona plurale che inquieta: «la nostra è una scuola di formazione civica in stile militare […] al mondo militare attingiamo unicamente per ciò che riteniamo utile ai nostri fini educativi…». Di cosa sta parlando la Dirigente con queste orribili espressioni? Della sua scuola? Del percorso studenti con le stellette? Di come la sua scuola si identifichi con quel percorso o di come il percorso sia compatibile con la sua visione di scuola? L’errore è comico, se non fosse tragico, perché di fatto nasconde un duplice atteggiamento, che la scelta di sollecitare le iscrizioni al campus militare conferma: se da un lato viene dichiarato che l’educazione civica e lo studio della Costituzione possono essere militarizzati, cioè esternalizzati ad un vero e proprio corso di addestramento militare, dall’altro lato, con la decisione di promuovere il corso, dedicandogli una specifica circolare, avviene anche il processo inverso, cioè internalizzare i valori militari, farli propri, cosa che sembra essere ulteriormente confermata con quel pronome plurale che porta ad attribuire alla scuola le caratteristiche del corso stesso! Vogliamo credere che si sia trattato di un errore, una leggerezza, e che la Dirigente si sia limitata a copiare la locandina del corso. Tuttavia, l’errore lascia intendere una fattore in comune tra questa dirigente e il mondo militare: i nostri giovani e le nostre giovani non meritano attenzione e cura, scrivere una circolare con tanta superficialità è tutt’uno con il considerare i giovani individui da arruolare (futura carne da macello!) da addestrare per spedire al fronte. La scuola, che dovrebbe prendersi cura delle persone, della vita, della socialità autentica, del libero confronto, del pensiero critico e divergente non può promuovere un simile corso. Il mondo militare non ha nulla a che vedere con il mondo civile. FUORI OGNI PROPAGANDA MILITARISTA DALLE SCUOLE! Roberta Leoni, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Corso di Formazione online: Abolire il nucleare, educare alla pace e disarmo umanitario
SEGNALIAMO CON PIACERE QUESTO CORSO DI FORMAZIONE ORGANIZZATO DA WILPF CON LA COLLABORAZIONE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DAL TITOLO ABOLIRE IL NUCLEARE CON I SAPERI, LA MEMORIA, LE RETI, I TERRITORI SECONDA EDIZIONE – 2026. INFO SU HTTPS://TESTWILPF.MY.CANVA.SITE/EDUCARE-ALLA-PACE. Come possiamo educare le nuove generazioni alla pace in un mondo ancora segnato dalla minaccia nucleare? Da questa domanda nasce il corso di formazione online per docenti promosso da WILPF Italia APS, con il sostegno dell’UCEBI – Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università e Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica ODV. Un percorso pensato per chi crede che la scuola possa essere un luogo di trasformazione e consapevolezza, dove affrontare insieme temi complessi come le armi nucleari, il disarmo umanitario e le sfide etiche e ambientali del nostro tempo. Il corso si articola in cinque incontri, da gennaio a maggio 2026, e offre strumenti, testimonianze e materiali per portare in classe una riflessione profonda e attuale sulla cultura della pace. COME ISCRIVERSI Il corso rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato dal servizio, ai sensi del CCNL vigente e potrà iscriversi sulla Piattaforma SOFIA (Codice 102179) oppure inviando un messaggio al n. 347 9421408. Il corso è pensato per docenti ed insegnati ma aperto a tutta la cittadinanza interessata. Coloro che non sono docenti possono iscriversi contattando wilpf.italia@outlook.it. PROGRAMMA INCONTRO 1 ARMAMENTI NUCLEARI: CONOSCENZE DI BASE PER COMPRENDERE LA COMPLESSITÀ DEL TEMA Come siamo arrivati alle armi nucleari? Quali Paesi le possiedono oggi? E quali termini è importante conoscere per orientarsi in questo complesso scenario? Nel primo incontro, insieme al professor Franco Dinelli, ricostruiremo la storia del nucleare e analizzeremo il ruolo dell’Italia nel sistema di condivisione nucleare dell’Alleanza Nord Atlantica. Sarà inoltre presentato il volume di IALANA Italia, “Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia”. 8 Gennaio 2026 ore 18-20 su Zoom INCONTRO 2 DAL GIAPPONE ALL’ALGERIA: UN MONDO DI HIBAKUSHA Un incontro dedicato alle testimonianze dei sopravvissuti alle esplosioni e ai test nucleari, gli Hibakusha. Dal Giappone al Pacifico, dal Kazakistan all’Algeria, ascolteremo le loro parole, per comprendere l’impatto umano e ambientale del nucleare e riflettere su come mantenere viva la loro memoria. Un momento di ascolto e condivisione per trasformare la memoria in impegno educativo e civile. Durante l’incontro saremo accompagnati da Luigi Mosca che parlerà delle conseguenze delle radiazioni nucleari. 19 Febbraio 2026 ore 10-12 su Zoom INCONTRO 3 LE ARMI NUCLEARI RIGUARDANO TUTTE E TUTTI? Insieme alle esperte di Reaching Critical Will, esploreremo le connessioni tra armamenti nucleari, ambiente, parità di genere, colonialismo e diritti umani. Scopriremo come la questione nucleare non sia solo militare o tecnologica, ma anche profondamente sociale, economica e politica. L’incontro sarà in lingua inglese con interpretariato in italiano. 12 Marzo 2026 ore 18-20 su Zoom INCONTRO 4 LE ARMI NUCLEARI OGGI: RISCHI E PROSPETTIVE Le armi nucleari continuano a influenzare gli equilibri geopolitici e le dinamiche dei conflitti contemporanei. In questo incontro, grazie ai contributi di Priyanka Jain, Alice Filiberto e Alice Saltini, esploreremo come il nucleare incida oggi su sicurezza, politica e tecnologia: dai rapporti tra India e Pakistan alle tensioni nel Medio Oriente, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. Un’occasione per leggere l’attualità con maggiore consapevolezza e sviluppare strumenti critici per interpretarla. Alcuni degli interventi saranno in inglese con interpretariato in italiano. 9 Aprile 2026 ore 18-20 su Zoom INCONTRO 5 DISARMARSI NELLA QUOTIDIANITÀ E NELLE SCUOLE In questo laboratorio pratico con Vanessa Hanson, social media manager di ICAN, scopriremo come fare attivismo per il disarmo nucleare ogni giorno, attraverso i social e altri strumenti di comunicazione. Rifletteremo sul ruolo dei e delle giovani nella costruzione di un mondo libero da armi nucleari e progetteremo insieme attività e laboratori che gli e le insegnanti potranno riproporre in classe. Interverranno anche le organizzazioni la società civile che hanno collaborato al progetto per continuare a creare assieme percorsi per il disarmo e la pace. Per l’Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica ODV interverrà Anna Angelucci, per l’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università interverrà la Presidente Roberta Leoni. 14 Maggio 2026 ore 18-20 su Zoom Il corso è gratuito. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Progetto “Passa (al)la Marina!”: Formazione scuola-lavoro o reclutamento?
La novità di quest’anno scolastico per quanto riguarda l’ex alternanza scuola-lavoro è la nuova denominazione dei percorsi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) in FSL (Formazione Scuola Lavoro). La mutazione del nome non ha comportato, tuttavia, un cambiamento della sostanza, come d’altronde era prevedibile. Come accaduto negli anni scolastici trascorsi, questi percorsi si prestano perfettamente al processo di militarizzazione della scuola e alla conseguente diffusione della cultura della difesa, coma da anni l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia.  Un esempio è dato dal percorso FSL “Passa la Marina”, titolo ripreso dalla marcia composta dal M° Pietro Carlo Aghemo, direttore della Banda della Regia Marina Italiana dal 1920 al 1954. Il progetto ha il fine di commemorare il 160° anniversario della battaglia di Lissa (1865) che costò la morte di 38 austriaci e di 620 italiani e provocò 138 feriti nel campo austriaco e 161 in quello italiano, tanto per ricordare i numeri di morte che dovrebbero essere il solo dato da commemorare quando si parla di guerre. Che le guerre generino altre guerre, odio e revanscismi è cosa testimoniata anche dalla battaglia di Lissa. D’Annunzio, anni dopo, la ricorda, in modo dispregiativo, come la gloriuzza di Lissa; Francesco Giuseppe, in un discorso alla vigilia dell’intervento italiano nella Prima guerra mondiale, la citerà (insieme a Novara, Mortara, Custoza) come testimonianza della piccolezza e non pericolosità del nemico italiano, perdente su tutti i fronti. Provocazioni entrambe generate dall’odio e l’inimicizia tra i popoli che le guerre presuppongono e la propaganda dei governi da sempre, abilmente, crea. Nella presentazione del progetto nulla di tutto ciò, ovviamente è presente. Rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori di secondo grado del Lazio e della Campania, il progetto, in convenzione con il Comando MARIBANDA, coinvolge diversi indirizzi di studio,  per un totale di circa 105 partecipanti. Le istituzioni scolastiche coinvolte sono: 1. Liceo Scientifico-Musicale Farnesina – Roma 2. Liceo “Chris Cappell College” – Anzio (RM) 3. Liceo Musicale “A. Manzoni” – Latina 4. 4. Liceo Scientifico-musicale “Leonardo Da Vinci” – Vairano Patenora (CE) 5. Istituto di Istruzione Superiore “A. Meucci” – Ronciglione (VT) 6. Liceo artistico “Enzo Rossi” – Roma 7. Istituto di Istruzione Superiore “A. Farnese” – Caprarola Finalità del progetto: «Far conoscere le peculiarità della Marina Militare (la sua storia, i suoi reparti, gli ambiti operativi in cui presta il suo servizio al paese) attraverso l’attività di rappresentanza che la Banda Musicale della Marina svolge […] far conoscere aspetti della Marina Italiana che possano generare un interesse per la Forza Armata e apprezzare le opportunità professionali che essa può loro offrire». In sintesi: promuovere il reclutamento nella Marina o, parafrasando il titolo, Passa alla Marina! Le studentesse e gli studenti saranno coinvolti in specifici percorsi, declinati sui loro indirizzi, che termineranno in un evento finale in cui ad esempio, l’istituto A. Farnese di Caprarola, oltre a curare l’organizzazione dell’evento, sarà chiamato ad elaborare «una rivisitazione di piatti recuperati dai menù della Regia Marina, nel buffet tematico cucina di bordo storica e moderna». L’evento sarà accompagnato da un mostra storica sulla banda, basata su documenti prodotti dalle studentesse e dagli studenti dei licei e infine  un concerto che vedrà come protagonista il liceo musicale. Dalla storia, all’arte visiva, dalla cucina alla musica, tutto si presta per essere strumentalizzato dalla Marina per esaltare «il ruolo della banda musicale della Forza Armata come “vetrina vivente” della Marina Militare». Vetrina vivente, che come tutte le vetrine, serve per ammaliare il cliente, pubblicizzare un prodotto,  invogliare il cliente a comprarlo. E i clienti sono, in questo in caso, le studentesse e gli studenti che nel progetto orientativo FSL saranno avvicinati alla Marina come possibile sbocco lavorativo. L’esigenza di aumentare il numero dei militari in servizio è tra le priorità che da anni l’ammiraglio Dragone sollecita. Presidente del Comitato Militare della NATO, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Dragone nel riorganizzare il sistema difesa invoca l’aumento dei militari in servizio fin dal 2022, periodo in cui si usciva dal Covid (clicca qui). In qualità di capo del comitato militare dell’Alleanza Atlantica, Dragone è anche il personaggio che, in tempi delicati come quelli che stiamo vivendo per l’equilibrio europeo e internazionale, non si è fatto scrupoli di invocare, in un’intervista al Financial Times, una politica più aggressiva contro la Russia, arrivando ad auspicare un attacco preventivo (clicca qui). Una vera e propria dichiarazione di guerra che come tale è stata interpretata da Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo. Nel percorso FSL nessuno inquadrerà la battaglia di Lissa nel contesto storico dei nascenti nazionalismi e irredentismi sfociati nella I guerra mondiale, nessuno parlerà della carneficina delle guerre, nessuno citerà i progetti guerrafondai europei e conseguenti riforme della leva che i governi stanno varando, nessuno farà presente la decisione di troppo stati europei di ripristinare la leva, volontaria in Italia, ossimoro che necessita di progetti di propaganda come questo della Marina. Guido Crosetto, ministro della Difesa, vuole raggiungere progressivamente, entro il 2033, il numero di 160.000 unità di dotazioni organiche complessive del personale militare (Esercito, Marina, Aeronautica) (https://www.today.it/politica/reclutamento-forze-armate-novita.html) e i piani di comunicazione che ha varato e che prevedono questo tipo di contaminazione tra militare e civile, devono partire da subito, in primis dalle scuole. Devono coinvolgere precocemente i giovani a partire dall’infanzia. Il percorso FSL non si lascia sfuggire l’occasione e per il liceo artistico prevede anche «proposte grafiche/plastiche di mascotte della Banda Musicale della Marina. La scelta potrà essere realizzata all’interno di un contest rivolto agli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria». PROPAGANDA DI RECLUTAMENTO PER LA QUALE NON CI RESTA CHE RIVOLGERE LA SOLITA DOMANDA AL PERSONALE DELLA SCUOLA: PERCHÉ ADERIRE A QUESTI PROGETTI? PERCHÉ TRASFORMARE LE SCUOLE IN UFFICI DI RECLUTAMENTO MILITARE? Roberta Leoni, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Roma, riflessioni sulla proiezione di Innocence con Luigi Ferrajoli, Renata Puleo e altr3
«Anche dopo almeno quattro visioni del docufilm Innocence, si scoprono sempre nuovi particolari» – così ha commentato Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, al cinema Troisi di Roma in occasione della prima assoluta per la Capitale in una sala cinematografica dell’opera del regista israeliano Guy Davidi. «In particolare, – afferma Roberta Leoni – si apprezza sempre di più questo legame forte con la natura dei ragazzi morti suicidi sotto il peso delle assurdità ed atrocità del servizio militare». Il contatto con la natura e il riferimento ad essa è in effetti un filo rosso che attraversa tutto il docufilm, sia attraverso i disegni dei ragazzi e delle ragazze di quando erano piccoli sia nei pensieri raccolti nei loro diari lasciati in eredità dopo una vita troppo breve. «L’unica soluzione possibile perché queste disumanità cessino, in Israele e altrove – ha commentato Luigi Ferrajoli a margine della presentazione del suo progetto di Costituzione della Terra – è la messa al bando, senza se e senza ma, di tutti i sistemi d’arma, considerando che basterebbe anche solo una piccola quantità di quelle nucleari, per distruggere diverse volte l’umanità. La fabbricazione di armi dovrebbe diventare una fattispecie di reato penale così come la vendita e il commercio di queste». La militarizzazione completa della società non può avvenire senza un progetto di colonizzazione del sistema educativo per attuare il quale è stato portato avanti da almeno 25 anni un progetto di standardizzazione di un pezzo fondamentale del rapporto studente-insegnante come il processo valutativo. Renata Puleo, già dirigente scolastica e insegnante di scuola primaria, dopo anni di studi sui sistemi di valutazione Invalsi, ha invitato a riflettere sulle inquietanti analogie tra questi modelli standardizzati e le esigenze del mondo militare: «In realtà l’infanzia o l’età dell’innocenza – ha tenuto a precisare Renata Puleo – sono categorie formulate, peraltro da pochi decenni, dal mondo degli adulti. Ciò che classifichiamo come innocenza, spesso è solamente una visione perfettamente aderente alla realtà ma senza filtri, che il più delle volte mette in luce delle contraddizioni cui spesso non riusciamo a dare risposta». Prontezza, efficacia, resilienza sono altrettanti termini e parole chiave che rientrano nel modello che va per la maggiore nella cosiddetta pedagogia dell’emergenza nata in campo civile per affrontare la continuità educativa in un quadro di disastro ambientale, come può esserlo un terremoto, ma che oggi si ritaglia perfettamente al clima di attesa di un eventuale conflitto contro altrettanto aleatori nemici. «Il concetto di resilienza, così tanto in voga oggi – ha spiegato Paola Greganti, pedagogista dell’età evolutiva presso l’Università RomaTre – rappresenta un modello per l’accettazione e una strategia di ritorno ad uno status quo originario, il punto di partenza senza quindi un passo evolutivo in avanti, un progresso, un cambiamento e quindi una qualsiasi possibilità di miglioramento». Nel quadro di una militarizzazione della scuola e della società finalizzata al conformismo all’addestramento e all’obbedienza rientra anche la creazione di un nemico interno: la testimonianza di Alina, attivista di Ultima Generazione, ha acceso i riflettori su un’altra disparità di forza in gioco che si esplica attraverso una repressione senza pari. Sono state elencate le centinaia di procedure giudiziarie in corso e quelle passate negli ultimi due anni. Molte di queste sono state archiviate per la “tenuità del fatto” proprio in relazione alla finalità sociale cui sono improntate tutte le azioni di Ultima Generazione: «Tutte le azioni dimostrative fatte per l’urgenza di voler comunicare un collasso climatico che è drammatico ed è già in corso – ha raccontato a Alina – non hanno mai causato danni agli oggetti simbolo presi di mira. Quello che fa più male è vedere questa sproporzione nella repressione che nel mio caso si è tradotta addirittura in una velata minaccia contro di me anche in quanto mamma, essendo stata addirittura segnalata ai servizi sociali». Qui alcuni scatti della giornata. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Militarizzazione e oppressione: voci dal Convegno di Verona del 23 novembre
Il 23 novembre l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Verona ha organizzato l’evento pubblico “Dalla Global Sumud Flotilla alla “tregua”. Quale futuro per la Palestina?”, svoltosi al Centro Tommasoli, stipato per l’occasione oltre ogni immaginazione, a tal punto che si è reso necessario allestire un impianto acustico anche all’esterno. L’iniziativa ha visto la partecipazione di Roberta Leoni (presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università), Donia Raafat (scienziata politica e attivista palestinese), Antonio Mazzeo (giornalista e scrittore impegnato nei temi della pace e del disarmo), Moni Ovadia (attore, artista, co-sceneggiatore, musicista), Triestino Mariniello (docente di Diritto penale internazionale alla John Moores University di Liverpool e parte del team della Corte penale internazionale per le vittime di Gaza), Greta Thunberg e Simone Zambrin (attivisti della Global Sumud Flotilla). Dopo il saluto di Miria Pericolosi, attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Verona, Patrizia Buffa, moderatrice dell’incontro, ha aperto i lavori illustrando il significato del convegno e riportando alla memoria della platea quanto accaduto nei mesi scorsi: la nascita di un gigantesco movimento per la Palestina, imponente equipaggio di terra che ha accompagnato l’equipaggio di mare, segno tangibile dell’emersione di una coscienza planetaria. La mobilitazione non è stata motivata solo dall’empatia verso la Palestina, ma si è espressa in una vera e propria rivolta contro il potere delle oligarchie finanziarie e militari che hanno supportato e supportano il genocidio. In tutto il pianeta si è palesata la volontà di andare in direzione opposta a quella voluta dalle classi dirigenti. Purtroppo, la cosiddetta tregua ha avuto un’unica finalità: arginare questo movimento planetario. Ora più che mai, conclude Buffa, è il momento di perseverare nella resistenza all’oppressione, nella pratica del Sumud. Roberta Leoni ha messo in luce la militarizzazione totale della società israeliana che mobilita e disciplina l’intera popolazione mediante la leva obbligatoria lunga, instillando in tal modo nelle coscienze un senso d’insicurezza permanente. Un’organizzazione statuale e sociale che si regge su tali presupposti non può che condurre a forme di sorveglianza di massa, apartheid, pulizia etnica e pratiche genocidarie. Per quanto riguarda l’Italia, Leoni aggiunge come le capillari e continue iniziative di militarizzazione avviate dai governi degli ultimi lustri per valorizzare la cosiddetta “cultura della difesa” nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università, sembrano replicare in modo inquietante il modello guerrafondaio e securitario proprio dello Stato sionista. Donia Raafat sostiene che la cosiddetta tregua imposta da Trump non è per nulla una cessazione delle ostilità, bensì il passaggio da una fase di genocidio aperto e massiccio del popolo palestinese a una forma di genocidio incrementale. Ciò che vediamo ora non è un processo di trasformazione o di giustizia, è semplicemente il consolidamento delle stesse dinamiche che da decenni negano l’autodeterminazione del popolo palestinese. Pertanto, non bisogna fermarsi: le mobilitazioni e la rabbia popolare devono farsi sentire con una forza ancora maggiore, anche perché l’oppressione del popolo palestinese è l’emblema di tutte le forme di oppressione. Lottare per una Palestina libera significa lottare per un mondo più giusto. Antonio Mazzeo è intervenuto ricordando e analizzando le varie complicità del nostro governo e del nostro sistema economico col genocidio in atto. Come ha dimostrato nel suo ultimo report Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati, il genocidio in corso è un crimine collettivo che, come ricorda Mazzeo, coinvolge tutti i settori dell’economia italiana, da quello militare a quello finanziario, passando per quello energetico. Moni Ovadia si è invece soffermato sulla fondamentale distinzione tra ebraismo e sionismo, ricordando come ci siano in tutto il mondo moltissimi ebrei antisionisti e definendo il sionismo un’ideologia criminale e genocidaria. L’artista ha poi stigmatizzato il tentativo d’imbavagliare ogni forma di critica a Israele mediante strumenti repressivi come il DDL Gasparri che pretenderebbe di definire che cosa sia l’ebraicità e di equiparare antisionismo e antisemitismo. Secondo Moni Ovadia i veri antisemiti sono coloro che ritengono di poter definire a priori l’identità ebraica. Simone Zambrin ha spiegato il significato eminentemente politico dell’azione della Global Sumud Flotilla che non va confusa con una semplice missione di tipo umanitario proprio perché mirava a riaffermare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Greta Thunberg ha analizzato il rapporto tra genocidio ed ecocidio, evidenziando come ciò che accade in Palestina sia il risultato di un sistema che ha come unico fine il profitto di pochi a danno dei molti. La deumanizzazione del popolo palestinese affonda le radici in questa logica di oppressione che va tutta a vantaggio di un’élite privilegiata che accumula sempre maggiori profitti sulla pelle di tutti. Triestino Mariniello ha confermato come quello in corso a Gaza sia un vero e proprio genocidio, sostenendo come, dai tempi dello sterminio attuato in Ruanda, non esistano altri casi così ampiamente documentati e per i quali vi sia una tale abbondanza di prove. Una delle vie giuridiche indicate dal professore della John Moores University per uscire dall’inerzia potrebbe consistere in un’iniziativa da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU che sconfessi il piano Trump e l’operato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, aprendo la via ad azioni contro Israele. Il convegno organizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha dunque rilanciato la necessità di una mobilitazione permanente contro il genocidio, contro la militarizzazione delle coscienze e contro la censura che del genocidio sono potenti catalizzatori. Qui alcuni scatti della serata del 23 novembre a Verona. Giorgio Lonardi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Verona, 23 novembre: Convegno “Dalla Flotilla alla tregua. Quale futuro per la Palestina?”
DOMENICA, 23 NOVEMBRE, ORE 17:00 SALA CONFERENZE CENTRO TOMMASOLI, VIA L. PERINI, 7, VERONA L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università organizza a Verona un evento pubblico sulla drammatica situazione della Palestina dal titolo: Dalla Global Sumud Flotilla alla “tregua”. Quale futuro per la Palestina? L’iniziativa avrà luogo domenica 23 novembre, alle ore 17:00, presso la Sala Conferenze Centro Tommasoli, via L. Perini 7. L’incontro vuol essere un’occasione di confronto sulla grave situazione della Palestina e sulla drammatica congiuntura storica nella quale il diritto internazionale e quello umanitario si stanno rivelando gravemente insufficienti di fronte alle palesi violazioni perpetrate contro la popolazione palestinese. È fondamentale continuare a parlare della Palestina: non possiamo permettere che le sue sofferenze siano dimenticate. Durante l’incontro interverranno: Miria Pericolosi (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Verona) Roberta Leoni (Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università) Donia Raafat (scienziata politica e attivista per i diritti umani) Antonio Mazzeo (giornalista e scrittore impegnato nei temi della pace e del disarmo, dell’ambiente e della lotta alle criminalità mafiose) Simone Zambrin (attivista della Global Sumud Flotilla) Triestino Mariniello (docente di Diritto penale internazionale alla John Moores University di Liverpool, già nel team legale delle vittime di Gaza di fronte alla Corte penale internazionale) Greta Thunberg (attivista della Global Sumud Flotilla) Moni Ovadia (attore, regista, co-sceneggiatore, musicista) Modera Patrizia Buffa. L’evento è libero e aperto a tutte le persone interessate.
Interventi video del Convegno di formazione del 17 ottobre a Napoli
Il 17 ottobre 2025, presso il Liceo statale “P. Villari” di Napoli, ha avuto luogo un corso di formazione rivolto al personale scolastico dal titolo “Per una scuola di Pace” organizzato dall’Assemblea di autoformazione della scuola, in collaborazione col Liceo Villari e l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università. Pubblichiamo qui i video dell’intervento introduttivo di Fulvio Padovano, docente, a nome dell’Assemblea di autoformazione dei docenti e di Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. A seguire gli interventi di Charlie Barnao, docente di sociologia presso l’Università degli studi di Palermo, sul ruolo del militarismo nella nostra società contemporanea; Daniela Tafani, docente presso l’Università di Pisa, esperta di digitalizzazione, che ha relazionato sul legame tra dual use e militarizzazione; e, infine, Barbara Bertani, docente e attivista dell’Associazione Alfabeti Ecologici. Intervento di Fulvio Padovano a nome dell’Assemblea di Autoformazione della scuola di Napoli. Roberta Leoni, La militarizzazione dei luoghi del sapere cos’è e come contrastarla. Charlie Barnao, Sulla cultura di guerra. Come il militarismo è entrato a far parte della nostra vita quotidiana. Daniela Tafani, Dual use o integrazione totale Big Tech e militarizzazione della società. Barbara Bertani, Coltivare l’arte di discutere per estirpare la guerra. Percorsi ecologici e transdisciplinari.
4 novembre 2025: Convegno nazionale – formazione online “La Scuola non si arruola”
IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA! CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA CULTURA, CONTRO IL RIARMO E LE POLITICHE DI GUERRA, PER SOSTENERE LA PALESTINA. COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA. CONVEGNO NAZIONALE ONLINE ISCRIVERSI SU PIATTAFORMA SOFIA (ID CORSO 101607) O TRAMITE LINK: HTTPS://FORM.JOTFORM.COM/USB_SCUOLA/CONVEGNO-4-NOVEMBRE Con la legge n. 27 del 1 marzo 2024 è stata istituita, il 4 novembre, la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, data in cui i/le docenti delle scuole di ogni ordine e grado vengono invitati/e ad accompagnare i propri studenti e studentesse a celebrazioni che esaltano i valori della patria e del sacrificio, con particolare riferimento al primo conflitto mondiale. «Si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi molto giovani, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi», recita la legge. Si tratta invece, a nostro avviso, di un salto di qualità della ideologia militarista che porta dentro le scuole di ogni ordine e grado una forte ventata di nazionalismo, attraverso la retorica del compimento dell’unità nazionale, e di militarismo, con ampio ricorso alla retorica del sacrificio. La storia ci ricorda invece che la Prima Guerra Mondiale fu, per il nostro Paese, oltre che un atto di aggressione, una vera e propria carneficina. Simili celebrazioni – la prima guerra Mondiale venne preceduta da aggressioni coloniali dell’Italia monarchica e liberale che cercava di entrare nel novero delle grandi potenze – rappresentano dunque un ulteriore passo avanti rispetto al processo di normalizzazione della guerra, in un contesto Europeo e mondiale che, con i progetti di riarmo e l’investimento di ingentissime risorse nella difesa e nella sicurezza, avrà presto ripercussioni dirette sulle spese sociali, sul welfare, sull’istruzione, sulla sanità. Questo anno poi è purtroppo tragicamente automatico parlare del genocidio in Palestina, espressione più evidente di quel riordinamento economico-politico-militare mondiale che non può prescindere dalla guerra e dal colonialismo. Un Genocidio in diretta e in corso, che il mondo della scuola non vuole appoggiare ma vuole anzi in ogni modo contrastare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università consideriamo il 4 novembre non una giornata di festa e da celebrare, ma piuttosto una giornata di lutto. Una narrazione falsa che tace sulla violenza e le distruzioni della guerra, che marginalizza la cultura della pace e l’educazione improntata sulla risoluzione pacifica dei conflitti. Ci opponiamo con forza e determinazione al militarismo e alla guerra e a gran voce diciamo “Il 4 novembre non è la nostra festa!”, invitando così i/le docenti a disertare le iniziative ad esso legate, a denunciarle e a partecipare al convegno che abbiamo organizzato per il mattino e alle mobilitazioni previste per il pomeriggio in tutta Italia. PER QUESTI MOTIVI, INSIEME AL CESTES, L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ HA ORGANIZZATO PER IL 4 NOVEMBRE 2025 UN CONVEGNO NAZIONALE ONLINE VALIDO COME CORSO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE CON IL SEGUENTE PROGRAMMA: 8.15-8.30 ACCOGLIENZA IN PIATTAFORMA Roberta Leoni, docente e presidente Osservatorio contro la militarizzazione
delle scuole e delle università Cultura della difesa e militarizzazione dell’istruzione Luciano Vasapollo, direttore CESTES, Università La Sapienza Roma Una politica culturale del sociale per il mondo multipolare della pace Antonio Mazzeo, docente e giornalista Rearm Europe e militarizzazione
del sapere Marco Meotto, docente e ricercatore Sguardi coloniali. Il genocidio
nella didattica della storia: dall’inizio del Novecento
alla Palestina odierna Mjriam Abu Samra, ricercatrice e attivista italo-palestinese Critica decoloniale dell’accademia neoliberale: la conoscenza
non marcia Raffaele Spiga, BDS Italia Boicottare il pensiero unico militare Tommaso Marcon, studente, OSA La militarizzazione della formazione, tra scuola gabbia e Valditara Leonardo Cusmai, studente universitario Cambiare Rotta L’università ai tempi della crisi
tra militarizzazione, repressione
e riforme Roberta Leoni Conclusioni Modera: Lorenzo Giustolisi, CESTES MODALITÀ DI ISCRIZIONE: È POSSIBILE ISCRIVERSI SU PIATTAFORMA SOFIA (ID CORSO 101607) O TRAMITE LINK: HTTPS://FORM.JOTFORM.COM/USB_SCUOLA/CONVEGNO-4-NOVEMBRE MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE: IL LINK CON CUI CONNETTERSI VERRÀ INVIATO VIA MAIL. Il CESTES è ente accreditato al MIM, per il corso si può fruire di un permesso giornaliero
 per formazione ai sensi del’ art. 36 del CCNL 2019/21 Per info:
 scrivere a info@formazione-cestes.it
 o telefonare a Silvia Bisagna 349/7221900 FUORI I MILITARI, IL MILITARISMO E LA GUERRA DALLA SCUOLA! COSA POSSIAMO FARE SE IL 4 NOVEMBRE SIAMO INDIVIDUATI COME ACCOMPAGNATORI/TRICI A INIZIATIVE PER LA GIORNATA DELLE FORZE ARMATE? 1) Iscriverci al convegno organizzato dall’Osservatorio per la mattina del 4 novembre (consulta il sito dell’Osservatorio per prendere visione del programma e scaricare il modulo di domanda da produrre alla scuola); la formazione è un diritto: come docenti abbiamo 5 giorni all’anno di permesso retribuito per la formazione e se il preside dovesse fare problemi nella concessione del permesso, si può scrivere all’Osservatorio (osservatorionomili@gmail.com) e avrete il supporto, anche normativo, necessario; 2) Presentare una dichiarazione di indisponibilità o una rimostranza (in allegato o da scaricare dal sito dell’Osservatorio); si tratta di un documento in cui si ribadisce la propria obiezione di coscienza relativamente alla presenza dei militari in ambiente scolastico; il preside potrebbe o individuare un/a sostituto/a oppure procedere con ordine di servizio oppure tacere; nel secondo e terzo caso consigliamo di procedere con la procedura prevista per la rimostranza che comunque può essere presentata anche indipendentemente dalla dichiarazione di indisponibilità. Ricordiamo che, in ogni caso, se l’attività prevista per il 4 novembre si tenesse fuori dalla scuola, non sussiste alcun obbligo per il docente di accompagnare la classe (le uscite didattiche sono svolte sempre su base volontaria); Presentare un atto di rimostranza, un atto perfettamente legale e previsto dalla normativa in base al quale un dirigente della pubblica amministrazione non può impartire ordini con vizi legislativi. Se vi viene chiesto di accompagnare una classe a una qualche forma di parata militare senza che questa attività sia stata deliberata dal Collegio Docenti e/o dal Consiglio di Classe, potete opporvi. Di fronte a una circolare che vi individua come accompagnatori/trici dovete richiedere (per scritto) un ordine di servizio; quando arriva l’ordine di servizio potete utilizzare il modello di atto di rimostranza scaricabile dal sito dell’Osservatorio (meglio protocollare il tutto nella segreteria della scuola). Di fronte a una rimostranza, il preside ha due strade: a) Non risponde; a questo punto la rimostranza si intende accolta e non sussiste più l’obbligo previsto dalla circolare o dall’ordine di servizio su cui la rimostranza stessa è stata prodotta; b) Il preside reitera l’ordine di servizio; a questo punto il lavoratore ha due scelte: o ottempera oppure decide di resistere con la consapevolezza che può incorrere in provvedimenti disciplinari (sui quali l’Osservatorio dà la massima disponibilità a dare l’eventuale copertura legale). A4-LA-SCUOLA-NON-SI-ARRUOLADownload