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MILANO: 14 ANNI FA L’OCCUPAZIONE DI PIANO TERRA, COME SONO CAMBIATE LA METROPOLI E LE SUE LOTTE?
Il 2 marzo 2012, quattordicianni fa, nel quartiere Isola di Milano, a poche centinaia di metri dalla stazione Garibaldi, in via Confalonieri veniva occupato uno spazio abbandonato da anni in uno degli ultimi caseggiati popolari del quartiere: nasceva così Piano Terra, “un centro sociale e politico di opposizione e radicale alternativa critica all’attuale modello di città”, come si legge nella presentazione di chi ha dato vita all’occupazione. Quattordici anni dopo, Piano Terra continua a ospitare reti e collettivi che si muovono nello spazio metropolitano milanese. In questi anni, infatti, Milano è stata attraversata da diverse mobilitazioni, dal movimento No Expo – che catalizzò l’attività di Piano Terra nei mesi immediatamente successivi all’occupazione – alla contestazione alle “insostenibili Olimpiadi” di Milano-Cortina, appena concluse. Quattordici anni dopo l’occupazione di Piano Terra, a distanza di undici anni dal movimento No Expo e con le olimpiadi invernali sullo sfondo, come si è concretizzato il “modello di città” contro cui è nata l’occupazione di via Confalonieri? Cosa è rimasto e cosa è cambiato nella metropoli milanese e nelle sue lotte?  Ne parliamo con Elio Catania, nostro collaboratore da Milano e di Off Topic, uno dei gruppi che, dal 2012, anima Piano Terra. Ascolta o scarica.
March 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Le insostenibili olimpiadi
Si è svolta a Milano sabato 7 una manifestazione nazionale che non si è limitata a dire no ai Giochi, ma ha messo in discussione l’intero immaginario politico che li accompagna: grandi eventi come acceleratori di trasformazioni urbane, speculazione immobiliare, compressione dei diritti sociali, normalizzazione della precarietà e militarizzazione del territorio. Il corteo è stato il punto di caduta di una mobilitazione che si è strutturata in tante iniziative sul territorio sostenuta da una piattaforma ampia e plurale composta da movimenti e spazi sociali, reti dello sport popolare, associazionismo di città e montagna, alpinismo critico, comitati di lotta per la casa, sindacati di base, partiti della sinistra radicale, movimenti di solidarietà con la Palestina e comunità palestinesi, studenti e studentesse, giovani e giovanissime. E soprattutto: abitanti dei quartieri popolari e comunità di montagna, lavoratrici e lavoratori, precari, che da anni lottano per la difesa di territori e ambienti, denunciando malgoverno e assenza di trasparenza su grandi eventi e grandi opere imposte per interesse di pochi a danno dei molti, privatizzando interi pezzi di città pubblica e saccheggiando le risorse naturali comuni, come acqua e paesaggio. Il corteo è partito con la “marcia dei larici”, a rappresentazione dei 500 alberi di Cortina abbattuti per fare posto alla inutile pista da bob. Lungo il percorso è stata denunciata la presenza dell’ICE e di Israele, è stata fatto un sanzionamento pirotecnico al villaggio olimpico sorto privatizzando l’ex scalo ferroviario di Porta Romana; è stata segnalata la chiusura e la privatizzazione del mercato comunale di piazza Ferrara a Corvetto, simbolo dei piani di espulsione dei ceti popolari dal quartiere. In questo contesto, abbiamo deciso di rilanciare la parola d’ordine dei grandi scioperi dello scorso autunno: blocchiamo tutto – nel nostro caso, la tangenziale est di Milano, al suo ingresso da piazzale Corvetto. Un imponente dispositivo di polizia, che già negli scorsi giorni aveva paralizzato la città per fare posto ai fascisti dell’amministrazione Trump e alla delegazione dello Stato genocida di Israele, militarizzando i quartieri popolari di Corvetto e San Siro, ha risposto con lacrimogeni ad altezza d’uomo, cariche violente, idranti sulla folla. Il corteo è rimasto compatto e ha poi deciso di spostarsi insieme verso Brenta dove si è sciolto, per tornare al PalaUtopiadi (ex PalaSharp). 6 persone sono state fermate durante le cariche e poi rilasciate con denuncia a piede libero. Nel bilancio segnaliamo anche 2 fogli di via da Milano e 15 feriti di cui 4 ospedalizzati. Ne parliamo con un compagno del Comitato insostenibili olimpiadi.
February 10, 2026
Radio Blackout - Info
OLIMPIADI MILANO-CORTINA: PAVIA SI PREPARA A CONTESTARE IL PASSAGGIO DELLA FIACCOLA OLIMPICA
Si svolgerà questa sera, giovedì 15 gennaio, a Pavia la nuova mobilitazione contro il passaggio della fiaccola olimpica e, con essa, contro le Olimpia di Milano – Cortina 2026, sponsorizzate, tra le altre, da aziende che lucrano sull’economia del genocidio. L’appuntamento di questa sera è previsto alle ore 18.30 in Piazza Petrarca (lato viale Matteotti), luogo nei pressi del quale è previsto l’arrivo della fiaccola olimpica. Un appuntamento che continuerà – alle ore 21,00 in via Faruffini,4 – con la proiezione del film “Il Grande gioco. Milano – Cortina: il rovescio delle medaglie“, un film prodotto da Off Topic e dal Comitato Insostenibili Olimpiadi (c.i.o) Un modo per guardare più da vicino i tanti motivi per cui appare sempre più doveroso contestare queste olimpiadi e per rilanciare il corteo nazionale chiamato dal c.i.o. il 7 febbraio a Milano (ore 15, piazza Medaglie d’oro) con lo slogan “Tutt* in piazza contro le nocività olimpiche”. Abbiamo approfondito i contenuti dell’iniziativa con Leonardo di Radio Aut, realtà che ha organizzato la contestazione insieme alla Polisportiva Popolare Pavese, Friday for Future Pavia e Comitato insostenibili olimpiadi (c.i.o) Ascolta o scarica Il comunicato dell’iniziativa Manca un mese alle Olimpiadi invernali, pubblicizzate come “le più sostenibili finora” dalla stessa fondazione Milano-Cortina incaricata della loro organizzazione. La realtà è che saranno un evento all’insegna del profitto privato finanziato da fondi pubblici, sorretto da lavoro non pagato e dallo sfruttamento di territori montani, per giunta organizzato da un ente al cui interno sono stati presenti soggetti indagati per corruzione e turbativa d’asta. I fondi pubblici destinati alla realizzazione dei giochi del 2026 ammontano ad oltre 4 miliardi di euro, e di questi la maggior parte è stanziata per la costruzione di strade adatte a gestire il flusso di turisti legati all’evento, che però oltre a sostenere solo un turismo tossico, saranno pronte unicamente dopo la conclusione della manifestazione. Si parla sempre di fondi pubblici anche per il villaggio olimpico e l’arena costruiti nel milanese da privati, che dopo la fine dei giochi ne riterranno in gran parte la gestione. Ma cosa succederà al villaggio olimpico dopo che avrà servito la sua funzione a breve termine? Tanti studentati di lusso e poche case popolari, in una Milano sempre più inaccessibile e invasa da un problema abitativo aggravato anche dalla richiesta di affitti brevi a scopo turistico. In questo caso il contributo delle Olimpiadi diventa più che palese tramite la partnership con Airbnb, che è solo uno tra gli esempi del tipo di capitale internazionale attirato dall’evento, oltre ad aziende legate allo sfruttamento delle risorse naturali e al genocidio in Palestina: Eni, Coca-Cola e Leonardo. Tutto questo, sommato all’evidente corruzione all’interno degli enti organizzativi, è più che sufficiente a spingere alla contestazione di una manifestazione che porta grande profitto a grandi aziende, a spese del territorio e della popolazione che lo abita. La contestazione si terrà alle 18.30 in Piazza Petrarca, lato viale Matteotti, in occasione dell’arrivo della fiaccola olimpica. A seguire, alle 21.00, si sarà la proiezione de “Il grande gioco. Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie”, film collettivo prodotto dal Laboratorio Off Topic e dal Comitato Insostenibile Olimpiadi.
January 15, 2026
Radio Onda d`Urto