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Torino laboratorio di repressione: dagli arresti di giovani minorenni alle novità della Procura si anticipano le tendenze del nuovo ddl sicurezza@1
I giovani minorenni arrestati per aver contestato un volantinaggio razzista e xenofobo davanti alla loro scuola sono ancora sottoposti a misure cautelari quali gli arresti domiciliari da dicembre scorso. Per recarsi a scuola devono essere accompagnati dai loro genitori, per tornare a casa la stessa cosa. In prima battuta era stato loro negato il diritto allo studio. Un colpo all’autonomia, alla socialità, alla formazione di giovani ragazzi e ragazze che stanno pagando preventivamente una “responsabilità” che un processo dovrà ancora stabilire. Nei fatti ciò che si vuole colpire è la volontà e la vivacità di giovanissimi che non hanno voluto lasciare passare sotto silenzio una provocazione fascista condita da propaganda “anti-maranza”. Questo è ciò che viene proposto dal governo Meloni per le giovani generazioni e, a Torino, in queste settimane e mesi si sono verificati moltissimi episodi di questo genere, sono molte infatti le segnalazioni da parte di diverse scuole della città di volantinaggi di Gioventù Nazionale davanti all’ingresso. Insieme a una mamma di una ragazzo agli arresti domiciliari diamo spazio alla vicenda e condividiamo l’urgenza di mobilitarsi in maniera unita per tenere alta l’attenzione su un fatto come questo, anche in vista dell’udienza del riesame del 20 gennaio. Qui un estratto del testo scritto dalla rete di genitori del Liceo Einstein: “Come genitori degli studenti del Liceo Einstein di Torino riteniamo che le misure cautelari (permanenza in casa o detenzione domiciliari per minorenni) disposte dalla Procura ed operate dalle Forze dell’Ordine all’alba del 30.12.2025 nei confronti di ragazze e ragazzi minorenni (oggi indagati per i fatti avvenuti il 27.10.2025 al momento dell’ingresso per la frequenza della prima ora di lezione, presso la sede di via Bologna e per gli eventi svoltisi a Torino nello scorso autunno), rappresentino strumenti sproporzionati e stigmatizzanti che non contribuiscono in alcun modo alla costruzione di una società migliore, né alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli: ne chiediamo pertanto e sin d’ora l’immediata revoca, anche al fine di garantire loro il diritto allo studio, al momento formalmente negato.” Anche i docenti del liceo Giordano Bruno hanno scritto una lettera per una scuola inclusiva e aperta, in risposta a un ulteriore volantinaggio di Gioventù Nazionale davanti alla loro scuola di qualche giorno fa. La lettera è stata pubblicata dalla Cub Scuola Università e Ricerca. Torino è per molti versi un laboratorio che anticipa le tendenze generali in ambito repressivo. In queste settimane si sono verificati diversi episodi che vanno nella direzione di una stretta repressiva. In particolare, ci si riferisce alle misure cautelari per altri 8 giovani minorenni arrestati a seguito delle manifestazioni per la Palestina del 3 ottobre 2025. In questo caso le maglie repressive si chiudono intorno a una composizione specifica, scegliendo di condurre un’operazione chiamata “riot” nei confronti di ragazzi di seconda generazione, isolandoli da principio rispetto al resto di chi si è mobilitato in quelle date di sciopero generale. Questo genere di approccio è in linea con il nuovo pacchetto sicurezza che sta venendo definito dal governo: il pacchetto sicurezza bis individua dei soggetti be precisi contro i quali condurre un accanimento puntuale. In primis, le persone non bianche, ormai soprannominate da governo e media “maranza” senza alcuna difficoltà nel riprodurre una narrazione razzista e stigmatizzante, e in secondo luogo le persone che si mobilitano in manifestazioni di piazza e quindi chi dissente. Lo scudo penale per gli agenti è solo una parte di questo decreto e le nuove misure prendono ispirazione da alcuni episodi delle ultime settimane come il tentativo di espulsione di Mohamed Shahin, l’inchiesta nei confronti di Hannoun, le manifestazioni per la Palestina. Zone Rosse, rafforzamento di presidi di polizia, aumento dei poteri per la polizia penitenziaria, operazioni sotto copertura soprattutto in carcere. Aumento dei reati per cui il questore può ammonire ragazzi tra i 12 e i 14 anni, con un’estensione del decreto Caivano. E’ previsto inoltre il divieto di ingresso in determinate zone del centro per chi ha anche solo una denuncia per reati di piazza, vengono liberalizzati i controlli e le perquisizioni preventive con la possibilità di fermi per prevenzione fino a 12 ore disposti direttamente dalla polizia per chi si pensa possa pregiudicare lo svolgimento dei cortei. Si inaspriscono le sanzioni amministrative, quindi escludendole dal diritto penale e dalle minime garanzie, indicando nelle deviazioni, disobbedienza civile, manifestazioni non autorizzate motivo di salassi fino a 20 mila euro. In questo contesto, si iscrive anche un ulteriore fatto inedito come quello per cui la Procura torinese vorrebbe creare un precedente, ossia la richiesta del carcere e dunque l’aggravamento delle misure per Giorgio Rossetto, all’oggi ai domiciliari, a seguito di una sua intervista su Radio Onda d’Urto, in cui il compagno aveva espresso alcune considerazioni in seguito allo sgombero dell’Askatasuna (come viene raccontato qui). Alla redazione di Radio Onda d’Urto va la nostra solidarietà per contrastare il tentativo di intimidire compagni e compagne che svolgono lavoro di informazione dal basso puntuale e lucido. Rispetto a tutti questi temi abbiamo chiesto un commento all’ex magistrato Livio Pepino
Torino laboratorio di repressione: dagli arresti di giovani minorenni alle novità della Procura si anticipano le tendenze del nuovo ddl sicurezza@0
I giovani minorenni arrestati per aver contestato un volantinaggio razzista e xenofobo davanti alla loro scuola sono ancora sottoposti a misure cautelari quali gli arresti domiciliari da dicembre scorso. Per recarsi a scuola devono essere accompagnati dai loro genitori, per tornare a casa la stessa cosa. In prima battuta era stato loro negato il diritto allo studio. Un colpo all’autonomia, alla socialità, alla formazione di giovani ragazzi e ragazze che stanno pagando preventivamente una “responsabilità” che un processo dovrà ancora stabilire. Nei fatti ciò che si vuole colpire è la volontà e la vivacità di giovanissimi che non hanno voluto lasciare passare sotto silenzio una provocazione fascista condita da propaganda “anti-maranza”. Questo è ciò che viene proposto dal governo Meloni per le giovani generazioni e, a Torino, in queste settimane e mesi si sono verificati moltissimi episodi di questo genere, sono molte infatti le segnalazioni da parte di diverse scuole della città di volantinaggi di Gioventù Nazionale davanti all’ingresso. Insieme a una mamma di una ragazzo agli arresti domiciliari diamo spazio alla vicenda e condividiamo l’urgenza di mobilitarsi in maniera unita per tenere alta l’attenzione su un fatto come questo, anche in vista dell’udienza del riesame del 20 gennaio. Qui un estratto del testo scritto dalla rete di genitori del Liceo Einstein: “Come genitori degli studenti del Liceo Einstein di Torino riteniamo che le misure cautelari (permanenza in casa o detenzione domiciliari per minorenni) disposte dalla Procura ed operate dalle Forze dell’Ordine all’alba del 30.12.2025 nei confronti di ragazze e ragazzi minorenni (oggi indagati per i fatti avvenuti il 27.10.2025 al momento dell’ingresso per la frequenza della prima ora di lezione, presso la sede di via Bologna e per gli eventi svoltisi a Torino nello scorso autunno), rappresentino strumenti sproporzionati e stigmatizzanti che non contribuiscono in alcun modo alla costruzione di una società migliore, né alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli: ne chiediamo pertanto e sin d’ora l’immediata revoca, anche al fine di garantire loro il diritto allo studio, al momento formalmente negato.” Anche i docenti del liceo Giordano Bruno hanno scritto una lettera per una scuola inclusiva e aperta, in risposta a un ulteriore volantinaggio di Gioventù Nazionale davanti alla loro scuola di qualche giorno fa. La lettera è stata pubblicata dalla Cub Scuola Università e Ricerca. Torino è per molti versi un laboratorio che anticipa le tendenze generali in ambito repressivo. In queste settimane si sono verificati diversi episodi che vanno nella direzione di una stretta repressiva. In particolare, ci si riferisce alle misure cautelari per altri 8 giovani minorenni arrestati a seguito delle manifestazioni per la Palestina del 3 ottobre 2025. In questo caso le maglie repressive si chiudono intorno a una composizione specifica, scegliendo di condurre un’operazione chiamata “riot” nei confronti di ragazzi di seconda generazione, isolandoli da principio rispetto al resto di chi si è mobilitato in quelle date di sciopero generale. Questo genere di approccio è in linea con il nuovo pacchetto sicurezza che sta venendo definito dal governo: il pacchetto sicurezza bis individua dei soggetti be precisi contro i quali condurre un accanimento puntuale. In primis, le persone non bianche, ormai soprannominate da governo e media “maranza” senza alcuna difficoltà nel riprodurre una narrazione razzista e stigmatizzante, e in secondo luogo le persone che si mobilitano in manifestazioni di piazza e quindi chi dissente. Lo scudo penale per gli agenti è solo una parte di questo decreto e le nuove misure prendono ispirazione da alcuni episodi delle ultime settimane come il tentativo di espulsione di Mohamed Shahin, l’inchiesta nei confronti di Hannoun, le manifestazioni per la Palestina. Zone Rosse, rafforzamento di presidi di polizia, aumento dei poteri per la polizia penitenziaria, operazioni sotto copertura soprattutto in carcere. Aumento dei reati per cui il questore può ammonire ragazzi tra i 12 e i 14 anni, con un’estensione del decreto Caivano. E’ previsto inoltre il divieto di ingresso in determinate zone del centro per chi ha anche solo una denuncia per reati di piazza, vengono liberalizzati i controlli e le perquisizioni preventive con la possibilità di fermi per prevenzione fino a 12 ore disposti direttamente dalla polizia per chi si pensa possa pregiudicare lo svolgimento dei cortei. Si inaspriscono le sanzioni amministrative, quindi escludendole dal diritto penale e dalle minime garanzie, indicando nelle deviazioni, disobbedienza civile, manifestazioni non autorizzate motivo di salassi fino a 20 mila euro. In questo contesto, si iscrive anche un ulteriore fatto inedito come quello per cui la Procura torinese vorrebbe creare un precedente, ossia la richiesta del carcere e dunque l’aggravamento delle misure per Giorgio Rossetto, all’oggi ai domiciliari, a seguito di una sua intervista su Radio Onda d’Urto, in cui il compagno aveva espresso alcune considerazioni in seguito allo sgombero dell’Askatasuna (come viene raccontato qui). Alla redazione di Radio Onda d’Urto va la nostra solidarietà per contrastare il tentativo di intimidire compagni e compagne che svolgono lavoro di informazione dal basso puntuale e lucido. Rispetto a tutti questi temi abbiamo chiesto un commento all’ex magistrato Livio Pepino
SABATO 20 DICEMBRE: TREKKING IN CITTA’ NEI LUOGHI STORICI DI VITA DI RADIO ONDA D’URTO
Sabato 20 dicembre 2025 a Brescia trekking urbano, storico e politico con tappe davanti alle sedi storiche di Radio Onda d’Urto, per i primi 40 anni della nostra e vostra emittente, in compagnia di esperte ed esperti. Prenotazioni gratuite ma obbligatorie al numero 03045670. Ritrovo: ore 9.30 in piazzale Cremona, a Brescia, dentro la Campagna Abbonamenti di Radio Onda d’Urto (15-20 dicembre). Lo spot di lancio dell’iniziativa. Ascolta o scarica
ARRIVATO IL CALENDARIO 2026 DI RADIO ONDA D’URTO: ECCO COME OTTENERLO!
L’edizione 2026 del Calendario di Radio Onda d’Urto è finalmente disponibile! Il Calendario è dedicato a ciò che ha caratterizzato le mobilitazioni e il nostro lavoro radiofonico durante l’anno: la lotta del popolo palestinese e i movimenti di protesta per fermare il genocidio a Gaza e l’occupazione di tutta la Palestina. Grazie alle decine di fotografe-i che hanno immortalato le immagini durante le manifestazioni per la Palestina tra il 17 settembre e l’8 ottobre 2025 a Brescia, rispondendo alla nostra call solidale! Con una donazione di 10 euro a Radio Onda d’Urto puoi ricevere il Calendario 2026, fare un regalo ad amiche-i e parenti e contribuire alla possibilità di proseguire insieme questo viaggio, quello delle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto che a dicembre compie i suoi primi 40 anni, sostenendo la nostra informazione dal basso, senza un secondo di pubblicità, padrini e padroni. DOVE E COME OTTENERE IL CALENDARIO 2026? 👉 Puoi passare già da oggi nei nostri studi, in via Luzzago 2/b a Brescia per ottenerlo 👉 al csa Magazzino 47, in via Industriale 10 a Brescia, in occasione del mercato del venerdì dalle ore 16 o durante le sue aperture 👉 alla libreria Rinascita di via della Posta, 7 a Brescia 👉 Nei prossimi giorni altri luoghi a Brescia e provincia dove ottenerlo! 👉 Se desideri invece fartelo spedire fuori dal Bresciano manda una mail all’indirizzo calendario.dellaradio@gmail.com  
CALENDARIO 2026 DI RADIO ONDA D’URTO: SCOPRI COME OTTENERLO!
Calendario 2026 di Radio Onda d’Urto! L’edizione 2026 del Calendario è dedicata a ciò che ha caratterizzato le mobilitazioni e il nostro lavoro radiofonico durante l’anno: la lotta del popolo palestinese e i movimenti di protesta per fermare il genocidio a Gaza. Per questo motivo, il Calendario 2026 ripercorre con immagini e didascalie i momenti salienti delle iniziative, proteste, blocchi e manifestazioni che hanno riempito le strade di Brescia negli ultimi mesi, al pari del resto d’Italia (e non solo). Il tutto con descrizioni e link che rimandano al lavoro della Radio. Grazie alle decine di fotografe e fotografi che hanno immortalato le immagini durante le manifestazioni per la Palestina tra il 17 settembre e l’8 ottobre 2025 a Brescia, rispondendo alla nostra call solidale! Con una donazione di 10 euro a Radio Onda d’Urto puoi ricevere una copia del Calendario 2026, fare un bel regalo ad amiche-i e parenti e contribuire alla possibilità di proseguire insieme questo viaggio, quello delle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto che a dicembre compie i suoi primi 40 anni, sostenendo la nostra informazione dal basso, senza un secondo di pubblicità, padrini e padroni. DOVE E COME OTTENERE IL CALENDARIO 2026? Tra pochissimi giorni daremo informazione sui luoghi in cui reperire il Calendario 2025 a Brescia e Provincia. Se desideri invece fartelo spedire fuori Provincia di Brescia manda una mail all’indirizzo calendario.dellaradio@gmail.com Ti daremo tutte le informazioni! L’EDIZIONE HA UN NUMERO DI COPIE LIMITATO! Info: 03045670.
CALENDARIO 2026 DI RADIO ONDA D’URTO: CHIAMATA A FOTOGRAFE E FOTOGRAFI!
Le proteste per Gaza, contro genocidio e occupazione in Palestina, in supporto alle Flotille hanno mobilitato, solo in Italia, più di 3 milioni di persone in pochi giorni, al grido di “blocchiamo tutto” e “free palestine”. Slogan che sono risuonati anche Brescia, dove decine di migliaia di persone sono ripetutamente scese in piazza per far sentire la propria voce. Ed è proprio questa voce a cui vorremmo dedicare l’edizione 2026 del Calendario di Radio Onda d’Urto. Per farlo, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Se hai partecipato a una delle manifestazioni che, dal 17 settembre all’8 ottobre 2025, hanno attraversato le strade di Brescia, immortalandone frammenti di gioia e di lotta, inviaci le tue fotografie seguendo le seguenti istruzioni: 1. Riporta nell’oggetto della mail la dicitura “Foto calendario radio 2026” 2. Allega un massimo di 5 immagini, a colori o in bianconero, scattate nel periodo sopra indicato. Le immagini dovranno essere in alta risoluzione (min. lato lungo 1920px; 300dpi) e in formato JPEG, PNG, TIFF. 3. Scrivi nella mail il giorno a cui fanno riferimento gli scatti e il nome dell’autore/autrice delle immagini, così da poterlo riportare 4. Invia il materiale entro il 20 ottobre 2025 a calendario.dellaradio@gmail.com Le foto selezionate entreranno a far parte del calendario di Radio Onda d’Urto 2026! Sostieni anche con i tuoi scatti la nostra informazione libera, antagonista e dal basso. Contribuisci a dar vita alla nuova edizione del nostro/vostro calendario!
JEAN LUC STOTE: IL RICORDO DAL MONDO DELLA MUSICA
È morto Jean Luc Stote, il nostro Jean. Nella mattinata di martedì 30 settembre 2025 ha avuto un malore. 72 anni, nato a Nancy, in Francia, dal 2005 al 2019 è stato il coordinatore della redazione musicale di Radio Onda d’Urto. Poi, come diceva un po’ scherzosamente, era “andato in pensione”, continuando comunque a trasmettere, quotidianamente, con la Compagnia dei Gatti Neri, oltre che con Casa Titta, il mercoledì pomeriggio, in tandem con Titta Colleoni, suo grande amico, scomparso anche lui, quest’estate. Lungo la strada che abbiamo percorso insieme, durante ogni edizione della Festa di Radio Onda d’Urto Jean Luc è stato conduttore e coordinatore dell’“acquario”, lo studio mobile di Radio Onda d’Urto accanto al palco principale della Festa. Con di sfondo le decine di vinili che decorano la parete del prefabbricato (soltanto una piccola parte delle sue migliaia di dischi), ha intervistato decine e decine di artiste e artisti prima e dopo i concerti, dedicando sempre lo stesso entusiasmo, interesse e passione a ogni musicista, che si trattasse di un nome di rilievo internazionale o di una band emergente che si apprestava a suonare in una delle tende. In queste ore, molte e molti di loro ci stanno inviando audio con i loro ricordi e le loro dediche (e molte altre continuano ad arrivare mentre scriviamo): * Caparezza – Ascolta o scarica. * O’ Zulù, 99 Posse – Ascolta o scarica. * Paletta, Punkreas – Ascolta o scarica. * Noise, Punkreas – Ascolta o scarica. * Fede Dragogna, I Ministri – Ascolta o scarica. * Diego Spagnoli, direttore di palco di Vasco Rossi – Ascolta o scarica. * Ottavia Brown – Ascolta o scarica. * Alessio Lega – Ascolta o scarica. * Filippo Andreani, Atarassia Grop – Ascolta o scarica. * Dava, Vallanzaska – Ascolta o scarica. * Kino, Arpioni – Ascolta o scarica. * Simone Grazioli, chitarrista – Ascolta o scarica.       #JeanLucStote
“FUORIONDA”: DAL 1 SETTEMBRE RIPARTE LA NEWSLETTER GRATUITA DI RADIO ONDA D’URTO
Riparte lunedì 1 settembre 2025 – e a pieno regime – FuoriOnda, la newsletter quotidiana e completamente gratuita di Radio Onda d’Urto. Dopo lo speciale “Festa” di agosto 2025, FuoriOnda torna quindi nella sua versione pienamente informativa. A oggi, sono circa un migliaio le persone iscritte alla newsletter. Aiutaci ad arrivare sempre più lontano, iscriviti e fai iscrivere! A cura della redazione, FuoriOnda viene pubblicata alle ore 20, dal lunedì al venerdì. Come funziona? – basta iscriversi gratuitamente con la mail su newsletter.radiondadurto.org – ogni giorno, dal lunedì al venerdì, a partire dalle ore 20 vi arriverà FuoriOnda – è gratuita, non ci sono contenuti limitati – come tutte le mail, si può leggere quando si vuole. Non è necessario scaricare la app di Substack: se non vi interessa, basta chiudere l’avviso che appare a fine iscrizione – si può annullare l’iscrizione in ogni momento – ci potete mandare feedback a redazione@radiondadurto.org Perché la newsletter? In un tempo in cui l’informazione è sempre meno accessibile, a pagamento, disciplinata, colma di pubblicità e pop up, Radio Onda d’Urto fa la differenza. Dal primo giorno della nostra esistenza, nel dicembre 1985, abbiamo rifiutato questo perverso ricatto in cui tutto può diventare marketing, in cui tutto può essere venduto, anche l’informazione. Tutto ciò che accade durante la giornata sulle nostre e vostre frequenze antagoniste, dalle notizie di cronaca alle analisi con esperti, dagli approfondimenti su ciò che accade dai territori di guerra ai collegamenti in ogni angolo della Terra per dare voce a chi non ne ha, fino alle interviste e agli articoli sulle mobilitazioni in Italia e nel mondo, è ogni giorno su FuoriOnda! Vai su newsletter.radiondadurto.org Sulla ripresa di FuoriOnda il servizio di lancio con Francesco, della redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
XXXIII FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: 100.000 VOLTE GRAZIE!
La Festa 2025 è finita. Per 18 serate un fiume di persone (almeno 100mila) ha varcato i cancelli di via Serenissima a Brescia. Un’edizione davvero molto partecipata, che ha visto un’intera comunità prendere parte alla Festa tra concerti, dibattiti, presentazioni, incontri, enogastronomia popolare e tanto altro ancora. Il “mondo che contiene molti mondi” che ogni agosto si materializza in via Serenissima non è qualcosa che va dato per scontato. La Festa resta una straordinaria esperienza di autorganizzazione collettiva, che esiste e r-esiste in un mondo che ci vuole sempre più soli, divisi, chiusi, lontani. Grazie quindi alle centinaia di compagne e compagni che hanno reso possibile la Festa, dedicando tempo, energie, cuore e intelligenze a garantire un altro anno di trasmissioni libere, senza pubblicità, padroni e padrini, a Radio Onda d’Urto. Il tutto in un anno speciale, il 2025, quello dei “primi” 40 anni della Radio. Grazie anche a tutte le persone che l’hanno attraversata, per una sera o…per tutte 18. A tutte-i chiediamo, come ogni anno, un ultimo sforzo collettivo: costruiamo, insieme, la Festa 2026! Per questo vorremmo sapere: -> cosa vi è piaciuto di più di questa edizione? -> c’è stato qualche momento particolarmente significativo di questa edizione da ricordare? -> cosa potremmo ulteriormente migliorare nella XXXIV edizione? -> avete altre opinioni, commenti, consigli? Nei prossimi giorni in Radio organizzeremo su questo microfoni aperti e trasmissioni di valutazione, anche grazie alle tante interviste che abbiamo realizzato dentro la Festa. Intanto, potete già rispondere nei commenti sulle nostre pagine sociali o scriverci via WhatsApp al numero 3351220759. Dal canto nostro, possiamo garantirvi una cosa: continueremo, giorno dopo giorno, a volere conoscere il mondo…per trasformarlo!
XXXIII FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: IN VIA SERENISSIMA A BRESCIA LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’EDIZIONE 2025
Conferenza stampa, lunedì 4 agosto 2025, per la presentazione ufficiale della XXXIII Festa di Radio Onda d’Urto, che si tiene da mercoledì 6 agosto a sabato 23 agosto 2025 nella storica area feste di via Serenissima, a Brescia. Tutto il programma è già disponibile sul sito internet www.festaradio.org Durante l’incontro con i media sono stati toccati diversi aspetti relativi alla Festa 2025, che vedrà oltre 200 eventi nell’arco di meno di tre settimane: decine di concerti solo sul palco principale, dall’Italia e dal mondo, che diventano oltre 200 tra live e dj set delle varie tende, presentazioni di libri e dibattiti. Non solo: i laboratori quotidiani per bambine e bambini a cura di Siamo Gatti, e tanto, tanto altro ancora tra enogastronomia, autoproduzioni, momenti di scambio, confronto e socialità fuori dalle logiche del mercato. La Festa 2025 cade inoltre in un anno speciale: è quello in cui Radio Onda d’Urto compie i suoi primi 40 anni di vita. Tanti ne sono passati da quando, il 18 dicembre 1985, da una cantina in vicolo delle Sguizzette, nel centro di Brescia, iniziava a diffondersi nell’etere il segnale antagonista del Gatto Nero. L’edizione di quest’anno è dedicata proprio al quarantennale della Radio. La Festa, infatti, esiste perché esiste Radio Onda d’Urto. E come sempre, il ricavato di queste 18 serate va a sostenere le spese di un anno intero di trasmissioni radiofoniche senza pubblicità, sponsor o padroni. Tanti i temi al centro del palinsesto di questa edizione speciale della Festa di Radio Onda d’Urto: arriverà a Brescia, con il concerto sul palco principale di giovedì 7 agosto, il gruppo palestinese 47SOUL, che con la loro musica hanno fatto in modo di portare la voce della Palestina sul palcoscenico globale. Anche a Brescia. Non solo concerti: la Palestina e il genocidio in corso a Gaza, i movimenti che si battono per la sua liberazione, sono parte del programma all’interno degli eventi presso lo Spazio Dibattiti e la Libreria del Gatto Nero.  E ancora: le leggi liberticide del governo Meloni, l’ambiente e la salute, la riconversione bellica, il riarmo e le guerre, sono alcuni degli argomenti affrontati nelle 18 serate di dibattiti e presentazioni. Tra gli altri, anche quest’anno, abbiamo deciso di dedicare una serata della Festa di Radio Onda d’Urto alla campagna internazionale per la liberazione del leader del movimento di liberazione curdo Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri e le prigioniere politiche. La serata è organizzata insieme a Ufficio Informazione Kurdistan in Italia e Rete Kurdistan Italia ed è in programma per sabato 9 agosto con un dibattito presso la Libreria del Gatto Nero. Non da ultimo, la prima sera della Festa della Radio – mercoledì 6 agosto, sarà dedicata al nostro amico, compagno e prezioso collaboratore Titta Colleoni, scomparso poche settimane fa. L’edizione di quest’anno sarà l’occasione di ricordarlo, insieme a tutte le volontarie e i volontari che non ci sono più. La conferenza stampa con gli interventi, a nome della Redazione di Radio Onda d’Urto e della Festa, di Michele Borra, Giulia Ferrari e Siham Ouzif. Ascolta o scarica