“SAVE AIDA PITCH, SAVE OUR DREAMS”: L’APPELLO PER SALVARE IL CAMPO SPORTIVO DELL’AIDA CAMP A BETLEMME
In West Bank, la battaglia per salvare dalla demolizione il campo sportivo sito
nel campo profughi Aida, alle porte di Betlemme, continua. Addossato al muro
dell’apartheid costruito da Israele – che ne ha ordinato la distruzione lo
scorso novembre – il campo è divenuto negli ultimi un simbolo della resistenza
culturale, sociale e anche sportiva dei palestinesi, essendo di fatto uno dei
pochissimi spazi più o meno sicuri in cui intere generazioni – in particolare
bambine-i – possono muoversi e correre, senza il rischio incombente di una
pallottola.
Tel Aviv, di fronte alle pressioni dal basso, ha posticipato di una settimana
l’abbattimento. Sono infatti molte le iniziative partite in difesa del campo
gestito dall’Aida Youth Center. Tra queste “Save Aida Pitch, Save Our Dreams”,
l’appello rivolto a Fifa e Uefa affinchè fermino l’ennesiva offensiva sionista.
Al momento, la petizione sta raggiungendo le 350mila le firme, anche grazie alla
partecipazione e al rilancio di decine di realtà sportive popolari italiane e
internazionali.
Tra le realtà italiane che per prime hanno risposto alla chiamata di solidarietà
arrivata da Betlemme, il collettivo Calcio e Rivoluzione, che ha rilanciato
l’iniziativa sui social con queste parole “Fermiamo la demolizione del campo da
calcio dell’Aida Camp di Betlemme dalla furia devastatrice di Israele.
Difendiamo quello che non è solo un campo da calcio, ma uno dei pochissimi spazi
di incontro e speranza per le ragazze e i ragazzi di Aida che ogni giorno
resistono all’ombra del muro”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto con Gabriele del collettivo Calcio e
Rivoluzione Ascolta o scarica