Festa degli Alberi nelle scuole italiane con Forestali (Carabinieri)
La Giornata nazionale degli alberi istituita dalla legge n.10 del 2013 ha
finalità molto più ambiziose che piantare una decina di specie autoctone una
volta l’anno. Indicata come Norme per lo sviluppo degli spazi verdi
urbani sancisce di perseguire “[…] politiche di riduzione delle emissioni, la
prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il
miglioramento della qualità dell’aria” e per ultimo “la valorizzazione delle
tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilità degli
insediamenti urbani“.
La legge prevede il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado per la
messa a dimora, in aree pubbliche individuate d’intesa con ciascun Comune, di
piantine di specie autoctone con il Corpo forestale dello Stato, che nel
frattempo con la riforma Madia del 7 agosto 2015 n.124 è stato assorbito
dall’Arma dei Carabinieri smettendo di essere una forza di Polizia ad
ordinamento civile dipendente dal Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali.
Nelle scuole si educano le nuove generazioni a comportamenti individuali
virtuosi, mentre le politiche nazionali vanno nella direzione opposta con guerre
e distruzione.
Stando all’ultimo rapporto del SIPRI, nel quinquennio 2020-2024 l’Italia ha
superato la Gran Bretagna per produzione di armamenti e si posiziona tra i
colossi mondiali dell’industria di morte dopo Stati Uniti, Francia, Russia, Cina
e Germania. Non è possibile conciliare il riarmo con minori emissioni di gas
serra.
Tornando alla giornata dell’albero, in alcuni Comuni il compito della
piantumazione è stato affidato ad agronomi, uffici del verde cittadino,
associazioni ecologiste, soggetti competenti che non appartengono al settore
militare. Di seguito invece abbiamo voluto elencare un insieme minimo e casuale
di Comuni e scuole che per questa festa hanno collaborato strettamente con il
corpo dei Carabinieri Forestali.
A Cividale del Friuli, in Friuli Venezia Giulia, cento studenti delle scuole
superiori di primo grado con i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura (CAN)
di Udine e il reparto Biodiversità di Tarvisio. Ogni pianta ha il suo codice Qr
ed è inserita nel portale online dei forestali.
A Mombercelli (Asti), in Piemonte, presso la scuola superiore di primo grado
“Costanzo Zandrino” erano presenti anche le scuole primarie di Agliano e
Castelnuovo Calcea, e i Carabinieri Forestali di Nizza.
Oltre duecento studenti della provincia della Spezia, in Liguria: la scuola
primaria di secondo grado dell’IC “Val di Vara 2” di Varese Ligure, l’IC “Val di
Vara” nel comune di Brugnato e la scuola “Favaro” nel comune di La Spezia, e i
Carabinieri Forestali. A Savona nel Comune di Millesimo una breve iniziativa con
la scuola primaria del plesso “Lele Luzzati”.
Nella provincia di Varese, in Lombardia, scuola materna “Edmondo De Amicis” ad
Arcisate, scuola materna “San Salvatore” a Malnate, scuola primaria “Dante
Alighieri” a Marchirolo, scuola primaria “G. Besozzi” a Sangiano, scuola
dell’infanzia a Brezzo di Bedaro, scuola primaria “Enrico Fermi” a Fagnano
Olona, scuola primaria “Milite Ignoto” a Somma Lombardo, scuola primaria “San
Giovanni Bosco” a Varese.
Iniziative con Carabinieri per le scuole di Rovigo, a Ceci in provincia di
Piacenza, a Rieti.
Il Comando Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise” ha organizzato oltre
100 eventi con le scuole a livello locale e due iniziative a livello regionale.
Il Reparto PNALM (Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise) di Pescasseroli con
i Nuclei Carabinieri Parco territoriali e la collaborazione degli IC del
territorio hanno messo a dimora nuove piante in diversi plessi scolastici, a:
Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Villavallelonga, Vallerotonda, Picinisco,
Campoli Appennino, Pescasseroli, Barrea, Villetta Barrea, Scanno, Colli a
Volturno e Balsorano.
Nella provincia di Salerno, in Campania, e nella provincia
Barletta-Andria-Trani, in Puglia. In Calabria sul Lungomare Falcomatà circa 150
alunni del Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” hanno piantato un giovane
Albero di Falcone.
In conclusione, affinché la festa degli alberi rappresenti l’ultimo tassello di
un vasto programma di politica verde e non si tramuti in un cerimoniale vuoto
nel quale i bambini e le bambine sono strumentalizzati come rosee comparse,
dovremmo effettivamente ripensare le politiche mondiali energetiche oggi in
essere, diminuire l’impatto antropico sull’ecosistema, rivoluzionare il modo che
usiamo di fare politica.
Se la politica, dal locale al sovranazionale, continuerà a ignorare le tutele
ambientali già scritte, per noi sarà impossibile consegnare un futuro vivibile
ai bambini di domani.
Piantare alberi nei cortili delle scuole o rinfoltire i boschi una volta l’anno,
non è sufficiente.
Maria Pastore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università