Tag - diritto alla salute

In carcere pagherai anche se volontario e…
… medico:. Così decide Ausl-Parma. di Vito Totire (*) Io medico anargiro dovrò pagare anche questa volta la tassa sul buon samaritano”? Oggi la Chiesa cattolica ricorda Cosma e Damiano santi anargiri perseguitati e uccisi sotto l’impero di Diocleziano. E dal Comune di Erchie ci ricordano che i medici anargiri erano in verità cinque cioè i due santi famosi e
September 27, 2026
La Bottega del Barbieri
Medici-CPR: il 21 in piazza per…
… per ribadire che «la cura non è reato». Il comunicato della «Rete no ai Cpr» e a seguire l’adesione di Medicina Democratica. APPELLO – NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA) LA CURA NON E’ UN REATO Milano, piazza San Babila 21 settembre ore 18 Se sei medic*, vieni con il tuo camice   Per adesioni (entro le 13 di
September 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Giù le mani dai medici cubani
Le sanzioni USA colpiscono i conti legati alla missione sanitaria cubana in Italia. L’embargo contro Cuba diventa così un’ingerenza nella nostra sanità e nella sovranità italiana, mentre centinaia di medici …
Milano, presentata legge di iniziativa popolare per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale
La battaglia per garantire il diritto alla salute per tutti, secondo quanto sancito dall’art. 32 della Costituzione e definito dalla Legge 833/78, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, cambia di passo: si è costituito infatti in Lombardia il Comitato Promotore Regionale a sostegno della legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del SSN e la valorizzazione del personale”, promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni e realtà sociali e depositata in Cassazione il 27 aprile 2026. Al Comitato Promotore Lombardo hanno dato adesione ad oggi CGIL, ACLI, ARCI, Medicina Democratica, UDU, Auser, Federconsumatori Lombardia, Libera. Gli obiettivi della legge sono stati illustrati nel corso di una Conferenza Stampa alla Casa della Cultura, a cui hanno preso parte Monica Vangi di CGIL Lombardia, Marco Caldiroli di Medicina Democratica, Vittorio Agnoletto di Osservatorio Salute, Andrea Villa delle ACLI, Giulia Papandrea dell’UDU, Unione degli Universitari e Lorenzo Frigerio di LIBERA. Rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, garantire il diritto alla salute, valorizzare il personale sanitario e sociosanitario, intervenire sulle principali criticità che oggi mettono a rischio universalità, equità e uguaglianza di accesso alle cure: questi gli obiettivi fondamentali che nascono da un percorso di confronto e approfondimento durato oltre due anni, con il contributo di esperti e soggetti sociali, a partire dalla consapevolezza della crisi che attraversa il Servizio Sanitario Nazionale: riduzione progressiva delle risorse, carenza di personale, aumento insostenibile delle liste d’attesa, difficoltà nell’assistenza territoriale e nella presa in carico delle persone non autosufficienti. Nello specifico sui diversi punti si chiede: per le risorse da mettere a disposizione il finanziamento del fondo sanitario nazionale non inferiore al 7,5% del Pil; per il personale la valorizzazione economica e professionale; per il territorio lo sviluppo delle strutture di prossimità e la riduzione drastica dei tempi di attesa e interventi specifici per la non autosufficienza. Ma la legge di iniziativa popolare pone anche condizioni specifiche secondo cui le disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata non si applicano alle funzioni relative alla materia “tutela della salute”; la sostenibilità del SSN non può essere garantita attraverso il secondo pilastro; quindi, il SSN deve fornire tutte le prestazioni previste dai Livelli Essenziali di Assistenza, che non possono in alcun modo essere delegati ad assicurazioni, fondi o mutue. La legge di iniziativa popolare prevede inoltre il rafforzamento dei servizi territoriali, con alcuni interventi quali ad esempio: un Programma straordinario nazionale di azione per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e la tutela della salute nei luoghi di lavoro; l’aumento dell’assistenza domiciliare fino ad assistere il 30% degli over 65 entro il 31/12/2028; deve inoltre essere garantito l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in ogni distretto sanitario; un programma di educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’infanzia; attivazione in tutta Italia delle politiche di riduzione del danno per chi ha una dipendenza; garanzia della continuità assistenziale presso la medesima struttura per le persone affette da patologie croniche. Per firmare questo è il link: https://www.salutediritto.it/   Medicina Democratica
June 5, 2026
Pressenza
Donne haitiane costrette a partorire nella paura
Il loro dramma evidenzia la mancanza di diritto alla cura. di Paolo Laforgia (*) Foto: Alter Press La frontiera tra Haiti e Repubblica Dominicana non divide soltanto due Stati. Oggi divide anche l’accesso alla salute. Da quando Santo Domingo ha irrigidito la politica migratoria contro gli haitiani senza documenti, gli ospedali pubblici sono diventati per molte donne incinte un luogo